lunedì 21 luglio 2014

La diagnosi perfetta

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Fin da molto piccola, oltre ad essermi meritata il soprannome di "piangeró", ero sempre preoccupata per qualcosa e mia mamma mi diceva che quando non avevo dei problemi, me li creavo per poter stare male. Ovviamente mi arrabbiavo a morte quando mi diceva cosí, perché nella mia mente le mie motivazioni di angoscia erano più che valide!!!
Oggi, dopo più di 30 anni, tante crisi e vari pareri (medici e non), posso dire che quella di mia mamma fu la diagnosi più precoce e più azzeccata!
Sulla carta la mia sarebbe dovuta essere un'infanzia molto felice: avevo dei genitori che mi volevano molto bene, una nonna che baciava la terra su cui camminavo, un benessere economico che non era ricchezza ma ci permetteva di stare bene senza troppe preoccupazioni su come arrivare a fine mese. Il rapporto con mia sorella non era stato facile fin da subito, ma non ci siamo mai ferite a vicenda in modo deliberato. 
Insomma, potevo essere una bambina felice e senza pensieri!
Invece ho cominciato da subito con le paranoie: a 3-4 anni gia' pensavo che i miei genitori volessero piu' bene a mia sorella che a me, ergo era evidente che io fossi stata adottata! Mia mamma ancora ride al ricordo di me che aspettavo di essere da sola per cercare affannosamente in mezzo ai documenti di famiglia le prove della mia adozione! Adesso so che i figli di pancia possono anche non essere stati cercati mentre quelli adottati sono di certo frutto dell'amore, ma da bambina mica ci pensavo a queste cose filosofiche!
Alle medie sono arrivate le paranoie sulle amicizie. Avevo due amiche carissime, C ed E, ma mi ero convinta che si preferissero a vicenda mentre io rimanevo un po' ai margini del rapporto. Alla fine mi ero trovata un'altra amica per sfuggire da questa situazione e le ho perse di vista.
Dopo quasi 20 anni ho ritrovato per caso C. Ci siamo riviste qualche volta e in una di queste occasioni mi ha detto che le era dispiaciuto moltissimo che avessi troncato la nostra amicizia, che lei si era sempre trovata molto meglio con me e non appena mi ero separata dal gruppo, anche il legame tra lei ed E si era pian piano sfilacciato, senza troppo dispiacere da ambo le parti.
A 14 anni mi sono presa la mia prima cotta, totalizzante e disperata, come solo i primi amori sanno essere. Mesi di lacrime e sospiri, perche' secondo me lui chiaramente non ne voleva sapere e anzi veniva al paesello solo per vedere la mia amica. Ne ero certissima. Nonstante i segnali neppure troppo velati che mi mandava. Poi, dopo mesi, lo vidi con un'altra ragazza, con cui e' stato per i successivi 17 anni. Si sono lasciati tipo 2-3 anni fa e la prima cosa che lui ha fatto e' stato cercarmi su FB, perche', mi ha detto, ero stata l'ultima persona che gli era piaciuta prima della sua ragazza. Va beh, tralasciando che la gente non e' normale, avevo proprio capito tutto! O meglio, avevo voluto capire quello che mi permetteva di vivere il mio amore da novella giovane Werther!
In seguito, negli anni, ho reso la vita impossibile ad un fidanzato con la mia ossessione che lui avesse una relazione con la sua migliore amica storica...litigate, lacrime, notti insonni...poi mi ha lasciato per sfinimento...e no, non si e' messo con la migliore amica, lei si e' sposata con un altro e 2 ha figli, lui pure.
Ho anche passato mesi a cercare prove dei tradimenti del Tecnico, giusto per provare quella sottile inquietudine. Senza mai trovarle, ovviamente.
Ho citato solo alcuni degli esempi, i piu' vecchi, ma ne avrei una marea da raccontare!
Quelli piu' recenti li avete gia'  letti piu' o meno tutti nel blog.
Ho rovinato ogni pre-partenza con la paura del volo aereo.
Ho vissuto i mesi prima dell'esperienza negli Usa con lo sguardo pallato e il cervello in panne, che girava e rigirava sulle stesse paure come un criceto sulla ruota, indifferente alle feste di saluto, all'affetto di chi mi stava attorno, alla fortuna dell'opportunita' che mi era stata offerta.
Sono stata male nel mese prima del ritorno in Italia perche' gia' pensavo che poi sarei dovuta ripartire, cosi' ho rovinato anche quei pochi mesi in patria prima che il Tecnico tornasse qui da solo.
Ho funestato ogni ritorno a casa con l'angoscia del volo aereo e poi con il pensiero di quanto sarebbe stato doloroso ripartire.
Il viaggio in Peru'...beh, lo sapete tutti quanto arrovellamento mi e' costato!
E appena rimesso piedi in suolo americano, la ruota dei pensieri angosciosi ha ricominciato a girare. Su cosa? Non ha importanza, basta che sia qualcosa che mi tolga il sonno e la serenita'.
Il brutto e' che lo vedo benissimo, ci sono momenti in cui sento distintamente il mio cervello fare lo scanning del presente o del futuro alla ricerca di qualcosa per cui turbarsi. Ma non so fermarlo!! E' una giostra paurosa e terribile ma che esercita su di me un fascino cosi' potente da non saperle resistere. Come le montagne russe di Gardaland, che mi fanno paurissima e quando ci sono sopra mi maledico e mi dico "mai piu'!!!", poi ogni volta che ci vado non riesco a non salirci!
Io adesso pero' vorrei tanto scendere e farmi un lungo giro su un noiosissimo bruco-mela, giusto per vedere come ci si sente!
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domenica 20 luglio 2014

