domenica 2 febbraio 2014

Un insegnante senza studenti

Insegnare mi piace, mi e' sempre piaciuto.
Mi piaceva quando ero alle superiori e facevo catechismo ai piccoletti.
Mi piaceva quando durante il dottorato avevo tenuto un paio di laboratori pratici e qualche lezione nel corso del mio capo.
Mi piaceva durante la specializzazione, quando ad ogni ciclo di nuovi tecnici biomedici facevo qualche ora di spiegazione sullo strumento che avevo imparato ad usare in quegli anni.
Mi piacerebbe ancora insegnare a dire il vero e ogni tanto accarezzo l'idea di farlo, anche se il mio inglese ancora molto basic non mi permetterebbe di dare il meglio...a meno che non insegnassi italiano, ma non e' quello a cui pensavo.
Dicevo, insegnare mi piace.
Con i bambini del catechismo mi piaceva stampare disegni da colorare, creare puzzle a tema, coinvolgerli nei lavoretti.
All'universita' e anche dopo mi piaceva studiare per le lezioni, cercare gli articoli piu' aggiornati, preparare la presentazione in power point, curare le animazioni, inserire delle immagini fatte bene, chiudere con una foto simpatica o una bella citazione.
 
Ma gli studenti...quelli no...quelli non li ho mai sopportati! :-D
La magia per me finisce sempre all'inizio della lezione, prima di tutto perche' e' uno stress psico-fisico fortissimo, con tanto di ascella pezzatissima, viso infuocato e voce un po' tremante. E poi spesso arrivo davanti alla classe tutta coinvolta dalla mia lezione e o non mi ascoltano o non fanno nessuna domanda o non mostrano il mio stesso entusiasmo per certi progetti o mi guardano con gli occhietti vacui....Mica sempre eh, dipende anche dall'eta' che hanno e dall'ora della lezione (dalle 4 alle 6 del lunedi' pomeriggio per esempio era mortale!!).
E forse devo considerare il fatto che evidentemente non sono molto brava nel attrarre l'interesse del pubblico, ma comunque ho avuto raramente la soddisfazione di una bella classe attiva e partecipativa....quando e' successo pero' lo ricordo come una cosa bellissima!
Purtroppo sopporto malvolentieri anche gli studenti che mi vengono assegnati in laboratorio...e che fatica mascherare lo sguardo di terrore quando la lab manager mi chiama per dirmi che sta per piovermene addosso un altro!!
In parte il problema sta nel fatto che per mia natura non so delegare e non mi fido di nessuno se non di me stessa (e a volte neppure di me...), per cui dare esperimenti a cui tengo in mano ad altri e' una vera fatica! Quando poi i dati non coincidono o sono strani, non so piu' di chi sia la colpa e finisco con il restare a notte in lab per ripeterli da sola e togliermi il dubbio...perche' lo studente poi e' infido e nega fino alla morte di aver fatto qualcosa di sbagliato!!!
Poi, diciamocelo, lo studente i primi mesi e' sono una gran rottura, perche' magari devo fare un esperimento che durerebbe 20 minuti, ma tra spiegare la teoria (pure in inglese), fare vedere come si fa e farli provare, se ne vanno ore e ore...poi se sei fortunata e te ne hanno affidato uno bravo, in pochi mesi diventa un aiuto (ne ho avuti un paio cosi', il lavoro con loro era triplicato invece che rallentato) ma il piu' delle volte o se ne vanno non appena diventati autonomi (perche' hano finito il loro stage) o capisci che non gli puoi affidare niente di prezioso e quindi te li tieni cercando di dare loro da fare le cose in cui possono fare meno danni. Uno stress insomma.
Da quando sono qui, ho avuto due giovani leve.
La prima era una ragazza molto brava, che gia' dalle prime volte aveva dimostrato molta precisione e manualita'...peccato che venisse in lab quando le pareva, con scuse assurde, facendomi spesso aspettare ore per poi non presentarsi. Senza scusarsi o avvertire. Dopo aver pazientato qualche mese, perche' mi sarebbe piaciuto fosse rimasta, ho dovuto dirle che non volevo piu' saperne e che si cercasse un altro posto. Ho poi saputo che aveva fatto la stessa cosa con altri lab.
Il secondo e' stato la mia missione sociale. 
Era capitato alla collega con cui ho avuto problemi ed essendo diversi come il giorno e la notte (lei ciarliera ed esuberante, lui timido e ombroso) erano del tutto incompatibili. Lei lo riempiva di urla e sgridate ogni giorno, lui era sempre piu' triste, ingobbito e silenzioso. Io lo difendevo perche' mi faceva pena...finche' lei stessa non mi ha chiesto di prenderlo, cosi' mi dava una mano e potevo vedere da sola che impiastro che era. E darle ragione.
Com'e finita? Che e' davvero un impiastro, fa alcune cose bene ma molte altre male, spesso si dimentica le cose, non scrive i protocolli, mette in dubbio quello che gli dico di fare e il mio silenzio sulla sua inettitudine (mai ammettere con il nemico di aver sbagliato, maaaaaaaaai) ha aumentato i miei scontri con la collega e il capetto. Bingo!
Quindi mi tocca di tenermelo e stare zitta, cosi' imparo a farmi i fatti miei e a non farmi impietosire da quelli che mi sembrano casi umani! :-D

NB: Prima che lo pensiate, anche gli studenti che sono capitati ai miei colleghi erano spesso cosi', non sono io!!!

