lunedì 28 aprile 2014

Survivors

Lo so che voi non avevate dubbi, ma io si...invece contro ogni mia nefasta previsione, siamo sopravvissuti entrambi al pericolosissimo viaggio nelle altissime altitudini del Peru'.
Prima che vi convinciate definitivamente che sia pazza, vorrei dire a mia discolpa che circa il 90% delle persone che erano in viaggio con noi era terrorizzata dalla questione altitudine come e piu' di me e aveva iniziato giorni prima un apposita terapia farmacologica. Inoltre, nel nostro gruppo di 28 persone, 4 hanno rinunciato ad almeno una delle escursioni a causa del mal di altitudine, una e' svenuta, due hanno vomitato l'anima (di cui una ha anche ricevuto ossigeno per ben tre volte) e l'ultima ha avuto un mal di testa invalidante. Mica pizza e fichi ecco!
Io ho seguito allla lettera tutte le regole per evitare il mal di altitudine:
- bere molta acqua
- bere il mate di coca
- non eccedere con l'esercizio fisico
- mangiare leggero
- evitare gli alcolici
A queste precauzioni ho aggiunto il bere solo acqua in bottiglia ed evitare succhi di frutta e verdure crude, come solita profilassi nei paesi piu' poveri. E ho girato sempre con cappello e sciarpina al collo, coperta di crema a protezione 50. Nonostante questo ho avuto piu' o meno tutte le patologie possibili, escluso il mal di montagna. Il primo giorno ho beccato subito un virus intestinale e sono stata male tutta la notte, poi mi e' venuto un mega mal di gola che e' presto diventato tosse e raffreddore, proprio la morte sua con l'aria secca e rarefatta dei 4000m!!!
E il Tecnico?
Lui non ha praticamente mai bevuto il mate di coca, si e' scofanato qualche bottiglia di acqua solo se aveva molta molta sete, ha mangiato come un lupo a tutte le ore (credevo avesse ingoiato una tenia!!!) e soprattutto cose pesanti, ha mangiato verdure crude, bevuto il pisco con albume d'uovo e succhi freschi a tutte le colazioni, ha fatto km e km in piu' solo per cercare le foto migliori, anche correndo un po'. 
E non ha avuto NIENTE!!!! Il piu' sano della comitiva!!!!

A presto con i racconti dettagliati del viaggio, che meritano piu' di un post!

mercoledì 16 aprile 2014

Adesso siamo in due a ballare l'hully gully (del precariato)

Nel caso fosse rimasto qualche dubbio sulla famosa decisione che ci aspettava, lo sciogliamo subito. Da oggi il Tecnico mi ha ufficialmente raggiunto nel mondo del precariato eterno!
Ieri era il suo ultimo giorno di aspettativa, per cui non essendosi presentato oggi al lavoro e' stato automaticamente licenziato.
Lui come sta?
Abbastanza bene, si sente strano perche' e' stata la sua vita per piu' di 10 anni e perche' sa che non si potra' piu' tornare alla vita di prima. Un po' spaventato, ma comunque sicuro di se' perche' ha preso questa decisione con consapevolezza e l'ha meditata molto.
E io?
Io ho passato la giornata di ieri a dirgli che eravamo ancora in tempo a correre in aereoporto e tornare in Italia prima che lo licenziassero, ma non e' servito a nulla. :-D
Sapevo benissimo da mesi cosa aveva intenzione di fare, ma adesso che e' tutto reale fa tanta paura. 
Non voglio sembrare un'ingrata, so che devo essere riconoscente che in un momento di crisi pesante come quella che sta attraversando l'Italia, sia io che lui abbiamo un tipo di lavoro che ci ha permesso di andare all'estero e stare meglio. 
Lo so bene. 
Ma una piccola parte di me continua a battere la testa contro il muro e chiedersi perche' la vita non e' andata come la avevo desiderata fin da piccola. Che poi, mica avevo dei sogni cosi' grandiosi. Volevo un lavoro che mi piacesse e mi desse da vivere discretamente, stare con un uomo che amavo e non troppo lontano dagli amici e dalla famiglia. Faccio cosi' fatica ad accettare che non sia andata cosi' e adesso mi sembra ancora piu' certo e ineluttabile.
Tra l'altro domani partiamo per il Peru e l'ansia del viaggio non mi aiuta di certo ad affrontare com serenita' il resto. Continuo a sperare che al nostro ritorno Cbus ci omaggi con la tanto agognata primavera e anche la mia mente possa risvegliarsi piena di fiori e di colori come i prati. Mi sento grigia dentro.
A questo proposito, poiche' Ottimismo e' il mio secondo nome, vorrei lasciare per iscritto le mie ultime volonta' nel caso che muoia per l'altitudine:
- Vorrei che sulla lapide ci fosse scritto chiaramente "di anni 34", perche' non ne ho ancora compiuti 35
- Vorrei che ci fosse scritto anche "ve lo avevo detto che l'altitudine era molto pericolosa e voi avete pensato che fossi la solita esagerata"
- Vorrei essere cremata e che le mie ceneri siano messe in un vasetto tamarro e di gusto un po' trash come me, qualcosa tipo fucsia o rosso, meglio se con paillettes o brillantini
- Voglio che tutti i miei averi siano dati in beneficienza...avevo pensato ad un fondo per i nipoti (no, non pensate a chissa' quanti soldi, tipo che ci possono comprare un motorino ecco) ma il rischio che se li intaschino mia sorella e mio cognato  mi ha fatto desistere! :-)
- Voglio che il Tecnico usi i soldi della mia assicurazione sulla vita per prendersi un anno sabbatico (tanto non ha piu' un lavoro fisso) e fare il giro del mondo....cosi' potra' rifarsi di tutti i viaggi che gli ho impedito di fare o che ho rovinato con la mi ansia.
Adieu! :-*

