lunedì 30 dicembre 2013

Buon anno!!

E sono gia' finite le vacanze italiane, oggi sono in lab anche se credo che ci mettero' tutta la settimana per tornare riallineata..a questo punto tanto valeva ritornare direttamente il 5 (se avessimo avuto le ferie...).
Sono frastornata e confusa, come ad ogni ritorno.
L'ho gia' detto a luglio e lo ripeto, staccarsi dopo 10-15 giorni e' molto difficile perche' alla fine ti prendi solo il bello del paese dove sei nata ed e' ovvio che lasciare parenti, amici, buon cibo, nessuna casa da pulire e nessun lavoro da consegnare..beh, non si fa mica tanto volentieri. Quei pochi giorni sono il tempo giusto per stare solo bene (che io poi non ci sia riuscita per colpa della mia fottuta ansia e' un altro discorso, ma tanto quella mi segue ovunque vada!!). Le lamentele dei genitori sono sopportabili per un tempo limitato, i nipoti despoti li hai visti giusto 3-4 volte, gli amici hanno sempre tempo per te perche' tanto sanno che ci sei solo per una settimana, non devi fare i conti a fine mese con nessun stipendio appena sufficiente e se anche perdi 3 ore in banca tanto non c'hai niente da fare tutto il giorno...
Ecco, ho fatto giusto in tempo a infastidirmi per un cameriere poco gentile e per la scritta "non si fanno conti separati, non si accettano bancomat o carta di credito" in un ristorante, ma niente di cosi' drammatico da farmi dire che non vedevo l'ora di tornare in Usa.
Mi e' mancata casa nostra, questo si'. Soprattutto mi e' mancato un posto 'nostro' dove stare, invece che andare dai suoi o dai miei, insieme o divisi.
Lo ammetto, ho cercato con il lanternino qualcuno che mi dicesse che la situazione italiana non era cosi' terribile come si sentiva da qui, qualcuno che mi desse qualche speranza che tornare non fosse pura utopia. E l'ho anche trovato, ma in una percentuale talmente minoritaria rispetto a chi era senza lavoro/senza straordinari pagati/in cassa integrazione/retrocesso di 10 anni...
Che poi, non lo so piu' neppure io cosa voglio davvero e dove.
Potrebbe essere questo il mio unico proposito per questo 2014 che sta bussando alla porta: capire finalmente cosa voglio fare!!
Se voglio davvero un figlio e non lo faccio solo per ansia/paura/depressione o quello che e'...o se invece non e' ancora un desiderio cosi' forte e anche se la logica mi dice che non ho piu' 20 anni davanti, l'orologio ancora non ticchetta in me in modo cosi' assordante.
Se voglio sputare sangue ancora in questo lavoro o se invece cercarmi qualcosa di piu' modesto ma che mi lasci piu' tempo per me e non mi riempia tutti i pensieri sovraccaricando i miei gia' provati neuroni.
Se voglio vivere una vita da cicciotella (come sono indulgente con me oggi) e accettarlo o se voglio fare davvero qualcosa per risolvere questa cosa una volta per tutte, invece che crogiolarmi nella lagna e nel vittimismo.
E tanto altro ancora.
Capire cosa desidero sul derio e fare il possibile per arrivarci, prendere delle decisioni oneste e coerenti senza farmi influenzare da sensi di colpa e condizionamenti...delle scelte di cui poter finalmente incolpare solo me stessa!
E con questo chiudo e auguro a tutti un bellissimo 2014!

giovedì 19 dicembre 2013

Rieccomi

Dopo 26 ore in giro (che qui ormai lo diamo per scontato che nessun intercontinentale verso l'Italia ci andra' mai liscio), eccomi a casa. 
Ed e' cosi' bello e strano!
Una casa che non e' la tua e invece lo e' ancora. 
Una casa dove ti manca quello che hai dall'altra parte e dove hai quello che ti manca il resto dell'anno. 
Una casa a cui non sei piu' abituata e al tempo stesso appena ci rientri ti sembra di non averla mai lasciata e le mani vanno da sole verso i pensili giusti e sbagli la stessa luce del corridoio che sbagliavi quando vivevi qui.
Oggi, dopo quasi di 2 anni di lontanaza (facendo le somme), non dico piu' "vorrei non essere mai andata via", perche' lo so che e' stata la scelta giusta...ma ancora penso "vorrei che andare via non fosse rimasta l'unica scelta che avevamo".
Bando alla malinconie...che da domani ci sono cappuccino e pasta che mi aspettano, una parrucchiera che mi taglia i capelli da bagnati, amiche con cui ridere e nipoti da strapazzare!

lunedì 16 dicembre 2013

10 cose che un expat fa, ma non lo dice...

E dopo Vale, Vavi e Renata, ecco qui la mia lista:
1. Usare la scusa "sorry, I'm italian" quando fai una cazzata perche' non hai capito bene come funziona qualcosa
2. Comprare la Alfredo sauce almeno una volta ogni tanto per poi insultare gli americani per quello che mangiano pensando sia italiano
3. Andare a fare la spesa in tuta e con i capelli raccolti come capita, cosi' come andare al ristorante direttamente dal lavoro senza passare a casa a fare doccia e restauro
4. Approfittare di tutti i drive through che ti capitano per fare meno fatica (cena, caffe', bancomat,...)
5. Sedersi in uno Starbucks o da Barnes & Nobles da soli e stare al tavolo a leggere con davanti una mega tazza di qualche intruglio caldo
6. Ordinare una bruschetta e pronunciarla "bruSCEtta" per essere sicuri che ti capiscano
7. Commuoversi davanti ad una fetta di prosciutto crudo o di salame trafugati illegalmente dall'Italia
8. Imparare la sacra arte dell'essere cerimoniosi e rispondere alle commesse con mille dettagli inutili, gridolini estatici ed espressioni di giubilo
9. Appassionarsi a festivita' americane di cui non conosciamo neppure la vera origine e approfittarne per decorare la casa in modo improponibile
10. Comprare qualcosa e riportarlo indietro senza problemi anche mesi dopo, senza scontrino, solo usando la stessa carta di credito su cui ti restituiscono immediatamente i soldi dell'acquisto

venerdì 13 dicembre 2013

Il mio termometro della crisi

Ha ceduto anche lei.
Mia mamma.
Quella che ha sempre negato negato negato che l'Italia fosse in crisi perchè confermarlo avrebbe avvalorato la mia scelta e distrutto le sue illusioni sul mio ritorno a breve.
Quella che ogni volta mi portava esempi di amici e parenti che ce la facevano benissimo senza andare così lontano.
Quella che mi elencava tutti i nuovi centri ricerca che avevano aperto in Italia per convincermi a mandare il curriculum, con la sua cieca fiducia che mi avrebbero assunta subito (e a tempo indeterminato, ovviamente).
Oggi anche lei lo ha ammesso, per la prima volta.
Mi ha detto che là c'è un gran casino,
che abbiamo fatto bene a venire qui,
che "meno male che hanno messo via qualche soldo in passato perchè con le pensioni non ci starebbero dentro",
che le spese aumentano sempre di più insieme alle tasse e ai ticket,
che tutti promettono promettono e nessuno fa mai niente, si mangiano solo più soldi....e nessuno ci crede più.

