mercoledì 1 ottobre 2014

Due realta' a confronto -prima parte - USA

Ottobre e' il Breast Cancer Awareness Month, cioe' il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

La sera del 15 di luglio, qualche giorno prima del mio compleanno, mi sono sentita un piccolo nodulo al seno. Mi era gia' capitato un paio di mesi prima, ma poi mi sembrava fosse sparito o me ne ero dimenticata o lo avevo rimosso come dettaglio non importante, non so. Questa volta pero' lo avevo sentito molto piu' chiaramente, tondo e ben definito. 
Ovviamente mi sono cagata sotto un po' spaventata.
La mattina successiva sono entrata nel portale del gruppo di specialisti "femminili" a cui mi rivolgo sempre per visite di routine ed emergenze e ho mandato una mail, spiegando la situazione e chiedendo di essere visitata appena possibile. Dopo meno di mezz'ora avevo gia' la risposta della segretaria, che mi dava appuntamento per l'una del pomeriggio dello stesso giorno. 
Sono andata alla visita e ne sono uscita dopo 20 minuti con in mano l'impegnativa per prenotare un'ecografia. 
Sono tornata a lavorare, poi nel tardo pomeriggio sono andata alla segreteria dell'ospedale che c'e' praticamente di fronte al mio laboratorio e ho chiesto come fare. Mi hanno detto di usare il loro telefono e quale numero chiamare. 
Ho ottenuto un appuntamento per le 10 di mattina del giorno seguente, mi hanno detto che serviva anche l'impegnativa per la mammografia ma se non l'avevo entro la mattina dopo potevo fare comunque l'esame, visto che la mia ginecologa era parte del circuito universitario. 
Una volta a casa, ho comunque mandato una mail alla ginecologa per dirle che mi serviva l'impegnativa e mi ha risposto in 10 minuti dicendo che l'aveva gia' faxata al centro dovrei avrei fatto gli esami.
Giovedi' 17 luglio sono andata al mio appuntamento, che ho scoperto essere allo Stefanie Spielman Comprehensive Breast Center. L'edificio, inaugurato nel 2011, e' dedicato interamente alla diagnosi e alla cura del tumore al seno e deve il suo nome alla moglie di un famoso giocatore di football, morta nel 2009 per questa malattia, che ha dedicato gli anni delle terapie alla sensibilizzazione sul tema e alla raccolta di fondi.
Il centro e' molto bello, appena arrivata mi hanno dato un braccialetto con i miei dati e mi hanno detto di togliere i vestiti e indossare un bellissimo camicino bianco e rosa. Mi hanno fatto accomodare nella sala di attesa, con giornali, tv, Ipad, bevande e cibo a disposizione. 
Ho fatto la prima mammografia, con una nuovissima  macchina per analisi tridimensionali, poi mi hanno richiamato per una seconda serie di acquisizioni di immagini e mi hanno dato un opuscolo sui tumori (mi stavo gia' dando per spacciata...).
Infine mi hanno fatto l'ecografia e mi hanno lasciato 2 minuti in attesa del medico che mi avrebbe prospettato le varie opzioni (operazione? terapia? nessuna speranza? questi erano i pensieri che mi frullavano per la testa!). Il medico invece mi ha rassicurato, dicendomi che era certo al 98% che fosse un nodulo benigno ma se volevo poteva farmi subito un ago aspirato in modo da togliere anch quel 2% di incertezza, altrimenti mi avrebbero comunque rivisto dopo 6 mesi. Ho deciso di aspettare.
Insomma, in circa 48 ore sono passata dal panico della scoperta del nodulo ad una cauta traquillita'. E ho potuto festeggiare serena il mio compleanno.
Il tutto mi e' costato 68$.
Prima che mi inveliate di insolenze, lo so, sono fortunatissima perche' il mio datore di lavoro (Ohio State University) mi permette di accedere ad una buonissima assicurazione, che pago meno di 100$ al mese e mi copre molte visite interamente, alcune con co-pay di 35$ e tante al 90%. Se non fosse per questa immensa fortuna, avrei dovuto sborsare quasi 2000$. Non sto facendo inoltre nessuna apologia del sistema sanitario americano, di cui conosco bene i limiti, che non approvo nei suoi fondamenti e che mi fa anche tanta paura (finche' non e' arrivato il conto da pagare, sono stata con l'ansia ad aspettare il postino..).
Una volta fatte queste precisazioni, devo ammettere che sono grata di aver affrontato questo piccolo dramma qui, dove ho potuto ricevere la diagnostica piu' avanzata, in tempi rapidissimi e in un centro dove fanno solo quello e sono quindi super specializzati...spendendo anche meno di quanto avrei pagato con il ticket in Italia.
 
