venerdì 7 giugno 2013

Inezie

Oggi c'ho il dente avvelenato, eh Lucy, mica capita solo a te! :-D
Giusto per spiegare a chi non è del mestiere, il lavoro del biologo che fa ricerca funziona più o meno in questo modo. Si parte da un'idea e si fanno esperimenti nel tentativo di dimostrare questo pensiero iniziale...a volte funziona, a volte i dati dimostrano l'esatto contrario, a volte cercando una cosa se ne scopre un'altra che non c'entrava niente ma che è comunque valida e interessante. A questo punto, dopo aver fatto tutte le verifiche del caso (ripetizione degli esperimenti, analisi statistica dei dati, utilizzo di adeguati controlli negativi e positivi), il biologo scrive un articolo in inglese che descrive i materiali e metodi utilizzati, i risultati ottenuti e una discussione degli stessi. L'articolo viene sottomesso ad una rivista scientifica, che può esssere più o meno importante, e se il lavoro viene giudicato valido e di interesse, questo viene pubblicato sulla rivista. L'elenco degli autori dell'articolo può contenere da una fino a diverse decine di persone, dipende anche dalla policy del giornale e dal tipo di articolo, e l'ordine di apparizione dei nomi non è casuale ma rispetta una precisa gerarchia. In generale il primo nome è di chi ha avuto l'idea o si è smazzato la maggior parte del lavoro, il secondo chi ci ha lavorato un po' meno e così via via fino ad arrivare all'ultimo nome, che è quello di chi ha messo i soldi e ti ha permesso di fare tutto (il capo del laboratorio generalmente). Quando una persona ha fatto una piccola parte del progetto, ma troppo poco per poter essere citato tra gli autori (il numero è limitato e bisogna fare delle scelte), in genere viene relegato nella porzione dell'articolo definita "ringraziamenti". Che valgono nulla ma almeno ci sei.
Tutto quello che ho appena detto si riferisce ad un mondo ideale, in cui non esistono le persone che pubblicano dati falsi, chi pensa che il primo nome debba essere per forza un medico perchè il biologo non è dotato di pensiero, chi accetta/rifiuta un articolo solo per favore un gruppo rivale, ecc. Tralasciamo tutto questo (prima che mi scoppi una coronaria) e veniamo a noi.
Primo episodio:
Ieri ho visto che il gruppo dove lavoravo prima di venire qui ha pubblicato un nuovo articolo utilizzando le analisi che avevo fatto io su più di un centinaio di campioni. Io ovviamente non compaio da nessuna parte, neppure nei ringraziamenti. Primo autore, guarda che coincidenza, una persona che mi odiava a morte e che ha fatto di tutto per mettermi i bastoni tra le ruote per tutti i 5 anni che sono stata là.
Apro una parentesi, in quel laboratorio c'erano solo due persone che mi hanno ostacolato in ogni modo che credevano possibile. E la motivazione era la stessa per entrambe. Erano assunte a tempo indeterminato in ospedale, con uno stipendio pari al doppio-triplo rispetto al mio. Ma volevano fare ricerca e il mio capo non glielo permetteva perchè erano state assunte per fare la diagnostica di routine. Quando sono arrivata io, assunta con una ricchissima borsa di studio (sul cui importo hanno favoleggiato tutti per 5 anni...poco più di 1000 euro) solo per fare ricerca hanno giurato di impedirmelo in ogni modo.
E poi ti chiedi perchè diffido delle colleghe donne...
Comunque, quando ho visto il nuovo articolo ho scritto subito al mio ex capo che mi ha risposto così: vuoi sapere la storia? te la racconto a voce quando vieni a trovarmi. ti aspetto, ma per vederti e parlarti e non di questa inezia, irritante quanto vuoi, ma inezia. Rimedieremo. Un abbraccio.
Secondo episodio:
Ho lavorato al 50-50 con una collega su un progetto ormai finito e che dobbiamo cominciare a scrivere e un paio di settimane fa, mentre io ero provvidenzialmente nel bancone accanto, l'ho sentita fare tutto un discorso sulla hit parade dei nomi negli articoli, dicendo che non capiva quelli che si preoccupavano tanto di essere il primo nome, che la cosa importante era che si lavorasse bene e il gruppo fosse sereno. Sì, cuccu. Solo io sento un'inconfondibile sentore di inQlata in arrivo? Così poi se mi lamento sono la poveretta che si preoccupa di queste "inezie".
Ahò, ma me state a coglionà???
Diciamo le cose come stanno.
Noi si fa ricerca per passione e per il sogno di curare il cancro...e davanti a questo non c'è articolo, primo nome, ultimo nome, giornale scientifico, ecc. che regga il paragone. MA. C'è un piccolo MA. Gli articoli sono il "metro" con cui viene valutato il nostro lavoro, il criterio che viene spesso utilizzato per scegliere un candidato piuttosto che un altro nell'attribuzione di un posto di lavoro (sempre in un mondo ideale, ma questa è un'altra storia ancora).
Il non essere messa tra gli autori non è un'INEZIA, vuol dire che il mio lavoro è andato buttato e non è finito ad ingrossare il mio curriculum e quando mi diranno: "cosa ha fatto in tutto il 2011 se non ha pubblicato niente?", che gli rispondo? "eeeeeh, ancora vi preoccupate di queste piccolezze?"
Il non essere il primo autore non è un'INEZIA, se in 5 anni di post dottorato (per fare un'esempio) non avrò prodotto nessun articolo a primo nome, se ne dedurrà che non sono stata in grado di condurre autonomamente un progetto di ricerca...mica posso giustificarmi dicendo "eeeeeh sì, però le assicuro che nel mio gruppo si lavorava benissimo ed eravamo molto sereni"....
Dai...