Lo so, niente di nuovo e niente che non sapessi già...ma sentirlo da lei lo ha fatto sembrare ancora più reale e drammatico.

sabato 7 dicembre 2013

Conversazioni surreali 3

Mamma: sai chi è morto?
- no, dimmi (rassegnata)
- te lo ricordi Blandino?
- sì, il marito della postina, quello che stava dietro casa nostra
- eh, lui
- che peccato, mi dispiace tanto, lo ricordo come un vecchietto così a modo
- e anche la Velia, te la ricordi?
- no
- E' la mamma del marito di mia cugina
- No
- Beh, è morta anche lei
- ...
- Sai che la Serena ha avuto 2 gemelli? 2 maschietti!
- Sì, lo sapevo, l'ho visto su FB
- E' più giovane di te vero?
- sì, di un anno
- Ah, e sai chi è incinta?
- No, dimmi (sempre più rassegnata)
- Sara, la figlia della Rina. Anche lei è più giovane di te vero?
- Sì, anche lei di un anno. Tecnicamente 6 mesi perchè è di gennaio e io di luglio :-)
- E anche la figlia della fornaia
- Anche lei ha un anno meno di me
- Come l'Iva vero? Anche lei ha un bambino...o forse due non ricordo
- Sì, erano tutte in classe insieme...è finita per oggi la carrellata di morti e gravide?
-...
-...
Sento il panico di mia mamma, comincia a pensare di avermi in qualche modo urtato o ferito...e allora, come da copione, cerca di rimediare procedendo a tentoni per capire dove ha sbagliato, peggiorando la situazione
(forse è invidiosa di tutte queste gravidanze?)
- Ma dai, anche tu prima o poi avrai un bambino!
- ...
(forse vorrebbe ma non può perchè è lontana)
- Beh, non prima di essere tornata qui però ovvio, come fai lì da sola?
- ...
(forse si sente vecchia?)
- E poi sei ancora giovano dai!!
- ...
(o forse non ne vuole??)
- E poi so sta bene anche senza sai? Lo dice sempre tua zia Gabriella
(mia zia ha cercato di avere figli per tutta la vita e non ce l'ha fatta, quindi si è rassegnata...)
-...

giovedì 5 dicembre 2013

Il diritto ai pensieri negativi (occasionali)

Io lo so che non i miei precedenti di ansia e varie sono sempre tutti con le antenne alzate e pronte a captare i miei stati d'animo prima che sia troppo tardi. E li capisco eh, ci mancherebbe. Però, insomma, io sono un po' stufa di essere sempre sotto una lente di ingrandimento, con la gente che osserva preoccupata ogni mia espressione!
 
Tecnico: cosa c'è? cos'hai? sei strana, hai lo sguardo fisso nel vuoto da 10 minuti, tu stai male vero? dimmelo
Era vero, ero completamente assente dalla conversazione, stavo compilando una lista mentale dei regali di Natale che dovevo prendere....
 
Collega di lavoro: sei tutta rossa, accaldata e sconvolta, hai il panico? posso fare qualcosa? hai i fiori di Bach da prendere?
Avevo appena fatto una corsa furiosa contro il tempo per preparare 300 campioni prima della chiusura della facility che li doveva analizzare....
 
Amica: oggi sei strana, non sembri tu, parli poco e hai un sorriso tirato, stai 
male? E' successo qualcosa?
Era la decimillesima volta che mi raccontava dell'ex fidanzato stronzo e mi sono distratta a pensare alla spesa della settimana...

Mamma: cos'hai oggi? mi rispondi a monosillabi? dimmelo, dimmelo, tu stai male, lo so, me lo sento!
Mi ero appena accorta di aver messo il gomito sulla tastiera del pc e al posto dello user name c'erano 1000000 punti di domanda digitati per sbaglio, ci ho messo 10 minuti ad eliminarli tutti mentre ero su skype con lei...

A parte questi episodi, in cui stavo pensando o facendo altro, a volte credo di avere tutte le ragioni di essere triste o incazzata, ma lo devo nascondere per evitare di scatenare una task force di telefonate e scambio di opinioni e muti sguardi su di me!
Certo, se i giorni tristi diventano la norma, se non riesco a distogliere la mente da un pensiero negativo, se ho solo visioni catastrofiche, fermatemi, aiutatemi, parlatemi. Ma se  per due giorni sono triste perchè papà non sta bene, se non dormo una notte al pensiero che da dicembre iniziamo a pagare le tasse ed entrano molti meno soldi o se vado al lavoro malvolentieri perchè mi fanno mobbing, me volete smollà?? :-D

martedì 3 dicembre 2013

Così...

Passi giorni molto difficili, in cui temi fortemente di ritornare nella spirale del panico e della paura della paura. Stai bene solo a lavorare, perchè seminare esattamente 10 milioni di cellule in una piastra minuscola e preparare 50 diluzioni precise al nanogrammo sono occupazioni che non lasciano spazio a nessun altro pensiero. Ti svegli al week end angosciata al pensiero di tutte quelle ore che non sai come occupare e se anche ci pensi non ti viene in mente niente che avresti voglia di fare. Ti pesa vedere la gente che tanto volevi frequentare.
Poi, così come è venuto, il malessere scompare.
Ti svegli improvvissamente una mattina che vorresti restare a casa perchè ci sono mille cose che ti piacerebbe fare molto più che andare a lavorare. E tiri fuori l'albero di Natale, attacchi fiocchi di neve brillantinati alle finestre (con ovvia reazione del povero Tecnico in black&white) e inizi una ghirlanda di feltro da mettere alla porta. Poi passi il sabato a poltrire, beandoti del fare nulla, leggendo e guardando la TV. E inondi il sempre più esaurito Tecnico di proposte per eventi come wine and cheese tasting.
Non c'è un perchè o almeno non riesco a vederlo...ma intanto me la godo! :-)

martedì 26 novembre 2013

Home sweet Home

Volevo aspettare che la casa fosse in condizioni abbastanza decenti da poter essere mostrata a tutti voi nella sua bellezza. Ma dopo 15 giorni ho capito che sarebbe stata un'attesa eterna..tanto casa nostra sembra sempre Beirut, o perchè ci sono i piatti nel lavello, o perchè non abbiamo fatto in tempo a fare il letto o perchè il Tecnico è entrato nella cucina immacolata per sbriciolare la baguette ovunque e fara andare il caffè sui fornelli.
Insomma, eccola qui, al massimo del suo splendore (più o meno)...le foto fanno un po' pena ma non mi ricordo più dove ho messo la macchina fotografica dopo il trasloco!


Entrata con sala da pranzo e cucina (vorrei sottolineare la presenza dell'adorato parquet almeno dove si mangia e si cucina!!!!):





Corridoio e piccolo bagno:




Accesso al basement....le mitiche washer and dryer!! My best friends forever!!!


Salotto e accesso al giardinetto esterno (lo so, lo so, potevo fare la foto da fuori, ma fa trooooooooppo freddo e nevica!!)







