domenica 6 gennaio 2019

Passare oltre - parte II

Come sapete, da quella mail del post precedente i rapporti con mia sorella non solo non sono migliorati, ma direi decisamente peggiorati e soprattutto da quando mi sono trasferita in USA la crepa che c'e' sempre stata tra noi e' praticamente diventata una fossa delle Marianne. Poi siamo tornati in Europa, anche con lo scopo di far vivere un po' piu' la famiglia alla piccola...ma dopo un anno e' chiaro che se non andiamo noi, qui vengono solo gli amici. Mia mamma a dire il vero e' anche venuta l'anno scorso dopo Natale...4 giorni in cui nei collegamenti skype mio papa' si lamentava della solitudine dicendo che non l'avrebbe mai piu' lasciata partire da sola e mia sorella piagnucolava perche' doveva cucinare per papa' e stirarsi i panni della sua famiglia. Io pero' sono costretta a fare la chiamata skype tutte le sere e fargli vedere la nipotina...altrimenti drammi e musi lunghi. Peccato che poi alla fine parlo solo con mamma, perche' papa' fissa la TV e al massimo saluta al volo...e se a cena ci sono anche sorella e famiglia, mangiano tutti allegramente dandomi le spalle e richiamando l'attenzione di mia mamma su problemi insormontabili tipo che manca il sale a tavola o un bicchiere...
Insomma,  quest'anno sono arrivata a Natale gia' un po' incazzata, perche' noi non potevamo andare in Italia e a nessuno della mia famiglia e' venuto in mente che potesse farci piacere avere qui qualcuno...poi avrei voluto che mandassero qualcosa per Natale per mia figlia (non per avidita' ma per lei, che per ora e' molto piu' interessata ad un regalo da scartare che ai soldi che mia mamma ha comunque dato) e magari un pacchettino di cose buone per noi, come fanno da sempre i suoceri in questo periodo... infine ho mandato un regalo ai nipoti e solo mia nipote mi ha ringraziato. Piccole cose, ma gia' ero di umore pessimo quando il 26 hanno aperto skype dicendo che avevo 2 minuti di tempo perche' c'era la partita in televisione e non potevano stare ad ascoltarmi. Mi sono incazzata a bestia, ma mica per la cosa in se', proprio per tutte le varie altre accumulate in questi anni. Ho chiuso la comunicazione e mandato a mia sorella questo messaggio:

Te lo scrivo qui perché tanto con la mamma è inutile parlare e papà si offende. Non è la partita di oggi, sono le chiamate in cui la mamma è l'unica che parla con me perché voi siete impegnati a mangiare, sono le chiamate giornaliere in cui papà è sullo sfondo in silenzio e fissa la tv, è tuo figlio che neppure si degna di venire a salutare, sei tu che non ci sei mai, è il fatto di essere voluta venire più vicina perché mia figlia avesse una famiglia e invece rendermi conto che come al solito se non sono io a venire da voi non viene nessuno. Sono stanca e non ho sinceramente più voglia di lottare per qualcosa che evidentemente interessa solo a me. E va bene così eh, non si può forzare l'affetto, né in te né in papà né in nessun altro, ma almeno che non senta più la mamma dire "siamo una famiglia unita" perché non è vero. Lo siete voi, forse. Io avrò le mie colpe e non voglio neppure discutere di chi sia la responsabilità, ma almeno la mia bimba si meritava un po' di più, da tutti. E sono delusa e incazzata ma non voglio neppure più pensarci o litigare, giustamente è ora che accetti che questa é la realtà e smettere di cercare di cambiarla.

Risposta: "scusa adesso ho un problema da risolvere e non riesco a scriverti, poi penso a cosa hai voluto dire e ti rispondo"
Non l'ha fatto.
Penso che non ci sia piu' niente da dire, per quanto mi addolori da morire e siano due settimane che piango, davvero non c'e' altro da fare che accettare la realta'. Avra' le sue ragioni, forse un giorno me le dira' o forse non le sapro' mai, ma di certo non posso continuare a sperare in qualcosa che non puo' succedere ne' a umiliarmi nel chiederlo. Per questo ho deciso di chiudere del tutto i rapporti con lei, quelli reali e soprattutto quelli social, che per lei sembrano quasi piu' importanti di quelli veri. Mi sembra ipocrita che  lei possa vedere le mie foto, sapere cosa faccio e dove vado, vedere i progressi di mia figlia e condividere le sue foto con tanto di cuoricini...e poi nella vita reale non mostrare il minimo interesse. 
Ora aspetto al varco la cazziata dei miei genitori, che come al solito diranno che sono stata cattiva e che lei e' solo poco espansiva...spero solo che mi passi presto questa sensazione di fallimento e l'eterna convinzione che sotto sotto sia colpa mia se non sono stata in grado di farmi voler bene. Anche dai miei genitori, che pero' non ho il coraggio di escludere dalla mia vita.

