mercoledì 7 marzo 2018

Di come la mia vita diventi sempre piu' diversa da come l'avevo immaginata

Vi scrivo da una camera di albergo a Torino, dove sono arrivata lunedi per un meeting...domani parto per Napoli per un secondo meeting e finalmente venerdi sera saro' a casa dalla mia famiglia!!
E' tutto molto interessante, ho conosciuto gente molto in gamba e piacevole...ma e' il mio primo viaggio senza la piccoletta e mi fa male il cuore dalla voglia che ho di stringermela tra le braccia e dal vuoto che sento senza di lei...non e' decisamente un tipo di vita che mi piaccia fare ecco. Non ho ancora capito come sia possibile che quella che non voleva lasciare il paesino dei genitori sia finita all'estero e ora pure con un lavoro che implica diversi spostamenti per riunioni e congressi!!!

Poi siamo reduci da giorni mesi piuttosto complicati.
Prima o poi vi raccontero' l'odissea del trasloco e del mese in Italia, ma anche ricominciare da capo qui (anzi la' in Belgio) non e' (stato) per niente facile, soprattutto per il Tecnico che proprio non si capacita del perche' siamo venuti via dagli Usa. Eppure quando abbiamo fatto la nostra bella lista di pro e contro al trasferimento, i pro avevano vinto con un certo vantaggio...ora non ce ne ricordiamo piu' quasi nessuno!!! 
Io sto facendo un lavoro che mi appassiona tanto ma che mi sta stressando parecchio...ho dovuto imparare tante tante cose nuove oltre allo sbrigare la routine e sistemare faccende che erano state lasciate indietro da chi mi sostituiva ad interim (e non la biasimo). Gli orari non sono terribili, ma sistemare la piccoletta all'asilo si e' rivelato molto piu' difficile del previsto e ho dovuto perdere tante ore di lavoro, poi recuperate alla notte e al week end. Con un carico di stress enorme che poi finivo con il rovesciare sul marito.
Il Tecnico si e' trovato in un lab da mettere in piedi e ci hanno messo fino alla settimana scorsa per venire a dipingerlo (bentornati in Europa...), oltre al fatto che lui e il nuovo capo non sono ASSOLUTAMENTE compatibili. A questo aggiungiamo uno stipendio un po' inferiore al previsto (errato calcolo delle tasse da parte nostra), bollette molto piu' alte di quanto preventivato, una casa presa al volo in affitto ma fredda e umida, una lingua complicata da capire/impossibile da parlare e una nostalgia devastante per la nostra vita in America...ci manca la nostra casa di Columbus, la pediatra di A, il suo meraviglioso asilo, gli amici e pure il lavoro!!! 
Io riesco piu' o meno a barcamenarmi e cercare di non cedere allo sconforto, faccio sforzi quotidiani per vedere i lati positivi di tutto, ma il Tecnico sta con le pezze al culo e' piuttosto in difficolta' e inveisce contro il Belgio e i suoi abitanti on a daily basis!
Tanto per aggiungere allegria e spensieratezza siamo stati ammalati a turno tutti e tre per una decina di giorni e mai come allora ho sentito la fatica di essere soli e doversi fare forza nonostante febbre alta e virus vari...tipo che l'adulto con la febbre piu' bassa si occupava degli altri due, anche se non aveva forze. Niente di nuovo per chi sta all'estero, ma vedere i panni che si accumulavano, la casa che era un macello, la piccoletta che pativa tra tosse e reazione all'antibiotico...c'era di che cedere ancora di piu' alla depressione! Soprattutto perche' in tutto questo A, che dormiva tutta la notte da sola nel suo lettino da quando aveva 3 mesi, ha cominciato a non voler stare da nessuna parte se non a letto con noi almeno per addormentarsi e fa scene di 2 ore e piu' prima di dormire....
Dulcis in fundo, sono venuta via in un momento pessimo e mi sento in colpa da morire, verso A e verso il povero Tecnico che si sta smazzando tutto in mia assenza. Come gia' detto abbiamo fatto tanta fatica a trovare un asilo tradizionale perche' qui erano tutti pienissimi e quindi A e' stata per 3 mesi in un asilo famigliare, dove una mamma si occupava di 4 bambini oltre ai suoi 2. La ragazza era molto gentile ma secondo noi molto molto poco affidabile e ogni giorno avevamo il patema che A si facesse male o succedesse qualcosa. Lei pero' andava volentieri, e' molto timida e remissiva e con pochi bimbi, tutti piu' piccoli di lei, e una persona molto materna, si trovava a suo agio. 
Finalmente a febbraio abbiamo trovato posto in un asilo normale...ed e'cominciato il dramma!!! 
La settimana scorsa ha fatto un po' di inserimento con me e gia' si vedeva che non era tanto felice, troppi bimbi (18), di cui alcuni piu' grandi di lei, che mi guardava con gli occhioni sgranati ad ogni spintone o bimbo che urlava o che le toglieva un gioco. Poi da venerdi' l'ha portata il Tecnico e le cose sono precipitate. Dovete sapere che A e' una daddy's girl al 100%, ma tipo che vuole solo lui, mi manda via se mi avvicino a lui, piange quando lui si allontana ecc (come io viva questa cosa ve lo lascio immaginare ma ne parlero' un'altra volta), per cui appena lui l'ha lasciata all'asilo, sono iniziati i pianti cosi' disperati da vomitare. Una pena che non vi dico. Oggi e' il primo giorno (dopo 4) che non ha vomitato dal pianto, ma mi sento comunque una madre di merda incapace, che l'ha costretta a laciare il suo (nostro) amato asilo americano e che non e' li con lei in questo momento cosi' complicato....

