domenica 28 luglio 2013

Di dubbi, momenti difficili, auto e patenti

E' un po' che non scrivo, un po' per mancanza di spinta ma anche per mancanza di tempo.
Sono giorni un po' difficili, come ogni tanto mi capita (ormai suppongo che lo abbiate capito!!).
Sto lavorando moltissimo, ma senza troppo entusiasmo. Non capisco se l'ho perso definitivamente lungo la strada o se sia solo il momento. Mio marito mi "sgrida", giustamente, perchè mi ricorda che siamo venuti qui per darci da fare e cercare di gettare basi più solide che ci permettano di tornare in futuro in Europa. E lui lo sta facendo, lavora come un dannato e sta raccogliendo buoni frutti. Io invece latito, mi impigrisco, parto di slancio e poi rallento. Non so se sia paura o proprio mancanza di ambizioni. Come dicevo qui un po' resto nell'ombra per la paura di emergere in tutta la mia ignoranza, ma ultimamente mi sembra che arrivare più in alto non mi interessi più di tanto. O meglio, non mi pare valga la fatica che comporterebbe...ad esempio mi pesa lavorare fino a tardi e preferirei essere a casa a dedicarmi ai miei hobby. Può darsi che le aspirazioni che pensavo di avere non fossero propriamente mie ma più di mio padre (sospetto abbastanza forte). O semplicemente queste aspirazioni sono cambiate, perchè ad esempio se adesso mi dicessero di aspettare altri 5 anni per fare un figlio in cambio di un posto di prestigio, rifiuterei senza battere ciglio. O forse, ripeto, sono solo un po' in down e passserà presto.
Sapevo già che al ritorno dalla vacanza in Italia mi sarei sentita così e che ci avrei messo tempo e fatica a ritrovare quella specie di equilibrio conquistato da novembre a giugno. Non sono tornata al punto di partenza (non ho ancora detto al Tecnico "tu resta qui, io torno a casa"...o sì? non ricordo), ma di sicuro quella effimera serenità se n'andata e ci metterò un po' a ritrovarla. Rivedere le persone che amo e passare del tempo con loro è stato troppo bello per non sentirne la mancanza!!
Nel frattempo abbiamo continuato la ricerca dell'auto e abbiamo trovato qualcosa di interessante, vedremo se riusciamo a concretizzare...stay tuned! La notizia positiva è che finalmente mi hanno dato una carta di credito e posso finalmente uscire dal cono d'ombra della credit history nulla (ho realizzato dopo 7 mesi che l'unica carta di credito che avevamo era intestata al Tecnico, che si stava costruendo piano piano il suo credit score mentre il mio restava una ciofeca!!). Me ne hanno concessa solo una da 500$, ma l'importante è cominciare (e ricordarsi di pagare sempre in tempo!!!).
Infine stiamo studiando entrambi per l'esame della patente e in settimana andiamo a provare la teoria. E' un po' fastidioso ritornare a fare i disegnini degli incroci dopo 16 anni, ma tutto sommato molte regole sono molto simili all'Italia o comunque deducibili con un po' di logica, speriamo bene. L'importante è che prima dell'esame mi faccia un lavaggio del cervello e dimentichi di essere un'italiana un po' disgraziata alla guida, in modo da evitare di rispondere alle domande con quello che avrei fatto nel mio paese. Tipo: "cosa fai se uno davanti a te ti pianta gli abbaglianti in faccia?"..la risposta giusta è mi sposto perchè è un guidatore aggressivo...ma io gli pianterei gli abbaglianti in faccia a mia volta. Oppure "se una macchina ti segue da troppo vicino, cosa fai?"...devo rallentare e favorire il sorspasso...si cuccu, io accelero o gli pianto i retronebbia sul muso!!! :-D      

