giovedì 31 dicembre 2015

Buon anno!!!

Avevo il mente un post completamente diverso, su un libro che sto leggendo.
Poi ho visto che oggi hanno quasi tutti scritto bilanci del 2015 che sta finendo (o che e' gia' finito in alcuni posti), e mi sono detta 'e chi sono io, la figlia della serva, a non scrivere niente si questo anno che e' quasi passato???'.
Cosi' eccomi qui...il post sul libro ve lo scrivero' un'altra volta.

Volevo dire che il 2015 e' stato un anno di merda non e' stato l'anno migliore che ricordi, ma devo ammettere che nessun anno che ho passato da emigrata mi ha proprio travolto con la sua eccezionalita'. Pero' oggi ho anche letto di tante persone che in questi mesi hanno avuto un grave lutto, perso il lavoro, lottato con malattie molto pesanti e sofferto...e non posso in tutta coscienza permettermi di lagnarmi troppo.
Tra le cose positive che sono successe in questi 12 mesi mettiamo sicuramente:
- i viaggi (in ordine cronologico: Miami, Wyoming e South Dakota, Virginia Beach, Italia, Canada e Orlando)

- mia sorella, cognato e nipoti che sono venuti a trovarmi a giugno...ed avere qualcuno che ci aspettava a casa e' stato bellissimo
- i pacchi e pacchetti a sorpresa che ci hanno mandato parenti e amici e ci hanno rallegrato nei momenti duri
- l'acquisto della macchina e della casa nuova (per la prima cosa non trovo un difetto ad una casa dove vivo...la adoro)
- la salute delle persone che amo, in particolare mio papa' che e' ancora miracolosamente cancer-free (oltre ogni previsione iniziale) e le mie nonne che ci fanno ancora dannare a 91 e 95 anni...
- le amicizie, perche' non c'e' stata volta in cui un mio messaggio di aiuto non abbia ricevuto una risposta in tempo reale dall'Italia, dalla Spagna e dai vari paesi in cui sono sparse le mie amiche virtuali
- il lavoro e lo stipendio, che non sono mai venuti meno ne' per me ne' per mio marito e di questi tempi non e' scontato
- i progressi fatti in inglese, per cui adesso posso timidamente provare a fare qualche battuta e quando sento la gente ridere mi sento felice, perche' far divertire le persone e' una delle cose che mi piacciono di piu'

Ci sono stati comunque molti momenti difficili, ma a voler cercare il lato positivo delle cose, posso dire che mi hanno insegnato tanto (anche se molte cose le avrei dovute imparare almeno 20 anni fa...ma insomma, meglio tardi che mai!!):
- ho imparato che la meritocrazia non esiste al 100% neppure in America e devo convivere con le cose che non posso cambiare, senza lasciare che mi avvelenino l'esistenza (su questo sto ancora lavorando pero')
- ho imparato un bel po' di umilta', io che sono cresciuta pensando di essere la bambina piu' intelligente del pianeta e che fosse anche l'unica qualita' per cui le persone mi amassero...ho capito che non sono per niente cosi' brillante, sono come tanti altri, ma non per questo i miei genitori, mio marito e i miei amici mi vogliono meno bene, per cui devo evidentemente avere altre qualita'
- ho imparato ad essere felice per i successi di mio marito, che puo' sembrare scontato quando si ama qualcuno ma se si fa lo stesso lavoro, i successi dell'uno spesso sottolineano l'incapacita' dell'altro e non e' facile scendere a patti con il proprio orgoglio, anche se per amore
- ho imparato che nei momenti in cui la stanchezza, la frustrazione, la lontananza, il superlavoro e le delusioni ti fanno pensare che forse e' meglio se ci si separa, bisogna guardarsi negli occhi e chiedersi "ma tu mi ami ancora?" e finche' la risposta e' SI il resto in qualche modo si sistema
- ho imparato che non sempre i sogni e i desideri si avverano, per quanto forti e giusti e voluti,,,e allora, dopo un comprensibile crollo, bisogna rimboccarsi le maniche e cercare una via alternativa..o anche rinunciare a volte, che non e' detto che debba sempre tutto funzionare
- ho imparato che in questo paese si puo' sempre reinventarsi e piu' di tutto questa e' la mia possibilita' di decidere cosa voglio essere, una volta per tutte...o anche solo per adesso :-)
- ho imparato che le ferite del passato, le delusioni, le sorelle che non hanno saputo amarci come volevamo, possono diventare come la cervicale che viene con le piogge...per la maggior parte del tempo sono silenti e solo qualche volta fanno male, ma poi passa, se le si lasciano passare
- ho imparato che non sempre quello che pensiamo di volere o quello che gli altri pensano sia giusto per noi e' la scelta che ci rende davvero piu' felici...per capire questo mi sono dovuta infilare in un mucchio di gruppi, cene, eventi e cose simili perche' pensavo che meglio in compagnia che soli...errore!

