venerdì 28 novembre 2014

Di Suoceri, Ringraziamenti, Spese Pazze e Decorazioni di Natale

Ieri ho sentito la mia amica G su Skype e mi ha sgridato perche' non stavo piu' scrivendo sul blog. E va beh, mi sono detta, saro' stata lontana per 1 settimana, dieci giorni toh...invece oggi ho scoperto che sono ben 20 giorni che non scrivo! Era un mucchio di tempo che non stavo in silenzio per tutti questi giorni senza avere come scusante almeno una vacanza!! 
Oddio, silenzio stampato, perche' quando si parla di me "silenzio" e' una delle ultime parole che viene in mente, subito prima di "calma".

Cosa e' successo nel frattempo?

Ho lavorato, ma proprio tanto. Il nuovo laboratorio mi piace tantissimo, sono super presa dai progetti che sto seguendo e allora lavoro per ore e ore senza neppure accorgermi del tempo che passa, finche' un esasperato Tecnico non affronta il piano di scale che ci separano per venire a vedere dove sono finita. E spesso mi trova a fare calcoli davanti al pc, con l'occhio stralunato, il capello matto e la faccia di chi non ha assolutamente idea di dove si trova, di che ore siano e soprattutto di dove abbia lasciato il telefono su cui il suddetto Tecnico ha chiamato dieci volte lasciando svariati messaggi in segreteria, progressivamente piu' incazzosi.

Poi sono arrivati i suoceri. No, non temete per me, sono gia' ripartiti!! Scherzo, a dire il vero spesso vado piu' d'accordo con loro che con il figlio! :-D 
In dieci giorni ci hanno dimostrato come il nostro freezer possa alloggiare comodamente provviste per sfamare per due mesi una famiglia di sette persone, anche se attraverso un gioco di incastri tipo Tetris per cui adesso ogni volta che dobbiamo sfilare qualcosa bisogna giocare a shanghai per non far crollare tutto. A parte questo, hanno beccato l'unica settimana veramente fredda avuta finora, quindi se ne stavano tappati in casa fino al nostro arrivo e la sera non vedevano l'ora di uscire a vedere qualcosa o parlare con qualcuno. Cioe' con me, visto che il figlio, ritornato di colpo adolescente, si metteva in tuta e si buttava sul divano lasciandoli da soli in cucina....Certe sere ero cosi' stanca da far fatica a mettere in fila un discorso di senso compiuto, ma averli qui e' stato bello, davvero. Solo molto stancante ecco.

Ieri c'e' stato il giorno del Ringraziamento. Quest'anno abbiamo dribblato il pranzo con il solito gruppo di italiani con cui non andiamo molto d'accordo...e non avendo ricevuto nessun altro invito (nota triste), abbiamo deciso di provare a partecipare al pranzo gratuito che l'Universita' organizza ogni anno per studenti e staff. Erano previste quasi duemila persone, divise in due tranche (alle 11.45 e alle 2) e devo dire che i volontari (tra cui anche il presidente ad interim dell'universita' con la moglie) hanno fatto un lavoro magistrale nella preparazione dell'Ohio Union, un grande edificio con sale congressi, caffetteria e spazi che gli studenti possono usare per studiare o anche solo rilassasi e chiaccherare. Le tavole erano molto carine e il servizio ben organizzato, impeccabile proprio. In un tavolo all'ingresso c'erano anche alcune card di ringraziamento vuote, che si potevano prendere per scriverci un pensiero e donarlo ad un collega o ad un professore.
Ci hanno servito un tipico pranzo americano doc: tacchino con gravy e salsa di frutti rossi, mais, stuffing, patate dolci, fagiolini e kale, poi seguiti dal dolce (pumpkin pie o apple pie). 
 


L'unico neo e' che si mangiava molto velocemente per poi lasciare spazio alla tranche successiva, per cui il pranzo della festa non e' durato 18 ore come sarebbe successo da noi in Italia. E non abbiamo parlato con molta gente, anche perche' per la maggior parte erano cinesi e indiani, che tendono a stare molto per conto proprio. 
Insomma, all'una e mezza eravamo gia' fuori e io ero pure un po' triste, come mi capita sempre in occasione di feste che sarebbero da vivere con la famiglia, mentre la mia e' lontana, o con amici, che non ho... cosi' siamo andati in giro per negozi e ci siamo ritrovati nel delirio delle spese per l'anticipo del Black Friday! Alcune offerte cominciavano alle 6 e alle 8 di sera, cosi' c'erano code infinite di gente che aspettava lo scoccare dell'ora X per arraffare tv, elettrodomestici, articoli per la casa, vestiti, giocattoli, computer...un vero girone dell'inferno!! Noi volevamo solo comprare un albero di Natale, ma ci siamo ritrovati a far due ore di fila alle casse con in mano una storage ottoman, due tappetini per il bagno, un orologio, un pigiama, un rasoio elettrico e diversi capi di abbigliamento. Io avrei comprato TUTTO!!

