domenica 31 marzo 2013

Pretendere l'impossibile

I commenti ricevuti a questo post e alcune conversazioni avute con altre expat mi hanno fatto riflettere e rivedere le cose sotto una diversa prospettiva (aridaje, Baby, sono anni che tuo padre ti dice di smetterla di pensare che tanto non serve a niente e finisce che ti si consumano quei 4 neuroni in croce salvatisi per miracolo nonostante i decenni di studio, e con le tue infinite riflessione adesso ammorbi pure i poveri lettori del blog). 
Io pensavo che certe situazioni che mi trovavo a vivere in questo momento e certe emozioni, fossero strettamente legate al mio carattere in primis, e poi al mio rapporto di coppia, al nostro continuo litigare che è una costante del nostro rapporto e che qui trova un'espressione ancora più potente. 
Evidentemente però, se tante altre persone, con i caratteri più disparati e le più variegate situazioni famigliari, si sono trovate comunque a provare le stesse cose in un qualche momento del loro essere expat, ci deve essere qualcosa di "superiore" che ci accumuna. In parte è sicuramente come dice havasflugilojn nel commento al mio post e cioè che stando lontani e da soli, il rapporto si fa sicuramente più saldo, ma questa maggiore intensità può tradursi anche in una maggiore conflittualità. Non sto dicendo che il segreto è stare meno insieme, ci mancherebbe...ma è sicuramente vero (almeno per me) che la mancanza di certe valvole di sfogo che in Italia avevo e che magari qui per adesso non ho, fanno sì che io spesso canalizzi tutta la mia aggressività, le frustrazioni e le ansie sull'unica persona che ho qui. E viceversa. E questo rende più uniti, ma affatica tanto e appesantisce lo stare insieme. 
Parlo con lui fino alla nausea delle difficoltà sul lavoro, mentre prima se le smezzava in parti più o meno uguali con i miei colleghi...anzi spesso quando arrivavo a casa, magari dopo un caffè o un aperitivo, avevo già sbollito il nervoso e non avevo neppure urgenza di parlarne. 
Due-tre volte a settimana andavo a tirare pugni ad un sacco insieme ad una delle mie più care amiche...se avevo litigato con lui, quando tornavo da fit boxe non mi ricordavo nemmeno più perchè avevamo discusso. Adesso invece sono come una lima sorda che continua a ribattere "e perchè tu fai così...e allora io faccio colà..."...'na palla insomma"!!
So da sempre che il Tecnico ha un rapporto non molto profondo con la famiglia ed è figlio unico, quindi non ha mia molto capito le mie interazioni con la casa base e il suo suggerimento per il rapporto con mia sorella in genere è "mandala a cagare". :-) Per questo in genere avevo un paio di amiche fatte col mio stesso stampo da tediare a riguardo, con cui fare lunghi scambi sul distacco dalla famiglia e varie. Adesso tutte queste pare toccano a lui.    
Insomma, mi rendo conto di chiedergli molto di più da quando siamo qui. 
Gli chiedo di essere marito, compagno, amante e migliore amica. 
E mi incazzo quando non ci riesce. 
E ci litigo. Ci litigo perchè non gliene frega niente dei miei commenti su come si vestono le americane e dei pettegolezzi, si scoccia dopo 15 minuti in cui mi lamento "e lei ha detto così e ci sono rimasta male...e credevo che mi chiedesse di andare a prendere il caffè con lei e non l'ha fatto...e non ho niente da mettermi per la mezza stagione...e ho visto mio papà stanco, sono molto preoccupata...e non riesco a stare a dieta, e poi le vedi queste rughe che prima non avevo?". E mi dà delle risposte rapide e sbrigative, da maschio...che non mi sedano, perchè io voglio sviscerare i problemi sotto ogni angolazione e spaccare il capello in quattro e poi ricominciare da capo.

E in tutto questo...lui, come vive da expat?
Lui ha sempre avuto pochi amici, contava su di me e su se stesso. Come era prima, è adesso. Gli manca solo qualcuno che si entusiasmi con lui per l'uscita dell'ultimo film di guerra e gli dica che è un grande per aver battuto la squadra rivale nel videogioco delle macchine da corsa. 
Meno male che uno di noi due è un'anima semplice (in senso buono eh!!).

Ironia della sorte

Sei a Columbus, sfibrata da un inverno che non ne vuole sapere di finire...cerchi di consolarti aprendo un uovo di Pasqua Lindt arrivato dall'Italia...e trovi some sorpresa una medaglietta di Sunset Boulevard...ma che burlone il destino!! :-)


