sabato 8 giugno 2013

Lettera aperta ai miei genitori

Papà, mamma
posso dirvela una cosa?
Ho 33 anni, 34 il prossimo mese. Non 3.
Lo capisco che per voi sarò sempre figlia, anche a 70 anni. E lo accetto. Per questo non mi innervosisco quando vi preoccupate se torno a casa tardi alla sera da sola o se sono in maniche corte e pensate che possa avere freddo. E quando mi sposto da qui vi mando un messaggio quando arrivo a destinazione, sia NY o Chicago o Washington. Non vedo ragione di farvi preoccupare e non mi costa nulla farlo.
Però.
La mia autostima ormai è quella che è e c'è ben poco margine d'azione su di essa, soprattutto da parte vostra.
Mamma, se una cosa che ho fatto (un cuscino, una coperta, un disegno) non ti piace, puoi dirmelo, davvero. Non assecondarmi sempre, non sono per niente perfetta, prendo un sacco di decisioni sbagliate e faccio un mucchio di cazzate. E i miei lavoretti fanno spesso pena. Ogni volta tu reagisci con lo stesso entusiasmo che hai avuto quando da piccola ho detto la prima parola, ma non farlo per me, sto bene e non sono così fragile.
Papà, sminuire tutto quello che faccio non mi serve a spronarmi ad impegnarmi di più. Poteva andare bene quando ero piccola e ti portavo a casa un 9 in matematica, dicendomi che potevo fare di meglio mi spingevi a fare sempre di più pur di sentirmi dire "brava" da te. Adesso, se anche ogni giorno mi chiedi se ho scoperto qualcosa di fondamentale per la biologia e alla mia risposta negativa scuoti la testa e mi dici che sono qui per niente, sappi che questo non cambierà il mio modo di lavorare, io faccio già il massimo, autonomamente.
Lo so, forse dovrei semplicemente accettare che le persone sono fatte in un certo modo e tali restano.
E' che a volte vorrei avere con voi un'interazione tra persone adulte.

23 commenti:

  1. stessa età,stesso pensiero...come ti capisco!Per quanto mi riguarda mi sono rassegnata...:)

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    1. Mi sa che sarà la mia fine... :-)

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  2. I tuoi genitori un po' si compensano, lei ti esalta, lui ti minimizza...
    A mia mamma non andava mai bene nulla, non ero mai abbastanza brava.
    Ora lei non c'è più, da anni ormai, se n'è andata...
    Mio papà è sempre stato succube di mia mamma, ricordo solo un po' di grugniti, mai un complimento...probabilmente non capivo i grugniti, forse erano quelli i complimenti????!!!
    Oggi è un uomo malato, ma qualche parolina in più me la dice, mi sostiene e mi incoraggia.
    Nessuno ti insegna a fare il genitore, ma la vita insegna, basta voler imparare...vale anche x me, che son mamma di due figli.

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    1. Sì, loro almeno si compensano. Ma sono estremi entrambi e un po' di capisce poi perchè alterno momenti di delirio di onnipotenza e altri di "non so fare nulla". Lo so che il mestiere di genitore è il più complicato e chissà cosa combinerò io!

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  3. In questi giorni sto pensando la stessa identica cosa. Chi e' l'adulto qui, e chi il bambino?!
    Magari pero' tuo papa' lo dice perche' gli manchi e vuole che torni in Italia...ma tu non cedere!!

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    1. No, mio papà fa così anche se si parla di giudicare la coperta all'uncinetto!! :-) Eh immagino che anche tu abbia il tuo bel da fare con il Gufo e la Iena! :-D

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  4. Se i genitori sono sempre tutti uguali tuo padre imparera' col tempo.
    Tua madre ti vedra' sempre col fiocco rosa in testa :-D

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    1. Mah, su mio padre ci spero poco...mia mamma parlerà sempre di me come "la mia bambina", lo so.

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  5. In effetti una sana via di mezzo sarebbe meglio... ma non li cambierai. Spetta a te decidere cosa fartene delle loro fragilita'.
    Cioe', niente :) e sorridere dopo aver sbuffato.

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    1. Lo so...infatti non faccio niente, mi sfogo qui e poi vado avanti! :-)

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  6. Ti capisco, ai genitori si vuole un bene dell'anima e si farebbe di tutto per loro, tuttavia ragionando dall'esterno, spesso ti portano ai matti!
    Mia mamma è sempre stata ossessionata dallo studio, QUALSIASI frase discorso circostanza, è sempre finita con un: "studia studia che poi puoi fare quello che vuoi", oppure "prima studia e prendi la laurea poi puoi andare a pascolare le pecore!"
    Mio padre invece è più una persona pratica, a lui sarebbe bastata la 5a superiore e poi via al lavoro, tuttavia è succube di mia mamma e per il quieto vivere l'ha sempre assecondata.

