venerdì 31 gennaio 2014

Ospiti indesiderati

Un topo (o piu' di uno, non lo sappiamo) ha invaso la nostra casa e io sto rischiando un esaurimento nervoso.
Le prime inequivocabili tracce sono comparse un paio di settimane fa. Uno schifo indicibile!! Ho lavato a 100 gradi tutti gli utensili della cucina e ho cominciato a disinfettare il piano di lavoro ogni mattina e ogni sera, consumando in pochi giorni almeno un ettaro di foresta di carta casa.
Siamo corsi ai ripari subito spargendo colla ovunque...in cui sono finita dentro solo io, quando la mattina mi alzavo e andavo sciabattando in cucina senza occhiali e con gli occhi ancora semichiusi.
Poi siamo passati alla trappole tecnologiche, messe sotto al lavello dove si concentrava il 100% del traffico topinide (cioe' dove il bastardo lasciava abbondanti prodotti di degradazione della sua alimentazione). 
Una sera ho sentito il rumore della trappola che scattava e si richiudeva, era una trappola speciale a tenuta stagna e quindi l'abbiamo buttata anche se dal peso non siamo riusciti a capire bene se era piena o vuota. 
Sembra tutto finito, per ben 10 giorni ho ritrovato la pace...nessuna nuova traccia, anche quando siamo stati via l'intero week end e il maledetto aveva avuto tutto il tempo di scorazzare per la casa vuota.
Piano piano ho ricominciato a rilassarmi, ho tirato fuori i mestoli, ho smesso di toccare tutto con i guanti e di sentirmi i sintomi della leptospirosi (lo so, qualcuno dovrebbe mettere un filtro per impedirmi l'accesso ai siti medici!!).
Ma la tranquillita' faticosamente guadagnata e' stata gia' spezzata, ancora piu' dolorosamente. 
Sabato ho preso in mano l'aspirapolvere e mi sono accorta che dietro c'erano diverso segni della presenza del topo....allora ci siamo messi a perlustrare la casa palmo a palmo e ne abbiamo trovate altri sotto al letto, nello sgabuzzino delle scarpe e dietro al water. Non so piu' cosa fare, comincio a pensare che se ne vadano (puo' un topo solo produrre scarto come un cane di piccola taglia??? secondo me no, deve aver chiamato anche degli amici nella nuova casa...) in giro da un piano all'altro attraverso i condotti di areazione e riescano a eludere tutte le trappole che abbiamo piazzato!! Resistono alla tentazione delle gocce di cioccolato, del grana padano italiano, delle foto di topine nude, del burro di noccioline....Sono disperata!!!!
...il Tecnico ovviamente e' solo vagamente infastidito!
 
 
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giovedì 30 gennaio 2014

Riflessa nell'acciaio

C'e' una categoria di persone che proprio non riesco a sopportare.
No, va beh, ce n'e' piu' di una di categorie....
E "sopportare" non e' neanche il termine piu' adatto, diciamo che non ci riesco ad avere a che fare senza innervosirmi.
Sono le persone con la scocca in acciaio pressofuso, quelle che non mostrano mai una crepa, mai uno spiraglio attraverso il quale tu possa vedere dentro anche solo un pochino. L'unica cosa che puoi fare e' specchiarti nel loro involucro esterno e vedere riflesse le tue debolezze e le tue paure.
Quelli che non hanno mai sofferto di solitudine o nostalgia da quando sono qui
Quelli che non sono mai preoccupati per l'esito di un analisi medica, loro o di persone a cui tengono.
Quelli che non sono mai agitati prima di una presentazione o di un esame.
Quelli che non hanno mai provato ansia o insonnia.
Quelli che non si preoccupano al pensiero dei tagli del personale.
Quelle che al pensiero di un figlio non hanno un timore che sia uno sul fatto di essere in grado di crescerlo perfettamente.
Quelli che non hanno mai il pensiero di aver scelto o meno la persona giusta.
Quelli che non hanno mai il dubbio di aver fatto una cazzata sul lavoro.
Quelli che non controllano mai se quello che hanno detto sia corretto.
...
Lo so che io sono fin troppo all'opposto, come mi ha detto una volta Lucy faccio come i cuccioli di cane, che davanti a quelli piu' grandi si buttano pancia all'aria e fanno la pipi'. Io appena ti vedo ti dico "ciao sono baby, ho gli attacchi di panico, sono un grande bluff, non sono un granche' nel mio lavoro, staccarmi da casa mi e' pesato tantissimo e mia sorella mi odia". Capisco che non sia tanto normale anche fare cosi' (oddio lo sto facendo anche adesso), pero' almeno sono sempre sincera. Quanto lo sono davvero quelli che sembrano sempre sapere esattamente cosa fare, che non hanno mai un solo dubbio o un minimo tentennamento?

