martedì 27 maggio 2014

Dipendenze americane

La cucina italiana e' una delle migliori al mondo ed e' ovviamente una delle cose del mio paese che qui mi manca tanto, anche se cerchiamo sempre di trovare qualche prodotto made in Italy, cucinare gli stessi piatti e intenerire i famigliari per farci mandare pacchi di biscotti, grissini e grana. 
Partendo da questo presupposto, quando ho letto il post di Vavi sulle nuove dipendenze alimentari che ha sviluppato da quando vive negli Usa, ho subito pensato che la cosa non mi riguardasse. 
Se tornassi in Italia, il cibo americano non mi mancherebbe di certo, no?
Invece pensandoci attentamente mi sono resa conto che ho anche io almeno 5 cose a cui penserei con nostalgia, anzi mi e' gia' successo!!

- HAMBURGER: certo, gli hamburger ce li abbiamo anche in Italia, ma buoni come questi no, ve lo assicuro! Saranno gli ormoni, i pesticidi, la carne di alieno o i cerchi nel grano, non so...ma il sapore che hanno e' eccezionale!! Dopo i primi 6 mesi passati qui tra 2011 e 2012, a fine maggio sono tornata a casa per qualche mese. Ho passato i primi giorni a strafogarmi di tutte i cibi italiani che mi erano mancati, come tortellini, salami, bresaola, stracchino, ecc. Poi, a meta' luglio, me lo ricordo benissimo, stavo tornando da un aperitivo e mi e' venuta una voglia di hamburger incontrollabile. Presa dalla disperazione mi sono infilata in un Mc Donald's e sono tornata a casa tutta felice con il mio sacchettino...ma che delusione invece!! Quell'hamburger non aveva niente a che vedere con il Baconator di Wendy's che fanno qui!!



- LIME-A-RITA: la birra mi piace, ma non da impazzire, per questo in Italia in estate preferivo di gran lunga fare aperitivo con una bevanda fruttosa ma alcolica come il Bacardi Breezer. Qui pero' non e' ancora arrivato (o non lo abbiamo trovato), ma ho individuato un degno sostituto nel Lime-a-rita, che adesso e' diventato il mio inseparabile compagno di aperitivi in giardino. In teoria e' una bevanda a base di birra ma aromatizzata come un margarita. In realta' la componente birrosa non si sente per niente, e' dolce e 'on the rocks' e' la morte sua! Adesso hanno fatto anche la versione al mango, fragola o frutti di bosco, ma sanno troppo di sciroppo per la tosse, per cui quello al lime resta il mio preferito!
 

- VEGGIE STRAWS: il Lime-a-rita deve per forza essere accompagnato da cibo, altrimenti ti stronca le gambine in 10 minuti...ma invece delle solite caloricissime e untissime (ma buonissime ahime') patatine, da un po' di tempo a questa parte lo accompagno con i Veggie Straws. In pratica sono bastoncini aromatizzati alle vedure (patate o spinaci o pomodori), meno grassi delle patatine normali ma molto molto buoni....il problema e' che uno tira l'altro e se ne mangi un pacchetto intero l'effetto dietetico si va un po' a far benedire!

- SIERRA MIST DIET: e' una bevanda gassata aromatizzata al lime, simile alla Sprite. Mi impongo di comprarne una bottiglia solo a settimana, perche' ne' io ne' il Tecnico riusciamo a smettere di berla! Ho provato delle alternative in Italia ma lei resta sempre la mia preferita!
 
- WHITE CHEDDAR DEL VERMONT: all'inizo uno dei cibi italiani di cui sentivo di piu' la mancanza era il formaggio, tipo un buon grana o un pecorino con il pepe. Infatti era il prodotto che ci facevamo spedire piu' spesso dai genitori e dai suoceri, piagnucolando sul fatto che qui non c'era niente di paragonabile. Poi abbiamo scoperto il cheddar del Vermont ed e' stato amore al primo assaggio! Adesso non manca mai nella nostra spesa settimanale e difficilmente riusciamo a farlo durare piu' di meta' settimana!