Mamma mia che post pesante mi e' venuto...sara' che ho bevuto un Bacardi Breezer (non ne vedevo uno da anni) e mi e' venuta la balla triste...o forse che nella solitudine delle mia stanza posso smettere per un attimo di far finta che vada tutto bene e lagnarmi un po' pure io! :-)

giovedì 15 febbraio 2018

Perdono perdono perdonooooooo

Come si torna in un blog dopo 6 mesi di silenzio senza farsi mandare a cagare stendere?

6 mesi di nulla, non un post, un cenno, un saluto, un segnale di fumo, qualcosa che vi facesse almeno sapere che ero viva e non, che so, affogata nell'oceano insieme al container con tutte le nostre cose.

Avessi almeno la scusa della vita piatta...potrei dire "oh scusate se non ho scritto per tutto questo tempo, ma sapete, nulla di nuovo, solita vita, una noia anche solo a raccontarlo..."

Invece no, sono stati mesi super intensi....il trasloco, 40 traumatici complicati giorni di Italia, il primo compleanno della piccoletta, il trasloco (again), un nuovo paese, un nuovo lavoro per il Tecnico, un nuovo lavoro per me, finalmente una baby sitter per Alice, un Natale vicini ma comunque da soli, mia mamma che ha preso un aereo per venire qui,...e potrei continuare per pagine e pagine...

Forse  il problema e' stato proprio il TROPPO, troppo da dire, troppo da processare, troppo da spiegare...tutto che cambiava cosi' velocemente che se non scrivevo subito che Alice aveva mosso i primi passi, poi non aveva piu' senso farlo perche' dopo 2 settimane gia' correva!

Insomma, ricompaio cosi', con il capo cosparso di ceneri come si confa' al periodo dell'anno...e cerchero' di essere piu' presente...ma non prometto nulla, che so che a mantenere non sono proprio brava ecco! Pero' vi ho letto, tutti, e vi ho scritto mentalmente spesso (post, commenti ai vostri post, risposte alle vostre domande e anche like alle vostre foto...tutto nella mia testa pero').

Vogliatemi bene lo stesso! :-)

giovedì 24 agosto 2017

Breve storia triste

Mercoledi' 23 agosto.
Ore 1:30AM.
24 pacchi gia' chiusi.
Tavolo, sedie e cameretta bimba smontati.
Letto e divano venduti. 
Casa venduta.
Traslocatori in arrivo martedi' 29.
Aereo in partenza giovedi' 31.

