martedì 19 agosto 2014

L'egocentrismo dell'ansioso

Sto pensando ad un po' di cose, mettendo insieme riflessioni su un argomento di cui non avete mai sentito parlare su questo blog: l'ANSIA. :-D
Gli imput sono stati vari.
Qualche giorno fa parlavo di problemi di coppia con un'amica, che mi ha detto 'dovreste fare un viaggio, fuori dalla vostra quotidianita' e soprattutto senza dirgli che hai paura di schiattare in volo'. 
Ci sono rimasta un po' male. Ma come, anche tu? 
Ehi, io mica lo faccio apposta, ho davvero paura di schiattare in volo (o in altitudine o durante un lungo viaggio in macchina o in bus con i cinesi o in trekking in Nepal o nella savana o a casa da sola o....). 
Mi era gia' partita la deriva vittimistica, tipo 'io sto male e voi mi trattate come una bambina viziata che punta i piedi'.
Pero'.
Quanto c'e' di egoriferito, di egoista, di "selfish" nell'ansia?
Penso per esempio al mille volte citato Peru'. C'ero io, con le mie paure che controllavano ogni pensiero. Ma c'era anche mio marito, che stava per farsi il suo meritato e tanto desiderato viaggio annuale, dopo aver sgobbato per mesi...e non poteva permettersi la gioia della preparazione e dell'attesa perche' ogni accenno al viaggio era seguito da crisi isteriche, pianti e recriminazioni. Io stavo male e il mondo doveva fermarsi per me.
Tra 6 giorni parto per andare in Italia due settimane, da sola. Come atteso, ovvio che sono in paranoia totale, al mio solito modo. Pensieri che ruotano attorno al viaggio come l'ormai famigliare criceto, sguardo da lobotomizzata e stomaco chiuso. Immagini di voli terribili e di notti di palpitazioni senza poterne parlare con nessuno. Pensieri positivi di affetti ritrovati, amici che mi attendono e impegni che non vedevo l'ora di avere...non pervenuti! Ho anche pensato di inventarmi una scusa e annullare tutto. Ecco, di nuovo, in tutto questo non considero minimamente che il marito non solo ha il danno di non poter tornare, ma anche la beffa di una moglie automa per due settimane. Non penso a mia mamma sta contando i giorni, al fatto che mi devo solo baciare i gomiti per poterci andare, che mia nipote ha gia' fatto mille programmi.
Conta sempre e solo la mia angoscia.
Oggi poi, mi sono proprio sentita un cane. Mio marito probabilmente dovra' tornare in Italia per qualche giorno, non so bene quando, perche' un parente dovra' fare un intervento abbastanza serio. Quando me lo ha detto, io ho subito pensato "oh no, ma come faccio qui da sola a casa per una setttimana? Io ho paura! Non si puo' evitare?". Solo questo. Poi, ma solo poi, ho pensato a lui, al suo dolore, alla preoccupazione. Prima viene sempre lei, la bambina che non vuole stare a casa da sola. La stessa bambina che non e' praticamente mai stata lasciata da sola (in casa con noi c'e' sempre stata la nonna) e quando succedeva piantava delle grane da matti, lettere strappalacrime scritte alla madre per farla sentire in colpa, pianti inconsolabili (oddio sto cominciando a parlare di me in terza persona e con personalita' multiple...). 30 anni sono passati e sono ancora uguale, ma decisamente fuori tempo massimo.
Tempo fa ho letto un articolo sull'ansia, non ricordo neppure dove ne' in che lingua quindi non lo so ritrovare. Non dovrei googolare i sintomi, non c'e' bisogno che me lo si dica...ma lo faccio lo stesso, un po' perche' sono cretina diversamente intelligente e un po' perche' spero sempre di trovare da qualche parte la magica ricetta che toglie l'ansia, il mantra da ripetere per fermare sul nascere un attacco di panico. Infruttuosamente, come si intuisce.
Insomma, in questo articolo si diceva che in realta' l'ansioso e' si' egoista ma non puo' fare altrimenti. Faceva l'esempio di chi si e' rotto una gamba e ha un gran dolore, gli puoi dire di non pensare al dolore e concentrarsi su altro, ma non ci riuscira'.
Un po' e' vero. Siamo egoisti perche' il 99% dei neuroni e' impegnato a ballare la tarantella dei pensieri ossessivi, i recettori dei sentimenti sono tutti saturati di emozioni negative e siamo cosi' preoccupati di morire che quello che provano gli altri ci pare tutto trascurabile. Pero' non mi piace, mi fa sentire proprio una brutta persona e ci deve essere un cazzo accidenti di modo per uscire da questa spirale. Che non sia il mio solito, cioe' fare lo stesso tutto vivendolo male.
Conosco ottomila modi diversi per combattere il panico ed i pensieri negativi. Ne ho provati almeno una decina.
Lasciarsi andare alle emozioni senza contrastarle.
Respirare con il diaframma.
Ascoltare musica.
Fare sport. 
Fare yoga e meditazione.
Strafogarsi di fiori di Bach a colazione, pranzo e cena.
Guardare un film divertente o leggere un libro spassoso.
Fare volontariato.
Dedicare mezz'ora al giorno ai pensieri orrendi per esporsi gradualmente e ridurre il loro effetto, al tempo stesso limitandoli ad un momento preciso della giornata.
Concentrarsi su immagini positive.
Distrarsi.
Non posso essere cosi' preparata sulla teoria e poi non saperla applicare. Potesse servire mi darei due sberle e mi urlerei "cresci!!!".
Qualcuno prima o poi lo fara', anche solo per noia. 