mercoledì 2 gennaio 2019

Passare oltre - parte I

Comincio il mio racconto dal passato, perche' mi sembra il modo migliore per spiegare/giustificare le scelte del presente...e lo faccio in 2 parti, non per creare suspense, ma per evitare di scrivere un post di 12 pagine :-)
Un po' di background...chi legge il blog da un po' lo sa bene, che i rapporti con la mia unica sorella non sono certo idilliaci, e non lo sono mai stati. Forse i troppi anni di differenza, le scelte opposte, le fatiche della vita, non lo so...fatto sta che questa e' sempre stata una gran spina nel fianco per me, una piccola sofferenza che mi porto dietro e mi fa piangere ogni volta che vedo dei fratelli in grado di volersi bene. Io mi posso prendere tutte le colpe del mondo, il suo rancore parte sicuramente da molto lontano perche' me la ricordo cosi da sempre e devo aver combinato qualcosa di grosso se la sua rabbia e' rimasta immutata per 39 anni, e io non sono certo una santa, ma so di averci almeno provato. Prima dicendolo a lei e, trovandomi davanti un muro di gomma, parlandone con i miei per vedere se fosse possibile capire cosa era successo e cosa fare. Niente, tutti negano che ci sia un problema, lei e' solo poco espansiva e non ha tempo da perdere, per questo non ci sentiamo mai, non mi chiede come sta la mia bimba e non le fa mai regali, non perde occasione per criticare ogni mia scelta. 
Nel 2008 mi hanno mandato a fare uno stage di alcuni mesi (forse 3-5) a Perugia. Come ho detto spesso, avevo passato il dottorato a rifiutare ogni proposta di andare all'estero perche' non volevo allontanarmi troppo dalla famiglia e dal fidanzato (e poi dici il karma...), e pure Perugia mi pareva troppo distante!! Stavo scendendo in treno per passare alcuni giorni in un albergo e intanto cercare casa per i mesi successivi, erano i miei primi viaggio e permanenza da sola ed ero spaventata. Ad un certo punto mi ha chiamato mia sorella e mi ha detto che erano arrivate le risposte dell'istologico di papa': adenocarcinoma, stadio avanzato. Facevo ricerca sul cancro, quindi sapevo bene cosa voleva dire, e mi e' crollato il mondo addosso. Mi sono sentita sola e schiacciata dalla paura. Nei giorni seguenti ci siamo sentite spesso con gli aggiornamenti su come stava andando, cosa dicevano i medici, ecc e una sera, al pc dell'albergo, ho scritto questa mail a mia sorella:

Ciao sorellina,
mettiti seduta che mi sa che andrò per le lunghe... a parte gli scherzi e le battute, volevo dirti che sono stata davvero contenta di sentirti così spesso in questi giorni, mi fa così piacere sentire che ti interessi a me, mi agggiorni su come va a casa e su come sto...mi sento come se avessi FINALMENTE una sorella!! Non parlo di affetto, lo so che in fondo in fondo in fondo mi vuoi bene e me ne hai sempre voluto, ma ho sempre sentito la mancanza di un vero rapporto fraterno con te...le età molto diverse, così come i rispettivi caratteri, le scelte di vita diametralmente opposte o quasi non ci hanno di certo aiutato a costruire un legame che andasse al di là del volersi solo bene...ma mi manca sentirti vicina, mi manca sapere che posso contare su di te e che tieni a me e alla mia felicità, che sei felice quando raggiungo qualcosa di importante, che sei preoccupata quando sto male e non pensi che siano i soliti vaneggiamenti da bambina viziata e abituata ad attirare l'attenzione! So che sono stata una bambina così e immagino che da sorella non sia stato facile sopportarmi...ma adesso penso di essere cresciuta e grazie alla psicologa anche molto maturata...e magari potremmo essere più amiche che non sorella mamma e sorella figlia, no? Con la psicologa ho parlato mille volte di te, e non come penserai per farle capire quanto fosse cattiva e stronza mia sorella, ma per dirle quanto sentissi il bisogno di averti più vicina...quanto mi bastasse un minimo avvicinamento tuo per pensare che magari le cose fossero cambiate e poi ritornare nella solita freddezza...il Tecnico mi ha visto un sacco di volte tornare da casa dei nostri genitori in lacrime perchè tu mi avevi in qualche modo ferito, anche senza volerlo o anche solo perchè io sono ipersensibile...Ti ripeto che mi rendo conto che non sono una sorella facile, per la predilezione che ha la nonna per me mentre con te è stronzissima, per la festa che mi fanno ogni volta che torno e a te no perchè sei sempre presente, per la mia vita che sembra così spensierata e libera...non dico che tu sia invidiosa, ma un certo fastidio mi sembra normale...vorrei però che sapessi che non è tutto così bello e semplice, che a volte sono io ad invidiare la tua vita "normale", matrimonio, figli e casa vicino ai nostri genitori, mentre io mi sento sempre così in colpa per mancare quando hanno bisogno. E due anni fa, prima di andare in terapia, non so dove sarei finita senza il Tecnico, perchè non volevo far preoccupare troppo mamma e papà e cercavo di minimizzare un po', ma oltre all'ansia era subentrata anche la depressione ed ero davvero stanca di combattere...e anche allora avrei voluto averti vicino e chiederti aiuto ma non ne ho avuto il coraggio! Non ti dico questo per farti sentire in colpa, per carità, ho fatto lo stesso anche io con te credo...quando hai avuto l'aborto e scoperto il lupus sono stata malissimo per te, ma anche lì non ti sono certo stata vicina o dato conforto...Quando papà si è fatto male e ho realizzato che i miei genitori stavano comunque invecchiando e potevo perderli, ho pensato anche che siamo ovviamente destinate a restare io e te...e non voglio che restiamo due semi estranee, voglio avere ancora un legame che mi faccia tornare a casa!
Adesso la smetto, che tu ti sarai addormentata sulla tastiera e io sto sporcando di moccio il tavolino della stanza congressi!!!
Appena inviata questa mail la cancellerò e negherò di averla mai scritta...o al massimo invocherò l'incapacità di intendere e volere dovuta alla lontananza!
Ti voglio bene sorellastra!!


Non mi ha mai risposto. Ha detto che lo avrebbe fatto, ma dopo 10 anni dubito che possa ancora succedere....Per un po' ci siamo sentite un po' di piu', poi tutto e' tornato al solito cioe' zero interazioni.