"Tecnico, ho cambiato idea, non voglio piu' andare via"
"Credo sia troppo tardi ormai"

martedì 13 giugno 2017

Despacito (lentamente)

Ogni giorno apro il blog per controllare aggiornamenti delle pagine che leggo e commenti ai post, mi rendo conto di non aver scritto nulla negli ultimi due mesi, mi ripropongo di farlo e inizio una bozza... e cosi' sono arrivata a 10 bozze mai finite! Senza contare i post che scrivo mentalmente mentre guido o mentre sono sotto la doccia o in quei pochi minuti a letto prima che gli occhi si chiudano.
Non posso neppure dire che sia solamente una questione di tempo, perche' la piccoletta va a letto abbastanza presto e il tempo per scrivere lo avrei eccome...ma preferisco leggere, cazzeggiare, giocare, forse perche' sono cose che mi svuotano la mente senza richiedere sforzi o anche perche' non prevedono l'uso di un computer, che non ho proprio voglia di aprire dopo che ci sono stata davanti tutto il giorno come succede da mesi.
Infine sono cosi' tante le cose che vorrei raccontare che finisce che mi scoraggio e alla fine non scrivo nulla! Tante cose che avrei voluto dirvi ormai hanno perso di significato, ad esempio alcuni progressi che ha fatto la piccoletta e che sono gia' stati superati da altri ancora piu' grandi.
Vorrei farvi sentire quanto questi 8 mesi siano stati davvero un rollercoaster di cambiamenti ed emozioni, sembra di avere a che fare con una bambina diversa ogni settimana e non smette di sorprenderci come un giorno di colpo inizi a fare qualcosa che prima non sapeva fare. Siamo passati dai versolini alle sillabe, da stare a quattro zampe al cercare di alzarsi in piedi, dal dormire immobile nella culletta al rigirarsi come una matta nel suo lettino!
Vorrei dirvi che la mia ansia e' sparita ma mentirei, pero' devo dire che ha mutato forma, visto che adesso non mi angoscio piu' per me e le mie mille malattie immaginarie ma ovviamente per la piccoletta. Ci sto lavorando tanto sopra pero', perche' non voglio che le mie paranoie limitino la sua liberta'....Pero' ripeto, qualcosa e' cambiata, basta pensare al fatto che il Tecnico in questo momento e' in Europa per un colloquio che potrebbe decidere le nostri sorti nel giro di poche settimane...e io ero un po' agitata di base ma sono andata veramente in ansia solo la sera prima della partenza, sono lontani i tempi del Peru e dei 3 mesi di angosce!! Piu' che altro mi sa che la mia ansia era un po' in difficolta' perche' non sapeva bene su cosa concentrarsi...sul volo aereo del Tecnico, sul dramma di essere da sola con la piccoletta, o sul possibile trasloco oltreoceano con relativo inizio altrove? :-)
Poi non me lo aspettavo, ma il fottuto Tecnico mi manca da morire! Pensavo mi mancasse solo della compagnia in generale, invece vorrei proprio lui! Oggi una cara amica e' stata qui un paio di ore e benche' abbia apprezzato le chiacchere e l'aiuto in casa, mi sento comunque triste e incompleta...a forza di stare io e lui, lui e io, e soprattutto con l'arrivo della bimba, siamo diventati inseparabili temo...sono cosi' abituata a parlare con lui che non mi riesce allo stesso modo con nessun altro, il che per me e' davvero insolito! Devo guarire da questo pericoloso morbo!!
Riguardo all'Europa...boh, non so davvero che dire o che pensare. Credo che non esista neppure una decisione giusta o sbagliata, faremo una scelta sulla base di quelle che saranno le sensazioni del Tecnico di questa settimana e poi vedremo come va, consapevoli del fatto che non c'e' modo di sapere a priori cosa sia meglio fare ma l'importante e' che ci andiamo tutti insieme, ovunque sia.
Vi tengo aggiornati...e prometto di cercare di scrivere di piu'...anche se si sa che sono pessima con le promesse e gli impegni!!!
Grazie a chi mi ha scritto per sapere come andava, amo molto i miei lettori! :-)