lunedì 22 luglio 2013

Fallimentari tentativi di acquisto

Sabato io e il Tecnico siamo andati in giro per concessionarie alla ricerca di una macchina nuova o usata per porre fine a questi mesi di stenti pedestri, ciclabili o autobusilistici. Durante la settimana lui, a mia insaputa, aveva già chiesto qualche informazione, giusto per non farsi trovare impreparato.
Appena entrati nella prima concessionaria siamo stati accolti da una addetta che ci ha chiesto se desideravamo una bottiglia d'acqua, una bibita o un caffè. Le abbiamo detto per che tipo di informazioni eravamo venuti e lei ci ha indirizzato ad uno dei venditori, che ci ha accompagnato nel suo ufficio per sapere a cosa eravamo interessati.
Dopo aver fatto due chiacchere, ci ha accompagnato fuori per provare la macchina che ci piaceva e infine ci ha riportato dentro per farci il piano di leasing.
Mentre inseriva i nostri dati è saltato fuori che avevamo già contattato il sales manager per mail (vedi cosa succede Tecnico a fare le cose di nascosto?? La verità viene sempre a galla!), così mentre il venditore era a fare fotocopie, il manager stesso è venuto a presentarsi e chiedere se stava andando tutto bene con il venditore. 
Mentre parlavamo ogni tanto si sentiva un gran scampanellare e una voce annunciava che il tal addetto aveva appena venduto una macchina, seguita da grandi urla e applausi (un po' invidiosi) da parte dei colleghi!!
Alla fine di tutto, la signora che ci aveva accolto all'inizio è tornata a chiedere se desideravamo qualcos'altro da bere e se eravamo stati soddisfatti del venditore.
Lo stesso trattamento ci è stato riservato nelle altre due concessionarie in cui siamo stati.
Insomma, anche se alla fine è emerso chiaramente che siamo dei morti di fame, con una credit history da operetta e un visto troppo breve per pensare ad un finanziamento, siamo stati trattati molto bene e mi piace sempre di più questa attenzione per il cliente.
Inoltre in tutte le concessionarie c'era una bella area per i bambini, con tavolini, colori, tv e qualche gioco...diverse mamme se ne stavanop lì ad intrattenere i pupi mentre i mariti contrattavano le auto, senza dover lasciare tutto a metà per un cambio pannolino o un capriccio per noia o un attacco di fame!
Sono passati poco più di due anni da quando siamo stati in concessionaria italiana per la nostra macchina (già rivenduta causa partenza), ma non ricordo assolutamente un trattamento così!!! 

giovedì 18 luglio 2013

Mission (almost) impossible

Una ventina di giorni fa, poco dopo il nostro ritorno in Italia, eravamo a pranzo con una coppia di amici in Toscana.
Il lui della coppia (che sapevamo già essere matto come un cavallo) ci racconta di aver scritto un libro, che la moglie ci conferma essere una cosa da fuori di testa con una storia complicatissima. Non aveva neppure tentato di farlo pubblicare, sapendo che una cosa del genere non l'avrebbe voluta nessuno. Invece ne aveva fatto qualche copia a sue spese, che un po' aveva dato agli amici, un po' aveva regalato ai viaggiatori in treno, una era seppellita a Pasadena e una nella bara della  nonna morta un anno fa. Poi ce n'erano diverse copie in un cd con anche musiche/canzoni scritte da lui e fotografie.
Ci offriamo di prenderne una anche noi, da lasciare in un punto qualunque di Columbus. Qui però sorge il problema...il libro è in inglese, tradurlo aumenterebbe il suo potenziale pubblico.
E qui io, che avevo ascoltato in silenzio tutta concentrata nell'approfittare dell'antipasto di salumi misti (chi vive in America, sa!), entro in scena con una delle mie geniali idee..
"Te lo traduco io!!!"
Lo so, è un'impresa disperata.
Lo so, Silvia, che non è una cosa che si improvvisa senza preparazione e senza adeguati studi.
Lo so, l'inglese non lo conosco neppure così bene.
A mia discolpa posso dire che avevo in neuroni immersi in un bagno di lardo di colonnata e Chianti...e che ho sempre sognato di fare la traduttrice di libri...o l'archeologa...anche se poi penso che un lavoro con poche possibilità di carriera e rare soddisfazioni economiche ce l'ho già!
Insomma, adesso ho in mano questo pdf da 235 (DUECENTOTRENTACINQUE) pagine e mi sono già arenata nel titolo del primo capitolo.
Non credo che ne uscirò viva.