Scale verso le camere (va beh, il carpet qui l'ho dovuto accettare, il solito compromesso tra desideri e budget...) e bagno (ma quanto è bella la tenda della doccia??):







Non vi è venuta un po' voglia di venirci a trovare e occupare quella piccola stanzetta che ho dovuto trasformare in stireria per non vederla sempre vuota?

venerdì 22 novembre 2013

Sassolini...2

L'ho già detto diverse volte, qui e qui e in un altro post che non trovo più.Ma adesso che è passato più di un anno, il fatto che la situazione sia esattamente la stessa o quasi mi pesa tantissimo.
Mi sento molto sola qui, è un dato di fatto. A parte la famiglia, ovviamente, mi mancano moltissimo gli amici e soprattutto mi manca l'ora d'aria che potevo avere ogni tanto con le mie amiche. 
Non ho problemi con mio marito, ci sono stati momenti in cui le cose tra noi erano più complicate e magari stare insieme era difficile, ma non è uno di questi. Sto bene con lui, mi piace passare il tempo con lui, ci divertiamo ecc...ma non sono mai riuscita ad esaurire tutta me stessa solo nella coppia e non ci riesco neanche adesso, sento che mi manca qualcosa (e no, non intendo un amante! :-D). E anche il Tecnico, noto come l'Orso per la sua socialità poco sviluppata, comincia a sentirne la mancanza!!
Io la trovo una cosa del tutto normale, non credo che ci sia qualcosa di sbagliato o mancante nella nostra coppia se lui non può sostituire le mie amiche o io non posso supplire alla mancanza dei suoi amici!! Fare shopping con lui non può essere divertente come farlo con una donna e io non posso essere una degna compagna nella serata panino birra e rutto libero!! Poi alla fine ci si adatta e si va a fare spese insieme e si guarda il motogp insieme, ma è diverso, è innegabile.
Noi poi facciamo lo stesso lavoro e inevitabilmente parliamo in continuazione del lab, di cosa è successo, delle frustrazioni. Parliamo anche di cazzate eh, ma è come se la mente non si liberasse mai completamente.
Onestamente non so davvero come risolvere questa situazione, purtroppo gli amici non si possono comprare da Walmart approfittando degli sconti stracciati del Black Friday!
E non penso che abbiamo qualcosa da rimproverarci, abbiamo fatto dei tentativi ma non hanno portato a molto....
In lab con il Tecnico ci sono solo cinesi e un algerino che conduce una vita molto solitaria, oltre che molto attento alle spese. Il suo capo è molto gentile e disponibile e qualche volta siamo stati a cena da loro, ma hanno due figli e le solite mille attività dei bambini americani.
In lab da me sono tutti italiani praticamente, divisi in piccoli gruppetti esclusivi (portiamo sempre il meglio...) più in grosso nucleo da cui ci siamo allontanati per varie ragioni, di cui non mi pento assolutamente. Con un paio di ragazze mi trovo molto bene, si chiacchera e si pranza insieme. Ma poi ognuna va a casa propria e ci si saluta il venerdì sera per rivedersi il lunedì. Una di queste c'ha 3 figli, quindi va da sè che preferisca frequentare famiglie con bambini in modo che anche i figli possano divertirsi. Nessuno le può fare una colpa di questo. Con l'altra non so che dire, lei e il marito sembrano sempre felici di stare con noi, accettano quasiogni proposta di uscita insieme....ma è rarissimo che l'invito parta da loro per cui uno resta sempre con dubbio sul fatto che stiano davvero bene con noi. E, come ho già detto, a me piacerebbe anche che magari uscissimo io e lei una sera a fare due chiacchere o i mariti da soli...invece lei preferisce stare da sola anche quando lui è via per lavoro....mmmh, forse la conclusione è abbastanza chiara eh? :-D
Abbiamo avuto a cena diverse altre persone. Sono tutti felicissimi di venire, restano anche fino alle due di notte quindi suppongo che la nostra compagnia sia piacevole per loro...ma poi ognuno a casa sua finchè non li invitiamo di nuovo...che poi, a noi piace cucinare, però per una volta non avere il pensiero di casa da pulire e cena da preparare per gli ospiti mi piacerebbe pure eh!!
La soluzione ideale sarebbe conoscere altre persone, meglio se al di fuori dell'ambiente lavorativo, ma per esperienza vi dico che non è per niente facile, nello sperduto Ohio!! Magari se avessimo figli ci sarebbero i compagni di scuola e i loro genitori, le attività extra-scolatiche e i gruppi di incontro...ma non è così e non sappiamo che fare diversamente!
Andare in palestra non se ne parla, lavoriamo 10 ore al giono e comunque adesso abbiamo quella piccola del complesso residenziale e non andrei a pagare un abbonamento...ma non fai amicizie alle 9 di sera sul tapis roulant, a parte con i maniaci sessuali o sportivi.
Ho fatto il corso di pittura non solo per passione, ma anche perchè speravo magari di conoscere qualcuno...il corso è stato bellissimo, però l'età media dei partecipanti era 85 anni tenendo conto dei miei 34...e le stesse vegliarde sono quelle che popolano le sedute di pittura in giro per la città. Per carità, sono state gentilissime con me e molto accoglienti, ma di certo non me le posso portare in Park St a bere un Mojito!
Lo so che nessuno ha una soluzione per questo, ma mi volevo sfogare in una sera in cui avrei pagato per essere a casa mia a prendere un aperitivo con le mie amiche di sempre e ridere di noi!

domenica 17 novembre 2013

Non per far polemica ma...

Abbiamo traslocato da una settimana e le questione burocratiche riguardo al cambio di residenza sono già state tutte sistemate.
Banca e carta di credito: abbiamo mandato una mail. In Italia ho ancora quello di casa dei miei...

Posta: siamo andati sul sito e fatto il cambio online, alla modica cifra di 1$. Dal giorno scelto tutta la posta è arrivata regolarmente nella casa nuova e sarà così per un anno. Inoltre il primo giorno ci è arrivato un pacchetto di benvenuto con una decina di buoni sconto per alcuni negozi nelle vicinanze che vendevano mobili, oggetti per la casa e il fai da te...insomma, quelli che potevano servire a chi stava cambiando casa! In Italia costa dai 18 euro (3 mesi) ai 28 euro (12 mesi)...e non mi pare sia compreso nessun pacchetto di benvenuto!! :-)

Patente: abbiamo scaricato un modulo online, poi lo abbiamo compilato e consegnato nell'apposito ufficio. In Italia feci il cambio di residenza nel 2009 ma non mi arrivò mai il bollino e me ne dimenticai...quando nel 2012 cambiai ancora residenza prima di venire qui telefonai in motorizzazione perchè erano passati 2 mesi, ancora non avevo il bollino e stavo per partire. Mi dissero che il nuovo cambio di resindenza ancora non risultava ma il vecchio del 2009 era rimasto in sospeso per un errore e mi avrebbero mandato quello. Ricevetti quello vecchio, dopo un altro mese chiamai e mi dissero che l'anagrafe ancora non gli aveva detto nulla. Chiamai l'anagrafe e l'impiegata mi disse che loro non potevano mandare un cambio di residenza alla volta e aspettavano di accumularne un po' prima di spedire tutto in motorizzazione. Le risposi che stavo per partire per l'estero e mi serviva. Esplose in una sfuriata al grido di "faccio finta di non aver sentito, la dovrei togliere dall'anagrafe sa?". A tutt'oggi il nuovo bollino non è ancora arrivato.

Assicurazione auto: anche qui abbiamo sistemato tutto on line e non appena abbiamo inserito il nuovo indirizzo nel sito, l'assicurazione ci ha offerto un preventivo più basso di 60 dollari del nostro solito semestrale perchè il nuovo quartiere era più sicuro...vi risulta che qualcuno si sia mai offerto di abbassarvi spontaneamente l'assicurazione?

Datore di lavoro: con una mail abbiamo cambiato l'indirizzo e questo si è automaticamente aggiornato anche nell'assicurazione

Utenze: con 3 telefonate abbiamo fatto tutti i cambi di domicilio e programmata l'installazione di internet. In una settimana ci sono già arrivati i rimborsi dei consumi pagati in eccedenza con la vecchia utenza.

