sabato 28 giugno 2014

Il cliente ha sempre ragione

USA.
Un paio di mesi fa, il Tecnico voleva prenotare l'albergo per Chicago usando un coupon da 25$ guadagnato scaricando l'app di Expedia sul cellulare. Al momento del pagamento pero' il suo pc era andato in crash, quindi aveva dovuto rifare tutto da capo. Peccato che il coupon non venisse piu' accettato, perche' il sitema lo aveva archiviato come gia' utilizzato anche se il pagamento non era andato a buon fine. Abbiamo annullato tutto e ho chiamato il servizio clienti per fare la prenotazione con loro...ma di nuovo, quando stavo per dire il codice del coupon, e' caduta la linea! Questa volta pero' risultava gia' pagato e quindi siamo rimasti fregati.
Ormai lo avrete capito, io sono un po' (un bel po') e tirchia oculata nelle spese e quei 25$ mi davano fastidio, quindi ho mandato una mail al servizio clienti spiegando l'accaduto. Ho immediatamente ricevuto una mail automatica che diceva che mi avrebbero rispostro entro 24 ore...prima che il tempo fosse scaduto avevano mandato una mail di scuse e caricato ben 4 coupon da 25$ sul mio profilo Expedia!! 
Due di quesi sono stati gia' ottimamente utilizzati per i famosi motel del viaggio in North Carolina.
Il Tecnico l'anno scorso ha comprato un bidet. Si', sono seria, un bidet portatile da attaccare al water, con la manopolina per cambiare posizione e intensita' del getto di acqua, come quelli che avevamo visto in Giappone. 

 qui

Entusiasta del suo acquisto (a tutti quelli che vengono in casa nostra chiede se vogliono provarlo, una vergogna che non vi dico), ha messo una recensione bellissima su Amazon. 
Dopo qualche mese gli ha scritto la ditta produttrice, dicendo che era una piccola industria che aveva bisogno di crescere e offrendogli di scrivere una recensione sul loro sito in cambio dell'invio di un altro bidet uguale. Quando me lo ha scritto su Skype credevo fosse un modo subdolo per comprarne un altro, invece ce lo hanno mandato gratis davvero!! E adesso ne abbiamo uno in ogni bagno....
Infine, un mese fa ho comprato una maglietta su Amazon, una cosa super economica da meno di 10$. E' arrivata a casa nei tempi attesi, il tessuto era buono e anche la taglia era perfetta...peccato che al primo lavaggio la striscia nera abbia stinto e la parte bianca sia diventata irrimediabilmente grigia. 
L'ho buttata senza rimorsi, vista la spesa modesta. 
Ieri mi e' arrivata la richiesta di Amazon di fare la recensione al prodotto e ho scritto esattamente quanto detto sopra, cioe' che era andato tutto bene fino al lavaggio e che magari conveniva specificarlo nell'etichetta. 
Non avevo nessuno scopo, sono solo stata onesta. 
Tempo 2 ore mi ha scritto il venditore scusandosi moltissimo e offendomi un rimborso totale della spesa.

ITALIA.
Mia sorella ha compiuto gli anni in aprile ed essendo lontana le ho mandato un mazzo di fiori con Interflora. 
Avevo scelto questo:



Doveva essere un "Delizioso bouquet con rose rosa, lilium, gerbere, lisianthus e verde decorativo".

Questa e' la foto del mazzo ricevuto:





Bello eh, ma un po' diverso dall'atteso, mi pare. 

Il sito diceva chiaramente che "in alcuni casi il prodotto consegnato potrebbe differire leggermente dalla foto nelle forme e nei colori in quanto ogni fiorista Interflora è caratterizzato da una propria sensibilità creativa, esperienza e utilizza un prodotto stagionale soggetto a cambiamenti naturali", ma qui la differenza mi sembrava troppa.
Il mio "io" cagacazzi precisetti americano ha preso il sopravvento, ormai sono troppo abituata ad un 'customer service' come si deve e non ho resistito: ho mandato una mail al servizio clienti!
Mi hanno risposto dopo diversi giorni, offrendomi uno sconto del 10% sul prossimo acquisto...