domenica 9 dicembre 2018

Tenere aperto un blog vuoto

Non so che senso abbia tenere ancora in piedi questo blog, visto che non scrivo da marzo e cmq pure prima non e' che fossi proprio la blogger dell'anno in qaunto a contenuti e quantita'. Come gia' detto anche la volta scorsa, ho riflettuto spesso sul fatto che forse convenissea chiuderlo, ma poi mi sono venute in mente tutte le persone che mi ha fatto conoscere, l'aiuto che ho ricevuto, le amicizie che si sono formate e sono ora nella mia vita quotidiana...e non sono riuscita a staccare la spina! Inoltre ho ancora un sacco di post "pending" nella cartella draft della mia mail, mi succede spesso di pensare "questo vorrei scriverlo nel blog", cosi salvo un appunto nella mail...dove resta a prendere polvere, nell'attesa che qualcuno lo trasformi in un post e lo pubblichi. Credo mi serva un ghost writer, gratis pero'! :-D
Mi piace pensare che un giornoi avro' il tempo di scrivere ancora, ma in realta' il tempo di fare un sacco di altre cazzate lo trovo, anche se mai quanto vorrei, per cui si vede che non e' proprio in cima alle mie priorita'. Forse negli ultimi mesi mi sono anche chiusa di piu' in me stessa, non ho piu' tutta questa voglia di raccontarmi e spiegarmi, non so neppure io perche'. Saranno stati i mesi difficili, le mille domande, la fortissima tentazione di nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di nulla. La frase che ho detto piu' spesso in questi mesi e' che speravo di svegliarmi che qualcuno aveva preso delle decisioni per me, in modo da poter smettere di arrovellarmi nel cercare risposte e soluzioni, senza mai sapere quale fosse quella giusta.
Vi faccio un piccolo riassunto, senno' sembro quelle amiche che ti scrivono "non sai cosa mi e' capitato" e poi spariscono senza dirtelo!!! 
Allora, cominciamo dal fatto che ad Aprile il tecnico ha deciso di averne avuto abbastanza del capo e del posto di lavoro che odiava, per cui si e' licenziato senza avere nient'altro in ballo, pensando che trovare un lavoro sarebbe stato facile come lo era stato negli Usa...errore!! Ci ha messo 100 CV mandati e 8 mesi prima di essere assunto, comincia a gennaio...e sono stati mesi che definire pesanti e' riduttivo...Per lui, che per la prima volta nella sua vita si e' ritrovato disoccupato e casalingo, per cui passate le prime settimane di entusiasmo per avere finalmente il tempo di mettere a posto foto, guardare serie TV, sistemare il giardino, ecc, ha iniziato a sentirsi un leone in gabbia. Bloccato in un paese che gli faceva schifo, senza nessuna voglia di imparare questa lingua ostile, a mandare curriculum e cercare offerte di lavoro e occuparsi della casa...un quadro desolante! Per me, che cercavo di spronarlo gentilmente, di sottolineare le cose positive di questo paese, di dargli fiducia e incoraggiamento...ma mi scontravo contro la negativita' piu' profonda e ogni tanto scleravo alla grande! Abbiamo fatto litigate epocali perche' magari tornavo esausta dal lavoro e lui mi chiedeva di stare con la piccoletta perche' lui potesse riposare un po' (???), discussioni sul fatto che fosse piu' stancante stare in ufficio 8 ore o pulire casa,...In tutto questo la sua nostalgia per gli Stati Uniti si e' fatta ancora piu' forte, era un continuo paragone tra la' e qua e la' vinceva sempre...il peggio e' stato il viaggio fatto in ohio con la scusa di pagare le tasse, durante il quale mi sono sentita continuamente criticata perche' non avevo abbastanza nostalgia, ero troppo fredda verso quel posto meraviglioso...culminato con la geniale idea di tornare in Usa con la piccoletta e io potevo restare in Belgio se volevo, tanto lei preferiva lui (che e' vero) ed era piu' felice in Ohio (che non e' vero, visto che lei e' felice ovunque ci siamo noi). Insomma, drammi e litigate che sono continuate praticamente fino ad oggi, con la continua diatriba su quale posto sia meglio...
Che dire, il mio cuore e' rimasto in Usa come il suo, quando mi sento "home-sick" penso all'ohio e non all'italia...pero' tornare in europa era stata una scelta motivata e per me quelle ragioni sono rimaste le stesse. Sono stata in Italia 6 volte quest'anno e per me questa vicinanza e' perfetta, nessuno mi rompe troppo ma posso rientrare al bisogno e la piccoletta puo' avere un rapporto con i nonni che non sia solo per skype. Inoltre il mio lavoro mi piace tanto e mi sta dando grandi soddisfazioni. Detto questo, anche se in un angolo della mia testa non sono convinta che lui abbia fatto il 100% per trovare un altro lavoro qui, e' innegabile che sia piu' complicato che in Usa...e come facciamo se mi licenziano o lui non si trova bene o lo licenziano?
In questi mesi il tecnico ha continuato a sentire vecchi contatti in Usa e ci sarebbero possibilita' di tornare, con molta probabilita' con un lavoro per me che non mi piacerebbe per niente...che fare? Ascoltare il suo cuore, sapendo che prende decisioni di pancia e non e' obiettivo, o il mio cervello, pero' con il rischio di perdere ora un treno che per varie ragioni non tornera'? Buttarsi e andare e magari vedere poi negli anni di cambiare lavoro e trovare finalmente una stabilita' e felicita'? Non lo so. Come ripeto vorrei che esistesse la figura del "decision maker", che scelga per noi in modo unbiased sulla base delle condizioni...o la sfera di cristallo che mi dica quale sia la cosa giusta da fare, per noi ma soprattutto per nostra figlia...
La cosa e' piu' complessa di come l'ho descritta qui, ma sta di fatto che nei prossimi mesi ci saranno decisioni da prendere (ANCORA!!!!!) e io sono gia' stanca al solo pensiero!

