venerdì 26 aprile 2013

Sentirsi (ancora) giovani....

Stanotte io e il Tecnico partiamo per New York con il bus dei cinesi e arriveremo domattina presto a Chinatown...4 giorni in giro per la città e poi martedì notte si riparte per venire a casa!
Ci metteremo più o meno 3 giorni per riprenderci dalla sfacchinata e dalle notti insonni, giusto in tempo per prendere un altro bus venerdì notte e andare a Chicago a trovare la mia più cara amica, che viene negli Usa per un congresso...e sabato notte si riprende il bus di nuovo perchè il Tecnico domenica lavora.
Non ne usciremo vivi!!! :-D

mercoledì 24 aprile 2013

Facciamo due passi

Ad inizio aprile:
- Che bel sole che c'è oggi, facciamo due passi?"
- Certo Tecnico, sono un po' arrugginita perchè sono stata ferma per tutto l'inverno, ma due passi li faccio molto volentieri!
 Quando siamo tornati il contapassi segnava 13,2 km...le mie gambe pesavano come una quercia secolare, avevo la gola secca e pensavo che non avrei superato la notte.
La domenica dopo pioveva, ma tre giorni fa è tornato alla carica.
- Facciamo la parte sud del percorso? Dovrebbe essere più corta!
Come sempre mi faccio convincere.
Sbagliamo strada una volta. Torniamo indietro. Sbagliamo di nuovo. Facciamo tutto il resto del percorso e al ritorno ci perdiamo ancora. 
Alla fine abbiamo fatto 16,8 km...e sono ancora viva a raccontarlo (ma ho aspettato tre giorni per esserne sicura)!
Forse mi sta allenando per una maratona che non sapevo di fare.
Comunque, il percorso è molto bello e merita davvero.
Se uno non si sbaglia ogni 3x2, è un bike trail lungo poco meno di 14 miglia che si snoda lungo il fiume Olentangy e poi confluisce in un secondo trail che costeggia il fiume Scioto. Nella parte più a nord è semplicemente una strada, a tratti fatta di terra e a tratti asfaltata, che conduce fino al bellissimo Parco delle Rose. Quando l'abbiamo visto noi non era ancora la stagione ideale, ma vorremmo tornarci a breve per vederlo così:


From http://www.touring-ohio.com/
A partire da North bank Park, che ospita una struttura a vetrate molto utilizzata per eventi e matrimoni, si snoda La parte sud del trail, che  è molto meno "rustica" e decisamente più curata, soprattutto nella parte che corre lungo il Scioto River. Infatti il percorso è più regolare, tutto asfaltato ma fiancheggiato da numerosi alberi, che in questo periodo dell'anno sono tutti fioriti. E la vista della città da qui è proprio bella!

By il Tecnico

Il trail è in continuo miglioramento e recentemente hanno realizzato lo Scioto Mile Park, un tratto con fontane, panchine e altalene dalle quali è possibile ascoltare un sottofondo musicale. 

From http://wosu.org






Stanno aprendo anche nuovi locali con vista fiume per aperitivi o drink serali ed hanno costruito un palco per concerti nel centro del Bicentennial Park, circondato da una bellissima fontana. 


Qui si può vedere la fontana dall'alto:

From http://www.sciotomile.com/parks/bicentennial-park/

Nel tratto che scende parallelamente a questo ma dall'altro lato del fiume, i lavori sono ancora in corso e sotto a quello che sarà presto un bellissimo pergolato, per ora dormono solo cani e barboni.
L'ultima parte del Scioto trail torna abbastanza selvaggia e verrà sicuramente sistemata nel futuro...ma anche da qui la vista è molto bella!