giovedì 26 giugno 2014

Smetto quando voglio

Qualche sera fa io e il Tecnico abbiamo guardato il film "Smetto quando voglio" , una produzione italiana di inizio 2014. 
 
qui
 
La storia e' molto semplice: Pietro, un ricercatore di neurobiologia, molto brillante ma precario da una vita, si vede rifiutare il rinnovo del suo assegno di ricerca a causa dei tagli all'universita' e anche del suo mentore, un professore inetto la cui preoccupazione principale e' solo allearsi con gli puo' garantire piu' favori. Stanco e frustrato, pieno di debiti e incapace di deludere nuovamente la compagna, finge di essere stato assunto a tempo indeterminato e invece usa il suo innovativo software di predizione molecolare per creare una nuova droga, potentissima ma legale perche' non inserita nell'elenco delle sostanze proibite. Inizia cosi' un vero e proprio impero dello spaccio, coinvolgendo nell'impresa altri brillanti laureati (un chimico, due latinisti, un economista, un archeologo e un antropologo), come lui costretti a vivere ai margini della societa'.
Il film non aspirava a grandi premi e non era neppure troppo originale, visto che il richiamo alla famosa serie "breaking bad" era fin troppo evidente. 
Pensavamo semplicemente di passare qualche ora spensierata. 
Effettvamente ci sono battute spassose e sketch esilaranti, soprattutto nella prima parte, ma la sensazione predominante per tutto il film e' stata una grande rabbia ed amarezza.
Questo film cosi' leggero in realta' tocca dei tasti troppo fastidiosi per chi ci e' passato in prima persona o ha amici che ci sono ancora in mezzo. 
Per chi ha visto contratti non rinnovati a chi lo meritava e concorsi vinti da incapaci. 
Per chi ha sgobbato sui libri per anni per poi non trovare un lavoro nel suo campo ed e' costretto a fare tutt'altro, spesso in nero o sottopagato. 
Per chi ha vissuto con le borse di studio da 800 euro, piegandosi alle richieste piu' assurde del professore nella speranza del famoso posto a tempo indeterminato. 
Per chi si e' sentito dire che e' troppo qualificato (vero Princess?), che laureati non ne vogliono perche' poi cercano sempre di andarsene via per trovare di meglio.
Noi siamo stati fortunati, abbiamo potuto impacchettare le nostre quattro cose, chiudere tutto e cercare altrove quello che il nostro paese non sapeva piu' darci. 
Ma non smette di farmi incazzare tutto questo.
Come ha detto meglio di me il rettore di Bologna nel suo discorso ai neo dottori di ricerca: «Cosa si pensa della ricerca nel nostro paese? Riteniamo possa esserci un futuro senza ricerca? Vogliamo continuare a credere e far credere che nel 2014 un calciatore valga più di un ricercatore?».
Ho continuato a pensarci anche il giorno dopo, quando ho letto questo su FB:
"..è questa vita da precari che rovina la generazione di noi trentenni..i bamboccioni di Brunetta. E' questa vita che ti fa venire l'ansia a 3/4 mesi dalla scadenza del contratto, che ti fa sentire in colpa se prendi due settimane di ferie, che ti fa chiedere ogni giorno se hai lavorato abbastanza bene da avere il rinnovo del contratto..questa precarietà che ti stringe alla gola, che ti fa chiedere ogni giorno se riuscirai a pagare il mutuo e che ti fa programmare la maternità nell'attimo più propizio, come se fosse un appuntamento dal parrucchiere..". 
Conosco bene la persona che ha scritto questa frase, e' stata una mia studentessa per due anni ed era (e') una persona scrupolosa, preparata, brillante. Una che lavora sodo. Lei in Italia ci e' rimasta, per tante ragioni troppo lunghe da spiegare. 
E sono sicura che anche lei non riderebbe molto davanti a quel film.

mercoledì 18 giugno 2014

Esistono citta' piu' piccole di Columbus!!

