giovedì 28 febbraio 2013

TermoSregolati

Stamattina nevicava.
Io avevo giubbino pesante, berretta, guanti e sciarpa gigante di lana.
In autobus con me c'era una tipa con le ballerine SENZA CALZE e un paio di ragazzi in canottiera.
C'è qualcosa che non va....




martedì 26 febbraio 2013

Schiavi del dio quattrino

Ambientazione:
casa nostra, sera, dopo cena, io che faccio la maglia e il Tecnico che si rilassa sul divano
Tecnico: andiamo a vedere il parco di Yellowstone quest'estate?
Io: sì, ma in tenda o nei motel come quando eravamo giovani e risparmiosi, non negli hotel che scegli adesso che sei diventato schiavo del dio quattrino
Tecnico: cos'è che sono diventato?
Io (convintissima): sì, schiavo del dio denaro, da quando siamo qui sei cambiato e vuoi fare la bella vita
Tecnico (allibito): ma sei fuori di testa? sono 18 anni che ho un macchina sotto al culo e adesso andiamo a piedi o in bus, ho sempre avuto una lavatrice e qui la condivido con una cinese e dei messicani che ci lavano il vestitino del cane, uscivamo a cena sul lungomare e qui al massimo all' "all you can eat" del mongolian bbq a 10 dollari, avevamo un 40 e un 22 pollici a schermo piatto e qui una tv a tubo catodico che è troppo pesante per il tavolino e lo teniamo per terra, impastavamo tutto con la kenwood e adesso facciamo pane/pizza/pasta a mano, avevo un materasso con rete ortopedica e qui ho delle assi di legno sotto al materasso sfondato che abbiamo comprato usato, facevamo un bel viaggio all'anno e adesso andiamo a NY con il bus dei cinesi rischiando la vita e portandoci addosso l'odore del fritto per settimane, mi fai comprare solo le cose per cui hai i coupon,  ...bella vita??????????
Sono diventata come mia madre e non me ne ero accorta.....

lunedì 25 febbraio 2013

I conti non tornano

Sto trattenendo questa domanda da tutta la giornata...per una pura questione statistica, almeno un'ottantina dei miei quasi 300 amici di Facebook deve aver votato per lui...com'è che TUTTI (e dico TUTTI) hanno proclamato a gran voce con vignette, status, poster e messaggi di fumo di non averlo fatto??? 

Chi l'ha votato? 

Ipotesi 1: è un complotto della mafia cinese insieme alla Cia e ai marziani
Ipotesi 2: l'hai fatto ma te ne vergogni...ma se te vergogni perchè l'hai fatto?
IPotesi 3: i miei amici non sono rappresentativi della popolazione italiana, alla faccia di tutte le leggi note di statistica

domenica 24 febbraio 2013

Il primo giorni di asilo

Il post di Lucy sulle convenzioni nelle amicizie mi ha dato lo spunto per una serie di riflessioni sulle nuove amicizie, che ho discusso con il povero Tecnico (il quale avrebbe solo voluto mangiarsi la sua focaccia in santa pace!).

Ho riflettuto sul fatto che fino a che non siamo venuti negli USA il nostro "parco amicizie" era stato un fluido divenire, nel senso che accanto al nocciolo duro degli amici storici si erano via via aggiunti nuovi elementi, che a volte si erano trasformati in rapporti duraturi ed altre erano durati il tempo di un'esperienza condivisa. Non c'erano mai stati punti di completa rottura o momenti di vuoto totale, ma piuttosto un susseguirsi di persone che potevano sovrapporsi per periodi più o meno lunghi, a volte rapporti lunghi che via via si sfilacciavano e ti traghettavano verso nuove amicizie.

