martedì 14 gennaio 2014

Miagolo nel buio

Lo so che non e' una novita', ma questi sono giorni di tanti pensieri, molte domande e quasi nessuna risposta...e se la risposta c'e', e' dentro di noi e pero' e' sbagliata (Quelo docet).
La decisione di venire qui l'abbiamo presa a meta' 2012 abbastanza con leggerezza (che scrivere la parola "leggerezza" associata a me e' una contraddizione in essere ma vabbe') perche' non ci e' costata praticamente nessun taglio netto o definitivo.
Io avevo una borsa di studio semestrale abbastanza modesta e quindi sapevo che in futuro avrei potuto trovare quasi sempre qualcosa di simile, se non la stessa...eravamo in affitto in una casa ammobiliata quindi abbiamo dovuto sbaraccare poche cose  (giusto mille mila librerie Ikea che non si rimonteranno mai piu' e due mobiletti che si sono sbriciolati appena rimossa la prima brugola)...il Tecnico si era preso una bella aspettativa di 19 mesi per cui potevamo sempre decidere di mollare tutto e riprendere la vita piu' o meno da dove la avevamo lasciata. Il mio tipo di scelta preferita insomma, quella da cui si puo' sempre recedere con pochissimi danni.
Ecco, adesso siamo arrivati alla resa dei conti, quella che molti hanno dovuto affrontare prima di venire qui e non dopo: il Tecnico ad aprile finisce l'aspettativa!
Le opzioni a questo punto sono fondamentalmente 3:
1- restiamo qui e lui si licenzia
2- torna in Italia, resta 3 mesi, prova a chiedere una nuova aspettativa e rimandiamo ancora
3- torniamo in Italia insieme
Inutile dire che io, che mi trovo in difficolta' persino nella scelta dei toppings della pizza, ho gia' iniziato la redazione di accurate tabelle di pros e cons!!
Cominciamo dal fondo. Se torniamo in patria, entro aprile dovremmo vendere la macchina, trovare qualcuno che subaffitti la casa, saldare i finanziamenti, annullare la vacanza in Peru, cercare di chiudere i progetti in corso o abbandonarli sapendo che sara' stato tutto lavoro perso. Il Tecnico si ritroverebbe con un lavoro stabile, statale, con ferie, tredicesima e quattordicesima, ma pagato poco e che costituirebbe un notevole salto indietro nella sua crescita lavorativa (da persona che fa ricerca in prima linea a semplice supporto ad altri che la fanno). Le bollette del gas tornerebbero ad essere il nostro incubo. Diamo per molto probabile anche il ritorno della sua dermatite da stress. Io mi dovrei cercare quasi di sicuro un altro posto, perche' il mio ex capo sta messo abbastanza male come fondi, ma se anche ci fosse ancora posto per me, sarebbe ritornare a fare 5 preventivi per poter comprare una vaschetta di plastica da 5 euro. Ohi, c'e da dire che magari invece potrei essere fortunata e trovare una borsa di studio molto piu' vantaggiosa e un bel gruppo di ricerca, who knows?
Saremmo inoltre vicini agli amici che tanto ci mancano e alle nostre famiglie, in caso di figli avremmo schiere di nonni disponibili e forse io potrei ritrovare un po' di equilibrio interno, che ho perso da mesi.
Opzione intermedia. Nella migliore delle ipotesi ci aspettano almeno 3 mesi in cui staremo separati...in realta' probabilmente qualcuno in piu',perche' se anche gli dessero una nuova aspettativa (e non e' scontato) ci vorrebbe cmq tempo per i vari documenti. Lui nel frattempo perderebbe il lavoro che ha qui (con un capo che di meglio non si puo' chiedere), rimarrebbe dai suoi genitori rischiando il suicidio o l'omicidio e io qui dovrei gestire da sola le spese di casa, macchina, ecc. Consideriamo anche l'ipotesi che io potrei lasciarmi morire di inedia nel fratempo. Se sopravviviamo, il tutto ci darebbe la possibilita' pero' di rimandare ancora la scelta, nella segreta e utopistica speranza che l'Italia torni in forma.
La prima opzione ci permetterebbe di continuare con la vita che stiamo facendo e a cui ormai ci siamo abituati, con i suoi pro e i suoi contro. Potremmo cercare di finire i progetti che abbiamo in corso ed ottenere qualche pubblicazione che ci renda piu' appetibili per altri laboratori in Europa, continueremmo a mettere da parte qualche soldo (non molti, ma meglio che andare in perdita) e ad approfittare del fatto di essere qui per vedere mete che dall'Europa sarebbero troppo costose. Questa scelta pero' vorrebbe dire accettare a livello inconscio che non torneremo mai piu' in Italia. Cioe', tutto e' possibile eh, ma diciamo che non sarebbe molto probabile. Inoltre se qui ci licenziano, ci troveremmo entrambi senza lavoro mentre in Italia il suo lavoro e' praticamente garantito. 
 