E qui chiudo, prima di diventare troppo melensa...o forse e' gia' troppo tardi :-)
Buon nuovo anno, per il 2016 mi auguro che si allunghi la lista degli eventi felici e si accorci quella delle cose che ho imparato! :-D

sabato 26 dicembre 2015

Regali a sorpresa

Dopo quest'anno credo che sospendero' per sempre la mia consueta attivita' natalizia di invio regali a sorpresa, visto che me ne sono capitate di tutti i colori...anche se sono poi finite tutte bene!

Uno. Cominciamo con i miei genitori. 
Sabato 19 Dicembre, dopo tante incertezze e cambi di idee, finalmente riesco a decidere cosa mandargli e prepare un ordine di stella di Natale + spumante con Interflora, con consegna prevista per martedi' 22. Il 22 mi collego su skype che da loro e' sera, ma della consegna neppure l'ombra. Va beh, mi dico, fioristi e spedizioni saranno stati ritardati a causa delle feste imminenti, per cui non ne faccio parola con loro perche' spero sempre nell'effetto sorpresa. Il 23 aspetto tutto il giorno di ricevere un messaggio di mia mamma che mi dice del regalo, ma nulla. Mi collego verso le 8.30 di sera ora italiana ma ancora nessuna traccia della consegna, cosi' intanto che parliamo scrivo una mail di lamentele ad Interflora. Nel mentre suona il campanello a casa dei miei, mio papa' va ad aprire e mia mamma mi informa che e' la fiorista di un paese vicino, ma mi sembra un po' scocciata della cosa. Entra papa' con spumante e pianta, li mette in malo modo sulla vetrinetta e intanto brontola perche' di bottiglie di spumante gliene avevano gia' regalate 3. Mia mamma dice che almeno di stelle di Natale non ne avevano ancora presa nessuna, sospettando che sarebbe arrivata in quel modo, come ogni anno. Io ci resto malissimo e chiedo "ma chi ve li ha mandati?". Mio papa' mi risponde che sicuramente e' stata la fiorista stessa, visto che lui da anni le permetteva di usare il suo magazzino come deposito e lei invece di pagarlo ogni Natale mandava una pianta. Per questo era cosi' incazzato, perche' quest'anno voleva proprio dirle che aveva intenzione di vendere a breve il magazzino e che doveva trovarsi un altro posto...e adesso come faceva dopo il regalo? Io non mi do' per vinta e chiedo se per caso ci sia un bigliettino insieme alla pianta. Il bigliettino non c'e'. Sempre piu' avvilita insisto che lo cerchino e finalmente lo trovano, ma se ne disinteresssano, mia mamma continua a cambiare argomento e a voler parlare con me di altro. Insisto ancora, chiedo che mi leggano il biglietto, cosi' per curiosita'. Mia mamma si irrita anche con me e va a prendere sto benedetto biglietto mugugnando che tanto ci sara' scritto "buone feste" e basta. Inizia a leggermelo..."Tantissimi auguri di Buon Natale...Un abbraccio, Baby e Tecnico"...ah vedi, saluta anche te...no, aspetta....non e' un saluto e' la firma...aaaaaah, ma siete stati voi a mandarli...ooooh, che figuraccia abbiamo fatto! Mio papa' ha decretato il suo disappunto al fatto che lo avessi fregato (io??) con un lapidario "ma va a cag***". :-D

Due. Una mia amica molto cara la settimana scorsa mi dice che sta passando un periodo davvero difficile, cosi' decido di mandarle un pensierino per Natale...ovviamente e' troppo tardi per comprare qualcosa e spedirlo confidando nelle Poste Italiane, cosi' cerco qualcosa che mi piaccia su Amazon.it e glielo mando direttamente in Italia, con consegna prevista il 23 Dicembre. Il 22 mi dice che e' in ospedale con la madre, ma che forse le mandano a casa il giorno dopo. Panico. Per fortuna il 23 e' a casa e tiro un sospiro di sollievo. Peccato che all'arrivo del pacco lei abbia cercato di rifiutarlo per ben due volte, prima dicendo che non aveva ordinato niente con Amazon...poi visto che c'era proprio il suo nome, insistendo che nello stesso paese c'era una sua omonima e il pacco era sicuramente suo...solo quando la postina le ha mostrato che l'indirizzo era proprio quello di casa sua si e' convinta...e meno male che avevo messo un biglietto dentro, se no capace che lo restituiva!