Poi arrivi qui...e boom!, ti ritrovi al punto zero, quasi come al primo giorno di asilo. Non ci sono colleghi del vecchio lavoro che prima vedi ancora tutti i week end, poi ogni mese e poi alcuni non li vedi più mentre inizi ad andare a prendere l'aperitivo con quelli nuovi. 
No, si riparte dal via, tabula rasa...ed è difficile e spiazzante, perchè non hai più 3 anni e la tua facilità di fare nuove amicizie è molto calata e sei pieno di condizionamenti e di paranoie e di paure di non piacere! 

I primi tempi sono stati molto duri e molti dei primi week end li abbiamo passati da soli, nell'attesa di qualche invito che a volte arrivava ma più spesso no. Poi piano piano, complice qualche attività o passione in comune, qualcosa ha iniziato a sbloccarsi e le serate sociali sono molto aumentate...ma anche con quelli con cui si esce più spesso, resta ancora una specie di barriera, di freddezza che non so spiegare e che mi pesa. Poi penso che magari sono io a sbagliare, che non siamo più bambini quando basta fare un castello di sabbia insieme e si è migliori amici. I rapporti richiedono tempo per diventare profondi, soprattutto in questo ambiente così competitivo dove ci si guarda alle spalle e con sospetto. Ed inoltre gli altri non sono nella nostra situazione, tanti sono qui da anni e hanno ormai la loro rete di amicizie, come ce l'avevamo noi in Italia...e magari non hanno neppure voglia di sbattersi per approfondire un rapporto, perchè questo laboratorio è un porto di mare e ogni mese vanno e vengono in tanti, alcuni tornano, alcuni restano, molti non li vedi più. E allora magari decidi di investire in quelli che sono stabili qui e non in quelli che ancora non sanno dove saranno tra un anno e magari se ne vanno senza preavviso e ti lasciano un vuoto duro da colmare.
Però dopo tutte queste lagne, un lato positivo c'è: da un certo punto di vista sei come nuovo e non hai più cucito addosso il clichè del personaggio che ti porti dietro dalla prima media senza riuscire a togliertelo, perchè per chi ti conosce da 20 anni sei sempre la viveur notturna anche se ormai esci solo di giorno e per buttare il pattume, con la tuta e i bigodini, per dire. Puoi farti conoscere per quello che sei adesso, e non più solo per quello che eri. 

Insomma, da tutto questo sbrodolare di parole, a tratti anche un po' confuse, il take-home message è: accogliete le persone nuove che arrivano, non richiudetevi nei vostri rapporti consolidati, perchè domani potreste esserci voi dall'altra parte della barricata (paraculaaaaa)!



sabato 23 febbraio 2013

La famiglia che non ti scegli

In questi mesi di lontananza da casa sto riflettendo molto sui rapporti famigliari (che sono una donna introspettiva e prolissa e che deve sempre spezzare il capello in quattro si era già un po' capito, no?). :-)
La prima volta che sono venuta qui per 6 mesi, tra 2011 e 2012, sono stata per la maggior parte del tempo sola, senza famiglia/marito/amici, e quindi l'assenza delle varie persone si sfumava in un unico calderone di nostalgia, senza che potessi capire chi mi mancava "di più", mi mancavano tutti!!
Questa volta invece è tutto molto diverso...innanzitutto c'è il mio Tecnico con me e per la prima volta ho capito quanto sia indispensabile per la mia serenità...e lo so che non sarebbe dovuta servire questa esperienza per capirlo, essendo mio marito, ma in Italia c'erano così tanti fattori confondenti che ritenevo inscindibili da me e invece ho capito che non lo erano!

E delle decine di amici che ho salutato in lacrime alla partenza, convinta che la mia vita senza di loro sarebbe stata tristissima, solo di 3 sento davvero la mancanza, perchè alcuni già li vedevo/sentivo pochissimo anche quando ero in Italia quindi è cambiato davvero poco...e altri forse li frequentavo più per abitudine e me ne sono accorta solo sulla lunga distanza!