martedì 16 luglio 2013

Il grande bluff

Cari lettori, cari lettrici, voi che mi seguite assiduamente non potete essere tenuti all'oscuro. Devo dirvelo, per onestà intellettuale. 
IO SONO UN GRANDE BLUFF e presto questo non sarà più un segreto.
Nella mia personale interpretazione, il grande bluff è quella persona che agli occhi degli altri appare portatrice di svariate qualità, che però non esistono assolutamente nella realtà.
Ci sono diversi tipi di grandi bluff. C'è chi sembra molto accomodante e invece comanda gli altri a bacchetta senza che ne accorgano. Chi appare come generoso e invece è tirchio e meschino.
Io sono un grande bluff intellettuale.
Fin da piccola la mia famiglia ha creduto che fossi molto intelligente perchè andavo benissimo a scuola e portavo a casa ottimi voti...quanti complimenti ricevuti da amici e parenti! Ma io già sapevo che era tutto un grandissimo bluff, che non ero intelligente ma solo dotata di una prodigiosa memoria. Dote notevole, certo, ma meriti zero.
Il grande bluff mi ha accompagnato per tutti gli studi, dalla scuola superiore fino alla laurea...poi è iniziato il lavoro in laboratorio e il grande bluff mi ha seguito anche lì, perchè se ero andata così bene negli esami, dovevo essere di certo molto brillante...errore, errore, errore. Anni di terrore al pensiero che il mistero venisse svelato, anni di vita low profile, di lavoro da mediano, nelle retrovie, sperando di passare inosservata. Anni in cui ad ogni risultato positivo, mi chiedevo quale sbaglio ci fosse, se non avessi invertito i dati nella statistica o per caso traviato i numeri per far venire quello che volevo. Anni di lamentele perchè non mi veniva lasciata spazio, ben sapendo che lo spazio non lo volevo per paura dell'epifania sulla mia pochezza intellettuale.
Poi sono arrivata qui e i mesi prima della partenza sono stati funestati dalla paura che le lettere di referenze che portavo potessero alimentare false illusioni sulle mia capacità. Così mi sono ricreata uno spazio d'ombra pure oltreoceano, affiancandomi nel lavoro ad una ragazza (mia coetanea ed ex compagna di università, quindi pari grado diciamo) in modo che fosse sempre lei in prima linea. E io dietro, attenta a proteggere il mio grande bluff.
Oggi la mia collega ha saputo che la nonna sta molto male ed in fretta e furia ha preso un volo per tornare a casa domani stesso. Non si sa quanto starà via e quando tornerà. Fino ad allora, sarà tutto in mano mia. 
Senza paraventi. Senza intermediari. 
Il momento è arrivato, dopo averlo tanto temuto in questi anni. Non sarò mai capace di mandare avanti i progetti da sola e il grande bluff sarà svelato davanti a tutti.
Adieu!