 
By il Tecnico
Lungo tutto il percorso, sia nella parte nord sia in quella sud, ci sono poi molte aree con panchine e tavolini dove è possibile fermarsi per il picnic...così sono contenti tutti, gli americani sedentari che possono strafogarsi di panini...e quelli sportivi che possono fare tutto il trail di corsa!
  

martedì 23 aprile 2013

Fantasmi

Il papà di una mia collega italiana ha avuto un ictus, le hanno telefonato all'alba di stamattina dicendole che era molto grave e che lo stavano operando in quel momento, Adesso lei e il compagno sono in volo per l'Italia e arriveranno quando là saranno le due di domani pomeriggio. Speriamo davvero che vada tutto bene e che finisca tutto solo con un grande spavento.
Tutte le paura che tenevo compresse in un angolo della mia mente sono esplose lasciandomi senza fiato e non riesco a riprendermi in maniera sufficiente da poter concludere qualcosa qui al lavoro. Ho solo un gran turbinìo di pensieri in testa, una sensazione di catastrofe imminente e una gran voglia di piangere.
Credo che tutti noi expat abbiamo il terrore di ricevere una telefonata di questo tipo e dover affrontare l'angoscia di non poter essere vicino a chi amiamo prima di almeno 12 ore. E' uno dei prezzi da pagare in cambio della realizzazione professionale e della tranquillità economica. E' una paura che dobbiamo per forza tenere controllata per non impazzire e per poter vivere la quotidianità con una parvenza di serenità. Basta però un evento di questo tipo per scoperchiare tutta la pentola.
Ho chiamato subito i miei, avevo bisogno di sapere che stavano tutti bene.
E adesso cercherò di ricostruire la barriera pezzo per pezzo.
Ma che fatica...

sabato 20 aprile 2013

In gita

Sabato siamo andati in gita nella terra degli Amish.
No, niente gruppo pensionati e tentativi di farci comprare delle pentole, ma solo una bella iniziativa dell'ufficio per gli studenti internazionali dell'università dell'Ohio, che ci ha anche permesso di conoscere un po' di gente nuova di altri paesi.
Già l'anno scorso avevamo tentato una gita esplorativa della contea, ma eravamo capitati là di domenica (intelligenti e lungimiranti), giorno in cui il popolo Amish onora il riposo divino...e quindi non c'era un Amish in giro neanche a pagarlo, negozi chiusi e vie deserte. Questo non ha comunque impedito al Tecnico di appostarsi all'uscita dalla Messa per cercare di rubare qualche foto, facendo correre ad entrambi il rischio di essere impallinati o inseguiti con un forcone!
Questa volta abbiamo pensato che andare con un gruppo organizzato fosse più semplice e ci permettesse un maggior contatto con questo gruppo religioso, piuttosto schivo e restìo alle interazioni con quelli che loro chiamiano genericamente "gli inglesi".
Devo dire che io sono partita piuttosto mal disposta nei confronti degli Amish, per diverse ragioni. La prima motivazione è che in generale gli integralisti mi piacciono poco, che siano cristiani, islamici e prostestanti. Inoltre non ero del tutto certa che fossero davvero così come volevano apparire (insomma, sospettavo che ci fosse sotto qualcosa...). Infine, una collega animalista convinta, di quelle che va negli allevamenti clandestini a liberare i poveri animali prigionieri, mi ha detto che gli Amish hanno moltissimi di questi allevamenti, dove cani, galline e altri animali sono tenuti in condizioni davvero pietose con il solo scopo di riprodursi e dare un tornaconto economico.
E allora cosa ci sono andata a fare? Volevo se mi facevano cambiare idea! :-)
Per chi fosse interessato a conoscere meglio gli Amish e le altre comunità religiose affini, rimando a santa Wikipedia, che offre un riassunto abbastanza dettagliato e decisamente fedele a quanto abbiamo imparato sabato. 