Un tasto che è sempre stato dolente è quello della mia famiglia, che mi ha amato tantissimo ma cresciuto inetta e incapace di distaccarmi e camminare sulle mie gambe...non mi hanno formato per "andare nel mondo" ma per restare vicino a loro, e togliermi da questa gabbia di amore mi è costata tanta fatica (e tanta psicoterapia)...e solo quest'ultima scelta di partire ha rotto in maniera definitiva il cordone ombelicale ormai sfilacciato...a 33 anni!! Mi sento un po' ridicola a scrivere queste cose che sarebbero più adatte ad una adolescente, ma questo è stato il mio percorso e non ha senso negarlo. E mi sento ancora un po' in colpa a dirlo o pensarlo, ma non ho BISOGNO di loro...voglio dire, li amo con tutta me stessa e mi pesa non esserci quando sono in difficoltà e potrei aiutarli o mi piacerebbe tanto essere a pranzo da loro la domenica e fare il solito casino, ma per me sentirli via skype è sufficiente. Ed era ora che fosse così! :-)

Infine, la questione che ho lasciato per ultima perchè è quella più difficile da digerire, c'è mia sorella, che merita un capitolo a parte rispetto al resto della famiglia. Se dovessi fare un elenco delle persone a cui voglio bene che mi mancano, lei occuperebbe uno degli ultimi posti...e non perchè io sia una stronza insensibile, ma perchè non abbiamo (e non abbiamo mai avuto) nessun rapporto. E sì che abbiamo vissuto nella stessa casa per 19 anni, dormito nella stessa stanza e fatto le stesse vacanze...i ricordi e il sangue sono forse le uniche cose che abbiamo in comune. I 9 anni di differenza sicuramente pesano su questa distanza...come anche i caratteri del tutto diversi e le scelte di vita agli antipodi...e dopo anni di lacrime e delusioni, mi sono rassegnata a questa situazione e la accetto così com'è...ma c'è sempre una piccolissima parte di me che ne patisce e credo lo farà per sempre. Avrei tanto voluto che mi appoggiasse, mi sostenesse, che accogliesse le mie confidenze e mi consigliasse...e non è mai stato così. Chissà quanto saprò non soffrirne più. Per fortuna adesso ci sono i miei nipoti e posso dare a loro tutto quello che lei non ha mai voluto da me. 

E dopo questa lunga ed estenuante puntata di "psicologia oggi", vi saluto e alla prossima :-) 

venerdì 22 febbraio 2013

Non ce la posso fare

Pioggia di ghiaccio oggi a Columbus...sono uscita da sola per andare al lavoro, caduta rovinosamente e ritornata a casa..poi il marito mi ha preso per mano (letteralmente) e mi ha accompagnato fino all'autobus e poi fino a qui....
Sono arrivata in laboratorio e per tirarmi su di morale mi sono presa al bar un Euro cappuccino, che qui non è male...me lo sono rovesciato tutto addosso prima di riuscire anche solo ad assaggiarlo...
Adesso sono dolorante, puzzo di caffè e mi sento un'inetta.
Mettiamola così, può solo migliorare.



giovedì 21 febbraio 2013

Nessun è perfetto...

Ci sono tre categorie di essere umani che proprio non so sopportare...e oggi le ho già incontrate tutte e tre:

- quelli che si lamentano sempre, che non sono MAI contenti di quello che hanno, che secondo loro sono tanto sfortunati e gli va tutto male mentre agli altri va sempre meglio.  
Esempio lampante una mia collega in Italia, assunta a tempo indeterminato in ospedale con uno stipendio 3 volte il mio che prima della partenza mi ha detto "tu sì che sei fortunata ad avere avuto questa occasione, noi che restiamo qui invece"...eh già!

- quelli che non è MAI colpa loro, che se l'esperimento non viene è colpa della macchina, che se hanno sbagliato documenti è perchè le istruzioni erano incomprensibili...ma quando sono gli altri a sbagliare non trovano una giustificazione che sia una!