Come annunciato, nel week end siamo stati a Chapel Hill, in North Carolina.
Il viaggio e' stato lungo e abbastanza stancante (soprattutto per il Tecnico, che ha guidato per tutti le 460 miglia dell'andata e altrettante per il ritorno, mentre io come al solito intervallavo pisolini e risvegli angosciati dal senso di colpa per non fare compagnia al guidatore), ma ne e' valsa assolutamente la pena.
Viaggiare cosi', on the road, mi (ci) piace moltissimo e gli Stati Uniti si prestano particolarmente a questo tipo di spostamenti, perche' le strade molto grandi, i limiti di velocita' moderati e il cambio automatico rendono fattibili lunghi tragitti che in Italia sono improponibili. Il Tecnico ha detto di essersi stancato meno di quando andiamo al mare nelle Marche!
Siamo partiti venerdi' pomeriggio subito dopo il lavoro, armati di Red Bull, acqua fresca e panini con la mortadella (ho trovato un supermercato che la vende ed e' molta buona e pure poco costosa!).


Durante le cinque ore di viaggio tra Columbus e il Motel che avevamo prenotato abbiamo attraversato paesaggi molto diversi: siamo passati dal piattissimo Ohio, 
 
 
alle colline del confine, 
 
 
al montagnoso West Virginia e infine di nuovo alla pianura in Virginia. 
Il West Virginia e' stato particolarmente suggestivo, perche' abbiamo fatto un lungo tratto di montagna in mezzo a boschi pieni di lucciole. Stupendo!!
 
 qui

Siamo arrivati nel Motel 6 che avevamo prenotato la sera prima. Io ero un po' preoccupata, visto il prezzo temevo fosse in condizioni pietose o almeno pieno di serial killer e trafficanti di droga. Invece insieme a noi hanno fatto il check in coppie normalissime, famiglie con bambini e camionisti di passaggio, rassicurandomi non poco. Il Motel aveva anche una piccola piscina!! La stanza era stata rimodernata recentemente, con i muri appena dipinti, il bagno rifatto e i mobili nuovissimi. 


Il mattino seguente siamo ripartiti presto e dopo una sosta al nostro amato Starbucks (che aveva dei fantastici saccottini al cioccolato!!!) abbiamo proseguito fino a destinazione. 
 

Il North Carolina ci ha accolto con un sole cocente e un caldo umido che non ci aspettavamo assolutamente! La nostra amica invece ci ha accolto con del Prosciutto crudo spettacolare che non aveva niente da invidiare a quello italiano.
Dopo 5 ore di chiacchere (avevamo circa 4 anni di gap da colmare), siamo usciti per andare a vedere Italia-Inghilterra all'Hickory Tavern, dove ci aspettavano suoi amici italiani, turchi e americani, tutti a tifare Italia! Al primo goal italiano, solo il nostro tavolo ha esultato...mentre al pareggio dell'Inghilterra un boato ha scosso tutto il locale, facendoci capire che eravamo in nettissima minoranza!!! :-) Meno male che qui in America sono sportivi pacifici, altrimenti qui si sfiorava la rissa!!
Finita la partita (e gli hamburger, le patatine e le birre che abbiamo fatto fuori per stemperare la tensione) siamo andati al West End Wine Bar. Il locale era molto bello anche se quasi vuoto, perche' Chapel Hill, come tutte le citta' nate attorno ad un campus, si svuota quasi interamente al finrie delle lezioni. 
 


Abbiamo bevuto un calice di vino, ascoltato musica dal vivo e parlato molto, scambiandoci storie e impressioni con le persone appena conosciute. Abituata ad un giro di conoscenze di quasi solo italiani, mi e' piaciuto moltissimo poter parlare per ore in inglese con persone con un passato ed una cultura completamente diversi dai nostri.
Il giorno dopo, sfamati da una colazione imperiale,
 
 
abbiamo finalmente visitato Chapel Hill alla luce del sole. La citta' e' veramente piccola (piu' di Columbus!!!!), con una sola via principale (Franklin Street) in cui si ritrovano tutti i locali e i negozi. Il resto e' campus e moltissimi parchi con orti botanici. 
 

 
Immancabile la foto ricordo con il simbolo della citta', The Old Well.


Abbiamo poi scoperto che il pub in cui eravamo stati ieri, in realta' apparteneva a Carrboro, una cittadina ancora piu' piccola nata da una costola di Chapel Hill e considerata la sua parte "freak".
 