Questa comunità religiosa appartiene al gruppo degli Anabattisti (predicano il Battesimo da adulti) ed è nata a fine Seicento come costola dei Mennoniti; nel Settecento, stanchi selle lunghe persecuzioni, gli Amish si sono trasferiti in America, prima in Pennsylvania e poi in numerosi altri Stati. Oggi la comunità più numerosa è qui in Ohio.
La prima tappa della gita è stata la visione di un enorme dipinto circolare che racconta la storia di Amish e Mennoniti, dalle origini (si parte con Dio stesso) fino al presente (si arriva ad un mappamondo con la distribuzione di questo gruppo religioso). Un rappresentante del gruppo ci ha brevemente riassunto tutti i fatti descritti nel dipinto, aggiungendo dettagli sul loro stile di vita che dalle sue parole sembrava il meglio che si potesse desiderare....
La comunità vive secondo i principi della Bibbia, con molta semplicità e pochissime concessioni alla modernità. 
machecifaccio
Durante lo spazio dedicato alle eventuali domande sono emerse però le prime crepe di questo sistema. Innanzitutto gli Amish si possono sposare solo tra loro (con ovvie conseguenze sulla variabilità genetica e quindi rischio di malattie), pena l'essere bannati dalla famiglia, o eventualmente con appartenenti al gruppo dei Mennoniti, che seguono lo stesso credo ma sono più tolleranti verso la modernità. Nel caso di matrimonio misto, gli sposi devono scegliere a quale gruppo appartenere ed è quasi sempre quello dei Mennoniti, perchè così possono salvare i legami famigliari ma al tempo stesso concedersi qualche "lusso" quale pc e telefonini. Gli Amish infatti in teoria non usano elettricità, ma possono avere un telefono esterno (che però usano poco) e avere un cellulare solo per lavoro.
Dopo aver sentito questa versione, sicuramente un po' di parte, siamo andati in giro con una guida locale, una signora divertentissima il cui nonno era nato Amish ma uscito dalla comunità e che quindi la conosceva molto bene senza però farne parte. Con lei abbiamo parlato di tutte le cose che ci venivano in mente e ci ha raccontato molti dettagli di vita pratica.
Gli uomini del gruppo vestono fin da bambini con pantaloni scuri, camicia e cappello e dopo il matrimonio tengono la barba lunga. Le donne invece fin da piccole indossano vestiti interi senza bottoni nè decorazioni e una cuffietta, nera per le nubili e bianca per le sposate. 

Non esiste il divorzio e nell'intera storia del gruppo ce ne sono stati solo due, vissuti come una tremenda vergogna. La guida ci ha comunque detto che ovviamente questo non significa che tutti i matrimoni siano felici, anzi. I ragazzi e le ragazze dai 17 anni ai 21 affrontano il cosidetto "Rumspringa", un periodo durante il quale possono sperimentare la vita dei loro coetanei americani, indossare i jeans, bere e andare a ballare. Al termine di questa fase possono decidere se entrare con convinzione nella comunità e quindi ricevere il Battesimo, oppure abbandonarla per la vita normale. Non stupisce che l'80-90% decida di restare Amish, visto che la rinuncia comporterebbe l'esclusione per sempre dalla famiglia e dal resto del gruppo, cosa abbastanza difficile da accettare per un giovane vissuto fino a quel momento immerso in un tessuto di strette relazioni famigliari e di amicizia.
Gli Amish vivono di coltivazioni, allevamenti di animali, produzione di alimenti, costruzione di mobili e molti altri oggetti decorativi (cestini, coperte,..). 

Possono arrivare ad essere anche molto molto molto ricchi, ma non potendo usare questi soldi per comprare una Ferrari o un 60" a led e schermo piatto, utilizzano questo denaro per aiutare chi ha bisogno (costruzione di case per neosposi, cure mediche). Infatti gli appartenenti al gruppo non hanno assicurazione sanitaria (obbligatoria in America) e quindi spesso ricorrono a questa cassa comune per curarsi, anche se spesso accettano la malattia come volontà di Dio e lasciano che faccia il suo corso. Le donne hanno in genere numerosi figli, fino a 18, e possono decidere se partorire in casa, in strutture semi-ospedaliere o in un ospedale vero e proprio. 
I bambini vengono istruiti fino all'8th grade (più o meno la scuola media) in una stanza unica...siamo passati davanti ad una scuola ed era un edificio abbastanza spoglio, con una semplice altalena di legno nel giardinetto. Abbiamo anche visto un capannone per l'allevamento delle galline ed effettivamente era piccolo e senza finestre, con dentro più di 1500 animali...
Dalla strada si vedevano fattorie di Amish accanto a quelle dei Mennoniti, riconoscibili le une dalle altre perchè le prime avavno i panni stesi, i cavalli e i carretti mentre davanti alle seconde c'erano trattori e SUV! 
Una cosa molto positiva è che si avvalgono di molte fonti enegetiche rinnovabili e quasi ogni fattoria aveva la sua pala eolica mentre i pochi telefoni esterni erano alimentati con pannelli solari.