venerdì 29 marzo 2013

E' un mondo difficile...e fatto di CORN

Per i primi 31 anni e mezzo della mia vita ho pensato di non essere allergica a nulla. Poi sono venuta in America.
Il primo segnale c'è stato quando sono venuta qui per la prima volta, al ritorno da una cena. Io e il marito stavamo rientrando a piedi, faceva un freddo becco e stavamo litigando (strano!...). Io mi sono scaldata molto, aumentando anche il passo per la foga, e ho cominciato a sentire un gran prurito sul petto. Una volta a casa ho visto che ero piena di ringonfiamenti rossi e pruriginosi e ho dato la colpa al mix di freddo e nervoso, visto che mettendomi tranquilla sono scomparsi.
Non mi era più successo, anche se spesso, alla sera dopo cena, mi capitava spesso di avere un gran prurito su gambe e braccia, che diventavano piene di puntini rossi e con dei solchi gonfi, come graffi. Ho pensato di tutto...dalle bed bugs, alla scabbia, all'intolleranza al freddo, oppure al caldo, oppure all'umido, oppure alla vita in generale.
Una volta tornata in Italia non ho più avuto nulla e me ne sono dimenticata.
A novembre sono tornata qui e un paio di settimane dopo il mio arrivo, al ritorno da una cena, sempre a piedi e sempre con un freddo becco, ricomincio a sentire il famoso prurito. Questa volta i rigonfiamenti compaiono anche sulle palpebre e sulla fronte, mi sento bocca, naso e gola gonfi e vado nel panico...non sapevamo cosa fare, non avevo neppure l'assicurazione sanitaria ancora...alla fine mio marito chiama il suo capo, che mi porta un antistaminico. Nel giro di mezz'ora passa tutto. 
Capisco che c'è qualcosa a cui sono allergica...ma cosa?
Da quel momento in poi comincio a stare attentissima alle reazioni della mia pelle e ogni volta che mi succede qualcosa controllo la lista degli ingredienti alla ricerca di uno comune...una cosa facile da fare in America, dove anche il pangrattato ha una lista di ingredienti di almeno 10 righe!!
Dopo mesi di confronti, credo di aver capito che cosa mi provoca l'allergia...rullo di tamburi...il CORN e i suoi derivati!! (un doveroso coro di OOOOOOH stupiti di sottofondo è d'obbligo).
Benissimo, grande Baby, adesso che hai capito cosa ti fa male, basterà evitare di mangiare cibi che lo contengano...certo, peccato che in questo paese fai prima ad elencare gli alimenti che NON lo contengono!!!
Cosa non posso mangiare?
Cominciamo dalle cose ovvie...devo rinunciare a pannocchie, mais in scatola, farina di mais e popcorn. E fin qui, poco male
Poi non dovrei mangiare la carne di animali nutriti a mais...e come faccio a sapere cosa hanno mangiato le bistecche che ho nel piatto? Glielo chiedo?
Inoltre i derivati del corn si possono trovare nel lievito, nel caramello (addio Coca Cola e Mist Diet), nello zucchero a velo, in molti dressing, in alcuni gelati, nel dado per il brodo, nelle farine arricchite, nei biscotti, nelle bustine da the (???), nelle gomme da masticare, nella birra, nei cereali per la colazione, nel pane, nelle sottilette, in alcuni formaggi,....e mi fermo qui...
Non c'è speranza...comincerò a nutrirmi di erba gatta, rigorosamente coltivata da me sul davanzale della finestra.

martedì 26 marzo 2013

Una di due

Evidentemente nel mio corpo convivono due persone diverse (e questo renderebbe anche ragione del mio peso, non sono grassa, sono doppia).
Una (quella più stronza) ha litigato furiosamente fino a ieri con il proprio marito e non lo vorrebbe vedere neppure dipinto.
L'altra (la gemella buona), nel giorno del secondo anniversario di matrimonio è tutta pervasa di amore sponsale e con il cuore traboccante di romanticismo.
La prima è già passata di qui domenica ad ammorbare il blog con il suo pessimismo.
Oggi lasciamo il posto all'altra.
 
 
 
SAPRAI CHE NON T'AMO E CHE T'AMO

Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.

Pablo Neruda

lunedì 25 marzo 2013

Non so che rumore faccia la felicità...

...ma di sicuro so che sapore ha!
Quello del pacco arrivato oggi dall'Italia da parte dei suoceri, di cui dovrò tacere l'esistenza ai miei perchè mia mamma sprofonderebbe in una profonda crisi di identità e gelosia con pensieri del tipo siamounafamigliadimerda e quantosonopiùbraviisuoceridinoi e sperocivogliatebenelostesso.
Ogni volta che arriviamo a casa e troviamo il pacco davanti a casa è una festa e una corsa a rientrare a casa e aprirlo per vedere cosa conterrà di nuovo questa volta...ed è sempre una bellissima sorpresa!! 
Oggi abbiamo trovato un vassoietto di pane e grissini ferraresi, del nostro forno preferito, di cui è rimasto solo questo....ehm....

 
Una colomba pasquale di pasticceria...due meravigliose uova di Pasqua, di cui un Lindt che già solo a pensarci mi viene voglia di strappare la carta a morsi e sbafarmelo dopo avere tramortito il marito per non avere concorrenti...e un pacco di Nastrine, per le quali domattina mi alzerò felice (invece che invendo contro il mondo come faccio di solito) sapendo che mi aspettano a colazione!



Il classico caffè, un pacco di riso e il mitico lievito Mastro Fornaio per fare pane e pizza...

ma soprattutto...

le orecchiette della nonna e un pezzettone di Grana....aaaaaaaaaaaaah!!!!!!





Vado...se non avete più mie notizie venitemi a cercare nel reparto dislipidemie e iperglicemie dell'ospedale!!



 

 