giovedì 16 marzo 2017

Fatiche faticose

Il 27 febbraio, ultimo giorno qui dei suoceri, la piccoletta ha cominciato l'asilo nido, alla veneranda eta' di quasi 5 mesi. Sono cosi' abituata a questo sistema americano del cazzo che mi reputo gia' fortunata di averla potuta mandare cosi' "grande" e, nonostante fare i turni a gennaio ci avvia sdrenato, lo rifarei altre mille volte perche' ci ha permesso di tenerla a casa di piu'. 
Sono quindi 3 settimane che va al daycare e come da protocollo dopo soli 7 giorni era gia' ammalata! Prima e' iniziato il raffreddore...poi la congiuntivite...poi la febbre e adesso la tosse. 
Mesi fa il mio capo mi aveva raccontato che all'asilo dei dipendenti universitari dove lei aveva portato i suoi figli, medici e ricercatori erano visti come il fumo degli occhi, perche' non potendo permettersi di stare a casa con i figli malati arrivavano a mandarli a scuola anche con la febbre. Visto che la febbre e' una delle condizioni per cui ti chiamano per portarli a casa, questi genitori spesso davano tachipirina appena svegli e poi mettevano la tachipirina anche nel latte portato all'asilo, in modo che la temperatura rimanesse sempre bassa e non venissero mandati a casa dall'asilo. Ero rimasta davvero scandalizzata, mi sembrava una vera barbarie, egoista e triste per quei piccolini.
Adesso che ci sono dentro pure io pero' un po' lo capisco. 
Intendiamoci, non lo farei mai e continuo a non approvarlo, ma riesco a comprendere meglio la pressione che si avverte e che ti puo' portare a prendere decisioni estreme o comunque molto discutibili. 
Ad esempio, due sere fa come ho detto la piccola aveva la febbre a 38. Le ho dato subito la tachipirina e l'ho messa a letto...pregando che il giorno dopo non l'avesse piu', visto che sarebbe stato quasi impossibile per me o per il Tecnico restare a casa. Lui aveva in programma un grosso esperimento per cui erano gia' state ordinate due sacche di sangue, che certo  non potevano essere sprecate...e io avevo un colloquio via skype (di questo e dei patemi seguenti vi parlero' piu' avanti, quando mi saranno passati gli attachi di panico al solo pensiero) e dovevo terminare di preparare dei campioni che andavano consegnati tassativamente entro mezzogiorno, altrimenti si ritardava tutto di diverse settimane. 
Certo, se la bambina fosse stata molto male sarei rimasta a casa a qualunque costo, ma non e' normale sperare che se deve venirle la febbre e' meglio che succeda quando hai gia' finito in lab...o restare tutto il giorno al lavoro con il cuore pesante al pensiero che stara' tossendo o piangendo perche' fatica a respirare o che non le puliranno il moccio ogni 2 minuti come faccio io.
Stanotte abbiamo passato la notte in bianco, lei a tossire e io a verificare che non soffocasse...e stamattina il capo mi ha concesso di restare a casa a patto che lavorassi da qui. Se il pediatra mi dira' che e' tutto ok, domani tornera' all'asilo, anche se passeremo un'altra notte in bianco per la tosse...e lo so che fanno tutti cosi', ma non riesco a non sentirmi in colpa...