Abbiamo visitato anche una piccola fabbrica famigliare di costruzione di cestini e un bambino (il più grande di 8 fratelli) ci ha mostrato come si realizzavano.




Non potevamo fare foto alla persone, soprattutto ai bambini, perchè ritengono che sia segno di eccessiva vanità...peccato che poi si possano comprare cartoline con i bambini, libri fotografici sulla vita nella contea, ecc. Insomma le foto no a meno che non si paghi! :-)

Abbiamo pranzato in una casa Amish, serviti da 3 donne che hanno cucinato per noi delle cose molto molto buone. La cuoca più anziana ci ha detto di essere appena tornata da due mesi in Florida...alla faccia della vita di umiltà, la vecchia mi va a svernare sulle spiagge di Miami!! ;-)
Dopo il pranzo abbiamo ascoltato un po' di altri racconti della guida, che ci ha detto che gli Amish bevono molto ma si sono raccomandati che lei spiegasse che era per curare il dolore ("tell them that we drink as a medicine, but sometimes we can get very sick"). La gita è poi finita con il classico giretto su uno dei loro caratteristici carretti, guidano da un signore anziano che era Amish come me. Il tutto secondo me aveva come unico scopo il farci pascolare nei negozi...


Se alla fine ho cambiato idea sugli Amish? NO!
Di loro apprezzo alcune cose, quali la semplicità, la vita a contatto con la natura, l'appoggio della comunità, l'utilizzo delle fonti di energia alternative, i legami famigliari molto forti che noi abbiamo un po' perso, il grande rispetto per gli anziani. D'altra parte il loro stile di vita è troppo anacronistico e non penso neppure che sia genuino al 100%, cioè credo che il gruppo iniziale vivesse in umiltà per reale convinzione mentre attualmente stiano un po' cavalcando l'onda dell'interesse turistico.  

venerdì 19 aprile 2013

Della coerenza

Martedì sera, dopo una delle ennesime litigate con il Tecnico, mi sono fatta un bell'esamino di coscienza e ho pensato che effettivamente FORSE ultimamente sono stata un po' pesante e logorroica (ho detto FORSE). E che magari quando torna distrutto dal lavoro non ha voglia di essere investito di critiche e "perchè tu qui...e allora io là...". Mi sono quindi riproposta di cercare di essere più accomodante.

Credevo di potecela fare, davvero. Dopo tutto, non è la mia natura quella della pesantezza, no?

Non sono riuscita a mantenere il proposito nemmeno per 24 ore.