Tre. Quest'anno con il Tecnico eravamo d'accordo di non farci regali, perche' avevamo appena comprato casa e poi ci eravamo auto-regalati una serie di gadget vari per la casa. Io pero' ero molto triste al pensiero dell'albero vuoto, cosi' alle due di notte di domenica decido di scendere di soppiatto e ordinare qualcosa per lui, con consegna garantita entro il 25 e la speranza che arrivi mentre lui e' al lavoro, quindi prima del 24. Va tutto benissimo, il regalo arriva il 23 e io ho tutto il tempo di impacchettarlo per bene e nasconderlo nel basement, dietro gli attrezzi dal giardino. Riesco anche a dribblare un ignaro Tecnico che il 24 decide di andare a cercare un sottovaso proprio vicino a dove avevo nascosto il pacco! Ieri sera, appena saliti in macchina pronti per andare alla Messa di mezzanotte, io mi invento di aver lasciato in bagno il telefono, cosi' entro in casa e metto il pacco in bella vista sul tavolo del salotto. Torniamo dalla Messa e ci sediamo in cucina a mangiare una fetta di dolce, mentre io non vedo l'ora che si accorga del pacco. Invece niente, passiamo in salotto e lui neppure lo nota. Dopo un po' finalmente lo vede e mi dice "sono proprio belli i pacchetti che hai fatto quest'anno per i nostri amici, brava", si siede sul divano e accende la TV. Passa tipo mezz'ora, io ormai sconsolata salgo a mettermi il pigiama quando finalmente sento da sotto "Baby, ma questo pacco da dove arriva?? Non e' uno di quelli che dobbiamo portare domani al pranzo!!"...alla buon'ora!!!!!