domenica 24 marzo 2013

Oggi no

Mentre facevo le pulizie la mia playlist in shuffling mi ha fatto sentire "che rumore fa la felicità" dei Negrita, e non ci potrebbe essere canzone meno adatta. Oggi conosco solo il rumore che fanno la tristezza e la solitudine ed è un rumore assordante di cocci rotti e al tempo stesso un silenzio raggelante. 
Oggi vorrei essere a casa mia, in Italia. Non mi manca il mio vecchio lavoro, ovviamente...non mi manca la famiglia, ci siamo sentiti per skype e va bene così...e non mi mancano il sole e il mare, tanto il tempo è brutto qui come là...oggi mi mancano terribilmente due cose molto diverse eppure parte della stessa cosa: la mia libertà e le mie amiche. 
Ho litigato con il Tecnico, niente di nuovo per noi che siamo abituati a quotidiane discussioni praticamente dal primo mese in cui siamo stati insieme. E so che stasera o al più tardi domattina ci chiariremo o ci passeremo sopra e tutto tornerà come sempre. 
Ma in questo preciso momento sono arrabbiata e ferita e delusa e vorrei non vedermelo davanti. 
Vorrei uscire a camminare fino a non sentire più i piedi, ma nevica e fa un freddo cane e ho il raffreddore da una settimana. 
Vorrei girare per negozi fino ad ubriacarmi di profumi e colori...o almeno vorrei prendere la macchina e girare fino a rilassarmi...ma non ho la macchina qui e gli autobus nel week end diventano dominio assoluto di matti e senza tetto, per cui rischiare la vita per la pace della mia anima non mi pare abbia senso. E più di tutto vorrei uscire a prendere un aperitivo con le mie amiche e sfogarmi davanti ad uno (o più) bicchieri di vino, per poi tornare a casa rasserenata e con la gola secca per le troppe chiacchere. 
Dio come mi mancano oggi!! 
Mi manca la loro capacità di ascolto, le osservazioni equilibrate e le battute fulminanti. Mi manca avere vicino qualcuno che mi conosce benissimo, che sa tutto quello che è successo nella mia vita e non c'è bisogno di spiegare perchè reagisco così. Qualcuno che sa dirmi quando esagero e quando ho le derive vittimistiche, qualcuno che sa che darmi ragione e criticare a tutto spiano mio marito non servirà a farmi stare meglio.
Potrei scrivere una mail, ma tra il fuso orario e gli impegni di ognuno, la risposta non sarà mai immediata.
Gli amici di qui sono troppo freschi e recenti, non potrei mai aprirmi con loro, senza contare che sono anche colleghi del Tecnico e non voglio certo sputtanarlo sul luogo del lavoro. 
E' una strada chiusa nel fondo, un cul de sac senza uscite. 
E ha ragione la playlist adesso, che mi rimanda i Negramaro.

Ma è tornato il vuoto d'aria
nelle mie paro...
nelle mie parole
è un nodo stretto nella gola, ormai
che non si scioglie anco...
che non si scioglie ancora
e se balbetto è che non riesco
a dirti quel che pe...
a dirti quel che penso
e preferisco tenere dentro, sai
anziché grida...
anziché gridare
.....
.....
senza le parole
che vorrei poterti dire...
sì, vorrei poterti dire, dire, dire
che sono stanco da morire

sabato 23 marzo 2013

Il declino della marmotta

Preso da qui:

La primavera è arrivata, ma solo sul calendario: gli Stati Uniti, soprattutto il nordest del Paese, si trovano da settimane nella morsa del freddo e della neve. Sul New England è caduta in questa stagione in media oltre un metro di neve. E pensare che a inizio febbraio, come da tradizione, il più famoso meteorologo d’America aveva previsto una primavera precoce. Stiamo parlando di Punxsutawney Phil, la marmotta. Una volta l’anno, infatti, tutti gli occhi della nazione si rivolgono verso questo centro della Pennsylvania, in attesa della marmotta prodigio. Stavolta il roditore ha toppato, clamorosamente. Sui social network monta la protesta, la tana dell’animaletto è tenuta d'occhio dalla polizia e i vicini dell’Ohio chiedono che Phil paghi con la vita per quel suo pronostico sbagliato sulla fine dell'inverno.
TEMPESTA PERFETTA - Il 2 febbraio di ogni anno la marmotta di Punxsutawney stabilisce che tempo farà nei successivi due mesi. Il rituale del Giorno della marmotta si ripete in America dal 1887. In base alla tradizione infatti se Phil, svegliato dal suo letargo, esce dalla tana, si spaventa vedendo la sua ombra proiettata sul terreno e torna a dormire, seguiranno ancora 60 giorni di inverno. Ebbene, stavolta il roditore non aveva visto ombre. La buona novella: «La primavera era dietro l’angolo». Così non è stato. Anzi, nemmeno una settimana dopo quella previsione la costa nord-orientale degli Stati Uniti è stata martellata dalla tempesta perfetta «Nemo», con migliaia di voli cancellati, strade e autostrade chiuse, luce elettrica interrotta e diversi morti. Anche nelle settimane successive molte cittadine degli Usa hanno dovuto fare i conti con nevicate record, forte vento e temperature glaciali. Non basta: nei prossimi giorni in Pennsylvania è prevista altra neve. Insomma, della primavera - finora - nemmeno l’ombra.
CRIMINE - Ecco perché milioni di americani ora puntano il dito contro Phil e quella tradizione, resa celebre in tutto il mondo grazie al film con Bill Murray «Ricomincio da capo», del 1993. Le reazioni sono accese tanto che stata aumentata la sicurezza attorno alla tana di Phil, un tronco cavo in cui viene custodito, chiamato Gobbler's Knob, ha spiegato il presidente del club Punxsutawney, Bill Deeley, che ogni anno organizza il Giorno della marmotta. Dal vicino stato dell'Ohio, dove si continua a soffrire temperature polari, sono arrivate minacce particolarmente allarmanti. Phil ha fatto «credere di proposito alla gente che la primavera fosse precoce», ha scritto in una «dichiarazione ufficiale» il procuratore della contea di Butler, Mike Gmoser. Questa previsione errata è un crimine «contro la pace e la dignità dell’Ohio».
MARMOTTA PRODIGIO - Gmoser ha perciò chiesto «la pena di morte» per il povero roditore, per fortuna con una strizzata d'occhio, scrive The Atlantic, infatti, è redatto nella forma «tongue-in-cheek», dunque in maniera scherzosa, ironica. Insomma, solo una provocazione, nulla più. Per precauzione Bill Deeley ha in ogni caso assunto un avvocato «per affrontare una possibile estradizione» da parte delle autorità dello stato vicino. Ciò che hanno taciuto le autorità dell’Ohio: anche loro «marmotta prodigio», tale Buckeye Chuck, il 2 febbraio scorso non ha visto la sua ombra e sbagliato la previsione.

venerdì 22 marzo 2013

Prendila così...