lunedì 15 luglio 2013

Sconti, coupon e buon compleanno

Stavo per scrivere un post sulle mie paturnie lavorative, lo avevo pure già cominciato...poi ho pensato che tra la gastrite, il fatto che è lunedì e che fuori fa un caldo che ci si scioglie, forse non sarei stata molto obbiettiva. Solo acida. Come il mio stomaco.
E allora cerco di battere la mia acidità interna con delle cose positive. 
Come gli sconti!
Non lo so, forse sono solo una capitalista affascinata dal consumismo più sfrenato e merito di bruciare nel medesimo inferno di Briatore, però a me questo sistema basato sull'attirare il cliente con sconti e offerte mi piace. Che volete che vi dica, sono un esserino con una rete neurale elementare.
Come ho già detto in passato, mi piacciono i coupon, che ritaglio con certosina pazienza e uso nel fare la spesa. Certo non sono come quelli delle trasmissioni tv e il mio basement non contiene 1000 bagnoschiuma al pistacchio di Bronte e cumino, cartaigienica sufficiente a coprire il fabbisogno annuale del Molise e 20 libbre di vitamine...forse perchè non ho un basement...però trovo intelligente comprare quello che userei comunque ma a prezzo più basso. E ne apprezzo la logica, mettendo ogni settimana coupon su marche diverse, magari riescono a vendere pure quello shampoo al muschio selvatico che non va mai via perchè sa di cane bagnato. 
Il mio utilizzo è sempre limitato dal fatto che la maggior parte dei prodotti può andare bene solo per gli americani (tipo la zuppa di Paul Newman o il pollo immerso in salse discutibili), ma riesco sempre a trovare qualcosa che mi serve (credo che quello sia l'importante, cioè prendere quello che occorre e non farsi acchiappare dallo sconto ad ogni costo).
Inoltre mi sono iscritta sul sito di diversi negozi e ogni giorno ricevo moltissime offerte, alcune davvero vantaggiose e che mi hanno permesso di comprare diverse cose che avrei fatto fatica a permettermi a prezzo pieno, compresa la TV e alcuni mobili della casa! Tra l'altro, più si utilizzano gli sconti per acquisti e più ne arrivano altri, in un sistema che se non stai attento rischia di stritolarti in una girandola di spese, ma a giuste dosi è molto conveniente! 
Inoltre, sullo scontrino dell'acquisto spesso è presente una piccola ricerca di mercato da compilare on line e quando posso gli dedico giusto quei 10 minuti che poi mi valgono ulteriori sconti per gli acquisti successivi, invogliandomi ovviamente a tornare nello stesso negozio.
Tra l'altro questo mese è particolarmente fruttuoso per me, perchè, essendo il mese del mio compleanno, ho ricevuto diverse tessere regalo e sconti speciali da parte dei siti a cui ero iscritta e devo dire che mi ha fatto piacere, perchè così posso coccolarmi con qualche acquisto in più senza gravare sulla nostra sempre precaria economia domestica!
Trovo anche intelligente che il mio supermercato invece che darmi degli stupidi punti da attaccare mi faccia accumulare sconti sulla benzina, tanto che la maggior parte delle volte ci viene il pieno gratis o a prezzo ridicolo. Loro ci guadagnano perchè i benzinai convenzionati ovviamente sono quelli che costano di più...ma noi pure! La raccolta punti del supermercato italiano era diventata un'agonia, non ne avevamo mai abbastanza per i premi più interessanti e ormai la dispensa traboccava di piatti, bicchieri e ciotole, le uniche cose che potevamo avere senza doverci aggiungere dei soldi!!
Insomma, con i dovuti limiti, con la consapevolezza che nessuno fa niente senza tornaconto e che è uno dei modi americani per esercitare il controllo e spiare i nostri interessi, un po' in questo sistema ci sguazzo allegramente come un pesciolino in un laghetto!

sabato 13 luglio 2013

Non ho (più) l'età 2

Tra meno di una settimana compio gli anni.
34.
E vorrei poterlo evitare in qualche modo, qualcuno sa come si fa?
Fino ai 30, adoravo il mio compleanno e lo aspettavo con la stessa impazienza dei bambini. Poi non più.
Mi pare che ogni compleanno sia lì a ricordarmi quanto sono indietro nella tabella di marcia della vita, quanto sia ancora precaria e sradicata e immatura.
Mi ricorda che 365 giorni prima ero sicura che il compleanno successivo mi avrebbe trovato con qualcosa in più...e invece niente.
E ci si mette pure il mio corpo, che sta dando sempre più inequivocabili segni di cedimento strutturale, ormai impossibili da ignorare!
Non parlo di resistenza sportiva, quella mi ha abbandonato almeno 20 anni fa.
E neppure di questioni estetiche, altro campo disastroso da anni.
E' proprio l'interno che sta cedendo!!
Ieri sera avevamo amici a cena, una cosa improvvisata e abbastanza semplice. Ho mangiato molto, ma neppure troppo...e ho bevuto un po' di vino, ma pure quello con moderazione.
Stanotte alle 5 ero sul divano in preda a lancinanti dolori di stomaco, che sono passati dopo un trattamento con the, pasticche e borsa dell'acqua calda.
Io, che ero nota per digerire anche i sassi e adesso invece devo evitare la salsiccia, la pancetta, i peperoni e anche i cetrioli.
Io, che mangiavo la piadina salsiccia, cipolla e melanzane all'uscita dalla discoteca alle 5 di mattina e poi dormivo come un angioletto, mentre se adesso mangio qualcosa dopo le 11 PM non dormo fino al mattino.
Io, che a 4 ore da qualunque pranzo di qualunque portata, avevo comunque fame perchè tutto era stato digerito perfettamente e adesso ci metto una mezza giornata almeno.
Io, che sono cresciuta nella casa dove si friggono anche le suole delle scarpe e adesso non posso tollerare nessun tipo di fritto.
Quando anche il tuo stomaco ti tradisce, la vecchiaia è ormai una realtà.