Adesso mi ritrovo con un albero da 6.5 feet e decorazioni sufficienti per uno da mezzo metro forse...ma grazie ai bellissimi spunti trovati su Pinterest (la mia droga) e quelli dati da Greis, sono sicura che riusciro' a riempirlo...creando di notte, probabilmente, visti i miei attuali ritmi di lavoro!!!

domenica 9 novembre 2014

Chi piu' spende meno spende

Gia' quando ero in Italia avevo una mania per il negozio "tutto a 1 euro", mania che so benissimo da chi ho ereditato, visto che mia mamma credo abbia una relazione platonica con l'omino che gestisce la bancarella del mercato del paesello in cui tutto costa meno di 5 euro.
Ci prendevo un po' di tutto, dagli elastici per i capelli al materiale per i miei progetti creativi ai trucchi, per poi non usarli al pensiero che per costare cosi' poco dovessero essere quanto meno cancerogeni o radioattivi!!

Appena arrivata qui ho scoperto che esisteva una versione americana del mio negozio preferito, ancora piu' vantaggiosa perche' tutto costava 1 dollaro!
Ci ero andata tutta speranzosa, ma mi aveva fatto una bruttissima impressione perche' era in una zona un po' al confine con il quartiere pericoloso di Columbus e quindi era un negozio tenuto male e frequentato da persone molto poco raccomandabili. Non ci ero piu' tornata, a malincuore.

Quando ho cambiato casa, ho visto che qui vicino c'era un altro negozio della stessa catena economica, che pero' era in una zona molto piu' elegante e da fuori mi sembrava molto meglio. 
Cosi' mi sono fatta coraggio e sono entrata.
Il negozio era molto piu' grande, perfettamente in ordine e frequentato da gente del tutto comune!
Cosi' ogni tanto ci vado giusto per fare un giro e poi torno sempre carica di cose non previste...Il Tecnico si rifiuta di accompagnarmi, perche' dice che la qualita' e' davvero scadente, ma io proprio non so resistere al basso costo. Non ci riesco, credetemi!
Eppure ad oggi ho rimediato:
- uno stencil da muro che ha resistito 2 ore
- due presine sottili come carta velina (praticamente e' come prendere una pentola bollente con una maglietta di cotone)
- delle cuffie con una pessima acustica di cui una e' morta dopo 5 giorni
- una protezione per lo schermo del cellulare che lo fa cosi' scuro da farmi perdere la vista ogni volta che devo scrivere un messaggio
- diverse candele che durano il tempo di una puntata di Blacklist su Netflix
- un tagliapizza che ha perso la rotella dopo un mese
- due gomme magiche che non tolgono nessuna macchia
- un sacchetto di pot-pourri che non profuma e contiene solo dei pezzi di carruba e mezzi gusci di nocciole
Alla fine dovrei tenerlo solo come fonte di materiale per i miei lavoretti, tipo nastri, vasetti colorati, perline e ghirlande...ma non so se ce la faccio! Poi lo so che entro la' dentro per prendere un fiocco ed esco con dei bicchieri, un tappeto e delle calze!
 
 

venerdì 7 novembre 2014

Domande senza risposta

Forse non dovrei neppure sciverlo questo post perche' non ne ho le competenze. Non pretendo di scrivere cose intelligenti a riguardo, solo quello che mi sta passando per la testa.

Qualche giorno fa e' morta una persona che non conoscevo ma che era la sorella di una ragazza che invece conosco molto bene, anche se non la vedo da qualche anno. 

Si e' suicidata.
Ho sentito i vari commenti a riguardo.
I soliti.
"Sembrava serena.
Ma come, aveva una vita tranquilla, un lavoro, un matrimonio, due bei bambini.
Era sempre cosi' gentile e sorridente, chi l'avrebbe mai detto.
Avevo sentito che aveva avuto qualche problema di depressione ma non mi sembrava fosse cosi' grave."
Ecco, il "cosi' grave", come si quantifica?