Magari non mi ricordo più bene come funziona in Italia o forse quando mi è capitato sono stata molto sfortunata io, ma mi è sembrato tutto così semplice! O forse sono diventata il tipico italiano all'estero che sputa nel piatto dove ha mangiato per anni!! :-D

giovedì 14 novembre 2013

Lo avevo dimenticato

Quando ero in Italia andavo in palestra 2-3 volte alla settimana. 
Non che questo mi abbia mai portato ad essere più magra, per ragioni che non mi sono ancora chiare era come se il muscolo  invece che sostituirsi al grasso, si installasse sotto di questo, per cui internamente ero di sicuro una figa stratosferica, tutta scolpita, ma esternamente ero solo più larga.
Detto questo, facevo fit boxe e mi piaceva da matti, perchè mi aiutava moltissimo a gestire lo stress e la tensione e spesso partivo da casa incazzata come una pantera e tornavo, dopo un'ora di calci e pugni al sacco, che ero in pace come il mondo, un vero monaco zen.
Quando sono stata qui per 6 mesi andavo al lavoro a piedi tutti i giorni (30 minuti per andare e 30 per tornare) e spesso alla sera mi facevo una corsetta nella piccolissima palestra del complesso residenziale. Intendiamoci, non sono mai stata una super sportiva e sono fondamentalmente molto pigra, ma le lunghe camminate mi alleggerivano la mente dai pensieri accumulati e poi alla sera dormivo più facilmente.
Una volta arrivata qui un anno fa mi ero ripromessa di andare almeno a correre o a camminare, oppure di iscrivermi alla palestra dell'università. Ogni giorno partivo proprio convinta di farlo, ma poi la pigrizia mi inghiottiva schiacciandomi sul divano....o faceva troppo freddo o troppo caldo o la mattina non riuscivo ad alzarmi presto e la sera poi era buio oppure ero troppo stanca o la palestra costava troppo. Insomma, per 12 mesi sono stata praticamente ferma.
La nuova casa però è in un complesso con una piccola palestra, quindi davvero non avevo più scuse.
Così, incapace di trovare altre giustificazioni anche solo per me stessa, l'altra sera mi sono fatta forza e sono uscita per andare alla palestra. Ho fatto giusto una mezz'oretta di corsa/camminata, un po' di step e qualche addominale...ma quanto sono stata stupida a privarmi di tutto questo??? Mi sono sentita subito meglio, più carica, più energetica (nonostante il giorno dopo mi facesse male dai capelli all'alluce), rilassata e svuotata dai pensieri...e la sera ho dormito di schianto!
MAI PIU' SENZA!!!!

Va beh, poi oggi sono già ripiombata negli attacchi di panico, ma questa è un'altra storia! :-)

sabato 9 novembre 2013

La Bat Caverna!!

Da ieri sera siamo ufficialmente installati nella nuova casa e devo dire che per ora mi piace davvero moltissimo e sono contenta di aver cambiato...sono aperte le scommesse su quanto durerà questo idillio prima che ricominci con la mia frase topica, quella che prelude alla tragedia traslocatoria: "sì, bella è bella eh, però...)!
Siamo in un complesso di casette a due piani (i cosidetti "condo") che è separato dal resto della città da una strada piuttosto grande e trafficata; la prima volta che siamo venuti qui per vedere la casa il navigatore ci ha fatto percorrere questa strada principale per poi svoltare praticamente all'ingresso del complesso. Guardando su Google Maps però ho visto che si poteva arrivare qui anche attraverso una diramazione laterale e quando l'abbiamo provata per verificare se fosse pià comoda me ne sono innamorata!! 
Un attimo prima sei nel casino della freeway, poi di colpo ti trovi nel silezio più totale in una stradina piccola e buia, simile a quelle della campagna dove sono nata. Si avanza lentamente, sembra quasi che la strada finisca poco più avanti e invece fa una curva strettissima e si immette in un viale alberato, in cui le piante più alte si sono unite in cima a formare un arco naturale. E' bellissimo, sembra l'ingresso ad un mondo parallelo...o alla famosa e introvabile Caverna di Batman!!
Sempre su Google Maps (i cazzi miei mai) avevo visto che di fronte al nostro viale c'era un'altra stradina simile, che non riuscivo a capire dove portasse e che era sbarrata da un grosso cancello bianco, senza nessuna indicazione. Ma Google Maps mi diceva che si poteva percorrere e si vedevano anche le foto del cancello aperto...dovevo risolvere il mistero!! Ho talmente rotto le palle al Tecnico (la solita "goccia") che si è convinto ad avvicinarsi cautamente al cancello...non appena ci siamo avvicinati, in un silenzio surreale, il cancello si è aperto lentamente su un altro viale alberato! Dopo il cancello c'era un cartello che diceva di non passare, ma ormai eravamo entrati (il cartello andava messo prima del cancello, non dopo!!) e abbiamo percorso piano piano la nuova strada, sempre nel buio puù assoluto, finchè non siamo arrivati in uno spiazzo circondato da ville spettacolari, quelle dei film americani! Insomma, in pratica qui accanto c'è una comunità di super ricconi molto ben nascosta tra stradine chiuse e cancelli sorvegliati...a questo punto mi sa che abbiamo davvero rischiato grosso, gli americani non scherzano con l'invasione della proprietà privata!!!
...ma c'ho una tentazione di tornare a vedere!!

mercoledì 6 novembre 2013

Traslocatori Anonimi

Latito un po', ma sono in pieno moving e quindi un parte delle cose sono già nella casa nuova, una parte ancora in quella vecchia...e alcune non si sa dove siano e forse saranno perse per sempre, come ad ogni trasloco.
Sabato sera a cena un collega, che vive nella stessa casa da quando è arrivato qui, mi ha chiesto se non mi pesasse traslocare (lui non cambia casa proprio per evitarsi lo stress del moving)...io ho detto di no e il Tecnico subito ha aggiunto "per forza, tutti i traslochi me li smazzo sempre io!!".
A questo punto è scattata la domanda: " Ma quanti traslochi avete fatto da quando state insieme?"
Il Tecnico risponde rassegnato: "7"
"7??? Ma voluti da chi?"
E il Tecnico: "Da lei, ovviamente"
Si voltano verso di me dicendomi: "Tu sei malata"
Ci credete se vi dico che fino a questo momento non mi ero mai resa conto di quanti ne avessimo fatti ma soprattutto che ero sempre stata io a voler cambiare?  E meno male che quando parlo di me dico che sono una persona molto stanziale!! :-)
Sono uscita da casa dei miei nel 2004 per andare in un appartamento (di proprietà del Tecnico, allora fidanzato con un'altra...ma questa è un'altra storia, lunga e complicata), dove ho vissuto da sola per 4 mesi....poi il proprietario è tornato (sempre il Tecnico) e sono dovuta sloggiare, per cui sono andata a vivere con 2 amiche e ci sono stata per 1 anno e mezzo circa. Le due coinquiline sono poi andate all'estero e quelle nuove erano ingestibili, per cui dopo un anno e mezzo circa sono tornata a vivere da sola in una casetta in centro, dal 2006 al 2007...quell'anno mi è servito per convincere il Tecnico ad andare a convivere e quindi da lì mi sono trasferita nel suo bilocale, dove siamo rimasti per circa 2 anni...perchè poi si sa, il bilocale è piccolo, la convivenza negli spazi ridotti è difficile, ecc.ecc.ecc....così lui ha venduto la sua casetta e siamo andati in affitto in un appartamento più grande...dopo circa 2 anni eccomi qui a Columbus, nel primo appartamento (detto il Tugurius)...poi di nuovo qui nel 2012, ma in una casa diversa....da cui ho cominciato a voler andare via dopo 2 mesi (per le ragioni che già sapete, cioè la mancanza di lavatrice/asciugatrice in casa e la moquette nella dining room). E da domenica saremo nella casa nuova!
Insomma, anche se ogni volta che ho cambiato casa c'era una motivazione per farlo, nessuna o quasi di queste ragioni era qualcosa di davvero insormontabile, ad esempio conosco coppie che vivono da anni in spazi ristretti e la maggior parte delle persone qui non ha lavatrice e asciugatrice....comincio davvero a pensare di avere una qualche patologia, tipo la Traslochite!!
Ci sarà un qualche gruppo di sostegno, di auto-aiuto, tipo i Traslocatori Anonimi?? Persone come me che vengono accompagnate in un percorso che li porterà a riuscire a stare nella stessa casa per più di 3 anni anche se non è ovviamente la casa perfetta?