martedì 16 aprile 2013

Paura

Ieri sera volevo scrivere un post su quello che era successo a Boston, ma dopo aver scritto e cancellato un po' di volte ho pensato di lasciar perdere e rimandare di qualche ora, per essere più lucida e tranquilla. Ma non è che sia cambiato molto nel mio stato d'animo. 
Com'è ovvio questa vicenda mi ha colpito moltissimo e credo sia lo stesso per la maggior parte della gente che mi circonda, anche se tanti si nascondono dietro la maschera di quelli che ormai sono abituati a questi fatti di cronaca e non sanno più cosa sia il terrore. 
Prendo spunto da Silvia, che ha scritto un post breve ma molto incisivo sul cordoglio selettivo e su come siamo rimasti tutti estremamente turbati dalla morte del bambino bostoniano, mentre spesso assistiamo quasi indiferrenti al quotidiano massacro di bambini e adulti in Siria, Pakistan, Afghanistan. E non ho la faccia tosta di negare categoricamente, di dire "non è vero, io non faccio così". E ad ulteriore danno della mia immagine aggiungo che la verità è che il sentimento dominante che mi ha scatenato il fatto di Boston non è la pietà per il bambino e per le altre vittime...anche quello, ci mancherebbe, non sono così cinica e insensibile...ma più di tutto, ha scatenato in me un'enorme e incoercibile PAURA, per me e per le persone che amo. 
Vorrei essere più altruista e meno concentrata su me stessa, ma questo è quello che sento nel profondo. Provo un generico dispiacere per i fatti di cronaca più dolorosi, ma mi rendo conto che quelli che mi segnano più profondamente sono quelli che mi toccano da vicino, quelli che potrebbero riguardarmi, che mi fanno dire "potrebbe succedere anche a me o a qualcuno a cui tengo". Perchè in questi casi oltre al comune cordoglio subentra la paura, la sensazione di precarietà, il non sentirsi più al sicuro in nessun luogo. Anche qui a Columbus, l'obiettivo meno strategico degli USA a meno che non si voglia colpire campi coltivati e pecore, serpeggiano il dubbio e sono tutti in allerta. Ci si guarda attorno con sospetto chiedendosi se il vicino di casa possa essere un pericoloso terrorista. La polizia è aumentata in tutto il campus e gira per le strade con i giubbotti antiproiettile. Oggi un ragazzino che ha incautamente lasciato incustodito nella biblioteca il suo zaino pieno di libri ha scatenato la squadra anti bombe e due strade sono state chiuse al traffico per ore finchè  il suddetto zaino non è stato fatto brillare dagli artificieri. La tentazione è quella di starsene chiusi in casa, come animali nelle proprie tane. Io stessa ieri avrei annullato il week end programmato a New York, il sabato a Chicago e anche il volo aereo per l'Italia. E lo so che è proprio tutto questo che va evitato, che lo scopo di azioni di questo tipo è anche creare il panico, paralizzare l'economia, congelare gli spostamenti, alimentare il sospetto e la paura reciproci. 
Ma per me è molto difficile uscire da questo pantano, non ho le armi giuste per gestire questa paura e fronteggiarla nel modo più giusto. Perchè sono paure con le quali non ho mai avuto a che fare e che nessuno mi ha mai insegnato a superare. Da dove vengo io non rischi che esploda una bomba all'arrivo di una maratona, che ti sparino su un autobus o che un proiettile vagante ti raggiunga per caso. Avevo imparato che se chiudi bene la porta blindata, non giri carica di gioielli come una matrona romana e non te ne vai di notte da sola nei vicoli, bene o male potevi essere ragionevolmente al sicuro dal pericolo. Adesso invece mi sento come se niente potesse davvero farmi sentire sicura, perchè il rischio è nel supermercato dove fai la spesa, sul bus che prendi per andare al lavoro, nella biblioteca dove vai a studiare.     

lunedì 15 aprile 2013

Specchi

Meledetto specchio di casa mia, che mi fai uscire con l'illusione di sembrare longilinea con questa maglietta fucsia...e poi mi vedo nello specchio del bagno del lab e sembro un Barbapapà!

