lunedì 13 ottobre 2014

Period.

Ho scritto questo post sabato ma poi mi sono dimenticata di pubblicarlo...della serie cervelli in fuga dal proprio corpo!

Venerdi' e' stato il mio ultimo giorno di lavoro nel vecchio laboratorio.
Ho fatto un po' di pulizia tra reagenti ed esperimenti ormai inutili, ho buttato le cellule che stavo coltivando e liberato i ripiani dei frigoriferi e freezer che mi erano stati assegnati ormai quasi due anni fa. Ripiani per i quali avevo dovuto lottare con le unghie e con i denti contro la lab manager, che mi ha sempre odiato in quanto appartenente al sesso femminile e dotata di marito. :-)
Non mi sono sentita triste, neppure un attimo.
A dire il vero non mi sembrava neanche di stare andando via, forse perche' sapevo che lunedi' avrei rivisto tutti i colleghi in occasione della pizzata di saluto organizzata per me e un altro ragazzo che se ne va.
Ieri poi sono tornata quando praticamente non c'era nessuno e ho fatto pulizia nei cassetti e sulla scrivania. 
Ho buttato le decine di articoli che avevo stampato ma non letto, spesso in duplice o triplice copia perche' li avevo temporaneamenti persi o dimenticati. Ho strappato le pagine usate dei block notes e cestinato i mille foglietti su cui avevo annotato date, calcoli e quantita' da usare.
Fin qui tutto ok.
Ho messo in un sacchetto tutti i pennarelli che compro sempre perche' mi piace sottolineare le cose con colori diversi e la matita che mi aveva portato Matteo da Harvard.
E ancora andava tutto bene, anche se mi stava venendo un po' di malinconia, lieve lieve, nel guardare la scrivania ormai quasi vuota e impersonale, non piu' "mia" e in cui non sembrava piu' che fosse esplosa una bomba sparpagliando tutto in giro!


Poi ho staccato dal muretto di divisione delle scrivanie i messaggi delle mie amiche (vorrei che notaste il "smetti di mangiare e lavora"..., le carte dei cioccolatini con le frasi (che avevo trovato io o mi avevano regalato) e le mie calamite con il disegno del cervello sotto forma di labirinto (ne ho una io e una tutte le persone del lab a cui tengo...quindi 4).
Ecco, qui mi sono venute un po' le lacrime agli occhi. 


Mi rendo conto che e' stupido, ma il pensiero di non passare piu' le giornate con alcune delle persone a cui mi ero affezionata mi pesa un bel po'. So che le vedro' ancora al di fuori del lavoro, ma mi manchera' l'immediatezza della quotidianita'. Quando ci si vede tutti i giorni si condividono un sacco di aneddoti stupidi, battute e commenti su episodi che stanno avvenendo in tempo reale...se ci si vede una sera ogni tanto molte di queste piccole cose saranno gia' state dimenticate o archiviate. In un certo senso e' la stessa cosa con le amiche che sono in Italia, ci sentiamo con skype o whatsapp appena possibile ma in quelle occasioni le cose da dire sarebbero talmente tante che alla fine si fa una selezione di quelle piu' importanti!
A parte questo piccolo cedimento sentimentale, il pensiero di dover abbandonare quel posto di lavoro mi dava un sollievo immenso!
Sono una persona piuttosto stanziale e abitudinaria, per cui faccio fatica a "lasciare la via vecchia per la nuova", ma quando lo faccio in genere vuol dire che sono davvero arrivata al livello massimo di sopportazione. Le mie decisioni sono quasi sempre un punto di non ritorno, ci metto un bel po' ad andarmene ma quando lo faccio me ne vado senza voltarmi indietro e senza nessun ripensamento, perche' le opzioni le ho gia' vagliate tutte, smontate, rielaborate e digerite.
Period. (come dicono gli americani)
Sono arrivata a novembre 2012 piena di buona volonta' e di aspettative grandiose. Ho dato tanto a quel posto e onestamente penso di non aver ricevuto altrettanto. Non posso pero' dire di non avere colpe, oh come mi piacerebbe tanto poterlo fare!!...invece conosco personalmente chi si e' trovato in una situazione simile alla mia ed e' riuscito ad uscire dal pantano a testa alta e con ottimi risultati. Io non ce l'ho fatta e, pur con tutte le attenuanti del caso, non posso fare a meno di sentire il peso del fallimento.
Per cui adesso tutto quello che voglio e' lasciarmi alle spalle l'amaro in bocca di questo fallimento e ricominciare da un'altra parte, con lo stesso entusiasmo che avevo due anni fa!

21 commenti:

  1. speriamo che il nuovo lavoro ti dia tutte le soddisfazioni che ti meriti!

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  2. In bocca al lupo per la nuova avventura

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  3. Un mega in bocca al lupo per la tua nuova avventura!!!

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  4. allora.... in bocca al lupo! :-)

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  5. Non è affatto stupido!
    Buon nuovo inizio! ! Io credo che questo cambiamento porterà cose belle. Non vedo l'ora di leggere i nuovi racconti!
    Un abbraccione

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    1. Grazie! Sicuramente questo cambiamento non portera' cose peggiori di quelle gia' vissute, quindi mi sembra gia' che ne sia valsa la pena! :-)

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  6. Gli addii mi fanno sempre piangere, non è stupido per niente.
    Ma ora si guarda avanti vedo :) In bocca al lupo cara :)

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    1. Anche io piango sempre per gli addii...oddio, io piango un po' per tutto!
      Crepi e grazie!!

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  7. Hai fatto la scelta giusta, avanti tutta!

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    1. Lo penso anche io...speriamo di non sbagliarci!

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  8. Speriamo che nel nuovo laboratorio avrai più riscontri positivi e gratificazioni....
    Poi ci dirai come va con l'altra.... :)

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  9. I post sono da spezzacuore, non a casa a grey's anatomy si sono inventati un matrimonio.
    Avanti ragazza....io punto su di te, sempre e comunque!!!

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    1. Grazie, e' bello sentire il calore del tuo incoraggiamento! :-*

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  10. Fallimento?
    Inizi un nuovo percorso e solo per merito tuo. :)

    Bellissimi i post-it, mi sono commossa pure io... purtroppo e' sempre cosi' quando si saluta qualcuno con cui si sono condivise tante ore di lavoro, gomito a gomito.

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