La depressione e' cosi' subdola, cosi' multiforme e sfuggente.
La gente comune si immagina il depresso come una persona che non si preoccupa piu' del suo aspetto, piange senza sosta, non riesce ad alzarsi dal letto o ad andare al lavoro o a prendersi cura dei propri figli. Una persona che non sorride mai, che non ha passioni ne' hobby, che non sa amare e farsi amare, che non esce piu' di casa.
Ecco, se vedi una persona cara in queste condizioni, ti preoccupi e temi il peggio.
Ma non esiste solo in questa forma, cosi' chiara e facile da individuare.
Ci sono depressi che diventano iperattivi per cercare di trovare sollievo al vuoto che sentono dentro e allora li vedi impegnarsi in mille attivita', lavorare senza sosta, cucinare torte alle 4 di mattina e fare sport ogni giorno.
Altri che continunano a condurre una vita apparentemente normale e consueta, lavorano, giocano con i figli, studiano...ma se li guardi da vicino vedi che l'occhio e' spento e tutto e' una pura ripetizione meccanica di doveri senza alcun piacere.
Ce ne sono che si mettono a fare i giullari di corte per fare ridere il pubblico e convincere se stessi e gli altri che va tutto bene, per evitare che possa in qualche modo trasparire quello che stanno provando.
In questi casi, capire cosa davvero sta succedendo e' un'impresa durissima.
E ammesso anche che si comprenda che persona cara e' depressa, come si fa a capire se non deve essere mai lasciata sola o se possiamo stare tranquilli?
Sono stata depressa e il 98% delle persone che mi erano attorno non se ne sono accorte, non me ne sono accorta neppure io all'inizio. Quando me lo hanno detto, mi sono fatta una gran risata...chi io? Ma se lavoro, creo, esco con gli amici, rido e faccio ridere. Certo, a volte sono un po' triste, ma da expat e' normale, no? E anche quelli a cui l'ho raccontato si sono uniti alla mia risata.
Mio papa' ha avuto un periodo durissimo dopo la malattia e l'incidente, era irriconoscibile, smagrito e spento. Senza uno scopo.
Un'altra persona cara ha attraversato un periodo molto pesante, se ne stava in casa senza aver voglia di uscire e neppure di lavarsi, prendeva pastiglie per poter dormire, piangeva tanto.
Eravamo depressi ma nessuno si e' mai sognato di pensare che potessimo toglierci la vita. Ne' che non potessimo essere lasciati soli.
Noi siamo ancora qui.
La sorella della mia amica no.
Si poteva fare qualcosa? Si doveva fare qualcosa?
Come si fa a distinguere tra una depressione che puo' portarti al gesto estremo e una che ti avvolge di maliconia e basta?
Se non sei un medico o uno psicologo (ammesso che ci siano dei criteri applicabili per avere una risposta certa), come fai a capire se tu o la persona che ti sta accanto siete pericolosi per voi stessi?
Mi turbano tanto queste domande.

domenica 2 novembre 2014

The Book Loft

Ieri sera siamo andati a cena con una coppia di americani da Max&Erma's, una catena di ristoranti diffusa soprattutto in Ohio ma presente anche in una decina di altri stati e famosa  per i suoi hamburger. Abbiamo mangiato bene ad un prezzo molto contenuto e abbiamo finito la cena con un cookie con gocce di cioccolato sfornato al momento e servito caldo, una vera delizia!
Il locale si trova nel German Village, un quartiere di Columbus che ci piace moltissimo e in cui avremmo tanto voluto andare ad abitare, ma gli affitti sono decisamente troppo alti! E' una zona che deve il suo nome alla massiccia immigrazione di tedeschi avvenuta a partire dal 1800 e che ha conservato un'atmosfera decisamente europea con piccole pasticcerie, negozietti a conduzione famigliare, casette con i davanzali fioriti e numerose birrerie di produzione artigianale. 

Dopo cena ci hanno portato al Book Loft, una delle piu' grandi librerie indipendenti della nazione. La libreria si trova in un edificio antecedente alla guerra civile, che nel tempo ha ospitato un negozio di generi alimentari, un saloon e un cinema! 
 
 
Si arriva all'ingresso attraverso un giardinetto molto curato, con fiori e panchine; appena entrati conviene prendere una delle mappe a disposizione degli utenti perche' la libreria si snoda in una serie di 32 stanze collegate tra loro in modo improbabile, con grandini, scalette di legno, piccoli corridoi. Un lungo labirinto in cui e' facilissimo perdersi, soprattutto se si e' appassionati di libri come me e si vorrebbe portare a casa la meta' di quello che si vede!

 
Ogni stanza e' dedicata ad un tema diverso, dalla storia ai gialli, dai fumetti ai romanzi rosa, dai libri di fotografia a quelli di viaggio, dalla narrativa agli hobby. Inoltre ogni sala ha un sottofondo musicale specifico e l'acustica e' fatta talmente bene che le musiche delle diverse zone non si mescolano assolutamente. Tutti i volumi sono nuovi, ma vengono offerti a prezzo scontato (alcuni solo del 5%, altri anche piu' del 50%). Oltre ai libri si trovano poster, cd musicali, magliette, tazze, calendari, agende, corsi di lingua ed una selezione enorme di card per ogni ricorrenza, di cui gli americani sono molto appassionati!
Inutile dire che non sarei piu' uscita da quel posto, con quel profumo di carta e legno che mi ricordavano la biblioteca dove andavo da bambina!