- quelli che sanno sempre qual è la cosa giusta da fare e le loro scelte sono sempre perfette, che la banca dove vanno è la più vantaggiosa, che la pizza che piace a loro è la più buona universalmente... Altro esempio "io uso la compagnia telefonica X perchè è la migliore"...ma se costa più di tutte..."sì ma ha la copertura maggiore nel paese perchè è 4G"...ma anche il mio è 4G..."sì ma questa prende meglio"...ma se siamo qui allo stadio e il mio telefono ha campo pieno e il tuo no..."E' un caso, questa compagnia ha la copertura migliore" ...

Ecco, se appartenete a uno di questi gruppi...statemi lontano!!!

martedì 19 febbraio 2013

Squali e catene...luci e ombre

Qualche giorno fa stavo guardando un programma in TV chiamato "shark tank", in cui persone sconosciute presentavano la loro idea imprenditoriale a ricchi finanziatori, che dovevano decidere se credere nel progetto e sovvenzionarlo oppure rimandare a casa il candidato.
E ho pensato ai volantini che ho visto all'università e che informano su come fare e a chi rivolgersi per passare dall'idea al brevetto, come se fosse cosa normale poter concretizzare quel progetto strampalato che ci frulla in testa da anni....come quel ragazzo che voleva brevettare il cuscino da aereo con cappuccio da felpa incorporato, per la privacy! :-)
In questo paese sembra ancora possibile cominciare da zero e costrurisi il proprio futuro (o per lo meno ti illudono che possa essere così) e il vedere professori giovani e direttori di laboratori non ancora quarantenni rende ancora più impietoso il confronto con l'Italia, governata da vecchie cariatidi e con un ricambio generazionale praticamente inesistente, dove vecchi professori novantenni che non hanno più niente da offrire vengono mantenuti a peso d'oro nei dipartimenti. 



Cambiando discorso, nello stesso programma una ragazza che cucinava i migliori dolcetti del mondo (a suo dire) e già li vendeva nella sua città, voleva un finanziamento per esportarli nel resto dell'America. I finanziatori hanno bocciato con decisione questa proposta...e la cosa non mi ha per niente stupito, perchè il progetto era contrario al modus operandi tipico dell'americano!! Qui non funziona che puoi fare una torta buonissima con la ricetta segreta della nonna e la esporti in tutto il paese...se hai un prodotto che funziona, si prende la ricetta segreta, se ne fanno 1000 copie e le si mandano ad altrettanti negozi aperti in franchising in tutti gli Stati Uniti, tutti dipinti con gli stessi colori, che faranno la stessa torta identica e la venderanno in confezioni identiche.
E lo stesso avviene per i ristoranti...in Italia sai che per mangiare una certa cosa devi andare nel tal posto, con quel cuoco che la sa fare così bene...qui (almeno per la mia esperienza) ogni ristorante fa in realtà parte di una catena, in modo che l'autoctono che non sa vivere senza l'hamburger di Champps possa ritrovarlo in Ohio, in Michigan, in Virginia, ecc..Io lo trovo così triste!! A me piace associare un certo ristorante ad un posto specifico, se mi bendano e mi portano a mangiare da qualche parte, posso capire dove sono appena mi guardo attorno...qui se apro gli occhi e sono da Bravo! potrei essere in Kentucky come in New Mexico!!!

lunedì 18 febbraio 2013

Scene di ordinaria follia

Come ogni mattina, io sono pronta da dieci minuti e aspetto Lui per prendere il bus insieme...

- Treeeeesor, non trovo più la mia maglietta nera a maniche lunghe, me l'hai presa tuuuuu??
- (certo, ne ho 10 nere, ne volevo proprio una di due taglie più grandi) no amore, ne ho tante mie
- ne hai tante perchè me le rubi, fammi vedere nell'armadio
- ...
ma questa che c'è nel tuo armadio non va bene?
- ah sì, hai ragione, è questa, mi sembrava blu!
-....
- treeeeeesor,non trovo più il mio maglione preferito, me l'hai preso tuuuuuuuu?
- (aridaje) ti pare che mi metto uno dei tuoi maglioncini da prete???
- é scomparso, l'ho ritirato dalla lavanderia e adesso non lo trovo più
- non è questo??
- ah sì, da quando l'ho lavato mi sembra diverso
-....
- treeeeeesor, non trovo più gli occhiali da vista
- almeno quello non potrai dire che te li ho presi io...