26 commenti:

  1. Lo sai, è davvero difficile dire qualcosa di giusto o snocciolare consigli interessanti, perché in realtà sei tu stessa a darti le risposte e fare le considerazioni più lucide ed intelligenti. In maniera molto più leggera, ho provato tutto quello di cui parli. L'unica considerazione che potrebbe risultarti nuova forse, è che quando si comincia a viaggiare in aereo con un figlio si hanno così tante occupazioni, che non si ha il tempo di pensare alle proprie paure ;)
    Affrontare questo viaggio da sola sarà una grande prova e non ho alcun dubbio sul tuo successo!!

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    1. Si, lo so che i miei post sembrano piu' sfoghi che richieste di aiuto, perche' so bene che difficilmente qualcuno mi puo' dare la formula magica per stare meglio. Pero' mi fa bene condividerlo con voi, analizzarmi e vedermi da fuori! Immagino che con un bimbo in aereo con me mi dimenticherei della mia paura di volare...ma troverei altrei motivi di ansia!! :-D

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  2. Secondo me la prima reazione é stata umana, quelle sono le tue emozioni, ma il fatto che le riconosci e cerchi di controllarle dimostra che non sei un'egoista, alla fine affronti e fai sempre tutto quello che inizialmente ti mette ansia, sei molto più forte di quello che pensi. Che poi lo dico a te ma dovrei prima convincere me stessa, sai quante "paturnie" ansiogene deve sorbirsi qui il marito...fossimo più vicine li manderemmo a bere una birra e noi ci potremmo spalleggiare :D

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    1. O li manderemmo a prendere una birra mentre noi ci affoghiamo di gelato e serie tv stupide, che fa sempre bene!

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  3. Come dici tu, non è che lo fai apposta, è un atteggiamento naturale. Vorrei poterti dire che un giorno riuscirai a contenere questa tua ansia, ma probabilmente non riuscirai mai a farlo del tutto. Devi solo imparare a conviverci al meglio che puoi! E mi pare che con questa tua presa di coscienza tu lo stia facendo già bene!

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    1. Hai perfettamente ragione, come mi dice sempre anche Lucy, e' tutto nelle mie mani...sia nel non lasciarmi sopraffare...sia soprattutto nell'accettare il fatto che sono fatta cosi' e che avro' sempre un po' di paranoie!

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  4. Non ho mai conosciuto un'egoista che riconoscesse (nemmeno a posteriori) di esserlo, quindi direi che sul fronte autoconsapevolezza non ti si può proprio dire nulla!:-D Per il resto, il tuo "nemico" sei tu, e questo non facilita le cose, ma nulla è impossibile! Forza!!!

