domenica 31 marzo 2013

Pretendere l'impossibile

I commenti ricevuti a questo post e alcune conversazioni avute con altre expat mi hanno fatto riflettere e rivedere le cose sotto una diversa prospettiva (aridaje, Baby, sono anni che tuo padre ti dice di smetterla di pensare che tanto non serve a niente e finisce che ti si consumano quei 4 neuroni in croce salvatisi per miracolo nonostante i decenni di studio, e con le tue infinite riflessione adesso ammorbi pure i poveri lettori del blog). 
Io pensavo che certe situazioni che mi trovavo a vivere in questo momento e certe emozioni, fossero strettamente legate al mio carattere in primis, e poi al mio rapporto di coppia, al nostro continuo litigare che è una costante del nostro rapporto e che qui trova un'espressione ancora più potente. 
Evidentemente però, se tante altre persone, con i caratteri più disparati e le più variegate situazioni famigliari, si sono trovate comunque a provare le stesse cose in un qualche momento del loro essere expat, ci deve essere qualcosa di "superiore" che ci accumuna. In parte è sicuramente come dice havasflugilojn nel commento al mio post e cioè che stando lontani e da soli, il rapporto si fa sicuramente più saldo, ma questa maggiore intensità può tradursi anche in una maggiore conflittualità. Non sto dicendo che il segreto è stare meno insieme, ci mancherebbe...ma è sicuramente vero (almeno per me) che la mancanza di certe valvole di sfogo che in Italia avevo e che magari qui per adesso non ho, fanno sì che io spesso canalizzi tutta la mia aggressività, le frustrazioni e le ansie sull'unica persona che ho qui. E viceversa. E questo rende più uniti, ma affatica tanto e appesantisce lo stare insieme. 
Parlo con lui fino alla nausea delle difficoltà sul lavoro, mentre prima se le smezzava in parti più o meno uguali con i miei colleghi...anzi spesso quando arrivavo a casa, magari dopo un caffè o un aperitivo, avevo già sbollito il nervoso e non avevo neppure urgenza di parlarne. 
Due-tre volte a settimana andavo a tirare pugni ad un sacco insieme ad una delle mie più care amiche...se avevo litigato con lui, quando tornavo da fit boxe non mi ricordavo nemmeno più perchè avevamo discusso. Adesso invece sono come una lima sorda che continua a ribattere "e perchè tu fai così...e allora io faccio colà..."...'na palla insomma"!!
So da sempre che il Tecnico ha un rapporto non molto profondo con la famiglia ed è figlio unico, quindi non ha mia molto capito le mie interazioni con la casa base e il suo suggerimento per il rapporto con mia sorella in genere è "mandala a cagare". :-) Per questo in genere avevo un paio di amiche fatte col mio stesso stampo da tediare a riguardo, con cui fare lunghi scambi sul distacco dalla famiglia e varie. Adesso tutte queste pare toccano a lui.    
Insomma, mi rendo conto di chiedergli molto di più da quando siamo qui. 
Gli chiedo di essere marito, compagno, amante e migliore amica. 
E mi incazzo quando non ci riesce. 
E ci litigo. Ci litigo perchè non gliene frega niente dei miei commenti su come si vestono le americane e dei pettegolezzi, si scoccia dopo 15 minuti in cui mi lamento "e lei ha detto così e ci sono rimasta male...e credevo che mi chiedesse di andare a prendere il caffè con lei e non l'ha fatto...e non ho niente da mettermi per la mezza stagione...e ho visto mio papà stanco, sono molto preoccupata...e non riesco a stare a dieta, e poi le vedi queste rughe che prima non avevo?". E mi dà delle risposte rapide e sbrigative, da maschio...che non mi sedano, perchè io voglio sviscerare i problemi sotto ogni angolazione e spaccare il capello in quattro e poi ricominciare da capo.

E in tutto questo...lui, come vive da expat?
Lui ha sempre avuto pochi amici, contava su di me e su se stesso. Come era prima, è adesso. Gli manca solo qualcuno che si entusiasmi con lui per l'uscita dell'ultimo film di guerra e gli dica che è un grande per aver battuto la squadra rivale nel videogioco delle macchine da corsa. 
Meno male che uno di noi due è un'anima semplice (in senso buono eh!!).

14 commenti:

  1. Baby, per ste cose meravigliose da femmine devi parlare con una femmina. I maschi non ci arriveranno mai :DD
    Il bello di questo post e' che contiene tutte le soluzioni, datti un po' di tempo e riuscirai a riavere le tue valvole di sfogo. Magari diverse, ma ci saranno. Bacio

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    1. Tempo? What do you mean with tempo? :-) Io sono per le soluzioni immediate, 10 giorni toh! :-D

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  2. Sottoscrivco in pieno! Ti dico solo che quando ho iniziato a leggere i blog degli expat la sensazione preponderante era sollievo. Mi ripetevo: ma allora non sono pazza io!!!!E' tutto normale,ci vuole solo un pò di tempo per trovare un nuovo equilibrio. Inoltre ha ragione Lucy: ma perchè perdi tempo con il marito? Pere certe cose un solo cromosoma X non basta, ce ne vogliono 2 ;-)

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    1. Sì, me ne sono resa conto, senza il doppio X è una mission impossible!!! Ho proprio sbagliato target! :-)

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  3. Mi sembra di rivedere me. All'inizio non avevo nessuna persona con cui parlare e di conseguenza mi sfogavo con lui. Io che parlavo e parlavo e lui che si addormentava ascoltandomi, ti lascio immaginare quante volte ho dovuto trattenermi dal gettargli una secchiata di acqua gelata!