domenica 3 novembre 2013

Le colpe dei figli ricadono sui padri

I tanti commenti ricevuti al mio post sulla lontananza mi hanno fatto riflettere molto.
Riguardo ai miei genitori, l'opinione comune è che dovrebbero semplicemente essere felici perchè sono molto più realizzata nel mio lavoro, anche se per trovare questo sono dovuta andare a migliaia di km di distanza. Insomma, gli dovrebbe bastare il fatto di vedermi finalmente fare ricerca ad alto livello, lavorare con entusiasmo ed avere uno stipendio decente, dopo tanti anni di borse di studio sottopagate e mesi "scoperti".
Invece mi fanno pesare ogni giorno questa scelta e di sicuro in parte sbagliano per egoismo, ma in parte sento di avere anch'io le mie colpe. Probabilmente se avessero vissuto con me l'insoddisfazione, la frustrazione, la progressiva sfiducia nel sistema e il calo patologico di entusiasmo, avrebbero accolto con più gioia questo cambiamento che poteva finalmente portare nuova linfa alla mia vita lavorativa. Ma io non gli ho mai permesso di vedere il mio nervo scoperto. Per varie ragioni, alcune delle quali non sono chiare neppure a me. Forse non volevo farli preoccupare, perchè sapevo che mia mamma avrebbe passato le notti con gli occhi sbarrati a pensare a come alleviare la mia frustrazione...sicuramente volevo che fossero orgogliosi di me e fieri di quello che avevo raggiunto, che non avessero mai dubbi sulle mie capacità. E quindi ho sempre fatto buon viso a cattivo gioco, minimizzando gli scontri che c'erano con chi mi voleva fuori dai giochi e ha messo in dubbio qualunque cosa facessi...raccontando solo dei congressi a cui venivo mandata tacendo sul fatto che erano spesso quelli minori e che a volte dovevo pagare io per l'albergo...mostrando le mie nuove pubblicazioni scientifiche senza dire che il fatto che il primo nome non fosse il mio non era un dettaglio da poco e che mi ero fatta il mazzo per mesi ma poi l'onore era andato al ricercatore prediletto del capo....sorvolando sul fatto che il mio capo mi riempiva di belle parole davanti a loro e agli altri ma non ha mia mosso un dito per migliorare la mia situazione lavorativa. Non ho mai parlato delle mie paure di non essere all'altezza, del mio vivere sempre low profile per non emergere in tutta la mia ignoranza, del mio non voler andare all'estero non per non staccarmi da loro ma per non mostrare al mondo la mia incapacità.
Senza questi dettagli fondamentali non posso pretendere che abbiano una visione d'insieme completa che gli permetta di giudicare le cose per quello che sono. Hanno davanti un puzzle di cui io ho nascosto i pezzi principali! Per come la vedevano loro avevano una figlia che faceva il lavoro per cui aveva studiato, che era apprezzata dal capo e dai colleghi, che veniva mandata ai congressi e che pubblicava su riviste scentifiche, che viveva decentemente e viaggiava, che lavorava un numero normale di ore e aveva tempo per amici e famiglia...come possono pensare che averla cambiata con una figlia che sta più in laboratorio che a casa, che mangia stress e paura di fare cazzate e che si sente sola, sia stato un vantaggio? Vista così, è dura dargli torto!
Intendiamoci, non è che mi voglio prendere tutta la responsabilità per giustificarli, ma è giusto che mi assuma la mia parte!

lunedì 28 ottobre 2013

Sassolini...1!

Come Vale, oggi mi sono svegliata con la voglia di togliermi sassolini dalla scarpa, che me ne sono avanzati un bel po' nell'ultimo anno e ci cammino male.
Ho scritto su FB che sarei stata in Italia dal 18 al 29 dicembre e un sacco di gente mi ha scritto dicendomi che ci dovevamo assolutamente vedere, che dovevo trovare il tempo per tutti e che peccato che stavo così poco...
Mio marito ha cambiato lavoro a luglio e per ora ha accumulato TRE giorni di ferie, che saranno SEI a dicembre...cosa potevamo fare di più? E poi, possibile che sia sempre scontato che sia io a tornare a casa per vedere le persone a cui tengo e nessuno, ripeto NESSUNO, muova il c**o per venire qui? Qui parlo soprattutto della mia famiglia, posso anche accettare che i miei genitori non lo facciano, non hanno mia preso un aereo in vita loro e hanno anche qualche problema di salute...ma gli altri? Sorella, cognato e nipoti potrebbero farlo benissimo!! Ogni volta che l'ho detto mi hanno risposto che viaggiare in 4 è costoso...lo so bene, non è che a noi i biglietti aerei li regalano!!
L'altra obiezione è che io sono quella che "ha i soldi"...certo, infatti notoriamente abitiamo in una villa con piscina e campo da golf nella zona più ricca di Cbus! Lo stipendio qui è migliore di quello che avevamo in Italia, non lo nego, ma non così tanto da permetterci di spendere quasi 4000 dollari per tornare a casa e non risentirne minimamente!! Oltre al fatto che mi piacerebbe anche mettere da parte qualche soldo, per una volta nella vita...se ne devo guadagnare di più per poi usarli tutti in voli aerei, non c'è tutta questa convenienza!!
D'altra parte, siamo noi che abbiamo voluto abbandonare il paese, quindi è ovvio che siamo noi a doverne pagare lo scotto, no? Mia sorella tempo fa, in una conversazione assolutamente tranquilla, quindi non per astio, mi ha detto che non avevo bisogno di fare questa scelta, che potevo stare vicino a casa come lei ed accontentarmi di un lavoro meno bello. E' vero, ma il fatto di aver fatto una scelta diversa non mi rende una persona cattiva...semplicemente non ho voluto buttare tutti gli anni di studio, è così egoista?
Come ho già detto prima, capisco che i miei genitori non se la sentano di venire qui, ma almeno potrebbero cercare di non farmi sentire in colpa per il fatto che resto solo 9 giorni, no? Tutti i giorni, ripeto, TUTTI i giorni mi faccio 10-15 minuti su skype con loro...non possono certo lamentarsi di non vedermi o sentirmi mai, anche se non dal vivo! E magari anche evitare di chiedermi ogni 15 giorni rassicurazioni sul fatto che entro 2 anni tornerò vicino a casa, non lo so cosa farò, non lo so cosa faremo!!!
E tutti questi amici che non vedono l'ora di vedermi o di vedere mio marito, dove sono tutto il resto del tempo (Dani, lo sai che non ce l'ho con te!!!)? Com'è che non hanno mai un minuto per chiedermi come va, perchè si scocciano a scrivere mail o messaggi...ma se torno per 10 giorni devo ASSOLUTAMENTE trovare il tempo di vederli? No, mi dispiace, a sto giro mi vedo solo le persone che hanno dimostrato di tenerci e gli altri che si fott**o.
Sono stufa di sentirmi in colpa per essere partita!! 
Per oggi mi fermo qui, ma sono solo all'inizio!! :-)

lunedì 21 ottobre 2013

Dalla psicologa...2

- Uno dei modi che ha l'expat per imparare ad amare il paese che lo ospita, sentirsi parte di esso e non più "sradicato" è conoscerne la storia...dovresti studiare le vicende di Columbus dalla fondazione in poi, le migrazioni, la cultura...l'ho fatto anche io per i miei figli, fa parte della cosidetta "acculturation"
- Invece sto facendo esattamente l'opposto, da quando sono qui io, che ero una capra ignorante di storia e politica, ascolto i telegiornali italiani e i dibattiti politici, leggo i quotidiani italiani, ecc...insomma, mi tengo molto informata sull'Italia
- E' normale, gli immigrati lo fanno per sentirsi ancora parte di una comunità, più vicini a casa...io invece non posso farlo, perchè dalla Polonia non arriva quasi nessuna notizia!
- Forse è un bene, a volte vorrei davvero non sapere più nulla del mio Paese, ogni giorno è peggio
- Ma dai, vuoi mettere con la Polonia? La vostra situazione è decisamente migliore
- Le assicuro di no, l'Italia è in un momento davvero drammatico...meglio non sapere nulla!!
- Ma noooooo
...aspetta
...però
...aaaaaaaah, è vero, voi avete Berlusconi!!! ahahahahahahaa
-.....

