giovedì 18 dicembre 2014

Paura vera



Due sere fa il Tecnico si e’ sentito male. 
Dopo uno spuntino con pane e formaggio, stavamo dormicchiando sul divano prima di cena quando si e’ svegliato in preda a crampi fortissimi allo stomaco. Gli era gia’ successo in passato, soprattutto quando beveva troppa Coca Cola per troppo tempo, ma in genere tutto passava nel giro di un paio d’ore. 

Questa volta pero’ i crampi sono durati per tutta la notte, passata in bianco da entrambi tra i lamenti di lui e le mie suppliche di andare all’ER.
La mattina dopo (ieri) stava ancora male, ma siamo andati a lavorare lo stesso. Verso mezzogiorno, spossato dai dolori e dal continuo vomitare, ha acconsentito finalmente ad andare a farsi visitare.
Siamo andati in un Urgent Care, ma essendo ancora orario non da guardia medica ci hanno detto di prendere appuntamento con il medico di base, che era disponibile alle 15.30 (era circa l’una del pomeriggio).
Il Tecnico voleva aspettare, ma io avevo troppa paura e non ce la facevo piu’ a vederlo soffrire cosi’ tanto, cosi’ siamo andati al Pronto Soccorso.
Non l’avessimo mai fatto!!
Abbiamo trovato una bolgia infernale di 30 persone sedute ad aspettare, senza contare tutti quelli che arrivavano man mano con i mezzi di soccorso.

Dopo un’ora di attesa, prima visita con l’infermiera, che ha raccolto i dati, misurato i parametri, registrato i sintomi e fatto alcune domande interessanti tipo: sei venuto qui da solo o qualcuno ti ha costretto? Sei vittima di violenza famigliare? Il Tecnico mi ha guardato e ha detto: SI!...per fortuna poi ha riso!
L’infermiera ci ha poi fatto accomodare in sala d’attesa e ci ha detto di aspettare che lo chiamassero per il prelievo. 
Altra ora di attesa. 
Lui non ce la faceva piu’ a sopportare il dolore e io a vederlo cosi’ mi sentivo morire. Alle 7 ancora lo dovevano visitare, ho provato a protestare ma mi hanno detto che non c’erano stanze libere e il suo caso non era considerato grave (codice 3, dove 4 e’ l’unghia incarnita e 1 e’ il coma).
Finalmente il medico lo chiama, questa volta mi dice che va da solo, che non vuole che lo segua ovunque come se fosse un bambino.
Passano 3 minuti e mi chiede di raggiungerlo nella stanza 73.
Faccio la mia migliore aria smarrita (quella del gatto di Shrek), intenerendo il giovane infermiere figo che si offre di accompagnarmi.
:-)
Passiamo attraverso una serie infinita di corridoi, le stanze sono piu’ di 80 e sono quasi tutte occupate...trovo mio marito con addosso il camicino da ospedale, una flebo e diversi aggeggi che lo tengono monitorato.
Arriva un omino con il pc che scopro essere l’esattore dei conti, gli fa firmare l’autorizzazione ad essere curato (e a pagare!) e sganciamo i primi 150$ di co-pay. 
Gli fanno un elettrocardiogramma e gli danno 4 aspirine...io comincio a pensare al peggio e a sentire l’angoscia che sale. 
Poi gli fanno un radiografia e lo portano a fare l’ecografia, non so se al cuore, allo stomaco, agli organi interni o boh. 
Non ci dicono nulla. 
Mi macero di paura nell’attesa, su whatsapp con le amiche di fuso e con una delle mie amiche di Columbus, che mi chiede notizie ogni mezz’ora. 
Riportano il Tecnico, tutto contento delle sue gite nei vari reparti. 
Io mangio cracker per non pensare. 
Poi gli portano una pappetta per il mal di stomaco e piano piano il dolore gli passa del tutto, finalmente. 
Gli fanno un altro prelievo, l’ultimo prima della dimissione. 
Sono contenta, se lo dimettono va tutto bene, no? Ma sbirciando nel monitor (maledetta curiosita’!) scopro che e’ il prelievo per la troponina, un marcatore di infarto. Brivido di paura e sorriso finto stampato.
Arrivano due tipi tuti eleganti che ci dicono essere Advocate per i pazienti, vogliono sapere se siamo stati trattati bene o vogliamo denunciare qualche negligenza. Il Tecnico e' ancora tutto entusiasta del camicino e delle analisi accurate e tesse solo lodi, io faccio notare le 10 ore di attesa...
Dopo una mezz’ora che pare eterna arriva il medico con una diagnosi di gastrite o possibile ulcera. Chiede al Tecnico se ha mai preso certi farmaci...lui, come i mariti delle vignette, si volta verso di me dubbioso e io devo rispondere no per lui, visto che non si ricorda.
Ci mandano a casa, siamo spossati dalla notte in bianco e dalle 10 ore in ER...ormai e’ mezzanotte!
Arriviamo a casa e il Tecnico vuole mangiarsi un gelato...direi che sta meglio!!