    Inutile dire che ho sviluppato un odio viscerale nei confronti dello studio! Odio che si è trasformato in apatia e non mi ha ancora permesso a un pugno di esami e 30anni suonati di laurearmi!

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    1. E' incredibile i danni che possono fare con le loro ossessioni...però d'altra parte immagino che non sia facile fare i genitori e non fare errori, anzi credo impossibile!! Dai, dimentica l'ossessione di tua madre per lo studio e porta a casa sta benedetta laurea!! :-D

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  7. da quanto tempo sei expat? i miei hanno finalmente elaborato e accettato questa situazione dopo che e' nata la seconda, quindi cinque anni...

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    1. e elaborare questa cosa che abito lontano e' stato necessario per vedermi anche come adulta e non solo figlia

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    2. Sono stata qui 6 mesi tra 2011 e 2012 e adesso sono qui da 7 mesi. Non so se loro mi vedranno mai diversamente però, con mia sorella non sono mai cambiati nonostante i due figli (di cui una ormai adolescente!!)

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  8. Dopo quasi 10 anni di matrimonio...due figli...sono ancora la loro figlia :))))) però in alcuni momenti la cosa mi fa sentire coccolata :))))))))

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    1. Questo è vero, ed è cmq una bella sensazione essere avvolti da quell'amore incondizionato che solo i genitori ti possono dare, quell'amore che sai non verrà mai mai mai meno!

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  9. essere expat non aiuta. Nel senso che non aiuta loro perchè si preoccuperanno sempre e sei dall'altra parte dell'Oceano. E non aiuta te ad accettare che tutto sommato sarai sempre la loro bambina e che tutto sommato non è una cosa negativa. Che tutto sommato anche se ti fa arrabbiare, è il loro modo di volerti bene e soprattutto magari per celare il dispiacere di non averti vicino.
    Le persone elaborano ogni sorta di metodo inconscio o conscio per non sentire la mancanza di una persona cara. E forse loro hanno bisogno di romperti per sentirsi ancora vicino a te....
    non so, non conosco te e non conosco i tuoi. Ma dopo anni via da casa e tante incazzature, ho imparato che la lontananza spesso crea strane sitauzioni...
    un abbraccio!
    ele

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    1. Sì, immagino che il trattarmi ancora come se avessi 3 anni sia un po' il loro modo inconscio di far finta che non sia cambiato nulla e che io non sia così lontana)...o anche sognare di essere ancora ad allora, quando ero vicina e controllabile! :-) E la lontananza rende tutto decisamente più complicato!

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  10. oh, beh.
    a me piace così tanto essere ancora figlia! quando per riparare una cosa in casa chiamo mamma per un consiglio, quando la banca mi scrive cose che non capisco e telefono a babbo per farmele spiegare, quando anche io mando sms per dire "sono atterrata" anche se loro non sanno nemmeno dove si trovi il posto dove sono andata!
    e mi fa così male quando sono loro che mi chiamano per chiedermi come si manda un allegato, come si connette il wi-fi, cosa cavolo è whatsapp! quando loro non sanno cose che io so, cioè quando capisco che saranno sempre più loro ad avere bisogno di me anziché io di loro... è il momento peggiore.
    figlia forever è il mio sogno.
    al pari di pensione subito.

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    1. Su "pensione subito" hai il mio pieno appoggio e se lo vorrai usare come programma politico avrai il mio voto! :-)
      Non fraintendermi, anche a me piace essere ancora figlia nel senso che mi sento amata come non mai, vedo quanto hanno bisogno di avermi vicino, so che saranno con me qualunque cosa faccia, però in altre cose mi irrito...mmmh, forse non si può essere trattati sia da figli sia da adulti contemporaneamente eh?
      A me invece piace spiegare loro tutte le cose tecnologiche che non capiscono, mi sembra come di sdebitarmi di tutto quello che loro hanno insegnato a me!

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  11. io e mia sorella siamo ancora le bambine... e quando torno a casa ed e' pronta la cena la mamma grida E' PRONTA LA PAPPA. Fai un po' tu.

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    1. Mia mamma e mio papà parlano di me come "la mia bambina....

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