domenica 17 febbraio 2013

Survivors

Ho aspettato oggi per essere certa di superare la notte!
Ieri sera siamo stati al Thurman Cafè qui a Columbus, visto anche nel programma americano Man vs Food. Qui fanno uno degli hamburger più grandi d'America, una specie di torre di ingredienti vari (prosciutto, formaggio, due hamburger, insalata, pomodori, cipolle caramellate, cetrioli in salamoia) servita con le immancabile patatine fritte.


 
Il locale non era pieno, di più! Abbiamo aspettato almeno un'ora per poterci sedere...ora, noi ci siamo andati per curiosità e ci siamo portati a casa un bel pezzo di hamburger rimasto...ma diverse persone erano chiaramente clienti abituali e di questi la maggior parte erano obesi a livelli estremi. 
Questa è una delle cose che mi stupisce sempre di questo paese, la quantità di cibo-spazzatura che sono in grado di mangiare anche quotidianamente senza pensare a cosa stanno facendo alle proprio arterie. E io non sono certo una salutista, l'hamburgerone me lo sono mangiato volentieri eh!!
Da una parte ti bombardano di messaggi positivi, incentivi per perdere peso, promo sui danni del colesterolo...e dall'altra ci sono 5 corsie di cibi pronti al supermercato, puoi farti portare a casa qualunque schifezza con pochi dollari e per soli 3$ ti danno 3 hamburger da Wendy's...mah!

sabato 16 febbraio 2013

Bipolarismo...o bipolarità?

Oggi sono felice...godetevela perchè è rarissimo e soprattutto non è durevole, tra un istante potrei sciogliermi in una crisi di pianto! :-) Sono fatta così e per lo meno posso dire di esserne pienamente consapevole, di questi tempi in cui l'autocritica è un lusso! E' come se fossi rimasta una po' bambina, quando puoi passare dal pianto al riso nel tempo di un lecca-lecca.
Se si escludono i 6 mesi a cavallo tra 2011 e 2012, sono passati quasi 4 mesi dal mio arrivo qui...il primo mese ho detto al Tecnico che sarei tornata a casa la setttimana successiva e che poteva decidere se seguirmi o continuare il matrimonio a distanza...e lui mi ha detto di aspettare e vedere come andava...il secondo mese ho pianto un mucchio perchè era Natale ed ero lontana da tutti e mi mancavano i miei amici e gli ho detto che tiravo fino a giugno per la fine del primo contratto e poi mollavo tutto...lui mi ha detto di pazientare ancora e vedere se migliorava....ecco, il momento è arrivato, adesso le cose vanno decisamente meglio! Lungimirante il mio Tecnico!! :-)
Oggi posso dire di aver raggiunto una specie di equlibrio, ovviamente precario perchè noi biologi si può essere sempre e solo precari! Riesco a trovare 10-15 minuti ogni giorno (rubati alla pausa pranzo) per sentire i miei genitori, ascolto e consiglio mia nipote in crisi adolescenziale via skype/mail/facebook/whatsapp, vedo o sento le amiche più care almeno una volta alla settimana, sto conoscendo delle persone qui con cui credo di poter costruire un buon rapporto, il lavoro mi piace e mi gratifica come mai in Italia, ho ricominciato a cucinare un sacco di cose buone...insomma, avanti così! Ah, non ho detto nulla sul marito perchè quella è l'unica cosa rimasta costante in Italia e qui!
E soprattutto...ieri è arrivata la lana per la coperta e mi sto divertendo un mucchio, anche se con risultati francamente discutibili!! 