mercoledì 7 marzo 2018

Di come la mia vita diventi sempre piu' diversa da come l'avevo immaginata

Vi scrivo da una camera di albergo a Torino, dove sono arrivata lunedi per un meeting...domani parto per Napoli per un secondo meeting e finalmente venerdi sera saro' a casa dalla mia famiglia!!
E' tutto molto interessante, ho conosciuto gente molto in gamba e piacevole...ma e' il mio primo viaggio senza la piccoletta e mi fa male il cuore dalla voglia che ho di stringermela tra le braccia e dal vuoto che sento senza di lei...non e' decisamente un tipo di vita che mi piaccia fare ecco. Non ho ancora capito come sia possibile che quella che non voleva lasciare il paesino dei genitori sia finita all'estero e ora pure con un lavoro che implica diversi spostamenti per riunioni e congressi!!!

Poi siamo reduci da giorni mesi piuttosto complicati.
Prima o poi vi raccontero' l'odissea del trasloco e del mese in Italia, ma anche ricominciare da capo qui (anzi la' in Belgio) non e' (stato) per niente facile, soprattutto per il Tecnico che proprio non si capacita del perche' siamo venuti via dagli Usa. Eppure quando abbiamo fatto la nostra bella lista di pro e contro al trasferimento, i pro avevano vinto con un certo vantaggio...ora non ce ne ricordiamo piu' quasi nessuno!!! 
Io sto facendo un lavoro che mi appassiona tanto ma che mi sta stressando parecchio...ho dovuto imparare tante tante cose nuove oltre allo sbrigare la routine e sistemare faccende che erano state lasciate indietro da chi mi sostituiva ad interim (e non la biasimo). Gli orari non sono terribili, ma sistemare la piccoletta all'asilo si e' rivelato molto piu' difficile del previsto e ho dovuto perdere tante ore di lavoro, poi recuperate alla notte e al week end. Con un carico di stress enorme che poi finivo con il rovesciare sul marito.
Il Tecnico si e' trovato in un lab da mettere in piedi e ci hanno messo fino alla settimana scorsa per venire a dipingerlo (bentornati in Europa...), oltre al fatto che lui e il nuovo capo non sono ASSOLUTAMENTE compatibili. A questo aggiungiamo uno stipendio un po' inferiore al previsto (errato calcolo delle tasse da parte nostra), bollette molto piu' alte di quanto preventivato, una casa presa al volo in affitto ma fredda e umida, una lingua complicata da capire/impossibile da parlare e una nostalgia devastante per la nostra vita in America...ci manca la nostra casa di Columbus, la pediatra di A, il suo meraviglioso asilo, gli amici e pure il lavoro!!! 
Io riesco piu' o meno a barcamenarmi e cercare di non cedere allo sconforto, faccio sforzi quotidiani per vedere i lati positivi di tutto, ma il Tecnico sta con le pezze al culo e' piuttosto in difficolta' e inveisce contro il Belgio e i suoi abitanti on a daily basis!
Tanto per aggiungere allegria e spensieratezza siamo stati ammalati a turno tutti e tre per una decina di giorni e mai come allora ho sentito la fatica di essere soli e doversi fare forza nonostante febbre alta e virus vari...tipo che l'adulto con la febbre piu' bassa si occupava degli altri due, anche se non aveva forze. Niente di nuovo per chi sta all'estero, ma vedere i panni che si accumulavano, la casa che era un macello, la piccoletta che pativa tra tosse e reazione all'antibiotico...c'era di che cedere ancora di piu' alla depressione! Soprattutto perche' in tutto questo A, che dormiva tutta la notte da sola nel suo lettino da quando aveva 3 mesi, ha cominciato a non voler stare da nessuna parte se non a letto con noi almeno per addormentarsi e fa scene di 2 ore e piu' prima di dormire....
Dulcis in fundo, sono venuta via in un momento pessimo e mi sento in colpa da morire, verso A e verso il povero Tecnico che si sta smazzando tutto in mia assenza. Come gia' detto abbiamo fatto tanta fatica a trovare un asilo tradizionale perche' qui erano tutti pienissimi e quindi A e' stata per 3 mesi in un asilo famigliare, dove una mamma si occupava di 4 bambini oltre ai suoi 2. La ragazza era molto gentile ma secondo noi molto molto poco affidabile e ogni giorno avevamo il patema che A si facesse male o succedesse qualcosa. Lei pero' andava volentieri, e' molto timida e remissiva e con pochi bimbi, tutti piu' piccoli di lei, e una persona molto materna, si trovava a suo agio. 
Finalmente a febbraio abbiamo trovato posto in un asilo normale...ed e'cominciato il dramma!!! 
La settimana scorsa ha fatto un po' di inserimento con me e gia' si vedeva che non era tanto felice, troppi bimbi (18), di cui alcuni piu' grandi di lei, che mi guardava con gli occhioni sgranati ad ogni spintone o bimbo che urlava o che le toglieva un gioco. Poi da venerdi' l'ha portata il Tecnico e le cose sono precipitate. Dovete sapere che A e' una daddy's girl al 100%, ma tipo che vuole solo lui, mi manda via se mi avvicino a lui, piange quando lui si allontana ecc (come io viva questa cosa ve lo lascio immaginare ma ne parlero' un'altra volta), per cui appena lui l'ha lasciata all'asilo, sono iniziati i pianti cosi' disperati da vomitare. Una pena che non vi dico. Oggi e' il primo giorno (dopo 4) che non ha vomitato dal pianto, ma mi sento comunque una madre di merda incapace, che l'ha costretta a laciare il suo (nostro) amato asilo americano e che non e' li con lei in questo momento cosi' complicato....