venerdì 10 febbraio 2017

Decisioni

Il nuovo clima politico degli Stati Uniti ci sta mettendo una certa ansia...che per me e' normale visto che tutto mi mette ansia, ma stavolta anche al solitamente imperturbabile Tecnico. 
Non solo ci preoccupa in generale il fatto che il Paese sia in mano a un pazzo senza remore ne' coscienza, con possibili nefaste conseguenze a livello mondiale...siamo abbastanza angosciati anche per la nostra situazione personale. 
Quest'anno scadono entrambi i nostri visti J1 e gia' stiamo avendo diverse rogne perche' il Tecnico avrebbe la famosa regola dei 2 anni da adempiere (cioe' dover restare in Italia per 2 anni prima di poter applicare per un visto diverso)...dovremmo riuscire a risolvere in tempi brevi, ma resta comunque il problema del giro di vite che l'attuale presidente vorrebbe dare al rilascio di nuovi visti. So che la sua intenzione non e' colpire noi post doc e neppure noi italiani in generale, ma la nostra paura e' che le nuove regole finiscano per il danneggiare inavvertitamente anche noi.  Alla luce di questi fatti, ci siamo convinti che convenga cominciare a pensare a qualche piano B (C e D e pure E) nel caso le cose non dovessero andare come vorremmo.
Il Tecnico si e' lanciato a capofitto in questa impresa e sta vagliando con la sua proverbiale precisione certosina possibili offerte di lavoro in Canada e in Europa. Il suo curriculum e la sua lettera di presentazione sono gia' praticamente pronte da giorni...io invece nicchio!
Ma come, direte voi? Sono anni che vi fracasso le palle ammorbo con la storia che ti pesa la distanza, che mi mancano famiglia e amici, che gli Usa erano solo un passaggio temporaneo in attesa di potersi riavvicinare il prima possibile, che il vero ostacolo era solo il Tecnico e il suo desiderio di rimanere qui, ecc ecc...e adesso che mi si prospetta la possibilita' di tornare in Europa, non sono piu' cosi' convinta???
Eh...che vi devo dire...un po' per natura sono una cuor-mai-contento per cui quando sono qui voglio essere la' e quando vado la' vorrei essere li' e quando sono li' vorrei essere qua...ma ci sono anche altre motivazioni.
Della prima ne avevo parlato anche in passato: un conto sarebbe tornare esattamente da dove siamo venuti (cosa che non sogno neppure perche' impossibile da realizzare) ed un altro e' andare in un posto nuovo, anche se piu' vicino all'Italia.
Innanzitutto non e' che abbia tutto questo entusiasmo al pensiero di ricominciare da capo: dover imparare di nuovo come funzionano scuole, sanita', banche, burocrazia...mi sono anche abituata molto bene, perche' negli Usa e' molto facile fare diverse cose pratiche (ad esempio aprire un conto corrente), mentre in molti altri paesi e' un vero dramma che non ho molta voglia di affrontare. Inoltre un trasferimento di questo tipo non risolverebbe i miei drammi della solitudine, in quanto anche se magari mi ritroverei a poche ore di aereo e non piu' 12, comunque nella vita di tutti i giorni sarei comunque da sola. E' vero che qui finora mi sono fatta pochissimi amici e magari non strettissimi, ma su questi pochi so di poter contare in caso di emergenza e ci ho passato molte serate e giornate piacevoli. Tra l'altro, visto come sono andati questi 5 anni, in cui gli ospiti si sono contati davvero sulle dita di una mano, non sono del tutto certa che essere piu' vicina si tradurrebbe in un maggior numero di visite, non necessariamente per cattiva volonta' ma anche semplicemente per il fatto che ognuno ha la sua vita da gestire. Certo, andare da Bologna a Londra per dire e' moooolto piu' fattibile che venire a Columbus, ma richiede comunque soldi, organizzazione e tempo libero. O coraggio, di cui pare che la mia famiglia sia totalmente sprovvista! Tra l'altro il senso di colpa era uno dei miei motori piu' forti al volermi avvicinare e gli ultimi avvenimenti hanno cambiato moltissimo la mia prospettiva a riguardo...
Poi, ed e' forse la cosa piu' importante, mi e' successo quello che mi dicevano tutti anche se io non ci credevo: e' arrivata Alice e tutte le mie priorita' sono cambiate! :-) Prima il fatto che i miei genitori sentissero tanto la mia mancanza e io la loro o la mia solitudine qui erano fattori fondamentali che condizionavano i miei desideri per il futuro, mentre adesso sono davvero molto meno rilevanti. Al momento quello che piu' mi preme e' poter dare alla piccoletta una istruzione di livello discreto e che comprenda almeno la lingua inglese, una buona assistenza sanitaria, una casetta con un piccolo spazio esterno, la possibilita' di comprarle quello che riterro' necessario senza dovermi angosciare per arrivare a fine mese, avere tempo da dedicarle e poco altro. Qui diverse di queste condizioni sono soddisfatte, per cui al momento sarei disposta ad andarmene solo se trovassimo un posto che ci permettesse di darle altrettanto, vicinanza o meno all'Italia. 
In realta' anche per il Tecnico e' tutto cambiato, perche' mentre prima la soddisfazione lavorativa era fondamentale e quindi era contentissimo qui nonostante passasse la vita in lab e avesse pochissime ferie, adesso gli pesa eccome. Per questo e' super motivato a trovare altro, sperando in un posto di lavoro che gli permetta di stare piu' tempo con Alice quotidianamente e di portarla al mare durante le vacanze...insomma, prima lui voleva restare e io andare...ora sono cambiate le priorita' ma invece di convergere verso un obiettivo comune continuiamo ad essere opposti, adesso lui vuole andare e io forse restare :-D
Ovviamente se il nuovo presidente ci caccia ce ne andremo, priorita' o meno...cosi' come se nessun'altro ci vuole e ce lo permettono, resteremo qui comunque! :-D