venerdì 18 ottobre 2013

Happy Halloween!!

Questo è il mio primo Halloween in USA. L'anno scorso sarei dovuta arrivare qui il 29 ottobre e per l'occasione mi aspettavano qui due zucche da intagliare e un carving kit nuovo fiammante (comprati dal tecnico dietro velato e poco insistente mio suggerimento)...
 

...ma l'uragano Sandy (che guarda caso porta il nome di mia sorella!) mi ha impedito di partire e quindi sono riuscita ad atterrare in terra americana solo il 2 novembre. Alla fine ho intagliato un paio di zucche per i nipoti in Italia e una qui, ma con uno spirito completamente diverso.
Quest'anno finalmente posso vivermi appieno questa festa tutta americana, che da almeno un mese sta spopolando in tutti i negozi. La quantità di gadget che si possono trovare è davero impressionante: lapidi, scheletri, costumi, zucche, quadri, tappeti, servizi di piatti...tutti rigorosamente a tema!! E gli americani, che sulle feste sono davvero preparati, non si limitano a degli allestimenti di base ma ci danno dentro con le decorazioni della casa, ecco un paio di esempi:



Sabato siamo stati qui per la scelta della zucca. La fattoria a circa un'oretta di strada da Columbus e la vista della campagna sconfinata mi ha fatto stare molto bene, mi sono sentita quasi a casa da mia nonna in Italia.
Il piazzale davanti al fienile era pieno di zucche in vendita di tutte le dimensioni, ben lavate e lucidate. 
 

Noi però abbiamo scelto la via più ruspante e armati di carellino ci siamo addentrati nel campo di zucche per scegliere quella da decorare. 
 

Con il nostro bottino siamo poi andati nel fienile per pagare e qui c'erano in esposizione costumi di halloween, decorazioni per la casa, prodotti alimentari, artigianato locale e piccole zucche dalla forme strane a cui non ho saputo resistere. 
 
 
Oltre al negozio e al campo di zucche c'erano gli immancabili camioncini con cibo e bevande e moltissimi giochi per i bambini, molto semplici ma molto apprezzati! Si potevano comprare delle piccole zucche da lanciare verso un bersaglio con una fionda gigantesca...perdersi nel labirinto all'interno del campo di mai....fare un giro su un trenino fatto con piccoli bidoni di metallo e trainato da un trattorino da prato...farsi trasportare sul rimorchio del trattore in mezzo alla paglia...cavalcare sacchi di tessuto pieni di cotone a forma di animali....nutrire e accarezzare caprette, conigli e asinelli...e saltare sugli immancabili gonfiabili. Insomma, Il business che i proprietari della fattoria sono riusciti a creare attorno ad Halloween è davvero impressionante e degno di ammirazione!
Noi siamo andati con alcuni amici e i loro bambini e ci siamo divertiti moltissimo...e non so come siamo risuciti a tornare con 3 zucche enormi...oggi ho dovuto comprare un carving kit aggiuntivo, ci sarà da lavorare!!!


...il mio obiettivo resta sempre convincere il Tecnico a travestirsi, ho ancora 13 giorni!! :-)

sabato 12 ottobre 2013

Fermate il mondo voglio scendere!!!

Il Tecnico è arrivato qui a metà settembre 2012, mentre io l'ho raggiunto dopo poco più di un mese. A maggio 2012 , prima di ripartire per l'Italia, avevamo preso accordi per avere un appartamento in un complesso qui vicino a partire da settembre, ma circa a metà agosto erano sorti degli ostacoli legati al nostro SSN (che essendo Italiani non avevamo!!) e in fretta e furia avevamo dovuto cercare un'alternativa. Dall'Italia non eravamo riusciti a fare niente, poi appena arrivato qui il Tecnico aveva trovato casa in questo complesso, praticamente la prima occasione decente trovata. E via Skype avevamo deciso i mobili da ordinare e la sistemazione delle stanze.
Poi sono arrivata qui e da brava moglie rompicoglioni assennata avevo decretato che la casetta era carina, ma c'erano alcuni ostacoli insormontabili: la moquette nella sala da pranzo, la lavatrice/asciugatrice in comune e la cucina davvero troppo piccola.
Così ho iniziato un lento ma costante lavoro di logoramento dei suoi nervi (avete presente "La goccia scava la roccia"?? ecco, quello!!), finchè a giugno, esasperato, mi ha detto: il contratto scade ad agosto, diciamo che non lo rinnoviamo e andiamo avanti mese per mese (50 dollari in più per ogni affitto) finchè non trovi una casa che ti soddisfa. Io sono partita piena di entusiasmo guardando diversi siti di annunci, mandando mail e organizzando visite ad alcune case. Poi ho avuto il mio crollo nervoso e il pensiero di cambiare casa mi generava ulteriore ansia (modalità "chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova), per cui avrei lasciato perdere tutto e mi sarei seppellita nel tugurio ricoperto di moquette...ma non si poteva, ormai la macchina era avviata e quindi ho dovuto continuare.
Tutto questo per dire che il 10 novembre traslochiamo e sono fottutamente agitata al solo pensiero!!! E pensare che abbiamo trovato una sistemazione davvero carina, in un complesso di casette vicino ad un parco sul fiume, con gli attacchi per lavatrice e asciugatrice, il parquet dove sta il tavolo da pranzo, un bel basement grande e asciutto, piscina e palestra a disposizione e a sole 6 miglia da qui....
Ciononostante, presa dalla frenesia della paranoia ho già verificato compulsivamente sulle mappe:
- quanto ci mettiamo ad andare al lavoro
- quanto è lontano l'ospedale
- quanto dista il più vicino urgent care
- quanto tempo ci vuole per raggiungere gli amici più cari
- dove si trova la chiesa (per l'estrema unzione?)
.....
E il Tecnico?
Lui da quando ha scoperto che Valvoline (il suo posto preferito per la manutenzione dell'automoblile, tipo cambio olio, rotazione gomme, ecc.) e il Cheeseburger Paradise sono a poche centinaia di metri, non desidera altro!

venerdì 11 ottobre 2013

Dalla psicologa...

- So you're telling me that when you love someone and you care for someone, you're always worried that something bad could occur to him/her? So, for you love=being worried for, as if being worried for could give you the real size of your love?)
(Mi sta dicendo che quando ama qualcuno, si preoccupa che gli/le possa succedere qualcosa? Quindi affetto=preoccupazione, come se preoccuparsi fosse l'unico modo per darle la portata dell'amore che prova?)
- More or less...
(Più o meno direi di sì)
- Are you worried about losing me? Are you worried about the idea that I could die?
(E' preoccupata di perdermi o che io possa morire?)
- Ehm....No...
- So you don't love me? You don't care for me?
(Quindi non mi vuole bene? Non tiene a me?)
- I'm sorry!!!! I really would like to...but I don't!!!
(Mi dispiace moltissimo...mi piacerebbe ma non è così...!!)