Mamma mia che post pesante mi e' venuto...sara' che ho bevuto un Bacardi Breezer (non ne vedevo uno da anni) e mi e' venuta la balla triste...o forse che nella solitudine delle mia stanza posso smettere per un attimo di far finta che vada tutto bene e lagnarmi un po' pure io! :-)

giovedì 15 febbraio 2018

Perdono perdono perdonooooooo

Come si torna in un blog dopo 6 mesi di silenzio senza farsi mandare a cagare stendere?

6 mesi di nulla, non un post, un cenno, un saluto, un segnale di fumo, qualcosa che vi facesse almeno sapere che ero viva e non, che so, affogata nell'oceano insieme al container con tutte le nostre cose.

Avessi almeno la scusa della vita piatta...potrei dire "oh scusate se non ho scritto per tutto questo tempo, ma sapete, nulla di nuovo, solita vita, una noia anche solo a raccontarlo..."

Invece no, sono stati mesi super intensi....il trasloco, 40 traumatici complicati giorni di Italia, il primo compleanno della piccoletta, il trasloco (again), un nuovo paese, un nuovo lavoro per il Tecnico, un nuovo lavoro per me, finalmente una baby sitter per Alice, un Natale vicini ma comunque da soli, mia mamma che ha preso un aereo per venire qui,...e potrei continuare per pagine e pagine...

Forse  il problema e' stato proprio il TROPPO, troppo da dire, troppo da processare, troppo da spiegare...tutto che cambiava cosi' velocemente che se non scrivevo subito che Alice aveva mosso i primi passi, poi non aveva piu' senso farlo perche' dopo 2 settimane gia' correva!

Insomma, ricompaio cosi', con il capo cosparso di ceneri come si confa' al periodo dell'anno...e cerchero' di essere piu' presente...ma non prometto nulla, che so che a mantenere non sono proprio brava ecco! Pero' vi ho letto, tutti, e vi ho scritto mentalmente spesso (post, commenti ai vostri post, risposte alle vostre domande e anche like alle vostre foto...tutto nella mia testa pero').

Vogliatemi bene lo stesso! :-)

giovedì 24 agosto 2017

Breve storia triste

Mercoledi' 23 agosto.
Ore 1:30AM.
24 pacchi gia' chiusi.
Tavolo, sedie e cameretta bimba smontati.
Letto e divano venduti. 
Casa venduta.
Traslocatori in arrivo martedi' 29.
Aereo in partenza giovedi' 31.