A Carrboro si trova il Weaver Street Market un supermercato biologico (Co-op) n cui molti comprano il pranzo da asporto per poi consumarlo nei tavolini o sulle panchine del giardino antistante, mentre ascoltano musica dal vivo o approfittano della rete wireless.
Anche se sono due entita' distinte, di fatto le due citta' sono praticamente attaccate e basta attraversare una via per passare da una all'altra.
Dopo un gelato e altre chiacchere, nel pomeriggio siamo ripartiti per Columbus. Anche al ritorno ci siamo fermati in un Motel 6, stesso prezzo e stesse identiche condizioni, per cui posso dire che la nostra scelta e' stata assolutamente azzecata! 


Qualche nota pratica.
Per le quasi 1000 miglia percorse complessivamente abbiamo speso meno di 100$ di benzina...pensate che gli americani si lamentano di quanto costi adesso il carburante...in Italia potrebbero avere un collasso!!!
Abbiamo attraversato un raro tratto di autostrada a pagamento, che tra andata e ritorno ci e' costato ben 12$.
Infine, ci siamo fermati un paio di volte nelle rest area, che come sempre mi hanno stupito per ordine e pulizia. Io non voglio sempre dare addosso al mio Paese, ma avete idea di come si ridurrebbe un'area di sosta in mezzo al niente lungo un'autostrada italiana?

giovedì 12 giugno 2014

On the road again

Questo week end andiamo a trovare una ex collega dei tempi in cui io e il Tecnico lavoravamo nello stesso laboratorio. 
Dopo qualche anno a Parigi, da gennaio e' approdata in North Carolina e ci siamo subito ripromessi di andarla a trovare non appena la stagione fose migliorata. Sappiamo bene quanto faccia piacere ricevere visite (o almeno speriamo di essere una visita gradita!).
Insomma, domani pomeriggio dopo il lavoro partiamo in macchina con due mini trolley (il Tecnico voleva andassimo con uno solo, ma sono una donna perdio!!!) e i panini al sacco, per fermarci dopo circa 5 ore in un motel di ultima categoria prenotato in fretta e furia stamattina. E pagato ben 25$ a notte, grazie ad un abile gioco di coupon! :-D
Poi la mattina ripartiamo dopo la colazione e ci facciamo le ultre 2-3 orette di viaggio per arrivare da lei!
Purtroppo ripartiremo subito la domenica pomeriggio, ma ci fermeremo anche al ritorno in un altro motel sicuramente da film horror, sempre alla stessa folle cifra del precedente, il che getta luci sempre piu' inquietanti!
Sono gasatissima al pensiero di questo week end via, ho un bisogno estremo di staccare da certe situazioni lavorative che non mi fanno dormire la notte nonche' disintossicarmi da numerosi colleghi.
Un bel giro on the road, che non porta con se' neppure la mia eterna angoscia da volo aereo, e' davvero quello che mi vuole!
E il prossimo week end si replica, andiamo a Pittsburgh al jazz festival!



domenica 8 giugno 2014

Non ho piu' l'eta' (3)