Ma che ci fate qui?

Ogni tanto mi diverto a guardare le parole chiave con cui le persone arrivano al mio blog... tralascero’ di elencare la maggior parte di quelle sconce perche’ finirei con l’aumentare il numero degli utenti che ci arrivano cosi’...ma quelle soprattutto fanno riderissimo e mi convincono sempre di piu’ che la gente sta proprio male!!
Al primo posto troviamo giustamente la ricerca per nome del blog, immagino da parte di chi mi ha gia’ letto in passato e vuole ritrovarmi. A dire il vero, visto che il titolo del blog e’ un po’ particolare, e’ difficile distinguere tra chi cercava proprio me e chi sta semplicemente lanciando domande esistenziali nell’iperspazio, tipo ‘ma che ci faccio qui’?
Poi abbiamo la ricerca dei mutandoni di Fantozzi o di Fantozzi in mutande, complice uno dei primissimi post che ho scritto sulla difficolta’ di trovare mutande e calze decenti qui in America...questo articolo ha attirato anche una buona dose di pervertiti, che ci devono essere rimasti poi malissimo!
In ordine sparso poi abbiamo:
- ma che ci faccio qui –cast 
Hanno fatto un film sul mio blog e io non lo sapevo? Se la protagonista non e’ stilosa e simpaticissima mi incazzo a morte
- smetto quando voglio 
Se sei un precario non guardare quel film, credimi, poi cadi in depressione come me! 
- Nn ciò più l' età 
Pero’ forse sei ancora in tempo per studiare l’italiano e risolvere il problema di quel “ciò”   
- come faccio far stare zitta mia sorella 
Ah se trovi un modo, fammelo sapere! Questo tra l’altro era quello piu’ normale, non vi dico cosa volevano fare con le sorelle un sacco di altri utenti... 
- la muta del pelo pastore maremmano 
Mi sono scervellata su come si potesse collegare al blog, poi ho capito...Colpa mia e dei paragoni cretini con cui mi piace farcire i post... 
nn si può vivere tranquilli? 
Dispiace dirtelo cosi’, ma la risposta e’ generalmente NO. 
- sierra mist diet 
Sei anche tu addicted, eh? 
-Che ci faccio qui nel paese che si spopola 
Come diceva Marzullo, fatti una domanda e datti una risposta....e poi fuori dai cogl***i 
-Che blog faccio 
Credi che Google possa darti una risposta? Ma soprattutto, sono gia' in difficolta' a capire cosa farci io di questo blog, non ti posso aiutare!
- ci si abitua a tutto
Cosi' dicono

