domenica 24 agosto 2014

Ineluttabile

E' arrivato il momento, domani si parte.
La valigia e' pronta, come sempre e' piena di regali e arriva al limite del peso....comunque vorrei che fossse chiaro che non ho preso con me tutto quello che avrei voluto. Sono pero' certa che mettero' piu' o meno un decimo dei vestiti che ho portato, come sempre.
Adesso, che tanto ormai ci siamo, vorrei che fosse gia' domani ed essere sull'intercontinentale. Possibilmente all'ora di cena cosi' mi danno anche il vino  epoi dormo che e' una bellezza!
Non c'e' bisogno che me lo diciate, sara' una bella vacanza e vi tediero' quando sara' ora di tornare. Anche se stavolta c'e' una grossa differenza rispetto alle altre e cioe' che il Tecnico non sara' con me. Per cui partire non e' bello come lo e' di solito tornare in Italia e il ritorno sara' meno triste perche' so che qui ritrovero' lui.
Ci fara' bene stare un po' distanti, per riprendere la prospettiva individuale dopo la simbiosi a cui ti obbliga lo stare all'estero, con pochi amici ed una machina sola.
Ci vediamo a settembre, se l'ambasciata mi rilascia il visto (il mio incubo numero 2, dopo i voli aerei!).

martedì 19 agosto 2014

L'egocentrismo dell'ansioso

Sto pensando ad un po' di cose, mettendo insieme riflessioni su un argomento di cui non avete mai sentito parlare su questo blog: l'ANSIA. :-D
Gli imput sono stati vari.
Qualche giorno fa parlavo di problemi di coppia con un'amica, che mi ha detto 'dovreste fare un viaggio, fuori dalla vostra quotidianita' e soprattutto senza dirgli che hai paura di schiattare in volo'. 
Ci sono rimasta un po' male. Ma come, anche tu? 
Ehi, io mica lo faccio apposta, ho davvero paura di schiattare in volo (o in altitudine o durante un lungo viaggio in macchina o in bus con i cinesi o in trekking in Nepal o nella savana o a casa da sola o....). 
Mi era gia' partita la deriva vittimistica, tipo 'io sto male e voi mi trattate come una bambina viziata che punta i piedi'.
Pero'.
Quanto c'e' di egoriferito, di egoista, di "selfish" nell'ansia?
Penso per esempio al mille volte citato Peru'. C'ero io, con le mie paure che controllavano ogni pensiero. Ma c'era anche mio marito, che stava per farsi il suo meritato e tanto desiderato viaggio annuale, dopo aver sgobbato per mesi...e non poteva permettersi la gioia della preparazione e dell'attesa perche' ogni accenno al viaggio era seguito da crisi isteriche, pianti e recriminazioni. Io stavo male e il mondo doveva fermarsi per me.
Tra 6 giorni parto per andare in Italia due settimane, da sola. Come atteso, ovvio che sono in paranoia totale, al mio solito modo. Pensieri che ruotano attorno al viaggio come l'ormai famigliare criceto, sguardo da lobotomizzata e stomaco chiuso. Immagini di voli terribili e di notti di palpitazioni senza poterne parlare con nessuno. Pensieri positivi di affetti ritrovati, amici che mi attendono e impegni che non vedevo l'ora di avere...non pervenuti! Ho anche pensato di inventarmi una scusa e annullare tutto. Ecco, di nuovo, in tutto questo non considero minimamente che il marito non solo ha il danno di non poter tornare, ma anche la beffa di una moglie automa per due settimane. Non penso a mia mamma sta contando i giorni, al fatto che mi devo solo baciare i gomiti per poterci andare, che mia nipote ha gia' fatto mille programmi.
Conta sempre e solo la mia angoscia.
Oggi poi, mi sono proprio sentita un cane. Mio marito probabilmente dovra' tornare in Italia per qualche giorno, non so bene quando, perche' un parente dovra' fare un intervento abbastanza serio. Quando me lo ha detto, io ho subito pensato "oh no, ma come faccio qui da sola a casa per una setttimana? Io ho paura! Non si puo' evitare?". Solo questo. Poi, ma solo poi, ho pensato a lui, al suo dolore, alla preoccupazione. Prima viene sempre lei, la bambina che non vuole stare a casa da sola. La stessa bambina che non e' praticamente mai stata lasciata da sola (in casa con noi c'e' sempre stata la nonna) e quando succedeva piantava delle grane da matti, lettere strappalacrime scritte alla madre per farla sentire in colpa, pianti inconsolabili (oddio sto cominciando a parlare di me in terza persona e con personalita' multiple...). 30 anni sono passati e sono ancora uguale, ma decisamente fuori tempo massimo.
Tempo fa ho letto un articolo sull'ansia, non ricordo neppure dove ne' in che lingua quindi non lo so ritrovare. Non dovrei googolare i sintomi, non c'e' bisogno che me lo si dica...ma lo faccio lo stesso, un po' perche' sono cretina diversamente intelligente e un po' perche' spero sempre di trovare da qualche parte la magica ricetta che toglie l'ansia, il mantra da ripetere per fermare sul nascere un attacco di panico. Infruttuosamente, come si intuisce.
Insomma, in questo articolo si diceva che in realta' l'ansioso e' si' egoista ma non puo' fare altrimenti. Faceva l'esempio di chi si e' rotto una gamba e ha un gran dolore, gli puoi dire di non pensare al dolore e concentrarsi su altro, ma non ci riuscira'.
Un po' e' vero. Siamo egoisti perche' il 99% dei neuroni e' impegnato a ballare la tarantella dei pensieri ossessivi, i recettori dei sentimenti sono tutti saturati di emozioni negative e siamo cosi' preoccupati di morire che quello che provano gli altri ci pare tutto trascurabile. Pero' non mi piace, mi fa sentire proprio una brutta persona e ci deve essere un cazzo accidenti di modo per uscire da questa spirale. Che non sia il mio solito, cioe' fare lo stesso tutto vivendolo male.
Conosco ottomila modi diversi per combattere il panico ed i pensieri negativi. Ne ho provati almeno una decina.
Lasciarsi andare alle emozioni senza contrastarle.
Respirare con il diaframma.
Ascoltare musica.
Fare sport. 
Fare yoga e meditazione.
Strafogarsi di fiori di Bach a colazione, pranzo e cena.
Guardare un film divertente o leggere un libro spassoso.
Fare volontariato.
Dedicare mezz'ora al giorno ai pensieri orrendi per esporsi gradualmente e ridurre il loro effetto, al tempo stesso limitandoli ad un momento preciso della giornata.
Concentrarsi su immagini positive.
Distrarsi.
Non posso essere cosi' preparata sulla teoria e poi non saperla applicare. Potesse servire mi darei due sberle e mi urlerei "cresci!!!".
Qualcuno prima o poi lo fara', anche solo per noia. 


