venerdì 26 dicembre 2014

Ua' passe'

Come ho scritto anche al Frutto della Passione, ho sempe pensato (non so se a torto o a ragione) che una volta che l’ansia fa l’ingresso nella tua vita e soprattutto nella tua mente (nel mio caso sotto forma del primo attaco di panico avvenuto circa nel 2001) non te ne liberi mai piu’. 
Ci possono essere momenti di pace, in cui il tarlo che sembra lavorare insistentemente nelle intercapedini (sono figlia di muratore eh!) del mio cervello se ne sta zitto e buono, momenti che possoo durare anche mesi o anni...ma prima o poi ritorna, devastante come la prima volta. 
A scatenarlo puo’ essere un forte periodo di stress, la preoccupazione per una persona cara, i pensieri negativi e le paure che ruotano attorno ad un evento futuro...il piu’ delle volte la mia mente non si prende neppure la briga di farmi sapere cosa stia succedendo, va in corto circuito senza segnali premonitori, senza neppure una lettera di preavviso, due righe di spiegazione. 
E io resto come una cogliona pirla a chiedermi cosa sia successo e perche’.
Cambia la forma con cui si manifesta, perche’ dopo 13 anni non basta mica un semplice attacco di panico per sconvolgermi, eh no cara la mia ansia! 
Da quando la dottoressa ha trovato la breccia nel mio cuore di biologa e mi ha mostrato la precisa sequenza di neurotrasmettitori ed eventi fisici che scatena l’attacco di panico, spiegandomi come fare per interromperla, non perdo piu’ il controllo cosi’ facilmente. 
Allora la mente si inventa nuovi trucchi, nuovi modi di attivare quella sensazione di pericolo immimente che odio ma di cui evidentemente sono schiava e dipendente, visto che continuo a cercarla quando le acque attorno a me sono troppo calme, quasi a dire “ehi, ma come, cosa fai cosi’ tranquilla? Non lo sai che domani potrebbe succedere questo e questo? O tra un anno, due, dieci? Cos’e’ questa pace? Sveglia!!”. 
La cosa che trovo pu’ incredibile e grottesca, e’ che siamo cosi’ simili noi ansiosi. Ho letto mille forum (maledetto Google, lo avevo gia’ detto che bisognava togliermelo, no??) a riguardo, mille testimonianze di persone come me...e le paure, le sensazioni, i cattivi pensieri che descrivono potrei averli scritti io, parola per parola. Le stesse identiche cose. E io che mi credevo speciale!!
Tutto questo preambolo per dire che da qualche giorno mi e’ tornata un po’ di ansia. Finora niente di allarmante, piu’ una brutta sensazione che una vera angoscia, ma e’ comunque spiacevole.
Se ne sta buona finche’ sono al lavoro, poi appena arrivo a casa, sulle 7-7.30, parte il toto pensieri-negativi...su cosa ci concentriamo oggi? Mmmmh, vediamo...un grande classico come “e se succedesse qualcosa al mio marito o a qualcuno della mia famiglia?” o un evergreen tipo “e se impazzissi, perdessi il controllo?” o una novita’ del momento come “e se devo fare anche io il seminario davanti a tutto il dipartimento e mi viene un attacco di panico mentre faccio la presentazione?”. Ovviamente, niente di reale e concreto o immediato, quelli li affronto, mica perdo tempo in “what if”!!

qui 

Ecco, la cosa va avanti in modo piu’ o meno costante per qualche ora. In genere provo a distrarmi in vari modi, ma e’ per lo piu’ inutile...posso essere al cinema o a teatro, posso mettermi a guardare la TV, posso leggere o giocare sul telefonino, ma il rumore del tarlo resta a lavorare in background, come un rumore di sottofondo.
Poi, in genere verso le 10 o 10.30 al massimo, cosi’ come e’venuta, la mia ansia se ne va quasi del tutto (e no, non mi sono scolata la bottiglia del lemoncino nel frattempo!).  Di colpo riesco a vedere le cose per quelloe che sono veramente, a distinguere le paure reali da quelle che non lo sono, a credere di poter affrontare quello che 10 minuti prima mi pareva impresa impossibile.
Quindi adesso che lo so, quando sono abbastanza lucida da poterlo fare, guardo la mia ansia arrivare e fluire, passarmi attraverso, attivare tutti i miei recettori, farmi galoppare il cuore, bagnarmi la schiena di sudore ghiacciato, pesarmi come un macigno sul diaframma, creare pensieri negativi e farli rimbalzare da un neurone all’altro come palline da ping-pong. E poi la guardo andarsene, sapendo che tornera’, forse domani alla stessa ora, forse tra un mese. Forse tra un anno, se saro’ fortunata. E io resto qui ad aspettarla, un po' con paura e un po' con desiderio, come se fosse un amante bastardo, che mi fa soffrire tantissimo, ma al tempo stesso mi fa sentire cosi’ viva da non sapervi rinunciare, evidentemente.