 

19 commenti:

  1. Uff... deve essere stata scary la scoperta! Ma sono contenta che non sia niente di grave!
    P.s.: veramente paghi così poco di assicurazione mensilmente???? LUCKY YOU!! Paghiamo 6 volte tanto, a testa ma per fortuna anche qui sborsa l'università per tutti e tre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io pago 100$, ma non so quanto paghi l'universita' per permettermi un premio cosi' basso...mi pare che a prezzo pieno la stessa assicurazione stia sui 500-600$ al mese.

      Elimina
  2. Belin :-) meno male che è tutto ok ! Anch'io immagino i limiti della sanità americana.. I pregi pero li hai potuti riscontrare oggi :) qui è sempre peggio ..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, questa volta ne ho visto solo i pregi!

      Elimina
  3. Mi hai fatto prendere un colpo.
    Lo so che avevi altri pensieri, ma qualche bella foto dell'ospedale ci avrebbe indotti alla meditazione.
    Ah, italiani: non è assolutamente vero che da noi l'assistenza sanitaria è gratuita. Avete mai guardato con attenzione la busta paga?

    d.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma appunto, bravo Dario.
      E chi e' autonomo ed evade le tasse?

      Elimina
    2. Ah Dario, non avevo la testa per fare le foto come hai ben immaginato...ho fatto solo quella del mio camicino e una del bar con il cibo gratuito! :-)
      Avete ragione cmq tu e Ero Lucy, le tasse sulla mia busta paga qui sono meno del 20%, in italia invece...

      Elimina
  4. ah, ma mica avevo capito... l'ho dovuto leggere due volte il tuo post per capire che parlavi di quest'anno.... sei stata brava e coraggiosa :-/
    e per fortuna tutto bene!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, e' stato due mesi fa...mi sono spaventata, ma davvero in 48 ore mi sono tolta il pensiero!

      Elimina
  5. Urca, chissa' che spavento. Grazie di aver raccontato questa storia, che piu' si parla di sensibilizzazione meglio e'. Baci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, la volevo raccontare cmq e questo mese mi e' sembrato molto appropriato, piu' se ne parla e meglio e'!

      Elimina
  6. Questa e' un'esperienza da inserire dal lato degli aspetti positivi di vivere la' e non e' cosa da poco. Queste sono le cose che rafforzano nella decisione di restare dove sei e finalmente ogni tanto anche qualche "privilegio " e non solo delusioni e mancanze!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente si, e' giusto godere delle cose che qui vanno meglio e ricordarsele quando ci si chiede "cosa ci facciamo qui?"!

      Elimina
  7. A mia sorella è capitato da ragazzina, glielo hanno asportato (nodulo benigno) e non si vede nulla di nulla! Ogni anno da allora si fa una semplice ecografia (per la mammografia è presto)... quindi ti dico di non preoccuparti e ti mando tanti bacini e abbracci stretti stretti!

    P.S. io preferirei pagare una assicurazione e avere a disposizioni specialisti come lì e non dover pagare medici privati qua (perchè la sanità pubblica meglio se stendiamo un velo pietoso!) che costano un occhio della testa e ovviamente analisi a parte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne parlo nel prossimo post, sono sicurissima che in italia ci siano ancora molti centri di eccellenza, ma sento spesso racconti dell'orrore a riguardo!
      Grazie degli abbracci e bacini! :-*

      Elimina
  8. A quanto pare ogni paese ha i suoi limiti, in quanto a sanità. Qui avere l'assicurazione ha un costo molto elevato, anche se nonostante a quanto si possa pensare, io mi sono sempre trovata bene.
    La foto mi aveva fatto impaurire. Sono felice che tutto si sia risolto nel migliore dei modi!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie!
      Sai che anche io non avrei pensato che in Brasile ci fossero centri cosi' buoni...sono felice di essere stata solo prevenuta e di essermi sbagliata!

      Elimina
  9. "Sia scanto e sia nente" (sia paura e sia niente, cioe' solo un grande spavento). Felice per te.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Lo spavento si dimentica alla svelta per fortuna!

      Elimina