mercoledì 9 aprile 2014

I figli cerotto

Probabilmente dovrei starmene zitta e non tentare di dire la mia su un argomento come il fare figli, visto che non sono persona informata sui fatti (cioe' mi manca l'esperienza pratica). 
Mi arrischio lo stesso, perche' alcune cose successe recentemente a persone che mi sono vicine mi hanno fatto pensare molto.
La prima e' stata qualche mese fa, una vecchia amica mi dice di aver deciso di separarsi dal marito...mi spiega che le cose non andavano bene da molto tempo, anzi forse non sono mai andate davvero bene tra loro e sono sempre stati molto piu' amici che una vera coppia. Io cado dalle nuvole, non ci vedevamo molto spesso e non mi ero accorta di nulla...tanto piu' che ai tempi avevano da poco avuto il secondo bambino.
"eh, avevo pensato che magari un altro figlio avrebbe risolto i nostri problemi".
Poi c'e' A, sposata da pochi anni, da subito avrebbe voluto un figlio ma il marito tergiversava molto perche' voleva prima avere un contratto stabile lui, poi che regolarizzassero lei, poi la casa con giardino di proprieta', ecc. E il tempo passava. A settembre mi scrive su whatsapp, disperata. Ha scoperto che lui ha da tempo una relazione con un'altra donna. Litigano furiosamente, mi dice che lo ha lasciato. Dopo qualche giorno le chiedo come va, mi risponde tutta allegra e mi dice che ha deciso di dargli un'altra possibilita', che hanno parlato e che lui ha accettato le sue condizioni. Dopo neppure due mesi mi scrive che e' incinta.
"gli ho detto che se voleva un'altra possibilita' doveva concedermi il figlio che desidero tanto".
E anche una mia ex compagna di scuola. Ci sentiamo ad inizio anno su skype, passa una buona ora a raccontarmi di quanto sia infelice perche' il compagno (per il quale ha lasciato lavoro e citta') non la fa stare bene, la trascura molto, la lascia spesso sola per andare in giro a bere con gli amici, e' immaturo e irresponsabile nonostante i 40 anni suonati. Conclude la chiamata dicendomi che vuole avere un figlio da lui, ci stano provando da alcuni mesi.
"magari sara' la cosa che lo fara' diventare finalmente un adulto...e se cosi' non fosse almeno non saro' piu' sola".
La ciliegina sulla torta e' una mia lontana parente. Fidanzata da anni con G, vivono insieme da pochi mesi. Lui diventa strano e sfuggente, resta spesso a lavorare fino a molto tardi, riceve chiamate di emergenza quasi ogni sera, esce con amici comuni spesso da solo. Lei lo convince a sposarsi, ma lui continua ad essere strano e assente anche nella organizzazione del matrimonio. Lei resta incinta a pochi mesi dalle nozze. Si lasciano a partecipazioni appena spedite perche' si scopre che lui ha da mesi una relazione con una donna di un'altra citta'. Lei ha il bambino e lo cresce da sola per 2 anni, poi conosce un altro ragazzo e dopo pochi mesi decidono di sposarsi. E' incinta di nuovo, a due mesi dalle nozze.
"volevo rafforzare la nostra unione"
Ripeto, parlo a sentimento ma senza cognizione di causa. 
Non ho figli, ma i momenti in cui mi balena l'idea di averne sono sempre quelli in cui sto meglio con il Tecnico, in cui mi sembra che il nostro amore sia una cosa cosi' bella e grande da doverla far confluire in un altro esserino. 
Crisi ne abbiamo avute tante e anche molto grandi, ma in quei momenti non ho mai pensato di legarlo a me con un figlio o trovare soddisfazione alla mia frustrazione in questo modo.
Mi dicono le amiche gia' madri che avere un figlio e' un grandissimo terremoto emozionale, che puo' mettere a dura prova anche le coppie piu' solide. Come si puo' pensare che possa essere invece il collante di una coppia che non funziona piu' o un premio di consolazione per compensare altre mancanze o peggio una merce di scambio emotivo?
Poi magari il figlio-cerotto (la definizione non e' mia ma di vale) funziona, lo auguro davvero alle mie amiche, ma il rischio che poi si resti insieme solo per quello c'e' eccome. E non so quanto ne valga la pena.