Basta, l'anno prossimo regali preannunciati o nessun regalo!
qui

mercoledì 23 dicembre 2015

Questione di specie

Ultimamente sono piuttosto infastidita dalla sanita' americana, di cui avevo tessuto tanto le lodi in passato.
Oh, da qualche mese qui non c'e' un volta che la diagnosi sia chiara e la cura decisiva.
No, dai, non e' vero, per la dermatite che mi porto dietro da quando ero neonata mi hanno dato uno shampoo ottimo, che ha risolto il problema in due settimane.
Ma per il resto...una tragedia.
Dell'allergia gia' sapete, dermatologo e allergologo mi hanno detto che non c'e' verso di capire a cosa sia dovuta, quindi mi dovrei prendere un antistaminico ogni giorno e via. O tenermela. Non mi hanno neppure fatto i test, tanto ho la pelle cosi' sensibile che risulterei positiva a tutto e non avrebbe senso. 
Se lo dicono loro.
Poi a luglio mi accorgo che ho una caviglia gonfia, cosi', senza che riesca a ricondurla a nessuna caduta, trauma o altro. Mi dico che il gonfiore se ne andra' via da solo con un po' di riposo e pomata antinfiammatoria, ma ad agosto il mio piede sembra ancora un muffin, cosi' due giorni prima di tornare in Italia mi faccio prendere dal panico e vado all'Urgent Care. Mi fanno una radiografia e non vedono niente di rotto, ci metto 10 minuti a convincere il dottore che il piede e' solo gonfio e se lo vede cosi' rosso e' perche' la sfiga ha voluto che una zanzara mi mozzicasse proprio li la sera prima. Lui resta convinto che sia un'infezione, ma mi manda a casa con la raccomandazione di fare RICE: riposo, ghiaccio, compressione con bene e tenere la gamba in alto. Lo faccio per un mese, non cambia nulla. Torno dal medico di base a ottobre, mi dice che non riesce a spiegarsi cosa abbia il mio piede e mi manda dal medico dello sport. Il dottore mi visita per 5 minuti e sentenzia che puo' essere una storta mai guarita o Lupus o non sa, trova che sia un caso molto interessante e senza spiegazione. Mi dice che per il momento posso provare a fare fisioterapia e vediamo come va...se non funziona controlliamo gli autoanticorpi e se anche quelli sono a posto, vedremo di fare una risonanza.
Vado dal fisioterapista, gli descrivo il mio caso e subito vedo dal suo sguardo che non ha idea di cosa sia e che non sa che fare. Inizia a procedere per tentativi...mi fa fare degli esercizi, mi massaggia la caviglia, mi mette dei cerotti secondo una procedura che ha visto in un video (WTF???). Il mio piede continua inesorabilmente a sembrare un muffin. Mi manda in un negozio a prendere delle solette specifiche, perche' appoggio il piede male e magari e' quello che peggiora il danno alla caviglia. Al negozio mi segue un commesso sbadigliante che mi mette in mano 3 solette diverse e mi dice di decidere quale voglio a seconda di come mi sento meglio. Gli chiedo un parere, ma non sa aiutarmi, dice che sono io che devo decidere a mia discrezione. Esco alleggerita di 50$ e la sensazione che potevo anche comprarla da sola quella soletta, visto l'utilissimo supporto del venditore.
La settimana scorsa inizio a riermpirmi di puntini rossi. Inizialmente non ci faccio troppo caso, poi vedo che crescono ogni giorno come numero e dimensione. Chiedo un appuntamento al medico di base, il mio non c'e' e mi riceve il giorno stesso un dottorino con ciuffo impomatato e papillon. Riscontra che ho la febbre, anche se bassa, e la tosse. Per cui decide che le macchie sono dovute al virus che mi sono presa. O almeno crede, non ne e' sicuro. Cerca delle foto su Google per farmi vedere che ha ragione. Poi va beh, se restano per piu' di una settimana posso tornare la settimana successiva e vedremo cosa fare.
Oggi vado dall'endocrinologa per il controllo annuale. Il TSH, che lei vorrebbe mantenere tra 0.5 e 1, e' a 1.6. Mi dice che potrebbe essere la fluttuazione casuale di un giorno o perche' ho preso peso o perche' bisognerebbe aumentare la pastiglia che prendo. E mi chiede cosa preferisco fare, se ricontrollarlo tra 3 mesi o aumentare il dosaggio subito. Io rispondo "lei cosa mi consiglia?". Mi risponde che se sapesse cosa fare me lo avrebbe detto, invece mi ha chiesto proprio perche' non sa quale sia la cosa migliore da fare. Decido di ricontrollare tra 3 mesi, magari cercando anche di dimagrire un po' nel frattempo, ma me ne vado pensando che se devo comunque farmi auto-terapia, posso fare senza vedere un medico.
Io non lo so se sono io il problema, con le mie malattie strane, meta' reali e meta' immaginarie. O se invece sono i medici di qui che sono meno preparati di quanto pensassi. O se invece c'ha ragione il mio collega di Taiwan, che si trova nella stessa situazione, e dice che il punto e' che siamo stranieri, quindi e' come se fossimo una specie del tutto diversa e i medici americani non sanno capire cosa abbiamo.