26 commenti:

  1. Non conoscevo la realtà del ricercatore biologo,anche se la immaginavo. Ogni settore, in ogni campo, che sia il campo ospedaliero, universitario, ministeriale o privato le dinamiche umane son sempre le stesse. Le persone in gamba spaventano quindi vanno boicottate a priori. Ovviamente non sempre è non allo stesso modo, ma i colpi bassi tra colleghi sono molto, ma molto diffusi. Oltre a tutto minimizzare l'accaduto come se si dovesse sempre essere superiori da un fastidio enorme. Hai tutte le ragioni per avere il dente avvelenato. Che dirti? Aspetta sulla sponda del fiume e aspetta, vedrai passare tanta gente.
    Raffaella

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    1. Infatti più della bastardata, a cui ormai ho fatto un po' l'abitudine, mi ha innervosito il minimizzare, tanto che ero più irritata dalla mail di risposta del mio ex capo che dal fatto in sè!! E poi, com'è che sono sempre io a dover essere superiore??

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  2. Ammazza che carogne... Ilaria mi aveva gia' raccontato delle cose, ora tu...
    Allora, senti questa. Ovviamente, lo saprai, anche gli psicologi fanno ricerca, e non solo I neuropsicologi. Poco dopo la laurea partecipai a dei progetti di ricerca e pubblicai due articoli come coautore. Poi proposero a me e tutto il gruppone che aveva lavorato alla stessa tesi sperimentale una collaborazione con l'ISS. Il gruppone di neolaureate si smazzo' i viaggi dai pazienti da intervistare, la codifica ed elaborazione dei test, l'analisi statistica, tutto il lavoro sporco insomma. Secondo te venne menzionato?

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    1. Guarda, avrei altre decine di episodi come questi da raccontare...è un mondo difficile...ma so bene che non è qualcosa che avviene solo nella nostra categoria ma è piuttosto generalizzato!! Chissà perchè chi si smazza il lavoro "sporco" al momento della gloria scompare magicamente...

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  3. Non conoscevo questo mondo, ma ho sempre pensato che vi faceste un mazzo tanto per poco, almeno la gloria!!!

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    1. Sì, esatto, va bene i pochi soldi, va bene fare tutto per passione....ma almeno un po' di gloria ogni tanto!!

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  4. conosco benissimo l'ambiente...invece che biologi, vivo nel mondo dei fisici. Ma cambiata questa variabile, il risultato è il medesimo.
    Quando ce ne preoccupiamo noi, sono inezie. Ovviamente perché il primo nome è il loro!
    Quindi tieni duro....è così ovunque, anche fuori dall'Italia. Bisogna imparare a sgomitare (ed io ho ancora tanto da imparare). Sul luogo di lavoro non esistono amici.
    Un abbraccio e tanta tanta solidarietà

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    1. Penso che tutti gli ambienti universitari siano più o meno messi allo stesso modo, so benissimo di non essere l'unica a vivere questo tipo di esperienze, anzi c'è molto di peggio...Anch'io sullo sgomitare devo ancora imparare molto, ma credo sia l'unica alternativa!!