PS: commenti del marito sul mio lavoro a maglia, nell'ordine:
- Ma c'è un buco lì!! Non mi sembri mica tanto capace (cosa ti aspettavi dopo 15 anni di inattività, la perfezione?)
- Mia mamma era molto più veloce (ripeto, 15 anni che non tocco un ferro)
- Mi fai un maglioncino? (ci ho messo 1 ora per un quadrato, lo vuoi per la pensione il maglioncino? e poi, non faceva schifo il mio lavoro?)

giovedì 14 febbraio 2013

Pensieri sparsi

Stamattina mio marito mi ha chiesto cosa volevo fare per San Valentino...gli ho risposto che non sentivo il bisogno di fare qualcosa di speciale e ci è rimasto malissimo...meno male che poi ho subito rimediato dicendo "perchè per noi è San Valentino tutto l'anno"! :-) Scherzi a parte, mi sento davvero così, non voglio essere smielosa e stucchevole ma semplicemente l'esperienza che stiamo vivendo qui per diverse ragioni ci ha molto cambiato, anche come coppia. Banalmente perchè l'assenza, almeno iniziale, degli amici ci ha portato a stare molto più tempo insieme da soli, ma anche perchè lontano da chi amiamo sentiamo proprio la necessità di starci più vicini, di stringerci e farci forza l'un l'altro nell'affrontare le inevitabili difficoltà che comporta un trasferimento come questo. Detto questo, alla fine stasera gli ho proposto di andare a vedere "Die Hard 6" che esce proprio oggi...O famo strano sto San Valentino! :-D



A proposito di San Valentino, oggi tutto il cortile dell'ospedale è pieno di cuori rossi di cartone e c'è una casa a due vie di distanza dalla nostra con il giardino pieno di coccarde, cuori e palloncini....lo so che è consumismo pure, ma mi piace questo brulicare di decorazioni, penso che sia la mia anima tamarra che si bea del trash!!! La cosa che mi colpisce molto è che qui le feste sono a ciclo continuo, nel senso che appena ne è in corso una stanno già preparandosi alla prossima...per fare un esempio, il 26 dicembre erano già spariti i Babbo Natale parlanti ed erano comparsi i peluche con i cuori...e oggi c'erano già le magliette del san patrick's day...ragazzi, relax!!!
Vado a compilare il mio questionario sulla salute, se gli dico cosa mangio, quanto sport faccio e quanti caffè bevo, e se soprattutto, visto il mio BMIm :-),  prometto di stare a dieta, mi scalano 40$ al mese dall'assicurazione sanitaria...non posso farmi sfuggire questa ghiotta occasione!!
PS: questo potrebbe essere il mio ultimo post, ieri mi è arrivata la seguente mail e quindi potrebbero rinchiudermi a Guantanamo...mandatemi delle arance!! :-)

" Your Initial Occupational Health Registry Record  has been evaluated.
You must contact Employee Health Services.
Please note that additional Occupational Health Registry reminders will be sent out until you has received health service clearance."

mercoledì 13 febbraio 2013

Un po' di me

Io amo il mio lavoro, non mi sono mai pentita di aver studiato biologia se non per la difficoltà nel trovare un lavoro (intendo serio e pagato in modo accettabile, non quella specie di volontariato con mancia che ti offrono la maggior parte dei lab di ricerca...). E' anche per questa mia "fame di ricerca" che sono qui (oltre che per seguire T nella sua peregrinazione perpetua alla ricerca della felicità lavorativa...).
Detto questo, la sera non vedo l'ora di tornare a casa per fare i miei lavoretti creativi! Creare oggetti di feltro, sferruzzare coperte di lana, ricamare magliette o modellare la pasta al sale...mi piace cimentarmi praticamente con tutto, con risultati magari non sempre brillanti o all'altezza delle mie aspettative, ma mentre li faccio mi sento così realizzata!!! E così, in un angolino remoto del mio cuore, da almeno 10 anni coltivo il sogno segreto di poter fare questo come mestiere, di poter passare la mia giornata lavorativa dedicandomi interamente alle mie passioni....che poi, lo so che non mica così originale, chi non sogna di guadagnarsi la pagnotta coltivando il proprio hobby?! :-)