Al vedere la mia faccia mortificatissima la dottoressa è scoppiata in una sonora risata...chissà cos'ha pensato la gente nella sala d'aspetto!!




domenica 6 ottobre 2013

Contraddizioni

Questo è lo schema da seguire per ottenere l'accesso ai dati clinici dei pazienti coinvolti in un protocollo di ricerca, almeno per quanto riguarda il Medical Center di Columbus:


 
Questo invece è il protocollo da seguire per acquistare un'arma negli Stati Uniti, precisamente in Indiana:

 qui

Non vi pare un pochino troppo semplice rispetto a quell'altro??

lunedì 30 settembre 2013

Coincidenze

Il Tecnico sostiene sia solo una coincidenza...ma dopo la nostra serata danzante lui ha la schiena a pezzi e io zoppico per colpa del ginocchio sinistro.
Non c'abbiamo più l'età.

domenica 29 settembre 2013

Un po' di Europa

Ieri sera con due amici siamo stati all'Oktoberfest...eh no, mica quella più famosa di Monaco, la sua versione in terra americana, proprio a Columbus .



C'erano tre grossi padiglioni, uno con diverse bancarelle di prodotti artigianali (candele, vestiti, borse, gioielli,...) e due con cibo e birra come se piovesse, servita nel super boccale omaggio della festa (che adesso fa il paio con quello che il Tecnico ha trafugato all'Oktoberfest originale). 
 
 
 
Il cibo era quello tipico, quindi salsiccini di diversi tipi (wurstel tradizionali o speziati), insalata di patate e crauti e un dolce simile al profiterole, che loro spacciano come tipicamente tedesco...mah!

machecifaccio

Tra i due padiglioni c'era anche un palco esterno su cui si alternavano i comici del Funny Bone Show...ma devo ammettere che il mio inglese non ci permette ancora di partecipare attivamente agli spettacoli comici, per cui dopo 5 minuti passati a ridere quando ridevano gli altri senza capire nulla abbiamo deciso che era meglio ascoltare un po' di musica! 
Siamo quindi andati nel primo padiglione, ma c'era un gruppo che suonava ad un volume assordante...così siamo passati al secondo, dove una serie di omini anziani in costume tirolese stava alternando pezzi commerciali vecchi e nuovi e qualche canzone tradizionale. 
 
 
L'atmosfera era fantastica, complici i fiumi di birra che aveva in corpo la maggior parte delle persone, la pista era piena di gente che ballava, di tutte le età. E noi, che eravamo quasi pronti per andare a casa, ci siamo guardati un attimo per darci coraggio e ci siamo buttati!! Abbiamo ballato come i matti per più di un'ora, saltellando senza  vergogna e cantando a squarciagola...insomma, quella che era partita come una serata normale è diventata una delle più divertenti fatte qui a Columbus!! Saranno passati 5 anni dall'ultima volta in cui il Tecnico ha ballato in pubblico!!!
Oltre al buon cibo, alla birra e alla musica, la festa merita di essere ricordata per i personaggi che abbiamo visto...molti vestiti con costume tradizionale tirolese, tanti con un cappello a forma di pollo e diversi vecchietti assurdi, di cui uno con cappello e occhiali a forma di boccale di birra e una signora ottantenne con vestitino a scacchetti, calzini bianchi, trecce bianche, rossetto rosso e boccale a tracolla...fantastica!!
 

 

sabato 28 settembre 2013

La paura delle parole

Tenendo fede ai miei propositi di approfondimento e guarigione, ieri sono andata a quello che qui viene chiamato "counselling"...un modo per dire che ho parlato con una psicologa, ma mi piace il termine perchè, come dice Sfolli, ti dà più l'idea di qualcuno che ti ascolta e consiglia.
Sono stata fortunata, perchè nel mucchio degli specialisti dell'ospedale sono stata assegnata casualmente ad una signora polacca che vent'anni fa venne qui seguendo il marito (dovevano restare qui per 5 anni...poi si sa some vanno queste cose), quindi una persona che sa bene cosa si prova ad essere expat.
Abbiamo parlato a lungo e verso la fine del colloquio mi ha detto che a sua parere avevo una "clinical depression" che era latente da mesi e che si è manifestata in modo eclatante con gli attacchi di panico, che da sempre sono il mio "campanello d'allarme della crisi".
A me questa cosa non è piaciuta molto.
Mi spiego meglio.
Mi fido della dottoressa come mi sono sempre fidata dei medici e non metto in dubbio la sua preparazione, infatti continuerò ad andare agli incontri con lei.
E, prima che ci siano fraintendimenti dolorosi, non ho nessun rigetto nei confronti della depressione, dei depressi o di chi si fa curare per questo.
Però al momento non mi sento di farne parte.
Probabilmente mi sbaglio e di certo non sono il miglior giudice di me stessa...e ci saranno anche molte sfumature nella patologia, per cui se magari è allo stadio iniziale è meglio sistemare le cose per tempo.
E so anche che non mi devo fissare sulle parole (vero Lucy?) ma sullo stare meglio, indipendentemente dal modo in cui si voglia chiamare questo stato.
Però ci penso da ieri e diciamo che il modo in cui mi sento, per ora, non corrisponde a quello che ho sempre considerato uno stato depressivo ecco.
Ammetto che nelle ultime 2-3 settimane il mio umore non sia stato dei migliori e che abbia passato diverse ore in preda a pensieri pesanti e voglia di piangere. Ma è altrettanto vero che la situazione attuale non è delle più felici.
Come già detto ho diversi problemi sul lavoro, con i progetti che sto faticosamente portando avanti e con un paio di colleghi, oltre ai recenti licenziamenti...appena mi alzo al mattino il mio pensiero va a quello che dovrò affrontare nella giornata e non è facile sorridere per questo. Anche tenendo conto del fatto che il lavoro è una delle principali ragioni per cui siamo qui!!
Ho avuto anche molte preoccupazioni per la salute di mio padre e i recenti sviluppi non sono dei migliori, anche se so che ci sono ancora molte possibilità di terapia e non devo essere sfiduciata. Resta indubbio che da qui non sia semplice gestire l'angoscia sommata al solito senso di colpa che comunque mi attanaglia per essere così lontana.
Il contesto poi è sempre quello della lontananza da tante persone che si amano, che continua a pesarmi.
In tutto questo però sono sempre riuscita ad alzarmi al mattino senza problemi, a lavorare con concentrazione, a dormire alla notte e a mangiare (magari avessi perso un po' di appetito!!!), a ridere con gli amici e a dedicarmi agli hobby che mi piacciono. Non mi sembra poco.
Non so, forse sto solo cercando di auto-convincermi che vada tutto bene ed è sbagliato.
Alla fine di tutta questa manfrina pallosissima credo che la cosa importante sia il percorso che sto iniziando, che spero mi porti alla serenità qualunque sia la partenza o il nome che vogliamo dargli.