martedì 28 gennaio 2014

La prima volta con le Giacche Blue

Stasera siamo andati a vedere per la prima volta la squadra di hockey di casa, i Columbus Blue Jackets, che giocavano contro gli Ottawa Senators. 
Mi sa che mi devo studiare bene le regole, perche' ci ho capito pochissimo!! 
La partita e' suddivisa in 3 tempi da 20 minuti l'uno, intervallati da 18 minuti in cui, come da tradizione americana gia' vista nel baseball, succede di tutto...partite tra mini giocatori, gare di slittini, lancio di magliette, bottigliette di acqua calate dal soffitto con mini paracadute, un dirigibile che girava per il palazzetto, balli e canzoni! In realta' alla fine si e' arrivati a piu' di 2 ore e mezza di intrattenimento, perche' i tre tempi sono stati continuamente interotti o per risistemare il ghiaccio (grazie a cheerleader mezze nude che pattinavano con una pala....) o per altre ragioni che non mi sono ancora chiare. 
Di certo ho capito che tenere la mazza in alto o perdere troppo tempo con lanci lunghi causa penalita', ma per il resto mi e' sembrato che fosse praticamente tutto concesso...o se anche non lo era i quattro aribitri hanno fatto finta di niente piu' volte visto che sono rimasti impuniti sgambetti con la mazza, giocatori spiaccicati come cachi contro le pareti laterali da altri giocatori che arrivavano a tutta velocita' in scivolata e altri arpionati in caduta da due gambe chiuse a tenaglia!!
Greis bisogna che mi spieghi bene come funziona!!

domenica 26 gennaio 2014

Ci si abitua a tutto...piu' o meno

Sono arrivata qui per la prima volta a dicembre 2011, pre-allarmata da tutti sul terribile freddo che mi aspettava. Nella valigia avevo solo abbigliamento da sciatore di alta quota: un giubbino degno di Messner, maglioni con peso superiore al kg, calzamaglie di lana e leggins termici. 
Invece mi sono trovata nel bel mezzo dell'inverno piu' caldo che Cbus ricordasse da anni, con temperature accettabili e quasi niente neve, tanto che ricordo di avere acceso il riscaldamento due volte da dicembre a marzo (va beh che abitavo in uno studio microscopico in cui potevi saltare le patate stando disteso nel letto...). A marzo la questione inverno era gia' stata archiviata e avevo dovuto fare scorta di magliettine leggere a mezza manica, che pensavo di non mettere fino a giugno.
L'inverno dopo e' stato completamente diverso ed e' durato fino ad aprile inoltrato, con neve abbastanza frequente e diverse giornate sotto zero. E' stato allora che mi sono resa conto che gli americani, almeno quelli degli stati piu' freddi, avevano una percezione della temperaura completamente diversa dalla mia!! 
Il primo esemplare del mio studio e' stato Kevin, un tecnico che arrivava in laboratorio con giubbino, felpa, berretta di lana e pantaloncini corti....anche con -10! Inizialmente lo avevo semplicemente catalogato come una persona fuori di testa, uno dei tanti metti che vedevo qui...ma poi nel tempo mi sono resa conto che era in ottima compagnia e che i matti super coperti fino alla cintura e mezzi nudi da li' in giu' erano all'ordine del giorno. Tipo quelli che camminavano nella neve con le infradito o le ballerine senza calze. Allora ho pensato che avessero qualche difetto genetico, tipo una specie di epidurale che li rendeva insensibili al dolore e al freddo alla gambe e ai piedi. Ma anche questa teoria non era corretta, perche' avevo cominciato a vedere anche molta gente che camminava nel freddo e nel gelo con addosso solo lo scrub da infermiere (la divisina di cotone a maniche corte) o che affrontava la tempesta di ghiaccio con una felpina di cotone o che usciva la sera di capodanno con un vestitino a sottoveste. 
Da dove derivava questa capacita' di non percepire il freddo? 
La spiegazione l'ho trovata osservando i bambini!! E' tutta una questione di lento adattamento che inizia fin dai primi giorni di vita! In pieno inverno, con temperature di molto sotto allo zero, ho visto neonati sgambettare con i piedini nudi, duenni che presi in braccio mostravano la totale assenza di body o canottiera (mia nonna su skype ancora mi chiede se ho messo la canottiera...), bambine vestite da scout con gonnellina al ginocchio, calzettini bianchi alla caviglia e polo a maniche corte,...se ti abituano cosi' fin da piccolo, poi e' ovvio che a 30 anni mi esci in camicia con -25!!
Io credevo di essere troppo vecchia quando sono arrivata qui per poter subire la stessa evoluzione, invece mi sono resa conto che anche la mia percezione del freddo si sta piano piano modificando. Soprattutto quest'anno, che abbiamo iniziato con il sotto zero a novembre e non ne siamo ancora usciti. Me ne sono accorta quando sono tornata in Italia per Natale, ovviamente c'era molto meno freddo che qui, circa sui 5-6 gradi, ma mentre le persone attorno a me erano con sciarpa e giubbino, io me ne andavo in giro senza giacca. Adesso, quando il termometro segna attorno allo zero mi metto il giubbino leggero invece di quello pesante e dico "oggi non fa freddo dai". Infine la scorsa settimana ho fatto il breve tragitto casa-palestra e ritorno con solo la tuta..e la temperatura era di -17!!!
Insomma, ancora qualche anno di incubazione e saro' una vera americana...ma se mi vedete andare in giro come questo qui sotto (giovedi' scorso, circa -14) abbattetemi come i cavalli zoppi!!