Sono giorni di naso gocciolante, testa ovattata e tanti pensieri.
Ho dei casini con il rinnovo del visto, tutti mi dicono che la cose si risolveranno e che devo stare tranquilla...ma ovviamente non ci riesco, sono 33 anni che mi angoscio per problemi passati, presenti e futuri, reali e fittizi, concreti e astratti...figurati se ci riesco adesso!
Il mio J1 scade a fine giugno e a gennaio (e ripeto GENNAIO) ho chiesto al mio capo se aveva intenzione di rinnovarmi il visto, perchè diversamente mi sarei messa a cercare un'alternativa in un altro laboratorio. Mi aveva risposto che non c'era nessun problema e di parlare con la sua segretaria. La quale mi ha mandato dal capo delle risorse umane. La quale mi ha detto di ripassare dopo qualche settimana perchè finchè non arrivavano i nuovi finanziamenti non era possibile inserire nuove persone. Sono tornata da lei a febbraio. Stessa risposta. Sono ritornata alla carica a marzo e mi ha rimandato dalla segretaria perchè solo lei sapeva se erano arrivati nuovi finanziamenti. La segretaria mi ha detto che non sapeva ancora nulla e di tornare più avanti, ma che comunque servono 4 settimane per il rinnovo del visto ed ero ampiamente in tempo. E siamo quasi ad aprile.
Ora, io sono relativamente tranquilla perchè so che se il mio capo mi vuole qui, farà il possibile perchè succeda. E tempo ce n'è ancora. Ma io ho bisogno di certezze, per carattere e anche per questioni molto più pratiche. Tipo: ho il biglietto per tornare in Italia dal 31 maggio al 15 giugno...ma come faccio a tornare se il mio visto è ancora in processamento? Quello vecchio scade il 30 giugno, mi farebbero un sacco di storie per farmi tornare qui per 15 giorni di J1! E il marito deve comprare il biglietto. che sta lievitando di prezzo ad ogni settimana che passa!! Preciso che anche il suo visto scade il 30 giugno...
Spero che questa cosa si risolva in fretta perchè mi toglie veramente il sonno...in tutto questo però, ho una sola certezza: io per adesso in Italia a lavorare non ci voglio tornare e non vorrei proprio finire questa esperienza di expat a giugno!! Lo so, lo so che ho fatto mille storie per non venire qui...ma adesso ci sono e mi ci sono abituata, non voglio tornare a casaaaaaaaa! :-D

mercoledì 20 marzo 2013

Vista da fuori

Mi sono appena vista da fuori. 
Sono sul divano con la copertina di pile sulle spalle, sto lavorando a maglia per finire la coperta e indosso una maglietta di Snoopy a righe gialle, dei pantaloni del pigiama neri e informi, tenuti fermi da dei calzini a pois colorati. Mi sono pure scesi gli occhiali sul naso. 
Potrebbero farmi una foto da usare come anticoncenzionale. 
A mia discolpa posso solo dire che il Tecnico è ovviamente riuscito a passarmi il suo virus influenzale e mi sento la testa piena di cotone idrofilo, che mi intasa le sinapsi e mi dà un'aria un po' ebete.
Ma non credo sia una buona scusa. 
Domani cercherò di essere una donna migliore, lo prometto.

martedì 19 marzo 2013

Washington

Finalmente trovo il tempo di fare un resoconto del nostro week end a Washington...e considerando il fatto che devo ancora trovare il tempo e la voglia di sistemare le foto del viaggio di nozze di marzo 2011, poco più di una settimana di attesa è record!
Premetto subito che la città ci è piaciuta moltissimo, ma se devo proprio essere sincera ci sono piaciuti praticamente tutti i posti dove siamo stati (tranne Los Angeles, non me ne voglia valescrive) e non so se sia perchè abbiamo visto solo bei posti o se siamo estremamente "di bocca buona" oppure se ci piace così tanto viaggiare che ci basta comunque essere in giro per essere felici e soddisfatti!
La particolarità di Washington è l'assenza dei grattacieli (abbastanza inusuale per una metropoli americana!!), in quanto per consuetudine nessun edificio può essere più alto del Capitol (il Campidoglio). Questo particolare fa sì che i monumenti della città risaltino particolarmente, perchè si stagliano nello skyline senza essere offuscati dai grattacieli.
Abbiamo iniziato il nostro giro dalla Union Station, che ricorda i monumenti di Roma anche se è molto recente. Di fronte c'è la Freedom Bell, che volevo leccare come ha fatto Ted di How I met your mother con la Liberty Bell, ma il Tecnico me l'ha impedito!
Siamo poi andati a vedere il Capitol, ma solo da fuori, 
 
 
 
 
e a visitare la biblioteca del Congresso, 
 
 
 
che non solo è un bellissimo edificio, ma ospita moltissimi libri antichi che si possono consultare, oltre ad una sezione dedicata alla storia Americana, con vari documenti dell'epoca, e una dedicata a come i vari popoli invasori abbiano decimato le popolazioni americane pre-esistenti. :-( Tra le pareti e il soffitto sono incise molte frasi sulla lettura e sulla cultura, tipo questa.
 
 
 

Abbiamo attraversato il parco alle spalle del Capitol e mi è piaciuta questa isola di verde e tranquillità nel mezzo della città, con il laghetto e le famigliole che passeggiavano!
Dopo un doveroso hot-dog di metà giornata, ci siamo tuffati nel museo di storia indiana-americana. E poi in quello di Air&Space. 
 
 

Belli entrambi, però devo dire che dopo un'ora di punte di freccia con canti Navaho in sottofondo ci siamo un po' stancati...ma anche dopo un'ora di divise della guerra e cosamangianogliastronauti. Nel museo dello spazio però ci sono molte attività da fare con i bambini...da cui sono stata ancora una volta strappata a forza, mentre sfidavo in un quiz in inglese un bambino principe dei nerd e saccente!!!
Da qui siamo andati fino al monumento a Washington attraversando un lunghissimo parco, pieno di gente che giocava e si rilassava complice anche il caldo decisamente primaverile. 
 
