lunedì 23 settembre 2019

Non vi lascero' orfani (cit.)

Eccomi qui dopo...boh...un numero non ben precisato di mesi.
Dall'ultima volta che ho scritto ci sono stati un bel po' di avvenimenti, compresi un Tecnico con morbillo alla veneranda eta' di 44 anni, sempre il suddetto Tecnico con una paralisi del nervo facciale che lo ha fatto assomigliare al Joker per 6 settimane (ma con meno trucco) -durante le quali la neurologa, con la proverbiale giovalita' del popolo belga, diceva "dovrebbe tornare come prima ma non e' detto"-, un paio di round di psoriasi mia (mai avuta) e...UN TRASLOCO INTERNAZIONALE! Si', avete letto bene, anzi, lo riscrivo giusto per sottolineralo T R A S L O C O   I N T E R N A Z I O N A L E.
Siamo tornati in Usa, sempre in Ohio, sempre a Columbus. Da una settimana.
Non ho ancora capito come mi sento, cosa ne penso e soprattutto se voglio il divorzio o meno (come ho detto a JFK Airport 7 giorni fa, ma a mia discolpa avevo appena fatto un volo di 9 ore con la febbre a 39, avevamo perso la coincidenza, il volo successivo era dopo 6 ore e la nostra toddler era alquanto ingestibile).
Non so neanche se alla fine hanno vinto i pro Usa, piu' che altro penso che alla fine abbia vinto il Tecnico prendendomi per sfinimento.
Ad essere oggettivi, come ho detto piu' o meno a tutti, costringerlo a restare in un paese che gli faceva schifo e di cui io non ero certo innamorata (anche se mi ero adattata molto bene), aveva poco senso, considerando che l'alternativa era un posto che lui adorava e in cui tutto sommato ero stata felice.
Adesso lo dico cosi, come se ci credessi davvero, ma non e' stata una decisione semplice, per tante ragioni tra cui il fatto che mio papa' ha cominciato la chemioterapia 5 giorni prima della mia partenza e il pensiero che succeda qualcosa mentre sono cosi lontana non mi da' pace. O l'enorme attaccamento di mia figlia a mio suocero, per cui fatico a pensare di sfilacciare un rapporto cosi bello. O l'avere un lavoro che mi piaceva tantissimo e mi stava dando tante soddisfazioni.
E anche solo per il fatto che io ODIO I CAMBIAMENTI. 
Lo so, sembra assurdo vista la vita che sto facendo da qualche anno a questa parte, ma io davvero sarei voluta rimanere a vivere "Nella provincia denuclearizzata, A sei chilometri di curve dalla vita", negli stessi posti, con gli stessi amici, vicino ai miei genitori. Avrei dovuto pensarci prima di innamorarmi di uno come il Tecnico, ma ero giovane, si fanno tanto cazzate...:-D
Insomma, eccomi di nuovo qui, in un posto che mi e' famigliare e al tempo stesso un po' estraneo, che annuso con circospezione e a cui faccio resistenza, mentre dentro di me urlo (come fa la mia piccoletta) "non vuoleeeeeeeeee". Cerco di restare indifferente ai cieli sconfinati, agli scoiattoli che mi razzolano nel giardino, ai parchi bellissimi e curati che la piccoletta adora, ai supermercati aperti ad ogni ora e anche all'asciugatrice. 

Riguardo al blog, mi sembra ormai evidente con non sono piu' capace di aggiornarlo con regolarita' e un post ogni 6 mesi mi sembra abbia poco senso... ma se tutto va bene "non vi lascero' orfani" e tornero' presto da un'altra parte. Vi tengo aggiornati!
 

mercoledì 3 aprile 2019

Non ci credo pero'...