mercoledì 16 dicembre 2015

Ciao patato

Ieri e' morto il mio cane, in Italia.
Aveva quasi 14 anni, che per un labrador sono tanti...ed era malato da tempo, tra dolori vari e una specie di stroke da cui il veterinario lo aveva miracolosamente salvato un annetto fa. Lo vedevo anche da qui che era sempre piu'acciaccato, quando lo salutavo su skype si limitava ad abbaiare e muovere la coda senza piu' saltellare tipo molla come era sua abitudine. 
Oh pensavo pure di essere pronta al fatto che non gli restasse molto da vivere, ma forse in fondo in fondo speravo facesse come mia nonna, che doveva morire tipo 20 anni fa e invece tra una piccola ischemia, due bypass e varie medicine prese a sua discrezione, e' ancora in piedi e piu' o meno arzilla, e ci seppellira' tutti.  
Poi non siamo mai stati di quelli che considerano gli animali come persone, niente vestitini e lettini di peluche, W stava fuori in giardino quando faceva caldo e in inverno aveva in garage una specie di cassetta di legno con delle vecchie coperte. Mi sembravano sempre un po' esagerati quelli che si disperavano per la morte di un cane o gatto, ormai ero grande, mica come quando era morto il micio Gattuso e non me ne facevo una ragione. 
Invece quando mia mamma mi ha detto che era morto mi sono messa a piangere come una bambina, sulla scrivania dell'ufficio. E i miei tre vecchietti rimasti a casa non stavano messi meglio, lacrimosi, a macerarsi nel senso di colpa di non aver chiamato prima il veterninario e ricordare vecchi episodi. 
14 anni sono tanti. 
14 anni di leccate di piedi, baci sbavosi, abbaiate contro i ricci che lo facevano dannare per cui a turno la notte bisognava alzarsi e portare il malcapitato riccio al di la della siepe. 
14 anni di pasti, caramelle e mele divisi con mio papa', di cellulari che lui gli dava da portare in casa, di pomeriggi a fare compagnia a mia nonna sotto al portico, di peluche e ciabatte distrutti o solo portati in giro per la casa. 
14 anni di nuotate nei fossi da cui tornava sporchissimo ma felice, di fughe pazze per il paese ad assaporare un po' di liberta', di buche fatte in giardino da usare come tana.
Mi dispiace tantissimo pensare che non ci sara' la prossima volta che andro' a casa dai miei. Ce ne sara' quasi sicuramente un altro (per fortuna i miei hanno deciso di non stare senza come invece temevo), ma non lo avro' scelto io come ho fatto con lui, non sapra' riconoscere la mia voce su skype e non mi verra' incontro al mio ritorno. E dovremo imparare a volerci bene in quelle due settimane all'anno in cui ci vedremo.
Lo so che puo' sembrare esagerato, ma, come dicevo oggi ai miei, finora per fortuna non abbiamo dovuto affrontare grandi perdite e possiamo permetterci di piangere per un cane. 
E' un altro pezzo della mia "vita di prima" che se ne e' andata, a conferma continua che non potro' mai tornare indietro a 4 anni fa e il mondo come lo avevo lasciato non c'e' piu', in tante piccole cose.

Ciao W, sei stato proprio un buon cane e sono felice di aver creduto in te, nonostate l'espressione non proprio intelligente che avevi quando ti ho scelto e quelle zampone enormi che ti rendevano sgraziato. :-) 


 

mercoledì 2 dicembre 2015

Pezzi

Se una cosa e' stata assemblata male e la colla che abbiamo usato si e' gia' irrimediabilmente seccata, le opzioni sono solo due: 
- buttarla 
- provare a romperla e riassemblarla di nuovo, cercando di non lasciare in giro dei pezzi
Vale lo stesso anche per le persone credo, a volte l'unica possibilita' e' andare in pezzi per poi potersi ricostruire meglio. 
Speriamo solo non siano troppo piccoli, che poi e' un attimo che passa il Roomba a tradimento e te li aspira.

sabato 28 novembre 2015

Strani fenomeni

Succede che mentre sto camminando per andare all'universita' mi pare di vedere la mia amica A e quando sto per rincorrerla e salutarla, mi rendo conto che e' impossibile perche' A sta in Italia.
E no, non e' la nostalgia che mi fa vedere cose che non esistono, perche' pure quando sono in Italia mi capita di avere l'impressione di intravedere F che attraversa la strada, ma e' impossibile perche' F vive qui negli Usa.
Non credo di essere impazzita, non piu' del solito ecco.
Semplicemente ogni tanto la mia mente si confonde, c'ha degli sfasamenti spazio-temporali e non capisce piu' da che parte dell'oceano sta e sovrappone persone e luoghi...o forse sotto sotto vorrei solo vivere in un mondo unico dove la mia vita 'di qua' e quella 'di la' possano coesistere completamente, in modo da poter fare colazione al bar di la' con le amiche di qua ma soprattutto di poter fare la pranzo qua con le amiche di la'.
Boh.
So solo che stasera ero al cinema a vedere 007 e ad un certo punto parlavano una lingua che non era inglese, per cui mi sono messa a leggere i sottotitoli per capire cosa dicevano.
Mi ci sono volute almeno 5 battute per rendermi conto che la lingua in cui parlavano era ITALIANO e potevo fare senza leggere i sottotitoli.

mercoledì 28 ottobre 2015

Homeowners

Il mio ultimo post risale a quasi un mese fa, ma ho avuto buone ragioni per la mia assenza oltre all'arrivo dell'autunno che come ogni anno mi ha avvolto i neuroni in una nebbia densa e impenetrabile...