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    1. Da una parte e' bello sapere che ho la soluzione nelle mie mani...dall'altro, non posso scappare dal mio principale nemico visto che non si fugge da se stessi!!

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  5. non so se si tratti di "crescere": molto più probabilmente si tratta di imparare a controllarsi e a domare gli stati ansiosi, ma sospetto che sia una cosa tutt'altro che semplice. ho un'amica che vive nel modo in cui tu hai descritto, tenta a tutti i costi di rovinare anche i momenti belli. per fortuna quelli capitano e basta, nonostante lei :), ma una volta vissuti nella sua mente tendono a ridimensionarsi. a volte sembra quasi che dopo un certo tempo se ne riesca quasi a scordare. forse farebbe bene esercitarsi a trovare il bello, anche una piccola cosa, ogni giorno, e concentrarsi su quello. per l'ansia però credo serva una vera e propria terapia...oltre alla volontà di superarla!
    tu comunque almeno quando ne scrivi riesci ad essere anche esilarante, questo per me è positivo.

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    1. Parlo di "crescere" perche' ho spesso l'impressione di una bambina che punta i piedi per non fare le cose da sola o per avere attenzione. Io piu' che ridimensionare i momenti belli, non imparo mai dai fatti positivi. Cioe', ho preso piu' di 100 voli nella mia vita e non ho MAI avuto un attacco di panico in volo...eppure, ogni volta vivo con ansia il pensiero che mi succeda!!

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  6. Punto primo: chi ha l'ansia non verrà MAI capito da chi non ce l'ha.
    L'ansia, l'ipocondria e tutto il corollario di disturbi mentali vengono ancora, purtroppo, presi sottogamba perché sono difficili da gestire, da individuare, da curare. "E poi con l'ansia mica muori", sai quante volte me lo sono sentito dire?
    Io c'ho messo una pietra sopra e parlo delle mie ansie solo con persone fidate (mamma e marito).
    Punto due: psicoterapia. Non so se l'hai mai provata ma è molto più efficace dei metodi scaccia panico che, a parer mio, lasciano il tempo che trovano. Possono essere utili per tamponare un disturbo temporaneo ma non aiutano a gestire il problema nella sua totalità.
    Io, che sono scema, ho interrotto il percorso troppo presto perché la psicoterapia costa, parliamoci chiaro, ma se puoi falla. Ti aiuterà tanto.
    Punto tre: non sentirti mai in colpa per quello che vivi. Se potessi non lo vivresti, non te lo stai cercando. Te lo dico perché a me pure questo è stato detto.
    Un bacio grande cara :)

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    1. E' vero, di ansia non si muore e al tempo stesso e' molto piu' complicata da curare della gastrite o di altre manifestazioni fisiche....
      Terapia ne ho fatta, in due momenti e con due persone diverse...mi hanno racolto con il cucchiaino e accompagnato fino ad un metro dalla meta, ma poi il salto lo devo fare io...e ancora non ci sono riuscita!

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  7. Premetto che non soffro di ansia e quindi il mio consiglio per me semplice per chi ne soffre può risultare molto difficile. Prova a esser meno controllata.. lascia correre di più le cose e secondo me, a partire dalla quotidinaità arriverai ad avere giocamento :-)

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    1. Controllo, questo e' il mio problema...riuscire a lasciare che le cose siano senza preoccuparmi di prevederle o anticiparle...ma come si fara'??

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  8. A me sembra normale che ti venga da pensare prima a te stessa e poi a tuo marito e anzi, mi pare che il fatto che tu riesca a mettersi nei suoi panni e quindi a mettere per un attimo da parte la tua ansia sia già qualcosa di molto importante, un segno di quanto tieni a lui.
    Per quel che riguarda l'ansia in sè, ci sono spesso dentro anch'io e non ho ancora capito se dopo la nascita di Tegolina sono peggiorata o semplicemente ora me ne accorgo di più. Ho come l'impressione che per vivere meglio bisognerebbe riuscire ad interrompere in qualche modo quella spirale ansiogena e tornare a respirare senza cercare di scappare dall'ansia stessa che altrimenti ti insegue!