Ci risiamo.
I 35 anni si avvicinano e sento che con loro si sta avvicinando una crisi come quella che ho avuto a 30. 
Non mi so rassegnare agli anni che avanzano. 
Oh, intendiamoci, non penso sia una cosa cosi' strana, a nessuno piace invecchiare, con tutto quello che comporta. Anche il Tecnico, uomo notoriamente zen, mal sopporta il fatto di non sentirsi piu' un leone capace di fare tutto, di stancarsi molto prima e di aver bisogno di piu' tempo per recuperare le fatiche. Pero' e' solo il declino fisico a preoccuparlo, mentre non lo disturba affatto che sia ormai passata l'eta' della discoteca, delle notti in giro e dell'irresponsabilita'.
Io invece faccio tuttora una fatica boia ad accettare il fatto che devo crescere, anzi che sono gia' paurosamente in ritardo!!
Le ragioni le ho gia' dette in passato. 
Secondo la mia vecchia psicologa i miei genitori mi avevano tenuto la mano per troppo tempo, impedendomi di crescere quando era il momento giusto, per cui mi ero ritrovata a fare i passi dell'adolescenza a 30 anni. E crescere cosi' tardi comportava una fatica doppia rispetto al farlo al momento giusto.
Poi c'e' anche il fatto che mi sono resa conto di essere stata troppo responsabile quando ero ventenne, di aver fatto davvero poche cazzate, per cui mi sento come se mi mancasse una tappa che ovviamente non posso piu' recuperare senza risultare ridicola.
Tutto questo per dire che ho passato giorni a tediare San Tecnico sul fatto che facevamo una vita da pensionati. che le uniche uscite erano per andare a cena come i miei genitori o nei parchi a camminare, ecc. 
Cosi' ieri sera abbiamo deciso di andare al Park Street Festival, una grande festa all'aperto nella via della nightlife di columbus, con cibo, musica dal vivo e alcol a fiumi. Non so come, ci siamo addormentati alle 7, prima di cena, per poi  risvegliarci alle 8 passate, completamente rincoglioniti. Abbiamo mangiato qualcosa, ci siamo preparati e siamo usciti. Siamo arrivati al festival e prima di entrare ci hanno fatto un timbro sulla mano come una vita fa all'entrata della discoteca. La musica era a palla e non si riusciva a parlare mentre attorno a noi orde di ragazzini e qualche patetico anzianotto ballavano in mezzo alla strada. Molti erano gia' ubriachi spolpi perche' erano li' dall'inizio della festa, a mezzogiorno. Noi abbiamo preso una birra e un cocktail in due. 
Dopo un'ora volevo andare a casa. 
Mi facevano male i piedi (grazie ai tacchi da figa che mi ero messa dopo mesi di tennis, stivali bassi e ballerine).
Avevo freddo perche' mi ero dimenticata la mia immancabile sciarpina (mentre le ragazzine attorno a me erano mezze nude e imperterrite).
Volevo bere un altro cocktail ma non potevo, perche' poi bisognava guidare fino a casa e qui se ti fermano con il tasso alcolico alternato ti arrestano e ti passi una notte in cella, con notevoli casini anche per il visto.  
E mi stavo anche rompendo le palle. 
Insomma, alla fine abbiamo tirato l'una (grazie al riposino pre-cena, mi sa) solo perche' in macchina con noi c'erano un paio di amici sotto i 30 anni e non volevamo rovinargli la serata portandoli a casa a mezzanotte.
Appena arrivata a casa mi sono messa le ciabatte e ho lottato per togliere quel fastidioso timbro dalla mano, quello che vent'anni fa avrei tenuto come trofeo.
Messaggio ricevuto forte e chiaro: sono vecchia! :-D

mercoledì 4 giugno 2014

Non fare come me

Mio cognato ha messo su FB un po' di foto di una gita che ha fatto insieme a mia nipote e come ogni volta, da quando non ce l'ho piu' sotto gli occhi tutti i giorni, resto stupita di quanto mi assomigli sempre di piu'. 
Non parlo del fatto che abbia il mio stesso colore di capelli e di pelle, quello e' abbastanza normale visto che comunque io e mia sorella siamo molto simili fisicamente. Mi sorprende quanto semplicemente guardando quelle foto io possa capire benissimo quanto si senta a disagio nel suo corpo e quanto lo vorrebbe diverso, perche' era lo stesso per me.
Vedo che non mette gli occhiali o almeno che li toglie prima di farsi fare le foto, come facevo io perdendo ogni estate diottrie su diottrie e rischiando di inciampare e sbattere contro gli ostacoli ogni volta che uscivo con le amiche. Le cazziate che mi prendevo dall'oculista ad ogni visita annuale sono rimaste leggenda.
Vedo che ha il sorriso imbarazzato di chi odia essere immortalato, di chi ha paura di venire male e che si veda il naso grosso o le guance rotonde o la cosciotta.
Vedo che si veste di nero, come ho iniziato a fare io alle superiori, e si lega le felpe in vita, sperando di sembrare piu' magra e nascondere i fianchi. 
Non e' una ragazza grassa, ma di certo non e' filiforme come molte delle sue amiche. Abbiamo le ossa grosse e la minima ciccia ci fa assomigliare pericolosamente a degli armadi a due ante.
Vorrei dirle di avere la pazienza di diventare grande, per scoprire che molte persone mettono gli occhiali anche se non ne hanno bisogno solo perche' sono diventati un oggetto fashion. 
E soprattutto che quando la miopia ci fa strizzare gli occhi o non vediamo la gente che ci saluta, non risultiamo piu' affascinanti. :-)
Vorrei dirle che vestirsi di nero non serve a niente, perche' se sei molto magra magari puoi passare per emo o per molto chic, ma se hai qualche chilo in piu' sembri solo piu' cupa e triste. E le misure restano le stesse. Per cui tanto vale divertirsi con i colori e fregarsene.
Ma come posso dirle tutto questo e risultare credibile quando io ancora mi tolgo gli occhiali prima di fare una foto, obbligo il marito a non fotografarmi mai di sorpresa per paura che si veda il doppio mento e quasi tutti i pezzi di sotto del mio guardaroba sono neri o blu scuro? 
Allora lascio perdere e non dico neinte, sperando che abbia piu' fortuna di me e sappia scendere a patti con il suo corpo, possibilmente prima della menopausa!