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    2. Eh, sì, l'accademia può essere un covo di serpi, e lo stesso vale per altri ambienti lavorativi, pagati poco o tanto non importa. Bisogna sempre tenere gli occhi aperti, purtroppo.

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    3. Credo che sia la stessa cosa più o meno ovunque e che chi, come dice Riru più sotto, non ha mai incontrato queste persone sia stato davvero davvero fortunato

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  5. E non diciamo niente su quei professori che vanno a parlare a congressi inernazionali di cose di cui si occupa il loro gruppo, utilizzando power-point preparati dai loro ricercatori, con tanto di didascalie sotto le slides perchè loro conoscono solo a grandi linee l'argomento?

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    1. Ecco, appunto, avrei tanti di quegli episodi da citare che non basterebbe un post al giorno per 2 anni!!!

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  6. Massima solidarietà, so bene di cosa parli (sono nella ricerca anch'io).
    La risposta del tuo capo è agghiacciante, ma sai com'è, loro il posto ce l'hanno...
    A me è appena successo di essere stata "scavalcata" nella lista degli autori (scivolando da seconda a terza) perché il capo ha deciso così, perché bisognava mettere la tal tizia che non ha fatto una mazza a parte correggere qualche typos, ma il suo nome figura nel progetto, pare brutto se la metti dopo.
    Al mio ragazzo succede molto di peggio, specie con un suo collega che addirittura ha messo un cv on line in cui lo annovera tra gli "studenti" di cui segue il progetto (quando invece è un post-doc).

    Ripeto, solidarietà!

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    1. Sì ls risposta è stata più agghiacciante del fatto in sè, perchè ha dimostrato che sapeva tutto dall'inizio, che l'ha fatto di proposito e che non credeva neppure che ci fosse bisogno di irritarsi da parte mia!!! Il lento scivolamento verso la fine dell'elenco degli autori succede speso, perchè bisogna mettere questo o quel "preferito" di un collaboratore...però da post doc a studente no!!!!!!

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  7. "Vuoi sapere la storia? te la racconto a voce quando vieni a trovarmi. ti aspetto, ma per vederti e parlarti e non di questa inezia, irritante quanto vuoi, ma inezia. Rimedieremo. Un abbraccio."
    Ma perché i boss parlano sempre tutti cosi'? Anche se non ho una certa esperienza mi sa di roba gia' sentita e che si sentira' spesso

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    1. Sì, quel tono paternalistico da finto-amico lo detesto!!! Avrei preferito una risposta maleducata guarda...

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  8. sai che non ho mai conosciuto nessuno puramente evil - tipo le tue colleghe arraffone che non ti citano nella ricerca - e quindi quando sento ste cose credo di essere stata molto fortunata fino ad oggi. che nervoso. non e' qualcosa cui ti puoi appellare? rivolusion!

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    1. Sei stata DECISAMENTE fortunata!! No, non c'è modo di dimostrare la parte di lavoro che ho fatto io, un mio amico ha provato a farlo e ha rischiato di finire in mano ad avvocati per scontrarsi contro l'università intera...non ne vale la pena!

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  9. Quindi anche all'estero succede così? Speravo di no.
    Mila

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    1. A dire il vero il fatto che ho riportato si riferiva ai miei ex colleghi e capo italiani...cmq succede anche qui, purtroppo.

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  10. ..."un abbraccio".. senza parole!

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    1. ...non so se è peggio l'inezia o l'abbraccio...

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  11. Guarda sfondi una porta aperta....di queste storie ne ho sentite a milioni! Una cosa buona degli US è che tendono meno dell'Italia a fare articoli in cui mettono come autori anche il nonno e la zia perchè "poverino non ha niente di pubblicato". Le regole per la Authorship sono chiare dall'inizio, e questa cosa mi piace molto. Un collega mi ha chiesto di fare degli esperimenti e la prima cosa che mi ha detto è stata "se me li fai avrai il secondo nome". Io sento che in quanto donna e in quanto italiana (e quindi abituata ai sopprusi da autorship) temo sempre di porre la fatidica domanda, ma dovrebbe essere una domanda che si fa subito, prima ancora di iniziare a perdere tempo a fare degli esperimenti.

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    1. E'vero, ci si dovrebbe abituare a mettere subito le cose in chiaro per evitare sorprese finali...ma ci vuole il carattere giusto per farlo e io non ce l'ho. Imparerò (impareremo). Cmq sono sempre più convinta che il problema di questo posto dove sono io adesso è la massiccia presenza di italiani...e ho detto tutto!! :-)

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