martedì 14 gennaio 2014

Miagolo nel buio

Lo so che non e' una novita', ma questi sono giorni di tanti pensieri, molte domande e quasi nessuna risposta...e se la risposta c'e', e' dentro di noi e pero' e' sbagliata (Quelo docet).
La decisione di venire qui l'abbiamo presa a meta' 2012 abbastanza con leggerezza (che scrivere la parola "leggerezza" associata a me e' una contraddizione in essere ma vabbe') perche' non ci e' costata praticamente nessun taglio netto o definitivo.
Io avevo una borsa di studio semestrale abbastanza modesta e quindi sapevo che in futuro avrei potuto trovare quasi sempre qualcosa di simile, se non la stessa...eravamo in affitto in una casa ammobiliata quindi abbiamo dovuto sbaraccare poche cose  (giusto mille mila librerie Ikea che non si rimonteranno mai piu' e due mobiletti che si sono sbriciolati appena rimossa la prima brugola)...il Tecnico si era preso una bella aspettativa di 19 mesi per cui potevamo sempre decidere di mollare tutto e riprendere la vita piu' o meno da dove la avevamo lasciata. Il mio tipo di scelta preferita insomma, quella da cui si puo' sempre recedere con pochissimi danni.
Ecco, adesso siamo arrivati alla resa dei conti, quella che molti hanno dovuto affrontare prima di venire qui e non dopo: il Tecnico ad aprile finisce l'aspettativa!
Le opzioni a questo punto sono fondamentalmente 3:
1- restiamo qui e lui si licenzia
2- torna in Italia, resta 3 mesi, prova a chiedere una nuova aspettativa e rimandiamo ancora
3- torniamo in Italia insieme
Inutile dire che io, che mi trovo in difficolta' persino nella scelta dei toppings della pizza, ho gia' iniziato la redazione di accurate tabelle di pros e cons!!
Cominciamo dal fondo. Se torniamo in patria, entro aprile dovremmo vendere la macchina, trovare qualcuno che subaffitti la casa, saldare i finanziamenti, annullare la vacanza in Peru, cercare di chiudere i progetti in corso o abbandonarli sapendo che sara' stato tutto lavoro perso. Il Tecnico si ritroverebbe con un lavoro stabile, statale, con ferie, tredicesima e quattordicesima, ma pagato poco e che costituirebbe un notevole salto indietro nella sua crescita lavorativa (da persona che fa ricerca in prima linea a semplice supporto ad altri che la fanno). Le bollette del gas tornerebbero ad essere il nostro incubo. Diamo per molto probabile anche il ritorno della sua dermatite da stress. Io mi dovrei cercare quasi di sicuro un altro posto, perche' il mio ex capo sta messo abbastanza male come fondi, ma se anche ci fosse ancora posto per me, sarebbe ritornare a fare 5 preventivi per poter comprare una vaschetta di plastica da 5 euro. Ohi, c'e da dire che magari invece potrei essere fortunata e trovare una borsa di studio molto piu' vantaggiosa e un bel gruppo di ricerca, who knows?
Saremmo inoltre vicini agli amici che tanto ci mancano e alle nostre famiglie, in caso di figli avremmo schiere di nonni disponibili e forse io potrei ritrovare un po' di equilibrio interno, che ho perso da mesi.
Opzione intermedia. Nella migliore delle ipotesi ci aspettano almeno 3 mesi in cui staremo separati...in realta' probabilmente qualcuno in piu',perche' se anche gli dessero una nuova aspettativa (e non e' scontato) ci vorrebbe cmq tempo per i vari documenti. Lui nel frattempo perderebbe il lavoro che ha qui (con un capo che di meglio non si puo' chiedere), rimarrebbe dai suoi genitori rischiando il suicidio o l'omicidio e io qui dovrei gestire da sola le spese di casa, macchina, ecc. Consideriamo anche l'ipotesi che io potrei lasciarmi morire di inedia nel fratempo. Se sopravviviamo, il tutto ci darebbe la possibilita' pero' di rimandare ancora la scelta, nella segreta e utopistica speranza che l'Italia torni in forma.
La prima opzione ci permetterebbe di continuare con la vita che stiamo facendo e a cui ormai ci siamo abituati, con i suoi pro e i suoi contro. Potremmo cercare di finire i progetti che abbiamo in corso ed ottenere qualche pubblicazione che ci renda piu' appetibili per altri laboratori in Europa, continueremmo a mettere da parte qualche soldo (non molti, ma meglio che andare in perdita) e ad approfittare del fatto di essere qui per vedere mete che dall'Europa sarebbero troppo costose. Questa scelta pero' vorrebbe dire accettare a livello inconscio che non torneremo mai piu' in Italia. Cioe', tutto e' possibile eh, ma diciamo che non sarebbe molto probabile. Inoltre se qui ci licenziano, ci troveremmo entrambi senza lavoro mentre in Italia il suo lavoro e' praticamente garantito. 
 