Cosa c’entra il titolo del post?
Volevo chiamarlo 'le ore dell’angoscia', ma mi sembrava troppo allarmistico e non volevo spaventare i lettori...la spiegazione del titolo la trovate nalla foto qui sotto, nella parole della mia amica N.


12 commenti:

  1. . A me veniva ansia ma per fatti che stavano per accadere ( un'interrogazione, verifica, dover parlare in pubblico ecc.. ), per fortuna di queste ansie che racconti non ho sofferto finora,, Probabilmente sei una persona molto emotiva :-) Provato yoga?

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    1. Me lo suggerisce anche Sabina piu' sotto, mi sto guardando in giro ma e' difficile perche' gli orari delle palestre che ho visto sono fatti per chi finisce alle 5...che non mi capita quasi mai! Vediamo se riesco a trovare qsa, mi piacerebbe provare se ha benefici sulla mia ansia!

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  2. Ooh si quella della presentazione davanti al dipartimento e la voce che non sale celo si si...
    Stai andando fin troppo bene secondo me, considerate le festività (che stare in famiglia provoca disagio e malessere ma anche non starci fa male..). Però sembra che con la dottoressa stiate lavorando bene ... take care, lovely

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    1. Con la doc ho smesso a maggio, ma devo dire che il suo effetto su di me pare abbastanza long-lasting e ho l'impressione che abbia toccato i punti giusti, nonostante gli ostacoli linguistici. Purtroppo la colpa e' mia, che sono paziente che pare non voler guarire! :-)

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  3. Ho avuto pochi attacchi d'ansia per fortuna e non so se si possono definire tale. Sento una forte morsa allo stomaco e ho pensieri funesti che mi riducono al pianto. Forse è solo depressione non so, in ogni caso si sta molto male.

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    1. Credo che il confine sia labile, cioe' sono due cose diverse ma l'angoscia che deriva dall'ansia, se protratto nel tempo, sfocia spesso nella depressione perche' toglie la gioia delle cose e il piacere di vivere la vita, visto che tutto diventa dramma.

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  4. Hai mai fatto yoga?
    Il principio del "Io non sono i sentimenti che mi attraversano" (e quindi anche l'ansia che arriva) è uno dei fondamentali nella pratica dello yoga e devo dire che spesso io trovo sollievo nelle ore che dedico a me stessa, al mio respiro e al mio ricentrarmi!

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    1. Mi piace molto questo pensiero! Ci penso da un po', ma finora ho sempre rinunciato per incompatibilita' degli orari con il lavoro e il corso di pittura. Sto cercando qualche soluzione fattibile, grazie del consiglio!

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  5. Non è che te lo fatta tornare io, è?!!
    Potrei rigirare il commento che hai scritto tu a me, tanto ci siamo capite perfettamente. Speriamo che quel periodo di calma torni presto e che duri il più a lungo possibile. Non possiamo augurarci di più.

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    1. No no, era gia' qui da un po'...le feste sono sempre deleterie per me, anche se passate in Italia...l'anno scorso ero partita che mi sentivo un leone e sono tornata dopo 10 giorni che stavo ridotta un grumo di ansia. Speriamo che sia solo passeggero e di tornare presto a sorridere!

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  6. Come mi riconosco, ormai ci convivo e anche io la tengo sottocontrollo (quasi sempre), ma ogni tanto rimane lí come dici tu facendo quel rumorino di sottofondo inconfondibile

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    1. Un po' fastidioso questo sottofondo pero', eh? :-)

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