Mi e' gia' venuto mal di testa...anzi, non mi e' mai andato via!!!

40 commenti:

  1. Cara Baby mi ci metto d'impegno a risponderti a questo post anche se di persona non ci conosciamo tu fai che si perche' ti diro' quello che penso armata solo di buonissime intenzioni e poi tanto nella vita si fa quello che si puo' e che si vuole, e allora ti dico: RESTATE li.
    Innanzitutto avete la possibilita' di portare avanti un progetto che solo per sognarlo e magari riuscire a metterlo in pratica ci vogliono tante di quelle energie e combinazioni che non capita due volte in una vita e poi il peggio e' passato e ora verra' solo il meglio e poi scusa se te lo dico ma non e' mica tanto corretto vivere in aspettativa in un paese che gia' non offre lavoro a chi lo vorrebbe, avete avuto il vostro trampolino di lancio, LANCIATEVI!
    Dai non fate gli italiani che hanno sempre bisogno della rete di salvataggio, il posto statale, la famiglia clan...vivete la vostra vita come una meravigliosa avventura che vi portera' ad esplorare luoghi e stati d'animo che se tornate nel guscio non proverete mai!
    Io dico restate e andate avanti , non lo puoi sapere adesso se non tornerai mai in italia, magari da li finirete in brasile o australia, che ne sai?!
    Comunque tu sei troppo come me..pensi, pensi e ripensi e magari in tutte queste analisi ti scordi di viverti quello che hai al momento! In bocca al lupo !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io a dire la verita' un po' mi sento italiana al 100% in questo, cioe' nella fatica che sto facendo a lasciare la rete di salvataggio e questo famoso posto fisso che tanto avrei voluto quando ero li'. La precarieta' mi spaventa tanto, anche se ovviamente se la gioca con l'emozione della sfida e del fare il lavoro che ho sempre voluto fare, nel modo che desideravo. Dettaglio non trascurabile, questi pensieri vengono dopo il Natale in Italia, in cui il desiderio di poter avere altri momenti a famiglia al completo come quelli appena vissuti si fa sentire tanto. Detto questo, si', forse dentro di noi abbiamo gia' deciso, ma la paura di stare facendo una cazzata c'e' eccome! Mi sento pero' di precisare che la sua posizione non verrebbe cmq coperta da altri, per cui per lo meno non sta occupando un posto che qualcun altro potrebbe avere!

      Elimina
  2. Ps. Comunque secondo me tu hai gia' deciso...hai solo bisogno di conferme e credo che tu abbia fatto la scelta giusta dentro di te, brava!

    RispondiElimina
  3. Anche secondo me allo stato delle cose la scelta migliore è rimanere lì, col il PHD il tecnico avrà un titolo riconosciuto in tutto il mondo, quando lui avrà finito il Nord Europa vi aspetterà a braccia aperte, nel vostro campo è molto difficile che nessuno dei due trovi qualcosa...mica studiate filosofia (così una materia a caso!) ;) Coraggio Baby! Altri due anni passano in fretta! Detto da una che probabilmente scapperà da questa America ma la mia situazione è completamente diversa :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non vale pero', te la giochi sempre al meglio grazie al confronto con la filosofia!! Due anni passano in fretta, e' verissimo, se penso a come sia volato questo primo anno e mezzo...speriamo che poi qualcuno davvero ci accolga a braccia aperte!!!