mercoledì 10 luglio 2013

Tempo di bilanci

Lo so, un po' ci speravate che non vi ammorbassi con il post del post ritorno. D'altra parte, la mia natura di donna pesante e logorroica mi impone di farlo, anche solo per coerenza!
E' scontato dirlo, ma sono stati 17 giorni bellissimi (anzi, 15.5 giorni grazie al viaggio da incubo).
Mi sono tolta qualunque voglia culinaria avessi accumulato in 7 mesi...e con la spensieratezza di chi sa che non si ricoprirà di bolle nè avrà nessuna reazione allergica, grazie al cibo italiano sano!
Ho passato un sacco di ore con gli amici, a raccontarci della nostra vita, ridere e renderci conto che siamo sempre uguali e i mesi di distanza non hanno avuto nessun effetto sulla confidenza e sull'affetto.
Ho ricevuto un sacco di regali (il grembiule di Masterchef sopra a tutti, il Tecnico si sta ancora macerando di invidia!!).
Ho passato molto tempo con i miei nipoti e abbiamo parlato, riso, giocato, fatto la lotta e ci siamo dati un mucchio di abbracci.
Sono stata coccolata e ho distribuito affetto.
Mi sono presa un po' cura della mia mamma...siamo andate a mangiare la pizza al lago, a prendere il caffè con le sue amiche (mi esibiva come un trofeo...ihhiihihi), nel supermercato dove papà non la vuole mai portare...e abbiamo parlato parlato parlato, di tutto.
Ho cercato (inutilmente) di convincere mio papà a lavorare di meno, ad andare dai medici quando deve, a mangiare più sano.
Ho passato dei pomeriggi sotto al portico con mia nonna, a sgranare i fagioli o solo in compagnia, in silenzio.
Ho riempito il mio cane di mille coccole, che sono state ricambiate con affettuose leccate di piedi e testate sulle gambe.
Sono stata bene, anzi benissimo
E il giorno prima della partenza non facevo che piangere al pensiero di lasciare tutto questo, insieme ai soliti sensi di colpa per il dispiacere che stavo dando a chi doveva subire questa decisione.
Però ora sono qui. E adesso che il distacco è avvenuto, sembra meno doloroso e neppure così insensato.
Perchè casa nostra è qui ed è per ora l'unica che abbiamo.
Perchè qui ho comunque lasciato degli amici nuovi, che avevo voglia di rivedere.
Perchè qui si lavora da Dio, come non ho mai provato in Italia.
Perchè sono stata nel mio vecchio posto di lavoro e la situazione è ancora peggiore (lavorativamente) di 7 mesi fa.
Perchè mio marito qui è realizzato.
Perchè la mia città in Italia mi è sembrata così sporca e disorganizzata...e le strade così strette!!!
Perchè mi è mancata la gentilezza dei commessi, i sorrisi dei cassieri e le file dove nessuno ti si arrampica sul collo per passarti davanti.
E' strano.
Invidio gli amici che sono potuti restare nel nostro paese e se la cavano alla grande, con lavori stabili e stipendi sufficienti per vivere bene.
Per noi però non è stato così e non avevamo molte alternative. E questa alternativa, per quanto difficile, è comunque una buona opportunità che non tutti hanno.
Si fa quel che si può e ci si accontenta. Io ad esempio sono molto contenta perchè è la prima sera qui e sono tranquilla, invece che in bagno a piangere e strapparmi i capelli come pensavo! :-D

venerdì 5 luglio 2013

La gente è matta (finalmente un post leggero)

Ricevo un messaggio da un amico che non vedo nè sento da mesi.
"ci pensi mai a quella sera?" (faccina con bacio e cuoricino)
(quella sera? ma che sera? io non mi ricordo nulla...mi avranno mica drogato con il Rohypnol come in "una notte da leoni"? oddio se lo scopre mio marito!!)
"quale sera?" (faccina perplessa)
"ma come!! quella della tua cena di addio!!"
(ripenso alla cena prima della mia partenza, ottobre 2012...ricordo che l'amico era presente, ma con la fidanzata...oddio, mi sono trovata in una cosa a tre e non mi ricordo?? mi hanno drogato il cocktail, adesso è certo)
"quella dell'anno scorso?"
"ma no!! quella prima della tua prima partenza per l'America"
(ok, adesso ci sono, cena di novembre 2011. Sono sicura che lui mi ha accompagnato a casa, due baci sulla guancia di saluto, in bocca al lupo e poi ognuno a casa sua. Tra l'altro ricordo benissimo che mi chiese se non mi sarebbero mancati famiglia e amici e io avevo risposto che l'unica persona di cui non potevo fare a meno era mio marito...non mi sembra il substrato ideale per un tradimento!)
"non mi ricordo che sia successo nulla quella sera"
"no infatti...ma io avrei tanto voluto che succedesse invece...e anche tu mi avevi detto che non volevi andare a casa"
(sì, ma perchè era l'ultima cena di saluto con gli amici e poi c'era la partenza, che mi terrorizzava)
"cmq sono passati due anni, cosa c'è da pensare ancora??"
"penso a come mai continuo a pensarci"
(ah ecco)