Io penso che qualcuno ci abbia fatto il malocchio. Generalmente non sono una persona che crede a queste cose eh, pero' il dubbio viene...
Da dicembre in poi siamo stati malati piu' volte, per fortuna quasi sempre alternati in modo che l'adulto meno malato potesse prendersi cura degli altri due occupanti della casa. In rari casi anche tutti e 3 insieme, in quel frangente l'adulto che aveva la temperatura piu' bassa faceva da infermiere/badante (secondo l'eta' del malato) cuoco e autista agli altri due.
Insomma, non ce la facciamo proprio piu'.
In tutto questo i nonni sono stati come sempre "missing in action", mugolano e piagnucolano in segno di solidarieta' attraverso Skype, ma prendere un aereo e venire a fare assistenza o anche solo sostegno psicologico dal vivo non li sfiora neppure per sbaglio. Mia mamma come sempre si offre di prendersi cura della piccoletta se gliela portiamo a domicilio.
Le ultime due settimane sono state le peggiori.
Prima ha inziato A con la varicella, poi dopo 2 giorni mi hanno diagnosticato la polmonite (per fortuna in forma leggera) e prima ancora che fossi guarita completamente al Tecnico e' venuta una brutta bronchite.
Venerdi siamo tornati tutti  pimpanti (piu' o meno) al lavoro e all'asilo. Sabato sera mi e' venuta la febbre, che e' continuata almeno fino a ieri, poi ho smesso di misurarmela per protesta. Da lunedi' notte anche la piccoletta ha la febbre alta e stanotte e' toccato al Tecnico svegliarsi con brividi e temperatura vicino ai 39. Voglio mori'.  
Io speriamo che ce la caviamo.

mercoledì 27 febbraio 2019

Preoccupanti statistiche

Apro il blog quasi ogni giorno piu' che altro per vedere se ci sono aggiornamenti negli altri blog che leggo e seguo...e mi sono accorta di una cosa imbarazzante: il primo anno del blog (2013) ho scritto piu' di 100 post, che si sono dimezzati in modo quasi costante anno dopo anno fino ad arrivare al triste picco negativo del 2018 (3!!!). Oltre a confermare come il 2018 sia stato un anno demmerda annus horribilis, posso giustificare i pochi post dal 2016 in poi come la naturale conseguenza del meno tempo libero dovuto alla nascita della piccoletta, ma il declino era gia' cominciato dal secondo anno! E' proprio vero che la costanza non e' certo la mia virtu' migliore, si vede anche da queste cose. C'e' speranza pero', perche' il 2019 e' appena cominciato e ho gia' scritto piu' cose che nell'intero 2018! Adesso devo lavorare un po' sui contenuti, ho riletto alcuni miei post del primo anno ed erano molto piu' spassosi, mi sto chiaramente trasformando in una vecchia brontolona!