      Elimina
    2. Uh, che dilemma! Però la nostra filosofa qui sopra ha ragione: non avete mica bisogno di stare lì per forza, potete usare gli Usa per irrobustire una professionalità che poi potrete giocarvi in qualche bel paese civile del Nord Europa.

      Elimina
    3. Ah no, per certo l'idea di vivere qui forever non ci sfiora nemmeno...mi sa che l'opzione migliore e' proprio stringere i denti per 2 anni, portare a casa sto benedetto PhD e poi ripartire per un posto in Europa che ci piaccia!

      Elimina
    4. anche a me, per adesso, attrae molto l'idea di una vita in europa...chissa'!

      Elimina
  4. Non so davvero che cosa farei se fossi in te... e so bene quanto è difficile prendere certe decisioni quando nemmeno la lista dei pro e dei contro appare convincente! Dico solo: parlatene, parlatene, parlatene tanto... e trovate insieme la via che va meglio a voi come coppia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parlare ne stiamo parlando eccome, quotidianamente. Alla fine prenderemo la decisione che ci sembrera' piu' giusta per noi, sperando che alla fine si riveli una scelta azzeccata! :-)

      Elimina
  5. eh, che dire....
    innanzitutto mi sembra difficile che vi licenziano qui in contemporanea, dai.. quindi escludiamola questa cosa :-)

    io scarterei proprio la seconda opzione, mi sembra cosi' difficile e incerta sotto tutti i punti di vista!

    capisco le tue perplessita'.
    anche io mi chiedo se mai un giorno torneremo a vivere in italia, o almeno in europa.
    non e' facile la vita dell'espatriato... qui abbiamo (io in realta' non ce l'ho) un bel lavoro, un bello stipendio, bella casetta, tutti sorridono... pero' il cuore e' a meta' :-(
    anche io, nonostante tutti gli screzi con i miei, non riesco a farmene una ragione :-/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma si' dai, e' una eventualita' molto remota e infatti siamo andati in lab diversi anche per minimizzare il licenziamento in contemporanea. La seconda opzione fa decisamente schifo e verra' scartata per prima...
      Concordo che il cuore qui sia sempre a meta', soprattutto quando si e' appena tornati da un periodo in Italia!

      Elimina
  6. Io punto sull opzione quattro: rimanete negli usa e iniziate a studiare aziende e universita' che vi interesserebbero x entrambi in europa, due anni passano in fretta e se quando finiscono sai gia' dove andare in europa a quel punto sei ad addirittura 4 ore di aereo dalla rete di salvataggio solo se proprio vai in islanda o in finlandia ma in quel caso c hai le strutture sociali piu cool x aiutarti con la prole al posto dei nonni, senno' due ore di aereo fai prima cje se abitassi a roma e prendessi l auto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi piace molto l'opzione quattro...guarda, possiamo anche fare i presuntuosi e prima scegliere dove vogliamo andare come citta' e poi cercare li' un lab che ci piaccia!! :-)

      Elimina
    2. esatto, o almeno potete fare una top 10 e cominciare a cercare dalla numero 1 le possibilita'...io andrei a comprare una bella lavagnona per disegnarci sopra questi nomi di nazioni, citta', lab etc e poi via via cancelli finche' rimane quello giusto!

      Elimina
  7. Secondo me ragione e cuore stanno un po' battagliando come diavoletto e angioletto. Anch'io credo che tu un po'abbia giá deciso, o sappia quale sia la scelta migliore, solo che ci vuole tempo per metabolizzarla ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente si', anche perche' onestamente da un punto di vista strettamente razionale non c'e' gara e la scelta e' scontata....e' il cuore che cerca di fare marcia indietro!!!