Visto che notoriamente sono la regina della coerenza, dopo avervi fracassato le palle rotto le scatole su quanto mi sentissi fuori posto qui, sulla mia mancanza sell'Italia e sui miei sogni di tornare il prima possibile almeno in Europa....il 3 ottobre abbiamo comprato casa!
E se la vostra prima reazione sarebbe chiedermi "ma sei deficiente???", non vi preoccupate, e' perfettamente legittima e me lo direi anche da sola! :-)
Se poi aggiungo il fatto che l'acquisto e' stato praticamente iniziato e concluso dal Tecnico mentre io ero in Italia in vacanza, mi sa che diventi ancora piu' chiaro che non SONO una demente ma SIAMO due dementi!
Adesso pero' vi racconto qualche antefatto che spero vi renda piu' indulgenti nel giudicare il nostro stato di salute mentale.
Ad agosto, come da contratto, abbiamo dato la disdetta all'affitto della casa attuale. E no, la motivazione non e' stata la mia solita mania dei traslochi, ma una serie di rogne che ci eravamo stancati di affrontare, soprattutto il Tecnico. In casa avevamo avuto un problema con la vasca e la persona che ci avevamo mandato era uno di quei signori anzianotti che dopo la pensione aveva deciso di dedicarsi a piccole riparazioni casalinghe. Non solo si presentava quando voleva, magari dava appuntamento alle 9 di mattina per poi arrivare alle 2 del pomeriggio (di giorno lavorativo, con me o il Tecnico ad aspettarlo), ma poi sapeva piu' che altro metterci delle pezze, senza risolvere realmente il problema e lasciando muri ridipinti a meta' e buchi stuccati ancora peggio. Inoltre il basement era messo parecchio male, con infiltrazioni di acqua ad ogni pioggia, pavimento scivoloso e muffa, ma la padrona di casa non si decideva a sistemare nulla, mentre i soldi dell'affitto si che li prendeva puntualmente!
Detto questo, appena data la disdetta mi sono messa subito d'impegno a spulciare le offerte di case in affitto, ma ci e' apparso subito chiaro che una casa con le caratteristiche che volevo, nella zona che mi piaceva e al prezzo che ero disposta a spendere...era praticamente impossibile da trovare! Si, sono un po' esigente, lo ammetto, ma insomma, lavoriamo come muli, almeno che la sera noi si possa tornare in una casa che ci piaccia!
Il Tecnico aveva due soldi da parte, ricavati diversi anni fa dalla vendita del suo bilocale...era stato molto fortunato perche' la casa era stata presa dal padre della vicina di casa, che pur di stare vicino alla famiglia non aveva neppure contrattato sul prezzo e la aveva comprata piu' del suo valore. Una volta pagato il mutuo quindi aveva investito i soldi rimasti, prima in Italia e poi qui, in entrambi i casi guadagnandoci pochissimo. Anzi, con il recente crollo dei titoli cinesi ci stava pure perdendo!
Cosi' mi ha proposto di provare a vedere cosa si poteva fare con i soldi che aveva lui, un po' di soldi comuni messi via da quando siamo qui e un piccolo mutuo. Io mi sono opposta tantissimo, perche' pensavo molto piu' ad andarmene da qui che a mettere delle qualsivoglia radici, ma il vigliacco ha calato l'asso: mi ha prospettato il risparmio effettivo che avremo avuto se tutto andava come previsto...e io ho ceduto, perche' niente sa farmi capitolare come il pensiero del risparmio!!! Che ci posso fare, mia mamma mi ha trasmesso la sua tirchiaggine :-D
Appena il tempo di accettare di provare a cercare...e sono partita per l'Italia. Ci siamo fermati in attesa del mio ritorno? Certo che no! Il sempre piu' astuto Tecnico, ben consapevole che se la scelta fosse dipesa da me, saremmo dovuti andare a vedere almeno 300 case e mi sare fatta una valanga di ma...se...pero'...forse...ecc, ha preso in mano la situazione e contattato l'agenzia. Con i soldi che potevamo metterci, e' apparso subito chiaro che le possibilita' non erano proprio tantissime...tipo o una villa bellissima nel ghetto o una casetta modesta in una zona non esclusiva ma decente...e ovviamente ci siamo orientati sulla seconda! Cosi' lui ha iniziato ad andare a vedere qualche casa mentre io dall'Italia guardavo le foto dell'agenzia, controllavo il livello delle scuole, il tasso di criminalita' e i negozi vicini. Le conversazioni skype sono sempre state piuttosto animate, con il Tecnico che non capiva cosa ci fosse di male se l'unico bagno di una casa si affacciava sulla cucina, tra frigorifero e forno, o nella camera da letto padronale, per cui gli ospiti sarebbero dovuti venire in camera nostra per fare pipi' alla notte! Oppure, dopo aver dichiarato che mai nella sua vita avrebbe voluto passare le domeniche a tagliare l'erba, mi mostrava delle case con un ettaro di prato e al mio rifiuto mi accusava di essere troppo esigente!! Alla fine abbiamo fatto una prima offerta per un condo che ci piaceva molto, ma che e' stato venduto ad altri offerenti...e allora ce ne hanno proposti altri 5 nello stesso complesso residenziale. E, dopo mille telefonate Italia-Usa, panico per il mutuo e i documenti, tira e molla con i padroni precedenti e ansie varie, uno di questi e' diventato CASA, da ormai 4 giorni!!
Adesso sono esausta dal trasloco, magari nei prossimi giorni vi raccontero' tutto l'iter dell'acquisto, che non e' stato cosi' semplice come pensavamo all'inizio...pero' questa casa ci piace tanto e siamo molto molto felici!
 