 
Che dite, mi toglieranno la cittadinanza dopo queste affermazioni?

giovedì 22 maggio 2014

In equilibrio precario

Il Tecnico va dicendo da giorni che porto sfiga.
Perche' poco dopo che gli avevo urlato "vai piaaano", ha preso la famosa multa.
Perche' a marzo gli ho chiesto "ma sara' una buona idea andare in vacanza a ridosso del tuo cambio di lavoro?" ed e' uscito il job posting mentre eravamo nel mezzo del nulla in Peru', che per un soffio non ha perso.
Perche' due settimane fa gli ho detto "Non spedire il passaporto per il rinnovo adesso, che stai facendo i documenti per il lavoro nuovo" e due giorni prima dell'appuntamento al consolato lo hanno chiamato
le risorse umane per dire che con il passaporto vecchio gia' annullato non riuscivano a fare il controllo pre-assunzione e sarebbe stato tutto rimandato di almeno una settimana.
Oh, lui e' un po' approssimativo, ma io sto cominciando a crederci davvero sul fatto di portare sfiga!!!
Ad esempio.
Da due anni a questa parte, piu' o meno in questo periodo, riparte la roulette russa del rinnovo del mio visto. Il lab dove lavoro ha goduto di risorse illimitate praticamente fino al 2011, quando sono arrivata io. Gia' per il primo contratto ci sono voluti un po' di mesi per avere i soldi necessari ad assumermi, poi l'anno scorso ci sono stati i licenziamenti vari e adesso sono qui che aspetto la riunione di domani per sapere (insieme ad altri 5 colleghi) se da luglio dovro' cercarmi un altro lavoro oppure no. 
Mi sa che e' meglio se ne frattempo mi cerco una maga o un esorcista o uno di quegli esperti in malocchio che si vedono in tv vestiti con una palandrana di colori tenui.
Lo so che poi alla fin fine non sarebbe mica poi tutta questa tragedia andare in un altro laboratorio, le possibilita' di impiego per i post doc come me non sono troppo difficili da trovare. Potrebbe essere anche eccitane, nuovi colleghi, nuove sfide, magari mi pagherebbero pure meglio. 
Il punto e' che mi pare di non essere capace di affrontare un altro cambiamento, positivo o negativo che sia. Da quando sono qui e' come se tutte le mie energie nervose fossero costantemente impegnate nel mantenere un equilibrio e quindi ogni nuova piccola perturbazione di questo equilibrio mi appare come una cosa insostenibile da affrontare, al di la' delle mie capacita'.
Mi sento in bilico su una corda tesa, come se il minimo tocco mi potesse far cadere, fosse anche solo una farfalla che si posa sulla mia spalla.
Anche in questo io e il Tecnico siamo proprio perfettamente bilanciati, visto che lui ha cambiato 3 capi in 20 mesi! :-D
 
 