 
Un mese fa ho letto "il simbolo perduto" di Dan Brown, che è tutto ambientato a DC, e guardando l'obelisco non potevo non pensare alle parti del libro che lo riguardavano. Io, nota capra in ambito geografico e storico, ho stupito il Tecnico con tutta una serie di citazioni e riferimenti alla storia massonica di Washngton...non rivelerò mai, neppure sotto tortura, che li ho derivati dal libro di Brown!!
La giornata è finita con la consueta visione della Casa Bianca da davanti e da dietro, foto di rito e 10 minuti sulle punte a cercare di intravedere un braccio di Michelle, un piede di una delle figlie o almeno il presidente in pigiama...niente...


Distrutti da questa prima giornata abbiamo trovato riparo in una confortevole locanda tedesca e ci siamo ristorati con birra e hamburger...questo è il mio ultimo ricordo, poi sono crollata nel sonno dei giusti e mi sono riavuta alle 7 della mattina seguente!
Il secondo giorno siamo partiti dal monumento a Washington verso il Lincoln memorial e penso che sia il modo più bello per arrivarci, costeggiando la reflecting pool in cui si specchia il monumento. 
 
 
La statua di Lincoln mi ha un po' inquietato, serissimo e alto come un palazzo di due piani!! 
 
 
Davanti al monumento c'è anche la scritta "I have a dream" che segna il punto dove ML King ha fatto il celebre discorso. Non riuscivamo a capire dove fosse, finchè non si è spostato l'assembramento di 40 giapponesi che ci stava esattamente sopra...
Da qui siamo andati a piedi al cimitero di Arlington, 1 ora di camminata con me che inveivo contro il Tecnico per non aver voluto prendere la metro ("tanto sono due passi"). Il cimitero però mi è piaciuto molto...quanto può piacere un cimitero ecco...perchè preferisco le migliaia di lapidi bianche tutte uguali rispetto al fiorire italico di tempietti di marmo e statue. 
 
 
 
Anche la tomba di Kennedy e famiglia è molto molto semplice, con una fiamma sempre ardente come unico segnale distintivo.
Riportata di buon umore grazie a hot dog e limonata, siamo ripartiti verso il ML King Memorial, pieno di frasi dei suoi discorsi scolpite nella roccia e con un'enorme statua. Questo era alto come Lincoln ma aveva una faccia più buona e non mi ha inquietato!


Infine sono riuscita a trascinare il Tecnico anche al museo di arte, ma abbiamo fatto un passaggio veloce tra le centinaia di sale, perchè qualche ora in più gli avrebbe causato una crisi epilettica!! Il museo è ricco di opere, ma non mi è molto piaciuta l'organizzazione, troppo caotica e poco in grado di mettere in risalto i quadri migliori.
Ecco, con il museo si è conclusa la nostra visita a DC. Come dicevo all'inizio, siamo stati molto soddisfatti di questa città, anche per i parchi bellissimi, la tranquillità e la pulizia...ed i musei gratuiti sono assolutamente da menzionare!

domenica 17 marzo 2013

La famiglia che non ti scegli (2)

Lo so, lo avevo già detto qui e avevo anche dichiarato che non mi faceva più soffrire o quasi. Ecco, ho mentito. O almeno, oggi mi dispiace eccome. Non so se sia colpa della giornata grigia, del ciclo o del fatto di aver mangiato troppa cioccolata, ma il consueto collegamento skype con la famiglia mi ha messo in balia di pensieri tristi e domande che forse non troveranno mai una risposta.
Premetto che sento mia mamma e mio papà tutti i giorni, una decina di minuti a cavallo dell'ora di pranzo per aggiornamenti e due chiacchere. Stamattina mia mamma mi ha chiamato appena mi ha visto on line con il sicuro intento di farmi parlare con tutta la famglia riunita, visto che come ogni domenica c'erano sorella/cognato/nipoti a pranzo. Peccato che al resto della famiglia, come ogni volta, non gliene può sbattere di meno di vedermi...anzi.
Tra le prime cose mia mamma mi ha chiesto che tempo fa qui e che tempo ci sarebbe stato nei prossimi giorni dove vivono loro. E' stupido, ma è una specie di nostro "rito" banale, io apro weather.com e le dico se pioverà a casa sua. Mia sorella ha sentito questo e subito è intervenuta dicendo che era ridicolo e che avrebbe subito messo la pagina web del sito del meteo tra i preferiti, così la mamma faceva senza chiedere a me. A nulla è servito che mia mamma dicesse che tanto lei sapeva solo aprire skype e che io dicessi che non mi dava nessun fastidio leggere il meteo per lei. Dopo questo intervento e uno di mio cognato che non capiva come potessi fare colazione alle 9 (è domenica, non ho figli e le pulizie le ho fatte ieri), ognuno è tornato a farsi i fatti suoi, e  io che parlavo mentre in sottofondo c'era un tale casino che non si capiva nulla (e non erano i nipoti). Alla fine è stato come un normale collegamento settimanale, con l'aggravante che non ho visto neppure papà perchè mia sorella lo aveva intrigato in una discussione sulle case. Ah , intervento finale quando ho chiesto a mio nipote cosa voleva che gli portassi da qui "ma niente aifonne, aipadde e piessepitremila"...e mia sorella "beh allora cosa gli vuoi portare a casa scusa, se non una di quelle cose lì???"...io pensavo ad una felpa dell'Ohio State!! :-) Ecco, la comparsa di mio nipote che mi ha chiesto quando torno è stata l'unico momento buono...
Ora, forse sono una bambina permalosa e mi rendo conto che quello che è successo non sia particolarmente grave. E so che ci sono parenti che fanno molto di peggio. E' innegabile però che cercare di impedire che io e mia mamma abbiamo riti nostri o bloccare mio papà in una discussione, dopo 4 ore che siete insieme, è il suo solito tentativo di mettersi in mezzo. Continuo a chiedermi cosa abbia sbagliato e quanto della colpa sia mia. E in parte lo è. So di essere stata una bambina prepotente e affettuosa che le ho tolto tante attenzioni, e nessuno gliele ridarà mai. A 18 anni ho avuto un tumore e questo ha catalizzato ulteriormente su di me tutte le attenzioni, mio padre non riusciva più a tornare al lavoro e mia mamma per anni mi ha guardato come se fossi di porcellana...mia sorella ha saputo solo dire che da allora tutti mi davano sempre ragione e che in realtà non avevo avuto nulla di grave. Da parte mia sono cresciuta con il modello della sorella perfetta (bravabuonaremissiva) e appena ho potuto ho fatto di tutto per essere migliore e togliermi il fardello dell'esempio luminoso. E allora mi sono sforzata per laurearmi prima di lei, fare il lavoro per cui ho studiato e non chiedere mai soldi ai miei. L'ho fatto per competizione, lo ammetto, e non ne vado fiera. Ma è stato tanto tempo fa e adesso quello che faccio lo faccio per me e basta. Ho 33 anni e lei ne ha più di 40. Abbiamo fatto scelte di vita opposte e nessuno sa quali siano state le migliori. Lei invidia il mio essere lontana ("che te ne frega di noi, dei tuoi genitori, tu pensi a te e vai via") e la mia indipendenza...io magari invece adesso mi pento di non aver avuto figli prima e le invidio la possibilità di fare colazione con mia mamma ogni volta che vuole. Non so chi abbia da invidiare di più.
Non c'è una soluzione a tutto questo, lo so. Avevo solo voglia di sfogarmi. E magari anche sentirmi dire che sono io ad esagerare o che sbaglio punto di vista!