mercoledì 16 luglio 2014

Sterotipi

Ieri in laboratorio e' arrivato un corriere con un pacco, non era il solito omino che ormai conosce a memoria i nostri cognomi per lui assurdi e non ha piu' neppure biosgno delle spelling.
Il suddetto corriere mi ha guardato e prima che avessi il tempo di chiedere chi stesse cercando, e' passato alla stanza successiva
Qualche minuto dopo e' tornato indietro, ancora con il suo bel pacchetto in mano...ma ancora una volta e' passato oltre.
Mentre stava per uscire dal lab ha incontrato la mia collega, una ragazza tipicamente mediterranea, e le ha chiesto se fosse lei XX (il mio nome e cognome). 
Lei ha indicato me e lui mi ha guardato con una faccia sorpressisima, dicendomi:
- scusami sai, ma io facevo le consegne qui qualche anno fa e mi ricordavo che a questo piano c'erano quasi solo italiani...il cognome del ricevente mi sembrava proprio di quelle parti, per questo non ti ho chiesto niente e ho fermato la prima che mi sembrasse italiana
- infatti il mio cognome e' italiano e io sono italiana
- ah...(faccia ancora piu' sorpresa)
Oh, dopo tutti questi anni, ancora pensate che gli italiani siano tutti piccoletti, tracagnotti, mori, con gli occhi scuri e i baffi?


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lunedì 14 luglio 2014

Anche i Tecnici piangono

La scorsa settimana e' stata piuttosto impegnativa dal punto di vista emotivo, la potrei descrivere citando la famosa
"Nostalgia, nostalgia canaglia,
che ti prende proprio quando non vuoi.
Ti ritrovi con un cuore di paglia,
e un incendio che non spegni mai.".
Per me non e' certo una novita', ho detto piu' volte quanto mi pesi stare lontana dalla famiglia e dagli amici piu' cari. A questo giro pero' anche l'indistrittubile, inossidabile, alessitimico ed insensibile Tecnico ha ceduto al mal de vivre della distanza, innescando un loop di alimentazione reciproca della malinconia che ci ha lasciati spossati.
Com'e' potutto succedere?
Per me, alla solita base si e' aggiunto il fatto che in questi giorni le due persone con cui ho piu' legato qui a Columbus sono state in vacanza e quindi ho sofferto la solitudine ancora piu' del solito.
Per il Tecnico ci sono stati una serie di piccoli attacchi frontali.
Innanzitutto uno dei suoi piu' cari amici, quello che gli ha anche fatto da testimone al nostro matrimonio, si sposa a settembre e lui, che in teoria dovrebbe pure fare il testimone, non sa ancora se riuscira' ad andarci. O meglio, e' altamente improbabile che ci riesca. Fino a qualche giorno fa aveva sperato che la vacation policy del suo nuovo capo non fosse troppo restrittiva, ma quando ha avuto il coraggio di chiederglielo, gli ha risposto che i giorni di vacanza sono quelli previsti dalla legge, cioe' uno al mese. Avendo cambiato lavoro a fine maggio, per settembre ne avra' quindi accumulati 3 ed e' impensabile tornare in italia per soli 5 giorni (contando il week end), spendendo tra l'altro piu' di 1600$. Lui non ha abbandonato il sogno di farcela e siamo qui che tentiamo sulla carta triangolazioni impossibili, labor Day, ferie non pagate, malattia, ecc....ma a meno di un miracolo la vedo quasi impossibile.
Poi la settimana scorsa hanno organizzato la prima rimpatriata della sua vecchia compagnia di amici, quelli con cui usciva quando aveva 20 anni. Molti di questi li aveva persi completamente di vista, altri sono ancora tra i suoi amici piu' cari. La cena e' stata preceduta da una serie di foto dei vecchi tempi e racconti vari, che lo hanno catapultato nei ricordi e gli hanno fatto rimpiangere moltissimo il fatto di non poter partecipare. Tra l'altro, la sera della cena hanno anche tentato di chiamarlo su skype ma era in riunione con il capo, quindi non ha potuto rispondere ed esserci anche solo virtualmente.
Infine, la sua famiglia al momento e' al mare nella casa della nonna, in quel piccolo paese delle Marche che adoriamo e in cui abbiamo cercato in ogni modo di trasferirci per sempre. Come si puo' facilmente intuire, senza risultato. Questo sara' il primo anno della sua vita in cui non andra' almeno qualche giorno a trovare il suo amato mare e dopo il lunghissimo inverno appena passato, in questa citta' verdissima e con un cielo stupendo, ma lontana minimo 10 ore dall'oceano...un po' di invidia per chi potra' passeggiare sulla riva, cenare sulla spiaggia e addormentarsi con il rumore delle onde, e' piu' che comprensibile!