giovedì 11 aprile 2013

Colpa della pioggia

Ci sono giorni in cui sono in delirio di onnipotenza...lo so, pare incredibile perchè quando scrivo qui in genere sono più sul mood "paranoia spinta"! E' che, per fortuna, quando sono in modalità "Dio sceso in terra" ho il buongusto di non scrivere nulla, così non mi vedete mentre penso che scoprirò la cura sul cancro e prenderò il premio Nobel, che tutte le persone qui sembrano meravigliose e potenziali ottimi amici, che mio marito è eccezionale e lo amo alla follia, che qui sono felicissima e non potrebbe andare meglio, che questo è il paese delle opportunità e gli Americani sono un grandissimo popolo.
Poi ci sono le giornate come oggi, in cui mi sveglio girata di culo, scendo dal letto con piede sinistro e tutto attorno a me sembra andare a rotoli.
E sono questi i giorni che amo condividere sul blog! :-)
Quelli in cui in laboratorio non mi funziona niente e mi sento un fallimento come biologa, mi immagino cacciata a calci in culo dalla comunità scientifica e penso che avrei dovuto fare il muratore come mio papà. 
Quelli in cui mi chiedo come faccio a sopportare altri 50 anni quest'uomo che non riesce a stare in una stanza senza accendere radio/tv/film su pc, spesso contemporaneamente, soprattutto in quei giorni in cui anche la mia sola presenza mi urta, figuriamoci quella altrui e rumorosa!
Quelli in cui non sopporto nessuno di quelli che lavorano con me e li scioglierei tutti nell'acido (prima che mi arrestino, è un modo di dire!).
Quelli in cui fuori piove a dirotto ed è tutto grigio e le nuvole creano l'illusione delle montagne...e penso all'Italia e alle montagne che si vedono da casa dei miei quando il cielo è terso e sereno.
Quelli in cui a casa c'è qualcuno che non sta bene e non so cosa fare da qui.
Quelli in cui penso che morirò a causa di questa ridicola allergia, a breve e tra atroci sofferenze (però coperte da assicurazione).
Quelli in cui vorrei andare a letto e svegliarmi magra, senza fatica, senza sfinirmi di corsa, senza lottare  contro un metabolismo bradipo, un frigorifero pieno di cose che non dovrei mangiare (che non ho comprato io!) e un capo che tiene nel suo studio tutti i tipi di patatine e cioccolata, per chi passa da lì!

martedì 9 aprile 2013

Punti di vista

Protagonisti:
tecnico, mia mamma, io
Antefatto 1:
il Tecnico veste solo di nero, grigio, marrone e blu, ha un'idiosincrasia per i colori e rischia la crisi epilettica quando mi vesto in tonalità che esulano dalla sua gamma cromatica
 
Antefatto 2:
io adoro i colori e mi limito nell'indossarle solo per evitare continue crisi coniugali e salvaguardare la sua labile salute mentale

Antefatto 3:
sabato sono andata a fare shopping senza il Tecnico e con la persona che veste più colorato che io conosca
Antefatto 4:
mia mamma non sa mettere insieme due colori senza creare del danno, ho passato anni a rincorrerla per impedirle di uscire con i pantaloni blu, le scarpe nere e la maglia marrone. Dai 55 anni in poi, inoltre, ha avuto la deriva leoparda e indossa solo cose maculate, meglio se con brillantini e pietre preziose
Ieri mattina metto per la prima volta la mia camicia nuova.
Il Tecnico mi vede arrivare dalle scale e per poco non si strozza con il latte, sputa due cereali e simula una sincope. Urla anche "aaaaaaaahhhhh, noooooooo, perchèèèèèèèèè". La suddetta camicia infatti, bianca a sottili righine verde chiaro, ha collo e maniche profilati di giallo fluo e dei piccoli puntini dello stesso colore. Il povero Tecnico non ha saputo resistere a due colori insieme, si cui uno fluo.
Dopo 3 ore vedo mia mamma su skype. Prima ancora che abbia il tempo di fargliela vedere, nota la mia camicia nuova ed esclama: "ma che bella camicia, così sobria ed elegante, avevi qualche riunione che sei vestita così seria?". 
Questione di punti di vista :-)

lunedì 8 aprile 2013

Sono strana io?