venerdì 15 marzo 2013

La privacy, questa sconosciuta!

Sono mesi che mi faccio questa domanda: Perchè i bagni pubblici americani devono essere tutti aperti, sopra e sotto, con la porta che non sigilla bene ma resta una fessura larga due dita? Quale utilità ce ne deriva?
Ok, in questo modo possiamo identificare dalle scarpe chi è nel bagno accanto al nostro, ma ne abbiamo proprio bisogno?
Io sono un po' fissata con la privacy e chiudo la porta del bagno a chiave anche a casa mia, ma questo mi sembra davvero un eccesso di confidenza. 
Io NON voglio sapere se la mia collega di scrivania soffre di colite o indossa le mutande con una fantasia di coniglietti suicidi. E odio incontrare due occhi che mi osservano mentre sono seduta sul water, fosse anche per i due millesimi di secondo che servono per capire se è libero o occupato!
Ho anche pensato che fosse per una questione di sicurezza, se svieni in bagno possono vedere due gambe lunghe distese che spuntano da sotto la porta...ma mettete un campanello con una cordicella piuttosto!! E non può essere per poter intervenire in caso di emergenza senza dover far brillare dell'esplosivo, qui è tutto tenuto in piedi con cartongesso e sterco, due spallate ben assestate da un pompiere neppure troppo muscoloso bastano per far cadere l'intera parete come nei cartoni animati!!
Attendo fiduciosa le vostre risposte.

giovedì 14 marzo 2013

Ritorno al futuro

Diretta Skype, circa le 19.06 ora italiana, 13 marzo 2013, famiglia R (la mia)

mamma: eeeeeh, aspetta, aspetta, mi pare che stiano dicendo in TV che hanno eletto il Papa!!
io: adesso controllo anch'io se lo confermano in Internet...
mamma: sì, sì, fumata bianca!! Ma ancora non dicono il nome!
io: deve prima accettare credo...o qualcosa di simile...
mamma: non puoi vedere su Internet? magari lì da voi si sa già chi è!!
io: mamma, sono in America, non nel futuro...

mercoledì 13 marzo 2013

A lezione di stile

Il post di donnaconfuso mi ha fatto venire voglia di sistemare un po' la casa e renderla più bella...questo desiderio però si è subito scontrato con la terribile realtà: io non ho nessun gusto nell'arredamento e nella decorazione!!
Sono assolutamente incapace di abbinare forme e colori, di immaginare la disposizione delle cose in una stanza o di trovare un modo crativo e brillante per riempire uno spazio...e la cosa è inesorabilmente genetica, mia madre tiene sulla credenza la più terribile accozzaglia di oggetti francamente brutti che io abbia mai visto (tanto per citarne qualcuno...un cacciatore di ceramica, un quadro a mezzo punto con Pierrot e un vaso di fiori di plastica)...e il salotto di mia sorella sembra il mercato di Porta Portese!!
Io poi non ho mezze misure, o riempio una stanza di oggetti di tutti i colori (vedi la mia cucina...strofinacci azzurri e rossi, presine zebrate, microonde nero, impastatrice rossa,..) o mi fisso su una sfumatura di colore e compro solo cose di quella tinta esatta (o almeno ci provo, poi arrivo a casa e il colore è sempre diverso!!). In parte è una questione economica, cerco sempre di risparmiare e la qualità ne risente, ma se anche avessi un budget illimitato credo che saprei ricreare comunque l'orrore!!
Mio marito si oppone a qualunque mia proposta e io mi incazzo sempre come una pantera perchè mi sento svilita nel mio ruolo di regina della casa...ma in fin dei conti, come dargli torto?? Lui cerca di arginarmi come può, sapendo che il risultato sarebbe disastroso!!
C'è una scuola per imparare il gusto del bello?
Aiutatemi!!!

lunedì 11 marzo 2013

Conversazioni surreali

"ciao mamma, come state?"
"bene tesoro, ieri la nonna ha avuto il sangue al naso (ndr. epistassi) ma adesso è tutto a posto"
"ma è stato molto forte? è durato tanto??"
"non lo so, dice di sì, ma io ero a fare la spesa. Quando sono tornata era tutto finito ma comunque non ti preoccupare, guardala, è lì che si mangia il suo latte con il pane, sta benissimo"
(voce della nonna fuori campo visivo di skype "ciao tata, come stai?")
"lo sai che potrebbe essere anche un'ischemia??? l'avete portata al pronto soccorso?"
"ma no, stava bene quando sono tornata ti ho detto"
"ok, avete almeno chiamato il medico di base oggi che c'era?"
"no, lo sai che la nonna non vuole che si chiami il dottore"
"ho capito, ma non potete chiamarlo lo stesso?"
"ma no dai, sta bene. Te l'ho detto solo perchè ci hai fatto promettere di dirti sempre tutto mentre sei via"
"...."