Mando subito un messaggio alla mia amica G e le racconto cosa è successo.
"baby, non è che mi hai nascosto qualcosa? cosa è successo quella sera da restargli così impresso??"
"ma dai, lo sai che ti ho sempre raccontato qualunque cosa, conosci per filo e per segno tutte le cazzate che ho fatto!"
"ma niente niente? neppure un bacio???"
"ma no!!"
"allora non se ne parla, digli che senza scambio di saliva non c'è ricordo nè riflessione"

giovedì 4 luglio 2013

Le cose che ti lasci alle spalle

E mica tutto poteva per forza essere idilliaco, no?
La lontananza è pesante e questo ormai ve l'ho ripetuto fino allo sfinimento...così come il senso di colpa per il fatto che i miie genitori patiscano la mia lontananza e la paura che capiti qualcosa quando non ci sono.
Però.
Però stare lontani ha un vantaggio innegabile.
Ti permette di chiudere gli occhi e non vedere.
Non vedere che tuo padre è sempre più stanco e preoccupato e pieno di acciacchi che non sai a cosa lo porteranno.
Non vedere che tua nonna, con cui sei cresciuta e che per te è sempre stata una roccia incrollabile, fatica a riconoscere le persone, ci vede pochissimo e ti fa mille volte le stesse domande.
Non vedere tua mamma che si fa in 4-6-8 per stare dietro a tutti e non pensa mai a se stessa e al suo benessere.
Non vedere tuo nipote che entra in casa con in mano il Nintendo, si siede sul divano senza salutare nessuno continuando a giocare, non mangia con noi e arriva a tavola solo per le patatine fritte, sempre con videogioco al seguito. E nessuno che gli dica nulla.
Non sentire mentre lo stesso nipote guarda la polo che gli hai portato dall'America e ti dice "mi fa schifo, ha i bottoni". E gli danno ragione, perchè dovevo saperlo che le polo non le porta.
Non sentire tua sorella che ti dice "sei sempre in giro, sei venuta qui per la tua famiglia o per i tuoi amici?"...e quando le fai notare che gli amici almeno si sono fatti sentire più di due volte in sette mesi...ti risponde che lei non ha tempo.
E mi incattivisco, così non so più se sbaglio/esagero o sono nel giusto.
Ad esempio, il 9 ci dovevano accompagnare in aereoporto i miei, ma mio papà ha una visita urgente per quel pomeriggio. Sorella e cognato si sono offerti di portarci...e io ho cortesemente declinato, dicendo a mia mamma che preferisco a questo punto i suoceri, a cui sono più legata. E che sono stufa di insabbiare sempre tutto, le cose vanno dette come stanno: mia sorella e io siamo due estranee e tutto il resto è fuffa.
Apriti cielo!! Sono stronza, cattiva, pessimista, negativa, non voglio vedere l'affetto che c'è, mia sorella è solo poco espansiva.
Boh, voi che dite?


lunedì 1 luglio 2013

Come passa il tempo quando ci si diverte

E una settimana è già andata...

fatta di notti nel mio letto di ragazza, con le lenzuola a quadretti e fiorellini


di passeggiate nella campagna dove sono cresciuta


di nonne 


di buon cibo


di buon vino


del "nostro" mare


E di tante altre cose che non si possono raccontare nè con parole nè con immagini...l'amore della famiglia, l'affetto degli amici più cari, le risate e i pettegolezzi, la telepatia che 7 mesi di lontananza non hanno minimamente scalfito, gli abbracci dei nipotini,...

Ci sono anche i contro, ma quelli oggi non mi va di raccontarli! :-)