Ho pensato anche di produrre un po' di cose e tentare la strada di Etsy o altri negozi on line, ma ci vuole tanto tempo libero (che lavorando 10 ore al giorno fatico a trovare...) e anche una costanza che probabilmente non possiedo...e forse, ma qui lo dico e qui lo nego, continuare a sognarlo sena tentare di realizzarlo è un po' un modo per proteggermi dalla delusione che possa andare male, che nessuno possa volere quello che produco, ecc.
Va beh, ora torno ai miei esperimenti...e nel frattempo lavoro al piano B: cercare per il Tecnico un lavoro che gli permetta di mantenere lui, me e anche un paio di eventuali figli, un cane e un gatto...e passare la giornata con i miei lavoratti, così, a fondo perduto!! :-D

lunedì 11 febbraio 2013

La polvere dei secoli

Cari vicini che vi siete trasferiti qui da sole due settimane, 
io posso capire che siate appena arrivati e vogliate pulire l'appartamento da cima a fondo, ma c'è davvero necessità di passare l'aspirapolvere ogni giorno all'una di pomeriggio (sì, lo confesso, se sono a casa la pennichella pomeridiana non me la faccio mancare!!!) e ogni notte tra le undici e mezzanotte? Cosa avrete mai da aspirare così tanto? Ospitate forse un allevamento di gatti persiani e un pastore maremmano costantemente in fase di muta del pelo? Ogni sera prima di dormire mimate al bambino la storia di Pollicino con tanto di briciole di pane sparse sulla moquette tra il salotto e la camera da letto? E soprattutto, quello che passa l'aspirapolvere è fortemente ipovedente o solo rincoglionito, che lo sento sbattere con violenza contro ogni mobile, così' forte che tremano anche i muri? 
Restando in attesa di un vostro cortese riscontro, 
vi porgo cordiali saluti 




PS: la sola ragione per cui non ho ancora bussato alla vostra porta è che ho visto più volte un uomo di colore di due metri con catenone dorato al collo parcheggiato davanti al vostro vialetto e ho paura sia un abitante della casa...

domenica 10 febbraio 2013

Gran Galà...calze e mutande!

Ieri sera siamo stati al galà di beneficienza e mi sembrava davvero di essere in un film, con la sala dell'Hilton addobbata a festa e tutti in abito da sera...alcuni davvero improponibili, tipo la cleopatra dorata e la vegliarda con addosso un minidress che sarebbe stato eccessivo anche sulla figlia quindicenne :-) ! Ad un certo punto è anche partito il "momento asta" con tutta una serie di vecchi benefattori che offrivano migliaia di dollari come se fossero noccioline...alla fine non so se lo facessero per protagonismo, per generosità o per entrambi, ma alla fine quello che conta davvero è che questi soldi vadano per la ricerca scientifica (va beh, va beh, sono un po' di parte su questo argomento, lo so...ma non ho solo parole buone a riguardo, prima o poi ne parlerò meglio...).




Prima del galà ieri si è consumato il "dramma della calza"...avevo comprato per sicurezza due paia di collant, un paio velate e un paio nere coprenti di riserva...quelle velate non c'erano nere e allora le avevo prese "barely black"...perchè le calze "quasi nere" devono essere in realtà grigie chiare??? mistero...e perchè la taglia più grande, quella che dovrebbe vestire anche una donna di 150 kg, mi è lunga ma mi stringe fino a togliere ossigeno al cervello?? Alla fine mi hanno salvato delle vecchie calze che mi ero portata dall'Italia....ma ci riproverò!

Altro dilemma di vita americana...ieri ho comprato delle mutande al Tecnico e ho preso quelle più basse che c'erano, ma quando li abbiamo aperti ci siamo ritrovati tra le mani dei mutandoni simili ai Pampers, che al confronto quelli di Fantozzi erano a vita bassa...qualcuno ha suggerimenti per gli acquisti (a parte aspettare di andare in Italia)??