lunedì 11 agosto 2014

La maledizione dei romanzi Harmony

Frequento troppi italiani qui, Tecnico compreso, per poter imparare bene l'inglese...pero' un po' mi sta entrando nei neuroni per pura osmosi ambientale. Me ne rendo conto perche' quando ascolto le canzoni non capisco piu' solo "na naaaaa ueiiiii uonna du lav" ma d'improvviso mi diventano chiare intere frasi....e, come diceva anche Vale, il piu' delle volte scopro che quelle che mi sembravano i pezzi piu' profondi e intensi, in realta' dicono solo un sacco di minchiate...tipo che se le avessi sentite da subito tradotte, i Moda' mi sarebbero sembrati Guccini al confronto.
Sempre per tentare di uscire dalla mia capritudine linguistica, da mesi mi sforzo di guardare tutte le serie televisive americane esistenti, facendomi un punto di onore di scegliere solo quelle senza nessun contenuto impegnato...d'altra parte, si sa che il gioco e il divertimento sono il modo migliore per apprendere, no? 
Per le stesse ragioni, ho cominciato a leggere libri in inglese. Come inizio ho scelto a caso un librettino dal cestone del supermercato, il Tecnico mi faceva fretta per andare e ho preso quello con la copertina che mi ispirava di piu'...la sfiga ha voluto che si trattasse del genere di libro tra i piu' idioti ma che su di me esercita da sempre un'attrazione irresistibile: il romanzo rosa tipo Harmony!! Colpa di mia madre, che quando ero piccola aveva fatto l'abbonamento al giornale "Intimita'", ricco di storie d'amore drammatiche ma sempre a lieto fine...e che almeno una volta al mese aveva come inserto un intero romanzo della serie Harmony. Fino alle medie mi era proibita la lettura di quei romanzi, giudicati inadatti ad una ingenua adolescente (ma di Intimita' no, per ragioni che non ho mai compreso) e questo ovviamente aveva scatenato la mia curiosita', potenziandola di mille volte...per cui aspettavo che tutti si ritirassero per il riposino pomeridiano (tipico della vita in campagna) per nascondermi a leggere i libri del peccato! Credo di aver imparato allora a leggere cosi' velocemente, perche' le pennichelle materne non duravano mai piu' di un'oretta!
Ora, a distanza di anni, posso dire con certezza quanto quelle letture abbiano avuto un effetto devastante sulla mia psiche e soprattutto sulla mia maturazione sentimentale, visto che per anni ho atteso invano il principe azzurro bellissimo, ricco, in carriera, che prima faceva finta di non vedermi nemmeno e poi si innamorava perdutamente di me. In genere quelli che trovavo non mi vedevano davvero e basta. O non pagavano mai il conto della cena.
Ma sto divagando.
Dicevo, quello che mi sono comprata, non solo era tipo Harmony, ma era il libro di mezzo di una serie di 11 volumi, che l'indicibile forza di attrazione di cui sopra mi ha costretto a comprare e leggere uno dopo l'altro. Seguiti da un'altra serie da 12. E adesso ne ho cominciata una terza, sempre della stessa autrice. Che non rivelero' mai neppure sotto tortura, per vergogna.
Dopo questi mesi di letture avide, il mio inglese e' rimasto una pena, mi ho imparato un sacco di espressioni e modi di dire che mi sono del tutto inutili nella vita reale. Tipo come si dice "innamorarsi perdutamente", "sorriso malizioso", "arrampicarsi sugli specchi"o "brivido lungo la spina dorsale".
A parte questo, guardando le serie tv o leggendo i libri ho scoperto anche delle cose interessanti, come il fatto che alcuni modi di dire italiani esistono uguali in inglese, ad esempio "Don't look a gift horse in the mounth" (a caval donato non si guarda in bocca). Oppure che come noi diciamo "di punto in bianco", loro dicono "out of the blue". Inoltre mi sono resa conto che ci sono sfumature che posso capire bene solo perche' ho vissuto qui in America per un certo periodo e mi chiedo quanti di questi dettagli mi sia persa in passato nelle varie traduzioni o con i doppiaggi. 
Silvia, fare la traduttrice deve essere davvero un lavoraccio complicato, ti stimo sempre di piu'!! 
Per fare qualche esempio, in "How I met you mother" si cita un panino, il Baconator di Wendy's, che e' noto praticamente solo negli Usa...e in Italia e' stato facile tradurlo con Big Mac, molto piu' famoso...ma quando la madre dice "Plus, this one's still insisting on getting married in a French castle. I'd get married tomorrow in a White Castle, but this guy needs more wow factor", come rendere il gioco di parole tra il castello francese e il White Castle, che e' un fast food (il cui quartiere generale tra l'altro sta proprio qui a Columbus)?
Infine, in uno degli ultimi libri che ho letto, la protagonista ha paura di perdere l'uomo dei suoi sogni, che sta partecipando ad un'asta di beneficienza (facendo la parte del premio, per cui le donne fanno offerte per portarselo a casa) e quindi prende il libretto di assegni del suo saving account e si precipita a fare la sua "puntata"...Si puo' tradurre con "dare fondo ai risparmi", ma non rende pienamente il concetto di saving account, che e' il conto dove si tengono i soldi per le vere emergenze, quelli da non toccare proprio mai a meno di necessita' estreme! 