Domani sera avrò finalmente una cena tra sole donne, la prima in 5 mesi qui...la seconda se conto anche i 6 mesi fatti tra 2011 e 2012.
Cosa ha stimolato una proposta così innovativa? Semplice, i fidanzati di 2 delle partecipanti sono ad un congresso. Delle 6 persone invitate, alla fine abbiamo accettato in 4. Io, le due ragazze di cui sopra e una single. Le altre due, che hanno un compagno, non verranno. Quindi in definitiva sono l'unica dotata di uomo convivente che parteciperà alla serata.
Sono strana io?
Non voglio creare malintesi, io sto bene con mio marito e passo volentieri le mie serate con lui. Ma come ho detto altre volte, ogni tanto sento come un sottile bisogno di evadere e passare una sera separati!!
Ho voglia di parlare della nuova moda della stagione, della eterna lotta al pelo superfluo, di quanto mio marito sappia essere pedante, della perenne aspirazione frustrata ad iscriversi in palestra e del trattamento per capelli alla cheratina...e di farlo con qualcuno che non si senta offeso per le mie critiche, non sbadigli dopo 2 minuti e non mi fissi con quegli occhietti vacui in cui naviga il più totale disinteresse (giustamente eh!).
E ho anche voglia di passare una serata in casa con la tuta peggiore dell'armadio, gli occhi coperti da fette di cetriolo, una maschera al melograno in faccia e qualche stupida serie televisiva che va in loop sul pc. O della musica trash sparata a palla su cui ballare.
E credo che sia lo stesso anche per lui, e non lo trovo certo offensivo.
Io capisco che qui, dall'altra parte del mondo rispetto a tutto ciò che si conosceva e si amava, il rapporto di coppia diventi molto più saldo, un porto sicuro in cui rifugiarsi nei momenti di sconforto e crisi. Il compagno o la compagna sono la persona che meglio può capire quello che stai vivendo e può sostenerti e aiutarti moltissimo.
Ma coppia simbiontica e coppia unita non sono la stessa cosa.
Non so se sia caratteristica solo degli italiani, ma le coppie che ci sono qui tendono ad avere un rapporto totalizzante. Dove va uno, c'è anche l'altro. Fanno gli esperimenti in laboratorio insieme. Prendono il caffè insieme. Pranzano insieme. Arrivano al lavoro insieme e vanno a casa insieme. Frequentano la palestra insieme. Fanno shopping insieme.
Ma dopo tutto questo "insieme", avranno ancora qualcosa da dirsi?

domenica 7 aprile 2013

Colpita e affondata al cuore

Solita chiamata Skype con mia mamma, che mi sta raccontando gli esiti delle varie visite di mio papà e mia nonna.

- Mamma, mi dici sempre tutti i malanni degli altri, ma tu come stai?
- Io sto bene...eh...cosa vuoi, alla fine morirò senza che nessuno si sia reso conto che stavo male (ndr: la mia tendenza alla tragicità è chiaramente una dote di famiglia!!)
- Mi raccomando, cerca di prenderti cura anche di te, non concentrarti sempre solo sugli altr!!
- (con finta voce lamentosa) Nessuno tiene a me, nessuno mi vuole bene (vedi sopra)...l'unica che mi voleva bene è andata fino in America
- ...

Mi è mancato un battito...

giovedì 4 aprile 2013

Vorrei...vorrei...capire quello che mi dite

Riguardo al discorso delle allergie (fatto qui), ho deciso di andare da un allergologo per fare un po' di test e capire finalmente a cosa devo stare attenta. In realtà in Italia avevo fatto un po' di analisi a riguardo quando facevo tirocinio in un lab...e non era risultato nulla...ma sia mai che magari gli allergeni americani sono diversi da quelli italiani e qui testano cose diverse.
Questa decisione, apparentemente semplice da mettere in pratica, si è scontrata contro una serie di ostacoli...

Ostacolo numero 1: non ho un medico di base!
Come non ho un medico di base??? Ma non me lo assegnano d'ufficio così, solo perchè sono negli Stati Uniti e ho un'assicurazione sanitaria? Ovviamente no...quindi me ne devo procurare uno...ma come?? Beh, basterà chiedere a tutti gli italiani del mio lab, che sono qui da 3, 4, anche 5 anni