lunedì 2 giugno 2014

Girls night out

Dopo piu' di un anno di lamentele e piagnistei per la mancaza delle mie amiche piu' care e della voglia di una serata con loro a fare delle chiacchere e dire cazzate, ho finalmente ricevuto il mio primo invito per un'uscita solo donne!!!

Colleghe di lavoro?
Nooooo, con loro si esce solo in coppia.

Nuove amiche conosciute in palestra?
Nooooo, nella mia palestra ci sono solo ventenni maschi e muscolosi (peccato eh...).
Altre italiane incontrate per caso?
Nooooo, queste sono tutte americane!
Avete indovinato con chi usciro'? 
No? 
Ma e' ovvio, con le mie compagne del corso di pittura, le vegliarde!!! :-D

Stasera c'e' stata l'ultima lezione del terzo corso e io, che dopo mesi con le stesse persone ho perso ogni inibizione sulla lingua, ho fatto teatrino per due ore, raccontando aneddoti e cantando anche 'Scarborough Fair' di Simon And Garfunkel. Alla fine la piu' giovane tra loro mi ha dato un bigliettino con il suo numero di telefono dicendo che potevamo sentirci per un gelato (ha lavorato per anni in una gelateria italiana qui a Cbus che non avevo mai sentito) o anche per trovarci a dipingere insieme. Le altre hanno subito chiesto di essere incluse nell'invito...e insomma, a breve avro' la mia prima girls night out! :-D
 
 
 qui

Le lucciole

Nel giardino della casa dove abitavo prima qui a Cbus c'erano tantissime lucciole e questa sera ho finalmente scoperto che ci sono anche qui nella casa nuova! Non le vedevo da tantissimo, almeno non negli ultimi 10 anni passati in cita'.
Ogni volta che vedo una lucciola non posso fare a meno di emozionarmi, perche' mi ricordano la mia infanzia al paesello, quando facevo la passeggiata serale con mia mamma e restavo affascinata da quelle luci intermittenti che ballavano nei prati, cosi' tante da illuminare la notte. La tentazione di rubare un po' di quella magia era troppo forte e a volte tornavo a casa con una lucciola nel vasetto, con quella crudelta' candida dei bambini che veniva punita dallo scoprire che alla luce del giorno la magia scompariva e restava un piccolo insetto nero e sofferente. Ogni tanto ci riprovavo, testarda nel volere catturare quella che pensavo fosse la materia delle fate per averla sempre con me.
Ho nostalgia di quella me bambina, il cui mondo era tutto racchiuso nel piccolo quartiere dove facevamo la passeggiata. A cui bastavano pochissime persone per essere felice e quelle persone erano tutte a portata di abbraccio. E che credeva nei sogni, nelle fate e nella magia delle lucciole.
Ecco, quando ne vedo una mi sembra di ritornare un po' quella bambina li' e la nostalgia mi coccola e mi scalda come un abbraccio.
 
 
L'amore è una notte che s'inarca
in un sacro pergolato,
un cielo che si fa prato
dove le stelle sciamano
tramutandosi in lucciole

(K. Gibran)