      Elimina
  8. è chiaro che per te questo dilemma è al livello di uovo/gallina, amica. la scelta giusta non esiste. fai a sorte ché il risultato è lo stesso!
    daje!

    RispondiElimina
  9. Questo è il quesito che ogni expat si pone, prima o poi.
    Difficile, difficilissimo rispondere e non aiuta nemmeno dirti che, solo tu, puoi trovare la soluzione.
    Detto questo, anche se nel mio caso non si parla di Stati Uniti, ma comunque di [Sud]America, penso che continuare a sfruttare la possibilità di vivere in un posto che, attualmente, vi permette una routine più adagiata, sia un'opzione da non sottovalutare.
    La saudade di casa, famiglia, amici è normale. Ma loro sono lì, il loro amore non muta e tornando tra quache anno, dopo aver ottenuto il massimo dalla vita attuale, troverai ad attenderti le stesse cose.
    Anche quel che di bello offre l'Italia, se non si è soddisfatti lavorativamente ed economicamente, perde il suo fascino, dopo l'iniziale e felice impatto del ritorno.
    Se invece, ci sono valide probabilità che la vostra vita migliori, tronando in patria... dimentica quello che ho scritto sopra :)
    Nella vita d'altronde, non esistono certezze e a volte non rimane che buttarsi, rischiando.
    Ti auguro il meglio, qualunque strada scegliate!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, non ci sono al momento valide probabilita' che la nostra vita migliori tornando in patria. Quindi la risposta vien da se', oltre al fatto che non e' che tre anni fa noi in patria si stava poi cosi' bene, altrimenti avremmo detto no a venire qui!
      Abbandonare le certezze, con i condizionamenti di chi e' cresciuto in Italia, e' dura, ma credo anche io che rischiare e buttarsi sia l'unica strada...speriamo ci vada bene!!

      Elimina
  10. Non so cosa consigliarti. Forse aspetterei a tornare. C'è ' sempre tempo, no? A volte le risposte alle domande vengono naturalmente.
    Raffaella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dice mio papa', pagare e morire c'e sempre tempo....aggiungiamoci anche ritornare!! Spero che il tempo mi dia le risposte o almeno mi dimostri che le scelte sono state giuste!

      Elimina
  11. Per me la scelta sarebbe molto facile, rimanete là!
    L'Italia sta affondando sempre più velocemente, non passa giorno senza che il governucolo non lanci una nuova tassa, la pressione fiscale ha passato il 50% (per le aziende 65%) le tariffe volano i consumi crollano.
    In pratica lavori per pagare le tasse e se avanza qualcosa magari mangi.
    La gente continua a suicidarsi per debiti e i papponi in parlamento si aumentano lo stipendio.

    E se ancora dovessi avere qualche dubbio, prova a leggerti questo blog (se non lo conosci già):
    http://tornoavivereinamerica.blogspot.it/

    E' di un ragazzo che dopo aver vissuto e lavorato in Usa per qualche anno, ha voluto provare a ritornare in Italia, inutile dire che si è dovuto fare in quattro per poter rimediare all'errore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il blog lo avevo gia' letto e non e' l'unica persona che conosco che ha provato a rientrare e poi ha dovuto abbandonare di nuovo l'Italia...alla fine tanto vale restare qui direttamente! :-)

      Elimina
  12. mmmh difficile, pero' l'opzione 4 di ValentinaVK mi sembra ottima. E anche la via di mezzo secondo me si puo' fare, dai, son solo 3 mesi di lontananza (vicinanza coi genitori)...certo, dipende da quanto viene danneggiato il lavoro del Tecnico stando via 3 mesi, e anche da quanto e' probabile che gli diano un'altra aspettativa...Ragionateci, e comunque cercate di stare sereni pensando che e' gia' un'ottima cosa avere tutte queste opzioni tra cui scegliere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La via di mezzo sarebbe teoricamente fattibile ma nella pratica credo che sia molto piu' complicata e con tante incertezze, soprtattutto perche il Tecnico perderebbe il lavoro qui e poi dovrebbe ricercare un altro posto....io mi sa che voto per la 4!
      La frase con cui concludi e' giustissima, gia' avere una serie di opzioni e' qualcosa di cui essere grati!