Ormai siamo diventati abbastanza bravini a gestire questo tipo di crisi, non tanto per lui quanto perche' a me succede piu' o meno ogni 2-3 mesi.
Cosa si fa quando la voglia di tornare a casa ti chiude la gola?
Niente, ci si concentra e con un enorme esercizio di razionalita' ci si ricorda a vicenda perche' abbiamo lasciato l'Italia e soprattutto perche' e' stata la scelta giusta, possibilmente cercando di essere molto convincenti. 
Si comprano un bel polpo e 20 vongole (costano 45 cent l'una!!) e si prepara una cena simile a quella che ci faremmo se fossimo al mare, annegando i dispiaceri in abbondante vino bianco rigorosamente di importazione italiana.
 
 
Si chiama qualche amico italiano per lunghe chiaccherate su skype e chat di whatsapp. 
E si piange un pochino pucciando nel latte freddo i biscotti del Mulino Bianco mandati da mamma. 

sabato 12 luglio 2014

Pazza per la spesa


Tecnico: ho aggiunto alla lista della spesa la marmellata per la mia colazione

Io: ottimo! Ho giusto uno sconto da 1$ sulla tua preferita, la Smuckers 

- Ma veramente non e' che sia esattamente la mia preferita, ho comprato la marmellata una sola volta da quando siamo qui e ho preso quella scegliendo a caso nell scaffale

- Ti e' piaciuta?

- Non era male

- Ecco, allora facciamo che per questa settimana sara’ la tua marca preferita, poi quando avremo un coupon diverso potrai cambiare preferenza

sabato 5 luglio 2014

Extreme Makeover: Home Edition



Sulla strada che facciamo ogni mattina per andare e tornare dal lavoro ci sono alcune ville enormi e bellissime. Due settimane fa abbiamo visto che nel gigantesco giardino di una di queste case stavano facendo dei lavori, apparentemente degli scavi (il giardino e’ oviamente protetto da una siepe e  non si vedeva bene). 
Abbiamo subito pensato che stessero facendo una super piscina! 
Poi me ne sono dimenticata. 
Ieri mi e' tornato in mente e quando siamo passati ho buttato l'occhio per vedere come stava procedendo la piscina...la mia previsione era stata sbagliata, al posto degli scavi c'era una casa di tre piani!!! 
Due sere fa poi siamo stati in downtown Columbus, dove non andavamo da almeno un paio di mesi. Al posto di quello che ricordavo essere uno spiazzo vuoto, adesso ci sono un parcheggio a 5 piani e un albergo di lusso. 
Ovviamente viene tutto fatto in legno, cartongesso, pannelli pre-fabbricati e sputo, ma mi fa sempre effetto vedere come ci mettano un attimo a costruire una casa, aggiungere un paio di stanze, tirare su un parcheggio.
Quando ero in Italia guardavo Extreme Makeover: Home Edition, un programma tv in cui famiglie molto povere venivano mandate in vacanza per una settimana durante la quale un team di costruttori, aiutati da amici e persone del paese,  doveva preparare per loro una casa da sogno. Lavoravano giorno e notte, ma mi sembrava assurdo che potessero costruire delle ville bellissime in soli 7 giorni, pensavo fosse una bufala televisiva. 
Adesso so che e’ possibile!!