Lo so che sembro una pazza apprensiva, ma un anno fa mi dissero "ah, la nonna domenica ha fatto indigestione, è svenuta, ma adesso è tutto ok"...e io "ma l'avete fatta vedere dal medico?"..."ma noooo, ha vomitato e poi è stata bene!!"...due mesi dopo "la nonna stamattina non riusciva ad alzarsi dal letto, adesso va meglio"...e io come sempre "il dottore cosa dice?"..."non ha voluto che lo chiamassimo, lo sai com'è fatta tua nonna, comunque sarà stata la pressione o il caldo dai". Dopo 6 mesi mi dicono "ah, la nonna ha fatto l'ecg al cuore e hanno detto che ha fatto 2 ischemie, non ce ne siamo mai accorti"...(eh già, quei due svenimenti effettivamente non erano mica un segnale da considerare...).
Ora, io capisco e rispetto il libero arbitrio, ma anche quello di una quasi novantenne con il cervello devastato dalle ischemie???
E' uno di quei momenti in cui è dura essere qui, a migliaia di km di distanza, senza poter fare nulla e senza voce in capitolo...magari non avrei potuto fare nulla neppure se fossi stata là, ma almeno avrei rotto le scatole o chiamato il medico :-(
PS: a breve post più allegro su Washington eh!

venerdì 8 marzo 2013

Chiuso per vacanza

Ci si rivede lunedì :-)
PS: come previsto, il mal de vivre è già passato e non vedo l'ora di andare via oggi!!

giovedì 7 marzo 2013

Partire è un po' morire

Oggi c'ho il mal del vivre...e no, la ragione non è quella più banale, non è dovuto alle oscillazioni ormonali!
E so anche la ragione...e cioè che domani andiamo a Washington e staremo via per il week end. 
Ecco, una persona normale (e io chiaramente non lo sono) sarebbe solo felice ed eccitata...io invece reagisco così ad ogni partenza!
Il week end a Washington non me l'ha mica imposto nessuno, l'ho voluto fortemente io, anche perchè andiamo a trovare un mio amico dell'università con la famiglia. Inoltre, mentre sono mesi che rimando l'acquisto del materasso nuovo perchè sono "braccino corto" (nel caso non si fosse già capito qui ) e mi scoccia spendere quei 300-400 dollari, ho tirato fuori la stessa cifra senza batter ciglio per la vacanza. E in generale adoro viaggiare e penso che siano i soldi e il tempo meglio spesi!! E allora??
Un tempo, quando volare mi terrorizzava (non che adesso mi piaccia, ma almeno non devo più anestetizzarmii per sopportarlo), la gioia della vacanza era oscurata dalla paura tremenda del volo. Ma non è più così...e comunque lo stesso malessere mi viene se andiamo in macchina, in treno o in bus. E immagino ogni volta le peggiori tregedie!!  
Non saprei dire quale sia la motivazione...è come se ogni volta facessi fatica ogni volta a staccarmi dalle cose abituali, dai luoghi conosciuti, anche se solo per due giorni. E' una specie di necessità fortissima  di non abbandonare la mia normalità, la mia routine, la mia "casa" nel senso più pieno del termine...che prima era quella  in Italia e adesso è questa in America. 
Non rinuncerei MAI a viaggiare e quindi alla fine vinco le mie resistenze e vado...e mi diverto e sono felice e cammino instancabile per vedere tutto...ma dopo un po' comunque sento il bisogno di tornare alla base e non penso mai "ah, potessi restare qui per sempre"!

mercoledì 6 marzo 2013

Come si cambia

Qualche giorno fa stavo leggendo questo post su espatriare-o-non-espatriare e una persona commentava che non sarebbe mai riuscita a lasciare l'Italia per la difficoltà della lontananza da amici e parenti, aggiungendo che l'Italia poteva ancora offrire delle alternative valide.
La  mia prima reazione è stata un sorrisino di sufficienza, tipo quello che ti fanno i genitori quando racconti le tue idee e i tuoi sogni, quella faccia da "povera illusa, quando diventerai grande capirai".
Poi mi sono sentita veramente meschina e presuntuosa e arrogante per questa reazione, perchè non più tardi di 5 mesi fa (non è passata una vita quindi) avrei scritto la stessa medesima frase!!
Come si cambia, in così poco tempo.

martedì 5 marzo 2013

Misunderstanding

A voi tre che siete arrivati nel blog cercando "donne che fanno vedere le mutande": mi duole deludervi ma qui nessuno fa vedere nulla...e visto le mutande che indosso oggi, vi assicuro che è un bene!

