venerdì 3 ottobre 2014

Due realta' a confronto - seconda parte - ITALIA

Ottobre e' il Breast Cancer Awareness Month, cioe' il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno (lo ricordo di nuovo, che non fa mai male!!!!).

Piu' o meno nello stesso periodo in cui io qui stavo affrontando la mia paura, R, una persona a me molto vicina, stava vivendo qualcosa di molto simile in Italia, anche se con un esito e modalita' ben diverse.
A fine maggio aveva appuntamento per la mammografia annuale di routine...lei manco ci voleva andare, le sembrava una perdita di tempo in un periodo in cui tra impegni vari, famiglia e lavoro c'era sempre qualcosa da fare. La visita pero' era stata fissata al pomeriggio, quindi non poteva neppure usare la scusa che non ce la faceva con il lavoro...ed e' andata.
Le hanno trovato un nodulo.
Il radiologo era quasi del tutto certo che fosse benigno, pero' viste le dimensioni (mi pare quasi 3 cm) preferiva fare un approfondimento diagnostico con ecografia e ago aspirato.
R ha provato a prenotare una visita mediante il CUP, ma i tempi di attesa erano di diversi mesi...e quando hai lo spettro del cancro che ti aleggia sulla testa e ti preme sui pensieri, anche qualche mese sembra un tempo esageratamente lungo da aspettare per una risposta!
Cosi' ha preso un appuntamento in libera professione, fissato per un paio di settimane dopo. Pochi giorni prima della visita l'hanno richiamata, dicendole che la macchina si era rotta e non sapevano quando sarebbe stata sistemata...insomma, dopo varie chiamate e rimandi, alla fine e' riuscita a fare questa ecografia a meta' luglio, pagando 105 euro.
Il referto e' arrivato a fine mese ed e' stato piuttosto pesante: si trattava di carcinoma mammario ed era anche ad uno stadio piuttosto avanzato, oltre che del tipo aggressivo, per cui bisognava agire in fretta.
Il primo passo era quelllo di prenotare un consulto con il chirurgo e anche in questo caso i tempi di attesa del CUP erano di alcuni mesi, per cui R ha deciso di andare ancora privatamente. E' riuscita ad ottenere un appuntamento a meta' agosto. Dopo aver dato un'occhiata ai referti il chirurgo, che si e' fatto pagare 170 euro, le ha detto che bisognava togliere subito il linfonodo sentinella per vedere se il tumore aveva gia' metastatizzato oppure no. Da questa risposta sarebbero dipesi il tipo di operazione necessaria, le terapie da fare ed il probabile esito della malattia.
A questo punto il chirurgo stesso le ha prospettato le seguenti opzioni:
- aspettare di essere chiamata per farsi togliere il linfonodo con operazione a carico del SSN, sapendo che comunque la sua eta' avanzata (59 anni...WTF???) purtroppo la collocava abbastanza in basso nella lista delle priorita', per cui ci sarebbero voluti mesi
- togliere il linfonodo nel giro di 15 giorni, nella sala operatoria dell'ospedale pubblico ma che al sabato veniva messa a disposizione per operazioni in libera professione. Alla modica cifra di 4000 euro.
Se R non avesse avuto quei soldi, non avrebbe potuto fare altro che aspettare.
Per fortuna c'erano da parte i risparmi di una vita di lavoro, accantonati apposta per fronteggiare eventuali emergenze...e quindi ha sborsato i 4000 euro ed e' stata operata il 30 agosto.
Il linfonodo sentinella e' risultato negativo e ora R e' in attesa di essere chiamata per fare l'operazione definitiva, pare entro la meta' di ottobre. 
Le avevano proposto di fare anche quella a pagamento ma ha rifiutato una volta saputo che poteva permettersi di aspettare...non oso immaginare quanto sarebbe potuta costare, visto il prezzo della rimozione di un linfonodo in anestesia locale!
Non mi sono permessa di dirle nulla, ma non ho potuto fare a meno di pensare che tutta questa vicenda facesse davvero schifo. Il chirurgo per primo, che sapeva bene di vincere facile...quale persona che possieda quei soldi non deciderebbe di togliersi l'angoscia il prima possibile?
E sono certa che pure l'ospedale guadagni una percentuale su quei soldi, senza contare che tenendo impegnata una sala operatoria a questo scopo si fanno slittare ancora di piu' le operazione coperte dal SSN. E si alimenta un circolo vizioso che rende sempre meno "gratuita" la nostra sanita'.