Ieri ho tenuto duro bene, oggi ho avuto una giornata di lavoro infernale e al ritorno ero cosi’ esaurita che sono scoppiata a piangere all’incrocio davanti a casa. Il Tecnico, rimasto a casa, ha aperto la porta e mi ha trovato smoccolosa sul pianerottolo "ciao, sono l'elfo piagnone di Babbo Natale, mi hanno lasciato qui le renne perche' si sono rotte delle mie lagne"...

Il peggio e’ stato ovviamente per il marito, che ha patito tanto dolore e per tante ore...ma e’ stato difficile anche per me vederlo cosi’ e soprattutto affrontare tutto da sola. 

La volta scorsa che siamo stati in PS in Italia (sempre per lui, io ho mille piccoli acciacchi, lui sta sempre benissimo e poi quando sta male, fa le cose in grande!) avevo la sua famiglia con me, le mie amiche medico in linea diretta e di persona, la mia famiglia. Qui avevo la mia amica G (sempre lei!) che mi faceva diagnosi differenziali via whatsapp e cercava di tranquillizzarmi, ma averla avuta dal vivo sarebbe stato mille volte meglio. Avevo F che mi chiedeva sempre aggiornamenti e le mie amiche di fuso su WA, ma mi sentivo comunque smarrita e sola.

Ecco, in questi giorni in cui stavo pensando che tutto sommato ero felice di essere qui e anche il Natale senza andare in Italia non mi pesava troppo, e’ bastato questo episodio per ricordarmi quanto sono lontana e quanto qui io e il marito ci appoggiamo totalmente l’uno all’altra, per cui se uno dei due zoppica, sembra di cadere entrambi.


18 commenti:

  1. [cosa sono quei valori? pressione e battito?]

    mi pare di capire che tutto sia passato e che almeno a livello fisico state bene, ma a livello emotivo ... e' dura!
    anche io negli ultimi mesi ho passato giornatine niente male, nottate in bianco, gite all'urgent care (l'ER non ho mai avuto il coraggio).... e' che dobbiamo farci una famiglia di relazioni non di sangue, una famiglia di amici, che ci si aiuta a vicenda.... pe forza di cose

    un forte abbraccio cara!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I valori sono la pressione e la saturazione dell'ossigeno.
      Tutto sembra essere passato, grazie...hai ragione, qui per forza dobbiamo crearci una famiglia di persone amiche!

      Elimina
  2. Oddio non avevo visto questo altro post più recente. ..chissà che spavento, meno male che tutto ok! Meglio un prelievo in più che uno in meno...magari al go non avrebbero fatto tutti questi controlli o magari vi avrebbero spediti al ps comunque è quindi così vi siete risparmiati un giro in più. ..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si', forse abbiamo fatto bene cmq, ma e' stata una attesa estenuante e con i dolori non e' proprio il massimo ecco...pero' l'importante e' che sia passata e sembra tutto ok ora.

      Elimina
  3. coraggio. Ve la siete cavata benissimo :*

    RispondiElimina
  4. Tesoro smoccioloso, ti abbraccio forte. A lui no, sto magnone de gelati che ce fa' prendere i colpi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lascia stare guarda, dopo mezza giornata di dieta si e' rimesso a mangiare come prima...la prossima volta lo lascio all'ER da solo!

      Elimina
  5. Poveri: è stata proprio una brutta avventura!! =( E il crollo dopo una cosa del genere mi sembra più che naturale, santo cielo! Adesso ci vuole una bella dose di coccole per tirarsi su e affrontare il Natale: sarete ancora più vicini!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, l'importante e' che io abbia tenuto duro nel momento critico, il crollo dopo ci puo' anche stare!

      Elimina
  6. Un abbraccio forte al l'elfo piagnone di Babbo Natale!!!

    RispondiElimina
  7. Che tenerezza...
    Sono stato ricoverato anche io, questa estate, in Pronto Soccorso a Roma e ho rivisto, leggendo, le stesse espressioni e le stesse angosce della mia compagna.
    Forse non lo sapevo, ma (pure) questo è amore.
    Sì.

    d.

    RispondiElimina
  8. Ehi, ma come va adesso? Passata la paura e pronti per il Cenone? Auguri! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pare tutto bene, e' tornato come nuovo e mangia come un lupo...

      Elimina
  9. Dai che il marito é fortunato ad avere un elfo così premuroso e in certi momenti stare in ansia é più che comprensibile

    RispondiElimina