"Tecnico, ho cambiato idea, non voglio piu' andare via"
"Credo sia troppo tardi ormai"

martedì 13 giugno 2017

Despacito (lentamente)

Ogni giorno apro il blog per controllare aggiornamenti delle pagine che leggo e commenti ai post, mi rendo conto di non aver scritto nulla negli ultimi due mesi, mi ripropongo di farlo e inizio una bozza... e cosi' sono arrivata a 10 bozze mai finite! Senza contare i post che scrivo mentalmente mentre guido o mentre sono sotto la doccia o in quei pochi minuti a letto prima che gli occhi si chiudano.
Non posso neppure dire che sia solamente una questione di tempo, perche' la piccoletta va a letto abbastanza presto e il tempo per scrivere lo avrei eccome...ma preferisco leggere, cazzeggiare, giocare, forse perche' sono cose che mi svuotano la mente senza richiedere sforzi o anche perche' non prevedono l'uso di un computer, che non ho proprio voglia di aprire dopo che ci sono stata davanti tutto il giorno come succede da mesi.
Infine sono cosi' tante le cose che vorrei raccontare che finisce che mi scoraggio e alla fine non scrivo nulla! Tante cose che avrei voluto dirvi ormai hanno perso di significato, ad esempio alcuni progressi che ha fatto la piccoletta e che sono gia' stati superati da altri ancora piu' grandi.
Vorrei farvi sentire quanto questi 8 mesi siano stati davvero un rollercoaster di cambiamenti ed emozioni, sembra di avere a che fare con una bambina diversa ogni settimana e non smette di sorprenderci come un giorno di colpo inizi a fare qualcosa che prima non sapeva fare. Siamo passati dai versolini alle sillabe, da stare a quattro zampe al cercare di alzarsi in piedi, dal dormire immobile nella culletta al rigirarsi come una matta nel suo lettino!
Vorrei dirvi che la mia ansia e' sparita ma mentirei, pero' devo dire che ha mutato forma, visto che adesso non mi angoscio piu' per me e le mie mille malattie immaginarie ma ovviamente per la piccoletta. Ci sto lavorando tanto sopra pero', perche' non voglio che le mie paranoie limitino la sua liberta'....Pero' ripeto, qualcosa e' cambiata, basta pensare al fatto che il Tecnico in questo momento e' in Europa per un colloquio che potrebbe decidere le nostri sorti nel giro di poche settimane...e io ero un po' agitata di base ma sono andata veramente in ansia solo la sera prima della partenza, sono lontani i tempi del Peru e dei 3 mesi di angosce!! Piu' che altro mi sa che la mia ansia era un po' in difficolta' perche' non sapeva bene su cosa concentrarsi...sul volo aereo del Tecnico, sul dramma di essere da sola con la piccoletta, o sul possibile trasloco oltreoceano con relativo inizio altrove? :-)
Poi non me lo aspettavo, ma il fottuto Tecnico mi manca da morire! Pensavo mi mancasse solo della compagnia in generale, invece vorrei proprio lui! Oggi una cara amica e' stata qui un paio di ore e benche' abbia apprezzato le chiacchere e l'aiuto in casa, mi sento comunque triste e incompleta...a forza di stare io e lui, lui e io, e soprattutto con l'arrivo della bimba, siamo diventati inseparabili temo...sono cosi' abituata a parlare con lui che non mi riesce allo stesso modo con nessun altro, il che per me e' davvero insolito! Devo guarire da questo pericoloso morbo!!
Riguardo all'Europa...boh, non so davvero che dire o che pensare. Credo che non esista neppure una decisione giusta o sbagliata, faremo una scelta sulla base di quelle che saranno le sensazioni del Tecnico di questa settimana e poi vedremo come va, consapevoli del fatto che non c'e' modo di sapere a priori cosa sia meglio fare ma l'importante e' che ci andiamo tutti insieme, ovunque sia.
Vi tengo aggiornati...e prometto di cercare di scrivere di piu'...anche se si sa che sono pessima con le promesse e gli impegni!!!
Grazie a chi mi ha scritto per sapere come andava, amo molto i miei lettori! :-)