venerdì 20 gennaio 2017

Il mistero della posta scomparsa

Potrei raccontarvi di come e' andata quando ho cercato di parlare con i miei della mia rabbia...oppure di come sia stato tornare al lavoro dopo la mia luuuuuuuuuunghissima maternity leave ...ma dopo un po' di post rognosi ce ne vogliono un paio un po' piu' leggeri, quindi vi racconto un fatto spassoso.
Ritirare la posta dalla mailbox e' quasi sempre stato un mio compito, quando tornavamo insieme dal lavoro scendevo dalla macchina per farlo mentre il Tecnico parcheggiava in garage...e tale e' rimasto anche dopo che e' nata la piccoletta ed ero a casa in maternita', visto che spesso andare a controllare cosa era arrivato era la mia unica uscita del giorno!
Nelle ultima settimane invece ci e' andato quasi sempre il Tecnico.
E fin qui niente di interessante.
Con l'arrivo del 2017, abbiamo smesso di ricevere posta. 
Ogni giorno il Tecnico si fermava a controllare ma la cassetta della posta era sempre vuota, con suo grande disappunto visto che stavamo aspettando importanti notizie riguardo al visto. 
Al terzo giorno senza ricevere neppure una pubblicita' ho scritto un messaggio sulla pagina Nextdoor degli abitanti della nostra community per chiedere se anche loro avevano avuto problemi e in diversi mi hanno detto che era capitato che a volte non avessero consegnato la posta o dei pacchi si fossero persi. Anzi, il mio messaggio aveva scatenato una vera bagarre, con gente anche delle community vicine che si lamentava e inveiva contro i postini!
Al quarto giorno sono finalmente arrivate due lettere...ma non erano nostre, erano indirizzate ai nostri dirimpettai! E non era la prima volta che la posta dei vicini veniva messa da noi, negli ultimi mesi era gia' capitato 3-4 volte...Il postino stava facendo un gran casino evidentemente!! 
Il Tecnico era sempre piu' nervoso, per cui per cercare di sedarlo alla mattina del quinto giorno ho chiamato incazzata le poste per segnalare il problema. Mi hanno confermato che stavano istruendo un nuovo postino per cui poteva esserci stato qualche disguido, ma che avrebbero controllato al prossimo giro di consegne.
Alle tre del pomeriggio il Tecnico ha visto arrivare il postino e l'ho costretto ad uscire al freddo e al gelo per discutere con lui della questione. Per fortuna e' riuscito a bloccarlo un attimo prima che ripartisse e gli ha spiegato cosa era successo. Il postino ha risposto che, in seguito alla mia segnalazione del mattino, aveva appena aperto la nostra buchetta delle lettere e l'aveva trovata stra-stracolma di posta, cosa che andava avanti da giorni!! Il Tecnico ha ribattutto che era impossibile e a conferma delle sue parole gli ha aperto la nostra cassetta della posta per fargli vedere come fosse invece inesorabilmente vuota...il postino lo ha informato che quella che aveva appena aperto non era la nostra mailbox ma quella dei vicini!!
La spiegazione?
Dovete sapere che nel nostro condominio le casette delle lettere sono a gruppi di 30, per cui ad esempio davanti a casa nostra ci sono 5 paletti di metallo portanti 30 mailbox l'uno. Per una coincidenza assurda, la nostra chiave della posta apre sia la buchetta 22 del palo A (la nostra), sia la buchetta 22 del palo B (quella dei dirimpettai), per cui il Tecnico apriva random quella giusta o quella sbagliata a seconda del livello di stanchezza/stress della giornata! 
Nei mesi scorsi il piu' delle volte prendeva la nostra posta, raramente prendeva quella dei vicini, a volte neppure si accorgeva del problema perche' la trovava vuota in quanto i vicini l'avevano gia' ritirata. 
La prima settimana di gennaio e' stata quella del mio ritorno al lavoro, con stress alle stelle e poche ore di sonno, per cui il Tecnico e' andato sistematicamente ad aprire la cassetta della posta sbagliata per una settimana!! E meno male che nessuno lo ha mai visto, visto che rubare la posta e' reato federale negli Usa!!
Ancora adesso ridiamo al pensiero di quello che e' successo! :-D