domenica 18 maggio 2014

Per questa volta siete salvi

Lo ammetto, sono entrata qui con tutta l'intenzione di scrivere un post lagnoso. Questo blog sta cominciando ad assomigliare sempre di piu' al mio diario di adolescente, quando scrivevo solo nei giorni bui perche' in quelli belli ero troppo impegnata ad essere felice. Ero una adolescenta pesa, e' innegabile.
Insomma, sone venuta qui perche' volevo piagnucolare un po'.
I miei suoceri dovevano arrivare qui ieri, finalmente dopo piu' di un anno e mezzo qualcuno sarebbe venuto a trovarci dall'Italia! Avevamo sistemato casa, comprato mobiletti nuovi, riarrangiato i letti e organizzato un week end a Chicago. Peccato che non siano mai neppure partiti, bloccati a Bologna dalla legge piu' idiota mai concepita da mente umana. 
I passaporti emessi prima di ottobre 2005 sono ok. 
Quelli emessi dopo ottobre 2006 sono ok. 
Quelle emessi tra ottobre 2005 e ottobre 2006 no, se non con visto dell'ambasciata...e il loro era di maggio 2006. 
Sfiga e l'unica parola che mi viene in mente (o meglio l'unica tra tutte quelle che ho pensato che si possa scrivere in un blog).
Ora penserete: poverina, ma quanto sta messa male per essere cosi' dispiaciuta che i suoceri non siano a casa sua? Va beh, lasciamo stare! :-D
Insomma, alla fine quello di cui mi volevo lamentare era il solito, l'argomento che torna ciclicamente nei miei post e che riguarda la solitudine, la lontananza dagli amici, la mancanza della famiglia e l'essere sempre troppo distante da loro nei momenti del bisogno e in quelli di festa.
Tra il mancato arrivo di quello che comunque e' un pezzo di famiglia, due chiaccherate skype e una su whatsapp con amiche italiane carissime e il sapere che un paio di persone con cui mi trovo bene in lab (e si contano sulle dita di una mano) se ne andranno a breve, mi era preso un bel po' di avvilimento.
Invece, proprio mentre stavo cominciando il post, e' partita una chat esilarante (l'ennesima) su whatsapp con il mio giro di donne expat e dopo 3 minuti avevo gia' perso tutta la spinta all'autocommeriserazione che mi aveva portato qui. 
Mi sono resa conto che quello di cui mi stavo per lamentare non era del tutto vero. La mancanza che provo per certe persone che facevano parte della mia vita pre-espatrio e' innegabile, ma non posso dire di essere sola o di non avere nessuno con cui poter parlare (povero marito a parte). 
Da qualche mese a questa parte ormai, nella mia vita quotidiana e' entrato un bel gruppo di donne che come me hanno lasciato una vita in Italia e l'hanno ricostruita da capo altrove. Siamo diverse per eta', per gli studi intrapresi, per le esperienze di vita che abbiamo fatto e per le motivazioni che ci hanno portato a scegliere l'estero. Ogni tanto ci incazziamo e facciamo polemica, come solo le donne sanno fare. Ma piu' spesso ci sfoghiamo, ci raccontiamo le giornate, gioiamo dei rispettivi successi (questo ne e' un esempio), ci consoliamo reciporocamente e tante volte diciamo solo un mucchio di cazzate e ridiamo, tanto, tantissimo. Cosi' tanto che mio marito minaccia di togliermi il telefono piu' o meno ogni sera e ogni week end, perche' mi vede scrivere come una indemoniata e poi ridere da sola come un'ebete. Siamo distribuite su talmente tanti fusi che alla fine c'e' sempre almeno una connessa a cui rompere, quando ti svegli all'alba e non riesci piu' a prendere sonno, quando invece e' notte ma sei sveglissima, quando vuoi sapere il nome di uno shampoo mentre sei davanti agli espositori e quando ti serve una informazione urgente e non sai dove trovarla. 
La copertura della chat expat copre praticamente tutte le 24 ore, cosa si puo' chiedere di piu' ad una amicizia per poterla definire tale?
E come ha scritto Lucy, e poi dici virtuale ...