Ostacolo numero 2: le persone a cui chiedo lumi mi rispondono che non hanno mai scelto il medico di base, tanto se hanno bisogno vanno all'Urgent Care o al limite all'ER e bona lì...io però non ho un problema urgente, devo solo prenotare una visita!!! Alla fine trova una collega che lo ha fatto, ma non si ricorda bene come...mi suggerisce di cercare "Family Practitioner Ohio State" e alla fine trovo la pagina con i medici che accettano nuovi pazienti, con i numeri da chiamare per prenotare la prima visita

Ostacolo numero 3: non avendo idea di chi scegliere (l'unica persona che ha il medico mi ha detto che il suo non è granchè) devo andare a intuito, avendo come unico parametro di valutazione le foto sul sito. Ecco, parliamone. Per la maggior parte sembrano serial killer, una me pare la Bambola Assassina...va beh, mi rassegno e scelgo l'unica che ha una faccia rassicurante e tra le altre cose si occupa di demenza senile, problemi psichiatrici e obesità...potrebbe essere molto utile alla nostra famiglia! :-) 

Ostacolo numero 4: io al telefono non riesco mai a capire nulla!! Dopo aver rimandato per 3 giorni, alla fine trovo il coraggio e chiamo...parte la segreteria telefonica e già lì devo ascoltare il messaggio 10 volte per capire quale opzione selezionare...alla fine ne scelgo una a caso! Appena mi risponde un essere umano, parto con il discorsino che mi ero preparata quasi a memoria nei giorni precedenti...la tipa riesce a fatica a bloccarmi e a dirmi che il sito non è aggiornato e che lo studio che ho chiamato non accetta nuovi pazienti. Mi rimanda ad un altro studio...quello della Bambola Assassina!!! Richiamo il nuovo studio, ripeto il mio discorsino a memoria...e qui la tipa parte con una tiritera di 5 minuti, di cui io capisco solo le parole "health issues" e "resident". Rispondo un YES poco convinto e il silenzio dall'altra parte mi fa capire che la risposta non è giusta e che non me la posso cavare con YES o NO...ormai sull'orlo delle lacrime le dico che sono italiana, non so come fare e se per piacere può consigliarmi lei (una scena pietosa, lo so), per cui alla fine ho preso appuntamento con uno specializzando medico...speriamo che vada tutto bene. Prima di arrivare a quel benedetto appuntamento ci sono stati comunque 10 minuti buoni di spelling del nome, spelling del cognome, spelling della via (B as in Bubble, L as in LION, I as in INDEPENDENCE)...e poi lo stesso anche per il marito...insomma sono uscita da questa telefonata con la piega sfatta e l'ascella pezzata!! E non devo averci fatto proprio una bella figura, visto che la segretaria mi ha chiesto se mi serviva un'interprete al momento della visita...io ho risposto piccata "al telefono faccio molta fatica ma le assicuro che di persona capisco tutto"...mmmh, vallo a dire all'autista del bus che prendo ogni mattina!!

martedì 2 aprile 2013

Scontro tra titani

"Mi è arrivata una mail di L"
"Ah sì, oggi abbiamo parlato di quello che successo e ci siamo chiarite. Ti ha scritto perchè voleva essere sicura di sanare la frattura anche con te"
"Ma dai, mi scrive che tiene a noi, che vi vuole bene...cosa sono queste cose infantili? E' anche una madre di famiglia!"
"Tecnico, lo sai che donne e uomini sono diversi! Per noi è normale mandarci i baci e le faccine, scriverci che ci vogliamo bene, cose così. Se ti facessi leggere le mail delle mie amiche...son tutte un tripudio di mi manchi e bacini"
"Io continuo a pensare che tu e le tue amiche siate infantili"
 
 
Un'ora dopo...
"Treeeeeeeeeesor..." (Tecnico con voce lamentosa che mi chiama dal divano per attirare la mia attenzione)
"Cosa c'è??"
"Uffaaaaaaaaa"
"Sto guardando Crozza, mi dici cosa c'è che poi mi rimetto le cuffie?"
"Non riesco a trovare un nuovo giochino per il pc da scaricareeeee. Con cosa gioco adesso alla sera?? Mi annoiooooo"

Lotta dura sul piano della maturità...:-D