Mi e' gia' venuto mal di testa...anzi, non mi e' mai andato via!!!

venerdì 3 gennaio 2014

La Monet de noartri

Oggi e' una brutta giornata, in cui il freddo tremendo (feels like -23?? ma sono temperature compatibili con la vita umana? secondo me no!!!) mi ghiaccia i pensieri e li rende pesanti sulla mia testa. 
Allora per reazione cerco di scrivere un post piu' leggero!
Come ho gia' detto, l'anno scorso tra settembre e novembre ho fatto un corso di pittura di 8 lezioni.E se ve lo state chiedendo, no, non mi sono scoperta artista come speravo! Non ho preso in mano il pennello e d'incanto ho tracciato un quadro degno dei migliori artisti del passato, sotto gli occhi sbalorditi dell'insegnante e dei compagni di corso che si fermavano ad ammirare il mio eccezionale operato. Anzi. Ad ogni presentazione del quadro appena finito mi sentivo sempre di piu' Calimero e cercavo invano di copiare dalla vicina di banco...allego contributo fotografico a sostegno della mia affermazione, non tentate timidi apprezzamenti perche' giuro che sono serenissima con la loro bruttezza!!!



E non mi sono nemmeno fatta qualche nuova amica, che era lo scopo secondario del corso, visto che l'eta' media dei patecipanti era 82 anni (mettendo nel conto i miei 34).
Nonostante tutto questo, oggi mi sono iscritta anche al corso successivo, che andra' da meta' gennaio a marzo...e non perche speri di avere margini di miglioramento (cioe' un po' si, la speranza e' l'ultima a morire...), ma perche' mi sono davvero davvero divertita!! 
Quando ho iniziato il corso stavo con le pezze al c**o, tra ansia e lavoro matto e disperatissimo. Le giornate erano abbastanza pesanti da affrontare e la mia testa non aveva un attimo di tregua, tra pensieri pesanti, esperimenti da programmare e paura di fallire. 
Sono arrivata in quella stanzetta un po' spoglia, dove c'erano gia' le vecchiette che si salutavano felici perche' erano all'ennesimo corso insieme e si conoscevano tutte benissimo. 
Volevo scappare. 
Poi e' cominciata la lezione, abbiamo fatto qualche cenno di teoria, un po' di disegni e un abbozzo di quadro...ero arrivata alle 7.30 e quando ho alzato gli occhi per la prima volta erano gia' le 9.45!! 
Due ore abbondanti di mente completamente sgombra!! 
E la stessa magia si e' ripetuta ad ogni lezione. 
Per questo ci torno, con qualche pennello nuovo e pure la voglia di rivedere le vecchiette...si', anche quella che ha i capelli tinti di bianco e nero esattamente come Crudelia DeMon!!!