sabato 10 maggio 2014

Ricominciare da capo

Come ho gia' detto qui, una delle cose che apprezzo maggiormente di questo paese, che lo differenzia molto dall'Italia e che credo mi manchera' molto quando andremo altrove, e' la facilita' con cui si possono fare certe operazioni. Ad esempio aprire il conto corrente, affittare un appartamento (o piu', vista la mia nota passione per i traslochi, allacciare le utenze, fare la patente, ecc. e' stato molto semplice (beh, fare la patente no, ma non per la burocrazia, quanto perche' mi hanno bocciato, due volte...ihihihihihihi).
C'e' pero' un grande scoglio che piu' o meno tutti gli expat si trovano ad affrontare quando arrivano qui, la famigerata credit history!!! 
In pratica si tratta di una sorta di "reputazione finanziaria", un numero che definisce quanto siamo ritenuti affidabili come pagatori di debiti e quindi se ci si puo' fidare a darci mutui e rate. Gli americani iniziano a costruire la propria credit history molto presto, in quanto anche il prestito che tanti studenti chiedono per il college poi viene valutato nello score....per noi immigrati invece la faccenda e' un po' piu' complessa, perche' quella che e' stata la nostra storia finora viene completamente azzerata. Non importa quanti soldi abbiamo nel conto italiano, da quanti anni abbiamo un mutuo o paghiamo rate....qui si riparte da zero!
La credit history si costruisce in vari modi. Alcuni sono assolutamente logici: pagando l'affitto in tempo, saldando le bollette, accreditando lo stipendio direttamente sul conto corrente...altri invece sono un po' all'opposto della nostra mentalita' cementata nei secoli! Ad esempio "fare le rate", che per mio padre era quasi una vergogna perche' significava che non avevi i soldi per pagare interamente qualcosa, qui e' un buon segno e incrementa lo score (sono furbi eh, cosi' ti incoraggiano a fare i finanziamenti e ci guadagnano con gli interessi!). Anche il fatto di possedere una carta di credito aiuta, perche' qui le spese della carta non sono addebitate direttamente nel conto corrente al 15 del mese successivo, ma le paghi tu decidendo di volta in volta se saldare tutto o una parte. Avere tante carte di credito diverse quindi aumenta lo score, mentre  se si ripaga solo una parte dei soldi spesi o addirittura non si rispetta la scadenza, lo score cala.
C'e' pero' un piccolo bug in questo sistema...appena siamo  tornati nel 2012, con la prospettiva di restare a lungo, abbiamo fatto richiesta per la carta di credito, allo scopo di cominciare a costruire la nostra credit history...la richiesta e' stata rifiutata sia a me sia al Tecnico (si fa separatamente)!! Il motivo? Il  nostro credit score era troppo basso!!
Ma come fare per costruire questo score allora?
A piccoli e leeeeeenti passi.
Si comincia con una secured card, come ad esempio Discover o Capital One. Queste non sono altre che carte di credito che richiedono un deposito iniziale e che ti danno da principio una ridotta quantita' di soldi da poter spendere, che aumenta man mano che dimostri la tua affidabilita'. In pratica, se saldi la carta entro la scadenza e spendi circa la meta'-due terzi del budget concesso, dimostri di essere in grado di gestire cifre maggiori e il tuo credit score inizia finalmente a crescere. 
Noi ci abbiamo messo quasi un anno per costruirci una buona storia di credito, in parte grazie alla secured card ed in parte pagando sempre le bollette e l'affitto entro i termini. 
E da gennaio abbiamo avuto la nostra prima carta di credito ufficiale!
Quando ce l'hanno data, ci hanno detto che se spendevamo 500$ in tre mesi avremmo avuto 100$ indietro...noi ci credevamo poco e ci preparavamo a battagliare mesi per averli, invece non appena spesi i 500$, sul conto corrente e' apparso il banner per riscuotere i 100$ e metterli direttamente sul conto corrente! Inoltre avevamo gia' accumulato anche un po' di cash back, una cosa che io adoro (da brava risparmiatrice, un po' tirchia). Ecco in cosa consiste: l'1% dei soldi spesi con carta di credito ci torna indietro sempre (cioe' se spendo 500$ con la carta di credito, ne ricevo 5$), in piu' ogni trimestre ci sono delle categorie di negozi diverse in cui il cash back e' del 5% (ad esempio fino a marzo se pagavi il benzinaio con cc avevi il 5% di ritorno, questo mese e fino a giugno invece lo steso vale nei ristoranti, ecc.). Lo so, i maniaci della privacy e gli antiamericani mi diranno che e' un modo subdolo per farci usare la carta di credito e tenere sotto controllo i nostri consumi. E sono certa che sia cosi', ma il pensiero di guadagnare qualche soldo con spese che farei comunque mi fa passare sopra a tutto! :-D
Comunque da gennaio la nostra ascesa all'Olimpo delle credit history e' lanciata a folle velocita' e abbiamo finalmente fatto anche le famigerate "rate" (ma non ditelo a mio papa')!

qui