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    1. E' rassicurante sapere che non sono l'unica pazza...e soprattutto che c'è speranza di miglioramento e devo solo avere pazienza! :-)

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  4. è così anche per me, spesso. mooolto, incredibilmente simile a quello che dici tu. una delle cose che mi manca di più è sbattergli la porta in faccia e andare dalla mia amica a parlar male di lui. e mi manca andare dall'amica a prendere un suo vestito che mi piace. e il camminare senza osservare tutto perché lo vedo da 30 anni e non c'è niente di cui stupirmi più. quando è tutto nuovo è pure tutto faticoso. ma ora non è il momento di farsi venire i blues, no? daje, ce la faremo!

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    1. Siamo proprio tutte uguali! :-)
      La novità è tanto stimolante, ma anche faticosa...e ogni cosa (dalle tasse, al medico di base, ai rapporti personali) richiede uno sforzo per calarsi in una diversa mentalità e capire come si deve fare! Un po' di blues ogni tanto ci sta...ma certo che jela famo!!! :-D

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  5. mi sembra di leggere le difficoltà che ho avuto io in 5 mesi di convivenza a berlino. Solo che lì la cosa si è conclusa con lui che mi ha detto "non me la sento più, vattene"
    Magari se avessi scoperto prima il tuo blog mi sarei sentita meno sola! e meno matta.... ma molto più probabilmente non era destino.
    Cmq nonostante il mio personale fallimento ti dico "tieni duro", sono convinta che vi serva solo più tempo per trovare un equilibrio. Conosco bene quella fase in cui lui è il confidente/amante/amica. Ma passerà :)

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    1. Sì, sono convinta anch'io che sia solo questione di tempo, devo solo avere la pazienza di farlo passare. Alla fine in Italia avevamo ormai un equilibrio più o meno consolidato e qui è stato tutto sovvertito...come sono stati duri i primissimi mesi di vita insieme in Italia, è come se qui avessimo un po' ricominciato da capo, una nuova convivenza con regole ed equilibri diversi!
      Mi dispiace per come ti è andata, ma come dici tu evidentemente non era destino, doveva darti più tempo per trovare un bilanciamento! :-(

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  6. Uh leggo solo ora questo post. Bhé hai espresso meglio tutto quello che penso. I primi tempi sono duri e anche io come te voglio sviscerare sempre tutto e sono una logorroica, e fatico ad adattarmi a questa situazione per la quale lui non può essere marito confidente amico e amica, perché io ne sento il bisogno e invece lui no. Perché lui riesce a trovare il suo equilibrio in qualsiasi parte del mondo e non sente né la mancanza né il bisogno di niente. E io invece no. A volte invidio tanto la "semplicità" degli uomini. Ma sapere che tante expat vivono questa situazione è sicuramente confortante e mi fa sentire meno sbagliata.

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    1. Anch'io invidio molto il mio Tecnico, che basta a se stesso e per lui è sufficiente arrivare a casa, raccontarmi la sua giornata e discuterne insieme. Senza bisogno di sentire secondi e terzi e quarti pareri e sviscerare le questioni sotto tutti i possibili punti di vista! Però sì, sapere che la mia follia è presente anche in altri essere umani mi conforta :-)

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  7. Io vivo in Australia con il mio compagno inglese e se ti facessi leggere alcune pagine del mio diario, eh si io non scrivo blog sono della vecchia scuola, in ogni caso dicevo che se tu leggessi quello che scrivo resteresti sorpresa quanto me delle similitudini della nostra vita expat...cioe' almeno quelle che riguardano la vita (mancanza di) sociale, il nostro rapporto expat e tante altre perplessita'....pazzesco, se tu vivessi qui o io la' penso che ti inviterei a bere un caffe' e malgrado le differenze credo che sarebbe interessante scoprire cosi tante similitudini! Ciao

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    1. Una delle cose migliori che mi ha dato il blog è stato proprio scoprire che non ero l'unica, che tante persone avevano vissuto o stavano vivendo quello che avevo passato io...e che quellie strani (o non proprio sinceri) erano quelli che mi stavano attorno e facevano finta che per loro fosse sempre stato tutto facile!
      Se fossimo più vicine ci potremmo davvero prendere un bel caffè e chiaccherare chiaccherare chiaccherare come ci manca tanto fare!

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