 

venerdì 8 febbraio 2013

Che pacco questo pacco

Finalmente oggi dovrebbe arrivare il sospirato pacco italiano contenente -in ordine di importanza- : formaggio grana stagionato 24 mesi della latteria di fiducia di papà, cioccolatine Kinder, calze di lana (che si sa che gli americani la lana manco la conoscono e con -20°C escono con i maglioncini di cotone e i calzini alla caviglia, a gambe nude ovviamente...) e il famoso vestito che mi serve assolutamente per il gran galà di domani (ma di questo parleremo dopo).
Il suddetto pacco sta girando da 3 giorni per tutta Columbus, tra delivery notice, assenza del destinatario, redelivery e interminabili chiamate (mie) al servizio clienti. Io e la voce registrata dell'USPS abbiamo avuto qualche piccolo problema di comunicazione, volevo solo parlare con un essere umano ma l'inflessibile voce registrata voleva a tutti i costi occuparsi di me e continuava a farmi domande senza capire le risposte...che poi, va beh che il mio accento non è perfetto, ma quanto posso sbagliare nel dire "redelivery"??? Alla fine presa dall'esasperazione ho ripetuto all'infinito "customer service" e la donna bionica si è mossa a pietà!! Morale della favola, per qualche arcano motivo il pacco non può essere lasciato davanti a casa come gli altri 10 ricevuti finora e quindi mi sono dovuta prendere qualche ora di permesso per stare a casa ed attenderlo, sperando che la mia consegna non sia l'ultima della giornata! A dire il vero cominciavo a temere che i miei c avessero messo di nascosto un salame della produzione di famiglia e per questo mi avessero bloccato tutti in dogana, come era successo per i tortellini freschi mandati dalla suocera...che poi, chissà perchè hanno sequestrato i tortellini perchè "di maiale e deperibili", ma non il cotechino...secondo me qualche doganiere si è fatto il pranzo di Natale con i tortellini di nonna....
Customer service a parte, resto sempre sconvolta dall'efficienza delle poste americane...sarà che il confronto con quelle italiane è...va beh...
Torniamo al vestito...domani sera io e T siamo invitati ad un gran galà di beneficienza, una cosa tipicamente americana in cui è richiesto l'abito da sera...e nonostante entrare nel reparto "vesiti da ballo di fine anno" di Macy's sia il mio sogno proibito da mesi, alla fine ho deciso di farmi mandare dai miei un vestito usato al matrimonio di una collega nel 2008, mai più messo...che non sono del tutto certa mi entri ancora!!! Ecco, se stasera da Macy's vedete una pazza che agguanta al volo una nuvola di tulle rosa e pailettes mentre il marito la insegue cercando di convincerla a prendere un sobrio tubino nero, vorrà dire che il famoso vestito non mi andava più bene!

giovedì 7 febbraio 2013

Di blog in blog

Ho cominciato a leggere blog di expat quando mi sono resa conto con terrore che il trasferimento a Columbus non era più un progetto fumoso e remoto ma una realtà concreta e anche molto molto vicina...avevo paura, ma una paura fottuta proprio...così per farmi coraggio cercavo testimonianza reali del fatto che si potesse essere felici anche ad un oceano di distanza dalla vita di sempre! Poi, da un blog all'altro il passo è stato breve ed ora mi trovo a seguirne diversi, molti di expat, ma altri che non c'entrano nulla con la vita all'estero e mi hanno semplicemente affascinato e catturato.
Adesso vorrei provare a scrivere il mio, un po' per "fissare nel tempo" i pensieri e le riflessioni sulla vita qui e magari per condividerle con chi vive le stesse cose o con chi è lontano e vorrebbero sapere come va!



PS:non fatevi ingannare dalla foto, Columbus non è così bella :-)