lunedì 4 agosto 2014

Le meraviglie della mente

Ieri pomeriggio ero sul divano a cazzeggiare riflettere sui massimi sistemi e mi sono addormentata profondamente. Mi sono svegliata dopo una mezz'ora, sentivo chiaramente quello che avveniva attorno a me (il Tecnico che lavava i piatti e sacramentava contro di me per non so quale terribile manchevolezza, la TV in sottofondo, i vicini di casa che giocavano con il cane) ma il mio corpo era come morto, volevo alzarmi e non  riuscivo. Una sensazione terribile, simile a quella che forse si puo' provare in coma, non so. Nella mia testa chiamavo disperatamente mio marito e lo imploravo di aiutarmi a svegliare il mio corpo, a muovermi. E' durato credo qualche minuto, che mi sono comunque sembrati un'eternita'. Poi anche il cervello si e' riappisolato e dopo un po' mi sono svegliata interamente e mi sono alzata. Mi e' rimasta pero' una spiacevole sensazione di angoscia.
Non era la prima volta che mi succedeva una cosa simile, ma mai di giorno e mai per un tempo cosi' lungo! Inoltre, le altre volte non sentivo cosi' bene la realta' attorno a me, piuttosto mi sembrava che ci fosse un ladro in camera o un aggressore e io non riuscivo a scappare!
L'ho raccontato al Tecnico, che ha reagito come fa di solito con me...ridendomi in faccia e dicendo che mi ero immaginata tutto. :-)
Io non mi sono data per vinta e sono andata a controllare su autorevoli fonti scientifiche (wikipedia) dove ho scoperto che quello che mi era successo era un fenomeno noto e aveva anche un nome: paralisi del sonno o sleep paralysis.
Come magari saprete tutti (io non ci avevo mai riflettuto), il nostro corpo si paralizza durante il sonno (tranne gli occhi e i muscoli respiratori, ovviamente) come meccanismo protettivo che ci impedisce di tentare di compiere davvero tutti i movimenti che stiamo sognando. Puo' accadere pero' che il corpo si addormenti prima del cervello o, piu' spesso, che il cervello si svegli per primo e quindi si trovi ad essere perfettamente conscio di quello che avviene attorno, senza pero' poter in nessun modo attivare il corpo paralizzato! Puo' capitare anche che si abbiano vere e proprie allucinazioni, in cui si e' certi di essere in pericolo e si vorrebbe urlare o scappare ma senza riuscirci!
Se il fenomeno si ripete molto spesso, puo' essere sintomo di qualche disturbo patologico del sonno, come la narcolessia, ma almeno il 6% delle persone sane sperimenta un episodio di questo tipo, spesso anche una volta al mese.
Sembra che tra i fattori predisponenti ci siano l'eta' compresa tra gli anni dell'adolescenza e i 40 anni circa (CELO), un ritmo del sonno irregolare (NI), abuso di caffeina (NI), la storia famigliare (BOH), il dormire in posizione supina (CELO, in genere dormo in posizione fetale ma le volte che mi e' successo ero stesa sulla schiena), lo stress (CELO) e la presenza di ansia o attacchi di panico (CELO al quadrato).
Io l'ho trovato affascinante!