mercoledì 6 febbraio 2019

Karma confuso - Lato Usa+Belgio

E quando tutto sembrava aver preso una direzione ben precisa. (che, sia chiaro, non avevo ancora deciso se fosse positiva o negativa esendo pure io bipolare tipo "should I stay or should I go")...tutto e' finito in un niente di fatto. Dopo che la possibile futura capa aveva fatto una serie di passi che parevano definire sempre piu' concretamente la mia assunzione (scambio di mail con le risorse umane e il dipartimento che definisce il salario, mail di conferma che posizione e stipendio mi potessero andare bene, telefonata con una delle mie referenze, mail con i progetti che avrebbe voluto farmi fare per capire se potessi essere interessata, ecc), di colpo mi scrive che in realta' le sarebbero servite 2-3 settimane per capire bene se ero la persona adatta alla sua situazione. Io ho la netta impressione che si stia tirando indietro ma il Tecnico cerca di rassicurarmi (dicendo che sono la solita paranoica), invece dopo 2 giorni arriva la conferma che ha deciso di non prendermi...cosi, senza una spiegazione precisa se non che i suoi superiori le avevano consigliato di prendere qualcuno meno preparato ed esperto di me. Ci sono rimasta malissimo a dir poco. Che lo so che sembra assurdo, vista la premessa che neppure io so cosa voglio, ma per come sono fatta  sono le attese che mi uccidono, ho bisogno che il destino mi prenda per mano e decida per me e pensavo lo avesse fatto. Invece no, le cose non sono mai semplici. Effettivamente era una situazione troppo ottimale perche' si concretizzasse al primo colpo, cosi, senza sofferenza...e dopo tutti questi anni dovrei ormai saperlo che a me e al Tecnico non va MAI di culo, MAI! :-D
Oltre alla delusione, mi e' venuta tutta una serie di paranoie, tipo che  una delle mie referenze non mi sia stata di supporto (e saprei anche chi potrebbe essere...), il che sara' un problema anche per eventuali domande di lavoro successive...
In tutto questo invece il Belgio ha deciso di smentire tutte (va beh, a parte il meteo, quello e' indifendibile) le brutte cose che il Tecnico ha detto contro di lui negli ultimi mesi, nella fattispecie: e' difficilissimo trovare lavoro, i belgi sono tutti cattivi, gli stipendi non sono il massimo, le bollette sono costosissime e il tax return non sara' mai alto come quello americano. Infatti da quando lui ha finalmente ricominciato a lavorare, gli sono arrivate almeno altre 3 offerte di lavoro, a conferma della mia teoria che avendo tolto la precedente esperienza fallimentare, il fatto di non risultare che avesse lavorato in Belgio era un deterrente. Inoltre gli hanno dato il sussidio di disoccupazione, che non si aspettava...il nuovo stipendio e' migliore...ci hanno ridotto le bollette di gas e acqua perche' si sono accorti che stavamo pagando troppo e ci e' arrivato un rimborso tasse notevolissimo! Inoltre nel suo nuovo lab sono anche gentilissimi, molto organizzati e gli stanno dando la possibilita' di crescere in modo indipendente.
Ecco, karma, parliamone...cosa stai cercando di dirmi?
Ci ho messo mesi per convincermi che il ritorno in Usa potesse essere un'opzione da non scartare a priori...e in pochi mesi sembrava davvero che diventasse realta' e quindi mi stavo gia' settando su nuove frequenze, permettendomi di riaprire quel capitolo che pensavo chiuso...e ora? Boh!
Al lavoro sto facendo una gran fatica, cerco di dare il massimo come se dovessi restare ma al tempo stesso ogni tanto mi chiedo che senso abbia sbattermi per sistemare cose di cui forse beneficeranno gli altri...
Mi ritrovo a mandare domande di lavoro in Usa a raffica, abbassando sempre di piu' le mie aspettative...e al tempo stesso mi fa incazzare doverlo fare visto che un lavoro ce l'ho, nessuno mi vuole cacciare e nonostante alti e bassi mi piace e sembra riuscirmi discretamente. Ammetto che mi da' anche fastidio avere la sensazione di essere quella che fa sempre le cose per bene (cerca di non litigare con i capi, si sforza di andare d'accordo con tutti,..) e poi comunque non serve a nulla, tocca ricominciare di nuovo.
Non so convincermi a iniziare un corso di fiammingo perche' se a fine estate andiamo via non ha senso...e al tempo stesso se poi restiamo prima lo faccio e meglio sarebbe.
Mi rendo conto di stare investendo molto meno nelle mie amicizie qui, perche' se poi devo lasciarle voglio almeno soffrire un pochino meno del solito. E al tempo stesso isolamento e solitudine sono la cosa di cui ho meno bisogno in questo momento in cui picchierei la testa contro gli spigoli.
Lo so che non abbiamo ancora deciso nulla ma gia' il fatto di non poterne parlare praticamente con nessuno qui e' pesantissimo, mi sento una traditrice e una falsa quando il mio capo parla di progetti futuri o di prospettive per me. Infatti ieri alla fine del lab meeting mi ha chiesto se avevo altro da dirle e il mio subconscio ha risposto "no, non ancora...".
Spero al prossimo post di avere novita' piu' interessanti o almeno di essere di un umore meno tetro, che mi sono venuta a noia da sola!