Questo post non ha lo scopo di sparare merda criticare per partito preso il mio paese, soprattutto in un ambito (quello della sanita') in cui ho sempre pensato che il sistema funzionasse meglio di quello americano, non fosse altro perche' accessibile a tutti. Ne' voglio fare di tutta l'erba un fascio, perche' in passato ho potuto toccare con mano l'efficienza, l'umanita' e la professionalita' che si ritrova in moltissimi reparti dei nostri ospedali. 
Ho parlato di questo episodio perche' era parallelo al mio ed e' stato quasi contemporaneo, per cui le mie 48 ore di attesa per togliermi il dubbio fanno sembrare assurdi i mesi necessari ad R per avere delle risposte sulle sue condizioni di salute, benche' si trattasse di un caso di una certa urgenza.

E' ovvio che il mondo perfetto sarebbe quello dove la sanita' efficiente che ho vissuto io qui negli Usa avesse un costo ragionevole ed i medici fossero umani come tanti dottori italiani che ho conosciuto...ma immagino che sia una utopia!
Prima di chiudere con una vignetta per sdrammatizzare, ricordo a tutte di fare sempre i controlli di routine, soprattutto in ottobre quando molte analisi sono gratuite!!!!



10 commenti:

  1. Mi dispiace per la tua amica, non oso immaginare la sua angoscia e trovo allucinante l'atteggiamento del chirurgo che ha incontrato. A una mia parente è capitato un problema analogo, che ha risolto in tempi molto più brevi e con spese a carico del ssn grazie al fatto che chi l'ha assistita le ha compilato richieste con priorità urgente

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    1. Infatti sono fermamente convinta che con un medico diverso le cose potevano andare molto piu' lisce e veloci!

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  2. Madonna che angoscia...neanche facendo controlli annuali c'è da star tranquilli...pensa se avesse aspettato due anni, come mi pare raccomandi il son (ma magari mi sbaglio). Ma scusa essendo in età 'avanzata' non dovrebbe avere priorità? O forse più sei giovane più la malattia è aggressiva e bisogna agire in fretta?

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    1. No, paradossalmente secondo quel medico il fatto che fosse "vecchia" la metteva in coda rispetto magari ad una 30enne che aveva tutta la vita davanti...

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  3. Santo Cielo...
    e il peggio è che non mi stupisco nemmeno un pò, se non vai in privato certe cose è davvero difficile averle in tempi ragionevoli, aimè.
    Ovviamente con conoscenze all'interno dell' ospedale avrebbe certo saltato la graduatoria, eccome.
    Posso chiedere la regione di provenienza di R ?
    Da regione a regione ci sono certi abissi talvolta spaventosi.
    I miei auguri a R per il suo intervento.
    Rossella

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    1. Emilia Romagna, dove sono noti per essere solleciti e preparati...e continuo a credere che sia vero, anche se non lo sono stati in questo caso specifico.
      Grazie Rossella!

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  4. Poverina, chissà che angoscia ha provato.
    Anche a mia cognata è capitato, ma nel giro di un mese è andata a Milano, tolto, analizzato e rassicurato. Secondo me dipende anche da che medico trovi nel percorso della malattia. Io nelle mie vicende e in quelle della mia famiglia, sono sempre stata fortunata, nonostante tutto

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    1. Anche io personalmente sono sempre stata fortunata, per questo non voglio generalizzare e dire che non ci siano realta' di eccellenza anche in italia...solo che con R si sono comportati proprio male ecco.

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  5. personalmente, essendo spessissimo in ospedale, un ospedale bresciano dove mi trovo benissimo e dove mi hanno sempre messa in primo piano, mettendomi sempre in luce e facendo si che i miei problemi fossero la priorità.
    mi spiace quando sento vicende di malasanità italiana, ma io non posso che plaudire alla realtà italica

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    1. Hai perfettamente ragione, la tua esperienza e' super positiva ed e' giusto che tu lo dica con orgoglio italico. Come ho gia' detto, anche io ho avuto esperienze molto positive nel mio paese, questo racconto pero' mi ha molto turbato e il paragone con quello che era capitato a me qui e' stato inevitabile. Ma non volevo generalizzare ne' in un senso ne' nell'altro.

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