mercoledì 2 aprile 2014

Non sempre tutto il mondo e' paese!

Il viaggio della speranza di luglio, in cui per andare in Italia avevamo impiegato quasi 2 giorni e tante incazzature, ci aveva fruttato un rimborso di 300$, arrivato per mail sotto forma di voucher da spendere entro un anno per un volo della stessa compagnia.
Non so se e quando torneremo in Italia per le vacanze estive, per cui abbiamo deciso di spenderlo per il nostro viaggio in Peru, in quanto il pacchetto che abbiamo comprato comprende il volo da Miami e noi in qualche modo a Miami ce dobbiamo arriva'.
Nel voucher diceva che i voli erano prenotabili chiamando il numero verde della compagnia, ma il pensiero di parlare al telefono con un operatore ci metteva abbastanza in ansia, perche' il volo doveva essere perfetto per incastrarsi con il Miami-Lima e fare lo spelling dei nostri nomi e cognomi e' sempre un parto! Cosi' siamo andati direttamente in aereoporto al desk della compagnia, ci siamo messi in fila con quelli che stavano facendo il check in e quando e' arrivato il nostro turno abbiamo detto che volevamo fare i biglietti e usare i nostri sconti. 
Il signor John C ci ha spiegato molto gentilmente che non poteva aiutarci, che fare i biglietti con loro ci sarebbe costato di piu' e che dovevamo proprio proprio proprio farlo chiamando il numero verde. Io ho spiegato che il nostro inglese non ci permetteva di essere tranquilli nel farlo, mi sono lagnata un po' e ho fatto lo sguardo del gatto di Shrek:

John ha tentennato qulche secondo, poi ha ceduto e si e' attaccato al telefono. 
Ci ha messo un po' a spiegare al customer service di cosa aveva bisogno e dopo aver parlato con diversi operatori e' riuscito a prenotare i nostri voli. Al termine della chiamata ci ha detto che avrebbe provato a bloccare anche i posti e ha telefonato ad un altro numero per fare questa operazione, senza pero' riuscirci. Ci ha spiegato che la prenotazione ci avrebbe messo qualche minuto ad entrare nel sistema e solo a quel punto avrebbbe potuto scegliere i posti, per cui ci ha chiesto di prenderci un caffe' e tornare dopo una ventina di minuti. 
Il Tecnico, che sa bene che volare di fianco a me significa, nelle migliore delle ipotesi, essere usato come cuscino e, nella peggiore, avere davanti una faccia spiritata che ti chiede ossessivamente "hai sentito anche tu? si sara' rotto un motore? cos'e' questo odore strano?", ha detto a John che non c'era bisogno di affannarsi e che anche se fossimo stati lontani per poche ore era ok. John invece ci ha spiegato che essendo il week end di Pasqua sarebbero stati venduti piu' biglietti rispetto ai posti disponibili (maledetto overbooking) e quindi potevamo rischiare di restare a piedi, cosa terribile visto che avevamo il viaggio organizzato ad attenderci! 
Insomma, alla fine siamo andati a prendere un caffe' da Tim Hortons e nel tempo che ha impiegato il mio caffe' a passare dalla temperatura della fusione nucleare a quella della ustione superficiale, erano passati venti minuti, per cui siamo ritornati e abbiamo avuto i nostri posti assegnati.
John e' stato davvero gentilissimo ma posso dire che qui in America, nella mia esperienza, e' piu' una cosa normale che una strana eccezione. Oltre alla cortesia di John, che non aveva nessun obbligo di aiutarci, vorrei fare notare che nonostante siamo stati al desk per piu' di mezz'ora, nessuno ci ha insultato, sgridato, tirato pomodori marci o mandato affanq. Se fosse successo in Italia sarebbe dovuto intervenire il nucleo anti-sommossa!!!