venerdì 25 gennaio 2019

Karma bipolare - lato USA

Dopo numerose notti insonni, risvegli di inaspettato ottimismo seguiti da ore di cupo pessimismo, lunghe liste di logici quanto inutili pro e contro, rabbiose recriminazioni contro il Tecnico alternate a proclami di amore indiscriminato...I gave up, ci ho rinunciato! :-) La verita' e' che non credo esista una scelta giusta o sbagliata a priori e se avremo fatto una cazzata o meno lo scopriremo solo a cose fatte. Forse neppure subito, ci potrebbero volere anni. Forte di questo scampolo di illuminata introspezione, ho deciso che la cosa piu' intelligente (!) era lasciar fare al caso, play dead e lasciarmi trascinare dalla corrente come un tronco. Ho smesso di lottare contro il Tecnico, e non certo per arrendevolezza o sottimissione matrimoniale (quello mai!), ma semplicemente perche' era uno spreco inutile di energie. E' innegabile che lui abbia fatto una cazzata a licenziarsi senza una buona alternativa, che avrebbe dovuto fare qualche sforzo in piu' per adattarsi a questo paese e che dovrebbe togliere gli occhiali rosa con cui guarda sempre l'altrove...ma di fatto le cose sono andate come sono andate, lui e' fatto cosi, e a che serve che io mi chiuda sulle mie posizioni barricandomi dietro la mia "ormai abbiamo fatto questo grosso passo e dobbiamo farcela andare bene"? Una persona recentemente mi ha detto "Don’t cling to a mistake simply because you spent a lot of time making it"...io non lo se venire qui sia stato un errore o meno, ma se lo e' stato, per quanto enorme, non mi ci posso aggrappare solo perche' e' stato faticoso e costoso. E se anche non lo e' stato, mi ritrovo comunque con un marito infelice e non posso ignorarlo perche' sono Giovanna d'Arco e quindi detentrice della verita'.
Insomma, tutto questo preambolo scritto in italiano del settecento (che da quando lavoro in inglese la mia lingua madre ha lasciato il posto ad uno strano idioma desueto e anacronistico) per dire che nell'ultimo mese abbiamo deciso di sondare il terreno in USA piu' concretamente per capire che possibilita' reali ci fossero...che farsi dei gran viaggi mentali e' bello eh, ma ci servono due stipendi per tirare a campare! :-D
Il capo precedente del Tecnico, che sembrava lo rivolesse ad ogni costo e pur di tentarlo stava cercando qualcosa per me nello stesso posto (il famoso lavoro che non mi piaceva di cui parlavo nel post di dicembre), a inizio gennaio ci da' buca preferendo qualcuno a suo dire meno bravo ma subito disponibile perche' non legato a necessita' di visto (per noi si parla di 6-8 mesi). 
Un ex collega del Tecnico, che gia' lo dava per rientrante, ci mette in contatto con un nuovo prof che forse cerca qualcuno per il suo lab. 
Seguono interviste skype per entrambi, ci dice che e' molto interessato, soprattutto a me, ma deve valutare che disponibilita' economica ha per il lab. Poco dopo il primo rifiuto, anche lui dice che al momento non riesce ma che ha sottomesso alcune domande di finanziamento e spera magari di farcela in futuro. Nel frattempo ci da' una lista di altri nuovi prof da contattare ed entrambi mandiamo mail ad alcuni di loro a seconda del nostro background. 
Ho una interview skype con uno di questi, mi prenderebbe subito ed e' disposto anche ad aspettare i tempi del visto....io pero' non sono convinta, piu' mi descrive cosa vorrebbe che facessi e piu' mi sembra che sarebbe perfetto piu' per il Tecnico che per me (che non gli aveva scritto pensando di non essere adatto)...alla fine li metto in contatto ed effettivamente e' un match perfetto, poco dopo arriva gli fa una buona offerta di lavoro. 
Io intanto brancolo un po' nel buio. 
Passano tipo 5 giorni e mi scrive una mail una giovane prof italiana, a Columbus da pochi anni...ha saputo dal (forse) futuro capo del Tecnico che ero in cerca di lavoro e vorrebbe parlare. Ci sentiamo una sera, mi descrive il suo lab e mi dice che ha una tecnica che gli fa anche la gestione del lab...(io mi sento morire perche' sarebbe ottimo per me, un po' di lavoro al bancone e un po' di management)...e che due giorni prima le ha detto che a marzo se ne andra', per cui ha proprio libero quel posto e io sarei la persona giusta, con abbastanza esperienza di ricerca da seguire i suoi studenti e gestire il lab. Aspetta solo la conferma da HR per capire che tipo di salario mi puo' offrire e poi mi fara' una proposta. E il suo lab e' di fronte a quello dove andrebbe il Tecnico...vicini ma non nello stesso posto e' sempre stata la soluzione ideale per noi!
Sembra che le stelle ci abbiano dato una risposta, no?
No, o almeno non cosi' chiaramente, come vedremo nella seconda puntata, quella sul Belgio! :-)