lunedì 4 marzo 2013

Non ho (più) l'età

L'anagrafe dice che sono 33, questo sarebbe l'anno dei 34 a dirla tutta, ma fino a luglio non ci voglio neppure pensare, che se muoio prima del 19 ci tengo che si scriva "di anni 33".
E mi sento sfasata, a volte in pauroso ritardo sulla norma, a volte in terribile anticipo.
Ci sono cose che mi sembra di aver fatto troppo presto, per scelta o per destino...mi sono laureata troppo presto e per farlo ho studiato troppo, sacrificando altre cose...e non mi è servito per trovare lavoro prima; mi sono fidanzata troppo presto (anche se mi sono servite 3 volte per trovare quello giusto) e invece dovevo darla via molto di più :-); ho avuto un tumore troppo presto e ho dovuto affrontare la paura di morire quando non ero in grado di farlo; sono stata seria e responsabile troppo presto e invece dovevo ubriacarmi di più e fare più spesso mattina nei locali.
Al contempo ci sono un sacco di cose che ho fatto troppo tardi...mi sono staccata "psicologicamente" dalla mia famiglia quando ormai era tardi e mi è costato attacchi di panico e varie; non ho voluto andare all'estero perchè avevo paura della lontananza e invece sarei dovuta venire qui almeno 5 anni fa; mi sono adagiata nel mio precariato eterno senza sbattermi troppo per cambiare le cose e adesso è di sicuro più difficile che a 25 anni; non ho voluto fare un figlio prima perchè "il rapporto non è abbastaza stabile, e poi sono precaria, e poi quest'anno dobbiamo andare in Argentina, e poi i miei sono lontani e i tuoi non sono ancora in pensione,...e ora farlo qui è 6000 volte più complicato.
Ci sono cose che ovviamente posso ancora recuperare e cose che ormai sono andate per sempre.
E oggi mi sento fuori luogo e fuori tempo.
Vorrei andare dalla "me a 22 anni" e buttarla su un aereo per fare 6 mesi di Erasmus...il resto sarebbe venuto da sè, forse....

domenica 3 marzo 2013

Cose che non mi piacciono di qui

Come promesso....
- la credit history senza la quale non puoi comprare nulla...ma se non compri nulla non ti costruisci la credit history (sia lode a Discover e Capital One)
- il mezzo stipendio speso per comprare il cibo organico perchè di quello normale non mi fido, chissà cosa ci mettono dentro!!
- le mille allergie che non ho mai avuto in 33 anni e che mi vengono solo qui, provocate dal cibo chimico di cui sopra
- l'incompresion linguistica, perchè se non pronunci le parole ESATTAMENTE come lo fanno loro con capiscono (edddai che ci arrivi che se dico Bob Ivans intendo Bob Evans!!!)
- il loro essere a volte "gentilmente inutili", quando una cosa non si riesce a fare non hanno mai  il coraggio di dirtelo...e allora annuiscono, sorridono, ti dicono che andrà tutto bene...e non è vero!!!
- la loro incrollabile certezza di essere il popolo migliore del mondo
- l'assenza del bidè!!!!!!!
- l'assistenza sanitaria a pagamento (questa era abbastanza ovvia), per cui vivo nel terrore di aver bisogno di medici e ospedali
- la moquette ovunque
- il riscaldamento al massimo in inverno e l'aria condizionata al massimo in estate, per cui a lavorare sono in maniche corte a dicembre e con la felpa in luglio...e se entri in un negozio ti si ghiaccia il sudore sulla schiena!
- lo spacciare per italiane delle cose che con noi non hanno assolutamente niente a che fare con noi (e che sono sempre piene di aglio)

sabato 2 marzo 2013

Cose che mi piacciono di qui (in ordine sparso)

- la gentilezza dei commessi nei negozi
- il fatto che si possa cambiare qualunque acquisto e ti ridanno pure i soldi direttamente sulla carta di credito
- la voce degli autobus che ti dice a che fermata sei (essenziale per una che è stata ritrovata dormiente nel deposito dei treni dalla donna delle pulizie)
- la carne e soprattutto gli hamburger (non c'è storia con il Mc Donald's italiano in cui mi ero rifugiata a luglio in preda ad una crisi d'astinenza da pepperjack-burger)
- i toni pacati delle persone
- l'efficienza degli uffici (oggi in posta c'era un cartello con scritto "se siete in attesa da più di 5 minuti segnalatelo al responsabile di filiale)
- il conto corrente a costo zero
- la possibilità di avere il bancomat appena aperto il conto e con il PIN scelto personalmente (finalmente un numero che ricordo facilmente!)
- le risorse e la fiducia nella ricerca (quando dico che sono biologa e faccio ricerca sul cancro, mi fanno mille complimenti e mi ringraziano per l'aiuto all'umanità!!)
- le targhe personalizzate
- i coupon sconto e nessuno che ti fa sentire un pezzente se li usi
- idem come sopra per la box da portare a casa nei ristoranti, secondo la regola (giustissima) "l'hai pagato, lo mangi o lo porti a casa per noi è uguale"
- gli spargi sale in azione al primo fiocco di neve
- il rispetto dei limiti di velocità
- i pacchi lasciati davanti a casa che nessuno ti porta via, così come gli assegni nella buchetta delle lettere (in Italia smurerebbero una cassetta della posta ogni settimana)
- l'incrollabile fiducia dell'americano nel suo governo e nella sua potenza
- poter uscire a cena con dieci dollari
- il totale disinteresse delle persone per come sei vestito
- il pepperjack cheese
- l'imbustamento della spesa, comodissimo quando sei da solo
- il poter fare quasi qualunque cosa con un pc e una carta di credito

E chissà quante altre me ne verranno in mente dopo aver postato!

A breve anche il "cose che non mi piacciono di qui"!

venerdì 1 marzo 2013

Litigare stanca

Nonostante litighiamo quasi ogni santo giorno stiamo insieme da più di 8 anni, durante i quali abbiamo superato anche diversi momenti difficili, quindi è ovvio che c'è qualcosa di profondo che ci lega al di là della nostra totale incompatibilità di caratteri.
E sulla direzione da dare alla nostra vita comune siamo più o meno d'accordo, e abbiamo gli stessi valori.
Non sto mettendo in dubbio nulla di tutto questo.
Solo vorrei ogni tanto svegliarmi la mattina senza discutere su chi abbia lasciato il riscaldamento acceso, si sia dimenticato di chiudere la finestra o abbia finito il latte....o su quale bus prendere.
E passare un'intera serata senza litigare su cosa mangiare a cena, cosa guardare in TV e chi stia trascurando chi.