      Elimina
  13. "nella segreta e utopistica speranza che l'Italia torni in forma"... Non contateci, se mai accadrà ci vorranno anni. Scusa la brutalità, ma analizzando la nostra situazione con occhi critico e disincantato, l'unica opzione che mi sento di appoggiare è: lontano dall'Italia.

    Alberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' quello che mi hanno detto praticamente tutti... :-)

      Elimina
  14. Ma siete sicuri che non siete già appetibili in gruppi europei? Tu credo sai già che io dagli us sono finita in olanda e -per quanto riguarda qualità della vita, protezione sociale ma soprattutto cultura lavorativa (rispetto dei tempi di lavoro,  sacralità di pause e vacanze anche lunghe)- io negli us non ci avrei più lavorato. Mai e mai più! Anche noi mondo della ricerca "tecnica" io e -all'epoca- post doc lui.

    Ma il tecnico sta facendo un phd? Questo in effetti cambierebbe un po' do cose...
    infine l'Italia purtroppo non tornerà in forma nello spaziale di un'altra aspettativa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che sei la seconda persona che mi fa questa domanda? Stiamo cominciando a pensare che forse ci facciamo problemi piu' grandi di quelli che sono, cioe' immaginiamo che per essere presi in Europa serva chissa' quale CV e invece il nostro potrebbe andare potenzialmente gia' bene....vedremo!! Ti scrivo in privato per dettagli :-*

      Elimina
    2. Quando vuoi, se non mi sono già persa la mail?l.
      tra l'altro forse forse lavoriamo nello stesso campo e l'Istituto dove lavoro io è in siper fermento, potrei girarti le offerte che vedo passare!

      Elimina
  15. Ciao Baby, ti ho nominata: http://feelingcook.blogspot.com/2014/01/tempo-di-nomination.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto e grazie!! Appena finisce questa baraonda di cose da fare giuro che mi ci metto!

      Elimina
  16. .....non rispondo alle tue domande: ti dico che sono una di quelle che a 40 anni sono state buttate fuori da un posto di lavoro difeso con i denti per 15 anni, che pur di conservarlo ha sopportato angherie, compromessi e privazioni a livello personale. Adesso, senza nessuna certezza e sull'orlo del precipizio chiamato "crisi" e non solo economica, pensa di avere un gran culo a vivere ancora in questo paese! ......sono ironica, ovvio, ma proprio tanto ironica!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. MaryA, so bene quante persone ci siano che sono rimaste in Italia per le ragioni piu' svariate e che adesso si trovano ad affrontare una crisi pesantissima. E so anche che per molte di queste persone (non mi riferisco a te) le mie lamentele possano risultare irritanti o fuori luogo. So di essere stata fortunata perche' sia io che mio marito facciamo un lavoro che ci ha permesso di venire all'estero, ma questo non mi impedisce di provare nostalgia per il mio paese e per le persone che ancora ci vivono...e sperare comunque di poter tornare, a dispetto di ogni ragionevolezza.

      Elimina
  17. Ti ho citata sul blog per un giochino, se hai voglia :)
    Bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si si, lo faccio...quando finisco questo periodo di lavoro allucinante!!! Grazie :-)

      Elimina
  18. Secondo me la scelta giusta è la 1: lui si licenzia e rimanete là. Qui ci tornate quando le cose andranno meglio e potrete avere un maggiore potere contrattuale. E poi da come hai descritto la situazione sembra quella che preferisci anche tu.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che mi sono data un po' di risposte da sola mentre lo scrivevo e analizzavo i pro e i contro. Speriamo di poter davvero tornare un giorno in un paese migliore!

      Elimina