domenica 6 gennaio 2019

Passare oltre - parte II

Come sapete, da quella mail del post precedente i rapporti con mia sorella non solo non sono migliorati, ma direi decisamente peggiorati e soprattutto da quando mi sono trasferita in USA la crepa che c'e' sempre stata tra noi e' praticamente diventata una fossa delle Marianne. Poi siamo tornati in Europa, anche con lo scopo di far vivere un po' piu' la famiglia alla piccola...ma dopo un anno e' chiaro che se non andiamo noi, qui vengono solo gli amici. Mia mamma a dire il vero e' anche venuta l'anno scorso dopo Natale...4 giorni in cui nei collegamenti skype mio papa' si lamentava della solitudine dicendo che non l'avrebbe mai piu' lasciata partire da sola e mia sorella piagnucolava perche' doveva cucinare per papa' e stirarsi i panni della sua famiglia. Io pero' sono costretta a fare la chiamata skype tutte le sere e fargli vedere la nipotina...altrimenti drammi e musi lunghi. Peccato che poi alla fine parlo solo con mamma, perche' papa' fissa la TV e al massimo saluta al volo...e se a cena ci sono anche sorella e famiglia, mangiano tutti allegramente dandomi le spalle e richiamando l'attenzione di mia mamma su problemi insormontabili tipo che manca il sale a tavola o un bicchiere...
Insomma,  quest'anno sono arrivata a Natale gia' un po' incazzata, perche' noi non potevamo andare in Italia e a nessuno della mia famiglia e' venuto in mente che potesse farci piacere avere qui qualcuno...poi avrei voluto che mandassero qualcosa per Natale per mia figlia (non per avidita' ma per lei, che per ora e' molto piu' interessata ad un regalo da scartare che ai soldi che mia mamma ha comunque dato) e magari un pacchettino di cose buone per noi, come fanno da sempre i suoceri in questo periodo... infine ho mandato un regalo ai nipoti e solo mia nipote mi ha ringraziato. Piccole cose, ma gia' ero di umore pessimo quando il 26 hanno aperto skype dicendo che avevo 2 minuti di tempo perche' c'era la partita in televisione e non potevano stare ad ascoltarmi. Mi sono incazzata a bestia, ma mica per la cosa in se', proprio per tutte le varie altre accumulate in questi anni. Ho chiuso la comunicazione e mandato a mia sorella questo messaggio:

Te lo scrivo qui perché tanto con la mamma è inutile parlare e papà si offende. Non è la partita di oggi, sono le chiamate in cui la mamma è l'unica che parla con me perché voi siete impegnati a mangiare, sono le chiamate giornaliere in cui papà è sullo sfondo in silenzio e fissa la tv, è tuo figlio che neppure si degna di venire a salutare, sei tu che non ci sei mai, è il fatto di essere voluta venire più vicina perché mia figlia avesse una famiglia e invece rendermi conto che come al solito se non sono io a venire da voi non viene nessuno. Sono stanca e non ho sinceramente più voglia di lottare per qualcosa che evidentemente interessa solo a me. E va bene così eh, non si può forzare l'affetto, né in te né in papà né in nessun altro, ma almeno che non senta più la mamma dire "siamo una famiglia unita" perché non è vero. Lo siete voi, forse. Io avrò le mie colpe e non voglio neppure discutere di chi sia la responsabilità, ma almeno la mia bimba si meritava un po' di più, da tutti. E sono delusa e incazzata ma non voglio neppure più pensarci o litigare, giustamente è ora che accetti che questa é la realtà e smettere di cercare di cambiarla.