martedì 24 settembre 2013

Aggiornamenti

Dopo avervi sfondato i cogl***i ammorbato con quel post drammatico 10 giorni fa non potevo sparire così, lasciandovi nel dubbio su che fine avessi fatto!
Sto un po' meglio, con alti e bassi.
Ci sono giorni in cui è tutto più o meno normale e quasi mi dimentico quello che è stato e come mi sono sentita.
E altri in cui l'ansia non mi abbandona e solo il sonno mi da' un po' di pace.
Rispetto al passato mi pare di aver ritrovato un po' di equilibrio in meno tempo del solito, quindi cerco di essere fiduciosa cha andrà sempre meglio.
Nel frattempo lavoro su di me per capire su cosa abbia rimuginato il mio inconscio in tutti questi mesi per poi esplodere così.
Grazie comunque per tutti i commenti al post precedente, l'appoggio e il sentire di non essere l'unica ad aver attraversato certi momenti mi hanno aiutato tantissimo!

domenica 15 settembre 2013

La lente distorcente del panico (attenzione: post noioso, introspettivo e malinconico)

Sono giorni che cerco il coraggio di scrivere nero su bianco quello che sto provando e trasformarlo in un post. Una parte di me non vorrebbe farlo e lasciarvi con l'illusione che la mia vera essenza sia quella di questo post , ma non è così e per coerenza vi devo aprire uno spiraglio anche sull'altra me, quella degli inferni di cristallo
A soli due mesi dalla volta precendente, sono ripiombata nel panico più nero. E come l'altra volta, è avvenuto in un momento di relativa tranquillità e serenità...avevo appena scritto che stava ricominciando ad andare bene, no? 
Ecco, no. 
Evidentemente, mentre io mi bullavo pubblicamente con voi del mio nuovo equilibrio, la mia mente stava lavorando a qualcosa di grosso ed è andata in cortocirtuito senza preavvviso...qualcosa di così grosso che ancora non mi è del tutto chiaro. 
In questi giorni in cui l'angoscia, il nodo alla gola e i pensieri funesti non sanno abbandonarmi, sto dedicando un sacco di tempo a studiarmi, interrogarmi, smontarmi come un Lego per capire cosa ci sia che mi preoccupa al punto da ridurmi così. 
Ci sono un bel po' di imput in ballo, che vi racconto un po' random come mi arrivano alla mente. 
Mio marito sta lavorando moltissimo e casa non c'è mai, mi pesa molto la solitudine. 
Anch'io sto lavorando come una dannata e arrivo alla sera con la sensazione di aver corso la maratona di new york. 
Continuo a rimandare il progetto di un figlio perchè ho paura di non essere in grado di occuparmene e al tempo stesso mi sento in colpa perchè nego questa cosa a mio marito e anche a me stessa, solo per paura. 
Stiamo cercando una casetta che ci piaccia di più e acquistando alcune cose come auto, materasso nuovo, mobili...e sento che la permanenza qui sta diventando sempre meno precaria. 
Io da sempre ho il terrore delle cose definitive e ho affrontato molte paure con il pensiero "beh, se non funziona torno indietro"...qui tornare indietro in due e due quattro diventa sempre più impensabile!
Che la vera ragione sia una di quelle elencate o nessuna, non cambia il modo terribile in cui mi sento...che non può essere spiegato a qualcuno che non l'abbia mai vissuto. Non si tratta di avere preoccupazioni o non dormire qualche notte, si tratta di vivere con una perenne sensazione di tragedia imminente, come quando sei al cinema e la vittima sta andando a occhi chiusi verso il luogo dove è nascosto l'assassino. Ecco, io vivo quotidianamente quella sensazione lì, da una settimana almeno. 
La mia mente è tutta un loop di pensieri negativi che si autoalimentano e lasciano poco spazio al resto, per cui stare concentrati sul lavoro e partecipare attivamente alle conversazioni richiede uno sforzo tremendo. Questi pensieri negativi possono essere i più vari...sto lavorando male e mi licenzieanno, starò male e non sapranno capire cose dico e neppure curarmi, non torneremo mai più vicini a casa, mio padre non saprà configgere il cancro, mio marito si stancherà di stare con una pazza e lo perderò, sarei una madre terribile con queste crisi di panico, la mia vita sarà sempre costellata da questi crolli e non saprò mai gestire l'angoscia.
Il primo attacco di panico l'ho avuto nel 2002 e sono finita in PS perchè credevo di morire. Il mio vicino di casa, neurologo e psichiatra, mi aveva parlato 10 minuti e prescritto una cura farmacologica. Poi interrotta quando pensavo di essere guarita.
Sono stata bene fino al 2007, poi la situazione è precipitata drasticamente tanto che non riuscivo a stare ferma in casa, camminavo sulle mura per ore, facevo sport fino a sfinirmi. Mai più avuto un fisico così, ma a che prezzo! Mi decisi ad andare da una psicologa, che mi seguì per un anno e poi mi propose di prendere qualche farmaco per velocizzare la guarigione. La situazione migliorò, ritornai a posto, smisi i farmaci e alla fine anche la terapia.
Tutto bene fino alla partenza per l'America e nuovo crollo. Me la cavai con due colloqui e 3 mesi di farmaci. Era più di un anno fa.
E adesso sono ancora qui, allo stesso punto. Ci deve essere qualcosa di grosso ancora da sbloccare e mi armerò di pazienza e cercherò di farlo. Non voglio e non devo rassegnarmi!

domenica 8 settembre 2013

Lo specchio della vanità (verità)

Ieri ho parlato via skype con un'amica che non sentivo da tempo. Tra varie chiacchere, racconti e pettegolezzi, mi ha detto che una sua amica (che conosco piuttosto bene anch'io perchè siamo uscite molte volte insieme) è fortemente in crisi con il marito.  Perchè non vanno più d'accordo su nulla, i progetti comuni sono ormai divergenti, lui è spesso molto aggressivo (verbalmente) e se ne frega dei suoi sentimenti e dei suoi desideri. Niente di nuovo o trascendentale, cose che succedono quotidiamente. Il punto è che io sono proprio "caduta dal pero", nel senso che la credevo felice e realizzata nella coppia. Perchè? Perchè io questa persona non la vedo da almeno un anno e l'unico contatto che avevo con lei era attraverso quello che pubblicava sulla sua pagina Facebook. E cioè foto del marito con contorno di cuoricini, foto della loro famiglia felice con i cani e i gatti, foto di lei e lui insieme con sorrisi a 32 denti, dichiarazione di stima e amore incondizionato sulle reciproche bacheche.
Ora, non ho 14 anni come mia nipote, per cui non credo che FB sia lo specchio della vita reale. Ma che senso ha onestamente far passare l'immagine di una coppia felice quando le cose vanno malissimo? Posso capire non fare cenno ai problemi e passarli sotto silezio. Sono assoluamente d'accordo con l'idea di preservare la propria vita privata e cerco di evitare di usare la bacheca per veicolare messaggi in codice o per mettere in piazza le discussioni con il marito o le crisi di coppia. Quindi mi va benissimo che lei non abbia scritto niente a riguardo...ma tutto quello sbrodolamento su quanto si amino e su quanto siano felici, era proprio necessario? A cosa ti serve fare credere al mondo esterno di essere innamoratissimi e sereni?
E non è l'unico caso. Ho una carissima amica di cui conosco benissimo la situazione famigliare e anche lei non perde mai occasione di elogiare pubblicamente sulla bacheca il compagno, quando sappiamo tutte che è uno stronzo che l'ha allontanata da tutti i suoi affetti, tradita e spesso lasciata a casa da sola preferendo week end e scorribande con gli amici.
Davvero non le capisco, posso solo pensare che sia un modo per chiudere gli occhi davanti ad una realtà poco piacevole. Ma che fatica deve essere pubblicare una foto con gli occhi a cuore mentre hai appena finito di piangere per l'ennesima litigata o sei da sola in casa mentre lui è in discoteca con i soliti amici.
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