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    1. L'ansia e' terribile in questo, piu' ne scappi e piu' ti assale. Questo e' uno dei truchi principali che ti suggeriscono...accogliere il panico e non combatterlo...ma come si fa? Quando i pensieri tremendi ti avvolgono, come si riesce a lasciarli fluire senza farsi intaccare? Io ancora non ci sono riuscita!

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  9. A parte che mi avevi detto che non ne avevi, ma da sola ci sei gia' stata. Sei un camaleonte, ormai lo so, e devo smettere di risponderti.
    Pero' ti voglio bene lo stesso.

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    1. Non devi smetterla di rispondermi, lo sai che sono solo moooooooolto testarda e fossilizzata nella mia condizione di malata! :-)

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  10. E anche questa volta ti capisco (strano). Quando ho momenti di lucidità, quei pochi scevri da ossessioni totalizzanti, mi rendo conto (solo per pochi secondi eh..) che il mio fidanzato alla fine è vittima quanto me della mia Ansia. Poi certamente, non lo faccio apposta. E quindi so che colpevolizzarmi non serve a nulla, mi ci manca solo quello! Però vivere con una larva che sta sempre lì con i muscoli tesi, che vede tumori anche nelle crepe dei muri, che si agita solo se pensa che se piove i cavalli del vicino si bagnano (!) ..beh, non deve essere esaltante. Nonnò.

    La soluzione? Le ho provate tutte (e anche qui, lo so che non dovrei ma il fascino della risposta facile su google è più forte di me)...Mi faccio venire i nervi da sola. Che poi quando sto bene c'ho pure un bell'umorismo eh ;-)

    Buon viaggio!

    Sere (quella che ti ha anche inviato una mail...)

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    1. Mail??
      Anche io per fortuna non ho mai perso la mia voglia di ridere e far ridere, anche quando sto male a dire il vero...la mia amica L dice che quando sono completamente fuori di testa per l'ansia lo intuisce da come la faccio morire di risate dicendo battute a raffica!

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    2. Eheh..anche io, più sono in ansia più divento un pagliaccio.
      Si, ti ho mandato una mail qualche giorno fa all'indirizzo che hai messo qui sul blog... :-)

      Sere

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    3. Me la rimandi che non la trovo da nessuna parte? Grazie!

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  11. Dedicare mezz'ora al giorno ai pensieri orrendi per esporsi gradualmente e ridurre il loro effetto, al tempo stesso limitandoli ad un momento preciso della giornata.
    Questa non la sapevo, ma se dovessi mai concentrarmi su pensieri orrendi credo che ne uscirei a pezzi, non fortificata.
    I pensieri sono più veloci della razionalità, quindi credo che sia normale che di fronte ad una qualsiasi proposta la prime cose che ti vengano in mente siano le tue paure.
    So che due settimane a casa sono poche e avrai poco tempo da dedicare a chi non conosci, ma se passi dalle Due Torri, per andare all'esselunga a far la spesa, entra al Mumble, sia mai che sono di turno e ci conosciamo.

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    1. Se mi capitera' di essere in zona, verro' volentieri...ma come puoi immaginare saranno due settimane a ritmo serrato e ne usciro' cmq senza aver visto la meta' delle persone che mi ero prefissata!
      Questa cosa dell' "abituarsi" ai pensieri negativi non e' cosi' stupida, anche solo perche' ti obbliga a restrigere a pochi minuti al giorno le tue ansie..peccato che io non ci sia mai riuscita, cioe' non e' che quando mi viene il pensiero negativo io riesca a dire "ah no, questo teniamolo per le 11.30 che ho il momento del panico"!! :-D

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  12. Goderti di più la vita, gioire della possibilità di poter fare il lavoro per il quale hai studiato e faticato, godere della compagnia di tuo marito, sfruttare la grande opportunità di fare un esperienza di vita all'estero.... Ecco, io al tuo posto concentrerei i pensieri quotidiani su questi temi positivi e cercherei di eliminare anche solo la parola ansia dalla mia testa. In bocca al lupo

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    1. Ci provo, piu' o meno ogni giorno, a volte con successo, piu' spesso senza nessun risultato...ma continuo a provarci eh!!

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