Risposta: "scusa adesso ho un problema da risolvere e non riesco a scriverti, poi penso a cosa hai voluto dire e ti rispondo"
Non l'ha fatto.
Penso che non ci sia piu' niente da dire, per quanto mi addolori da morire e siano due settimane che piango, davvero non c'e' altro da fare che accettare la realta'. Avra' le sue ragioni, forse un giorno me le dira' o forse non le sapro' mai, ma di certo non posso continuare a sperare in qualcosa che non puo' succedere ne' a umiliarmi nel chiederlo. Per questo ho deciso di chiudere del tutto i rapporti con lei, quelli reali e soprattutto quelli social, che per lei sembrano quasi piu' importanti di quelli veri. Mi sembra ipocrita che  lei possa vedere le mie foto, sapere cosa faccio e dove vado, vedere i progressi di mia figlia e condividere le sue foto con tanto di cuoricini...e poi nella vita reale non mostrare il minimo interesse. 
Ora aspetto al varco la cazziata dei miei genitori, che come al solito diranno che sono stata cattiva e che lei e' solo poco espansiva...spero solo che mi passi presto questa sensazione di fallimento e l'eterna convinzione che sotto sotto sia colpa mia se non sono stata in grado di farmi voler bene. Anche dai miei genitori, che pero' non ho il coraggio di escludere dalla mia vita.

mercoledì 2 gennaio 2019

Passare oltre - parte I

Comincio il mio racconto dal passato, perche' mi sembra il modo migliore per spiegare/giustificare le scelte del presente...e lo faccio in 2 parti, non per creare suspense, ma per evitare di scrivere un post di 12 pagine :-)
Un po' di background...chi legge il blog da un po' lo sa bene, che i rapporti con la mia unica sorella non sono certo idilliaci, e non lo sono mai stati. Forse i troppi anni di differenza, le scelte opposte, le fatiche della vita, non lo so...fatto sta che questa e' sempre stata una gran spina nel fianco per me, una piccola sofferenza che mi porto dietro e mi fa piangere ogni volta che vedo dei fratelli in grado di volersi bene. Io mi posso prendere tutte le colpe del mondo, il suo rancore parte sicuramente da molto lontano perche' me la ricordo cosi da sempre e devo aver combinato qualcosa di grosso se la sua rabbia e' rimasta immutata per 39 anni, e io non sono certo una santa, ma so di averci almeno provato. Prima dicendolo a lei e, trovandomi davanti un muro di gomma, parlandone con i miei per vedere se fosse possibile capire cosa era successo e cosa fare. Niente, tutti negano che ci sia un problema, lei e' solo poco espansiva e non ha tempo da perdere, per questo non ci sentiamo mai, non mi chiede come sta la mia bimba e non le fa mai regali, non perde occasione per criticare ogni mia scelta. 
Nel 2008 mi hanno mandato a fare uno stage di alcuni mesi (forse 3-5) a Perugia. Come ho detto spesso, avevo passato il dottorato a rifiutare ogni proposta di andare all'estero perche' non volevo allontanarmi troppo dalla famiglia e dal fidanzato (e poi dici il karma...), e pure Perugia mi pareva troppo distante!! Stavo scendendo in treno per passare alcuni giorni in un albergo e intanto cercare casa per i mesi successivi, erano i miei primi viaggio e permanenza da sola ed ero spaventata. Ad un certo punto mi ha chiamato mia sorella e mi ha detto che erano arrivate le risposte dell'istologico di papa': adenocarcinoma, stadio avanzato. Facevo ricerca sul cancro, quindi sapevo bene cosa voleva dire, e mi e' crollato il mondo addosso. Mi sono sentita sola e schiacciata dalla paura. Nei giorni seguenti ci siamo sentite spesso con gli aggiornamenti su come stava andando, cosa dicevano i medici, ecc e una sera, al pc dell'albergo, ho scritto questa mail a mia sorella:

Ciao sorellina,
mettiti seduta che mi sa che andrò per le lunghe... a parte gli scherzi e le battute, volevo dirti che sono stata davvero contenta di sentirti così spesso in questi giorni, mi fa così piacere sentire che ti interessi a me, mi agggiorni su come va a casa e su come sto...mi sento come se avessi FINALMENTE una sorella!! Non parlo di affetto, lo so che in fondo in fondo in fondo mi vuoi bene e me ne hai sempre voluto, ma ho sempre sentito la mancanza di un vero rapporto fraterno con te...le età molto diverse, così come i rispettivi caratteri, le scelte di vita diametralmente opposte o quasi non ci hanno di certo aiutato a costruire un legame che andasse al di là del volersi solo bene...ma mi manca sentirti vicina, mi manca sapere che posso contare su di te e che tieni a me e alla mia felicità, che sei felice quando raggiungo qualcosa di importante, che sei preoccupata quando sto male e non pensi che siano i soliti vaneggiamenti da bambina viziata e abituata ad attirare l'attenzione! So che sono stata una bambina così e immagino che da sorella non sia stato facile sopportarmi...ma adesso penso di essere cresciuta e grazie alla psicologa anche molto maturata...e magari potremmo essere più amiche che non sorella mamma e sorella figlia, no? Con la psicologa ho parlato mille volte di te, e non come penserai per farle capire quanto fosse cattiva e stronza mia sorella, ma per dirle quanto sentissi il bisogno di averti più vicina...quanto mi bastasse un minimo avvicinamento tuo per pensare che magari le cose fossero cambiate e poi ritornare nella solita freddezza...il Tecnico mi ha visto un sacco di volte tornare da casa dei nostri genitori in lacrime perchè tu mi avevi in qualche modo ferito, anche senza volerlo o anche solo perchè io sono ipersensibile...Ti ripeto che mi rendo conto che non sono una sorella facile, per la predilezione che ha la nonna per me mentre con te è stronzissima, per la festa che mi fanno ogni volta che torno e a te no perchè sei sempre presente, per la mia vita che sembra così spensierata e libera...non dico che tu sia invidiosa, ma un certo fastidio mi sembra normale...vorrei però che sapessi che non è tutto così bello e semplice, che a volte sono io ad invidiare la tua vita "normale", matrimonio, figli e casa vicino ai nostri genitori, mentre io mi sento sempre così in colpa per mancare quando hanno bisogno. E due anni fa, prima di andare in terapia, non so dove sarei finita senza il Tecnico, perchè non volevo far preoccupare troppo mamma e papà e cercavo di minimizzare un po', ma oltre all'ansia era subentrata anche la depressione ed ero davvero stanca di combattere...e anche allora avrei voluto averti vicino e chiederti aiuto ma non ne ho avuto il coraggio! Non ti dico questo per farti sentire in colpa, per carità, ho fatto lo stesso anche io con te credo...quando hai avuto l'aborto e scoperto il lupus sono stata malissimo per te, ma anche lì non ti sono certo stata vicina o dato conforto...Quando papà si è fatto male e ho realizzato che i miei genitori stavano comunque invecchiando e potevo perderli, ho pensato anche che siamo ovviamente destinate a restare io e te...e non voglio che restiamo due semi estranee, voglio avere ancora un legame che mi faccia tornare a casa!
Adesso la smetto, che tu ti sarai addormentata sulla tastiera e io sto sporcando di moccio il tavolino della stanza congressi!!!
Appena inviata questa mail la cancellerò e negherò di averla mai scritta...o al massimo invocherò l'incapacità di intendere e volere dovuta alla lontananza!
Ti voglio bene sorellastra!!


Non mi ha mai risposto. Ha detto che lo avrebbe fatto, ma dopo 10 anni dubito che possa ancora succedere....Per un po' ci siamo sentite un po' di piu', poi tutto e' tornato al solito cioe' zero interazioni.