13 commenti:




  1. Quante cose da dire!!!!
    Dico solo che la questione degli studenti supervisionati da phd o postdoc è complessa. C'è un po'troppo conflitto di interessi perché funzoni a fondo. Ci vuole che entrambe le parti siano serene fino alla santità e che in caso di errore si possa dire tranquillamente 'pazienza, ricominciamo daccapo'... ma questo non è quasi mai possibile. Oppure bisognerebbe che master e bachelor avessero un side project, con poca sovrapposizionr in modi che possano davvero prendersi le loro responsabilità senza ansia da parte del supervisore.
    ma un'altra cosa ti chiedo... ma perché :
    (mai ammettere con il nemico di aver sbagliato, maaaaaaaaai) ?
    Invece forse sarebbe proprio la maniera di dar inizio ad una tregua, non credi ? Altrimenti anche tu rischi di dare quell'impressione di acciaio che dicevi giusto un attimo fa...

    P.s. mi capita spesso di aprire i feed giusto quando hai lanciato un post fresco fresco. . Mi piace questa sincronia :)

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    1. A parte che faccio fatica in generale ad ammettere gli errori, ed 'e' un grosso difetto lo so bene, mi sforzo di farlo con le persone a cui tengo. Ma in questo caso, per come si sono ridotti i rapporti, l'ammissione non sancirebbe nessuna tregua e rafforzerebbe solo la granitica convinzione che ha questa persona di avere sempre sempre ragione. Oltre al fatto che le cose non sono andate semplicemente nel modo "visto che ci vai piu' d'accordo tienilo tu" ne' io mi sono intromessa mai tra loro, lei cercava ogni giorno di avere ragione da me e alla fine ha detto "prendilo tu visto che magari sei meno precisa di me e se anche fa delle cazzate non ti interessa"...
      Comunque sono d'accordo con te sul fatto che e' difficile non avere conflitti di interesse, io non vorrei rallentamenti o errori nel progetto e gli studenti vorrebbero automia, mi ricordo come mi sentivo quando i postdoc mi usavano come manodopera a costo zero!!

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  2. Forse non dovresti stare zitta, se lui e' sotto la tua supervisione e sbaglia tu diglielo..io pero' di queste cose proprio non so niente quindi meglio se mi sto zitta ma magari ripassalo alla tua collega, tipo pallina da ping pong o spera che qualcun altro si prenda la briga di provarci, come hai fatto tu cosi te ne liberi! In bocca al lupo...

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    1. Io spero che tra un po' se ne vada lui spontaneamente perche' vuole fare il medico e dovra' pur cominciarla sta medical school! :-) I commenti mi fanno sempre piacere, anche da chi si trova in un campo completamente diverso!

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    2. Ah comunque quando sbaglia o pecca di presunzione glielo dico eccome, solo cerco di non farlo in mezzo a tutto il lab e urlando come un'ossessa! :-D

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  3. Anche io ero bravino a fare catechismo, forse perchè ero molto giovane, avevo tanta pazienza. Ne ho avuta anche quando ho tenuto uncorso a degli alunni di scuola superiore di diciotto anni.
    Forse ho gran senso del dovere. Cosa che ha la meglio sulla scarsa pazienza.

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    1. Effetivamente anche la mia pazienza sta progressivamente scemando con gli anni, pero' il senso del dovere compensa quasi sempre...che fatica!!

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  4. Ti capisco, a volte io arrivo a lezione tutta gasata e un'attività che pensavo poteva essere un successone dura 3 minuti. Succede pure il contrario, ma credo che ormai insegno da troppi anni e sono logorata da decine e decinedi classi il cui livello è più basso del corso che fanno, piene di gente che ha passato i livelli precedenti con un 5 striminzito e quindi hanno lacune assurde ... Sto pensando infatti di cambiare lavoro!

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    1. Immagino che sia molto frustrante, forse ci si aspetta sempre tanto dagli studenti, ci si aspetta che la nostra buona volonta' e impegno debbano essere ricompensati dal loro interesse...invece il piu' dele volte sono li' perche' obbligati o giusto per passare oltre...

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  5. Insomma mi pare di capire che a parte la tua passione per l'insegnamento il resto un casotto!! Io non ne capisco un gran chè a parte la stessa mia passione per l'insegnamento. Insegnante mancata :)

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    1. Ahahaaha, si', ma diciamo anche che sono piena di cose che avrei voluto fare e non ho fatto ma sono sicura che mi sarebbe piaciuto moltissimo fare...saranno scuse? Mah!

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  6. Ahia brutta storia quella degli studenti. Per uno bravo te ne capitano altri 9 che o non ne hanno un'idea o combinano guai e sono pure presuntuosi! RIcorderò per sempre uno studente a cui ho detto "Se devi lavforare in questo modo puoi pure andare a casa". Bhe, ha preso il suo zaino ed è andato! Una cosa che però di solito aiuta è dare un mini-progetto a parte, di solito si sentono responsabilizzati, e mal che vada non fanno danni al TUO progetto ;-) Pat pat per il tuo caso disperato

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  7. Certo che non è facile x niente il tuo lavoro...
    io ho poca pazienza, piuttosto che spiegare e rispiegare, preferisco farle io le cose, non sarei adatta nel tuo ruolo.

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