 

mercoledì 30 settembre 2015

Liebster Blog Award

qui
"I'm late I'm late for a very important date"
diceva il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie.
 
Ecco, io mi sento cosi' praticamente ogni giorno. 
Un po' perche' le cose da fare sono tante, un po' perche' piu' sono tante e piu' mi faccio prendere dal panico per cui le inizio tutte e fnisco nessuna, con il risultato di sentirmi ancora piu' in ansia, un po' perche' perdo un mucchio di tempo in cazzate tipo sognare a occhi aperti o cercare online il portasapone per il bagno con il miglior rapporto qualita'-gusto personale-prezzo...insomma, se dipingo resto indietro con l'uncinetto, se faccio l'uncinetto resto indietro con il blog, se scrivo il blog resto indietro con le lavatrici e se faccio una qualunque di queste cose resto comunque indietro con il lavoro!
Tutto questo pippone solo per giustificarmi del fatto che sto riscuotendo il premio ricevuto da Claudia con piu' di un mese di ritardo...abbiate pieta' di me, solo per scrivere questo ci ho messo 3 giorni nei ritagli di tempo!
 
Innanzitutto ringrazio Claudia per avermi nominata, sapere che c'e' chi ti legge e apprezza e' sempre un piacere, soprattutto se si tratta di una persona che mi piace molto, anche se ci siamo conosciute solo virtualmente. 
Il Liebster Blog Award e' un premio virtuale tra blogger che ha lo scopo di far conoscere ai proprio lettori altri blog che leggiamo volentieri e invitare chi li scrive a svelare qualche dettaglio in piu' sulla propria vita, reale o virtuale.
Le regole del premio sono:
- citare il blog che ti ha nominato
- rispondere alle dieci domande che il blog che ti ha nominato ha scelto per te
- nominare altri dieci blog a cui porre dieci domande a scelta
Ecco, vi dico subito che l'ultima la salto altrimenti questo post esce a marzo! :-)

Ecco le risposte alle dieci domande che mi ha fatto Claudia:

- Che spazio ha il tuo blog nella tua giornata?
Non molto grande purtroppo, lo apro ogni mattina per rispondere ad eventuali commenti e per scorrere il Blogroll alla ricerca di nuovi post dei blog che mi piacciono, poi nei ritagli della giornata o alla sera cerco di buttare giu’ un post o almeno una bozza o giusto un titolo per ricordarmi che voglio parlare di qualcosa. Comunque in media non riesco a fare piu' di un post a settimana.
- Vivi in un luogo dove vorresti restare o da cui vorresti scappare?
Domanda ancora senza risposta…cioe’, vorrei scappare perche’ mi manca da matti la sensazione di appartenenza che mi sa dare solo l’Italia, ma sono riconoscente a questo luogo per tutto quello che mi ha dato in questi anni…e mi ci sono un po’ affezionata ormai, dai!
- La tua famiglia legge quello che scrivi, capisce la tua voglia di scrivere e la sostiene?
No, ho iniziato questo blog proprio per potermi sentire libera di dire tutto quello che pensavo o sentivo senza dover temere di ferire qualcuno che mi conoscesse…poi l’ho reso pubblico ad un gruppo fidatissimo di amiche che non hanno niente da temere dai miei post…la famiglia invece credo non apprezzerebbe molto alcune cose che ho scritto. Mio marito lo ha sempre saputo, mi sostiene ma al tempo stesso critica ogni cosa che legge, per cui spero sempre che smetta di farlo!
- Che interessi hai al di fuori della scrittura?
Tantissimi, servirebbero giornate da 48 ore (senza aumentare quelle di lavoro pero’!) per poter far tutto…poi sono mutevole, per cui ogni tanto abbandono una passione e ne intraprendo un’altra…a parte la lettura, che e’ una costante della mia vita da sempre. Al momento vanno per la maggiore la pittura e l’uncinetto, ma mi piace molto anche ricamare, fare Sudoku e imparare nuove lingue.
- Perche` scrivi?
Ho iniziato questo blog perche’ mi sentivo molto sola e frustrata, ho sempre scritto su diari e fogli sparsi quando le cose andavano male e mi e' venuto spontaneo evolvere verso il web... non so neppure io cosa mi aspettavo, di certo non la quantita' di persone eccezionali che ho conosciuto qui e che sono diventate parte della mia vita quotidiana!
- Qual e` l'argomento che hai trattato nel tuo blog che ti ha dato piu` soddisfazioni?
Credo la difficolta dell'espatrio, perche' mi sono sempre state date delle risposte molto belle e anche tanto appoggio da chi stava vivendo una situazione simile. Mi hanno fatto moltissimo piacere anche tutte le mail che mi sono arrivate privatamente in questi anni da chi voleva confidarsi, sfogarsi o chiedere informazioni sull'espatrio.
- Qual e` l'argomento piu` controverso che hai trattato nel tuo blog?
Devo dire che non ho mai avuto grosse discussioni con i commentatori del blog, pensavo che il post sulla sperimentazione animale e quello sulle bufale mediche creassero piu' scompiglio invece per fortuna ho dei lettori molto equilibrati! :-)
- Quando scrivi, scrivi per te stesso/a o con in mente una specifica tipologia di lettore?
Scrivo per lo piu' per me stessa, come dimostra il fatto che salto di palo in frasca secondo l'ispirazione e le circostanze...ecco, ora che mi sono abituata, spero di non perdere i miei lettori abituali e di non ritrovarmi a miagolare nel buio e nel silenzio, ma non sapendo bene cosa apprezzano di me vado alla cieca come sempre!
- Sei soddisfatto/a di te stesso/a?
Non molto, ma sto lavorando sull'imparare ad essere piu' indulgente con me stessa.
- Se avessi la bacchetta magica, c'e` un luogo dove vorresti essere ora o una persona che vorresti trovarti davanti?
Qui non riesco a dare una sola risposta....Vorrei essere seduta in riva al mare nelle Marche, il mio luogo del cuore, con un bicchiere di vino e uno spaghetto alle vongole...o in centro nella mia citta' a fare un aperitivo con le mie amiche piu' care...o a casa con la famiglia davanti ad una lasagna fumante! 
Insomma, basta che se magna!!

mercoledì 23 settembre 2015

Mea culpa

I commenti Marya e di Mila al mio ultimo post mi hanno fatto riflettere. 
Premetto che i miei genitori sono per me intoccabili, nel senso che solo io posso criticarli...chiunque ci provi mi trovera' sempre a difenderli a spada tratta!! Sara' infantile, immaturo e sbagliato, ma cosi' e', oh!
Detto questo, io non riesco a vedere egoismo nel discorso di mio padre o nelle continue domande di mia madre su quando torneremo piu' vicini a casa. O quantomeno non riesco a pensare che sia una cosa cosi' condannabile, forse perche' anche io sono come loro e non ho un buon rapporto con la distanza delle persone che amo. Inoltre, e credo che sia un dettaglio fondamentale, se la osservo con i loro occhi questa scelta non e' che abbia portato tutto questo miglioramento nella mia vita.
Come ho gia' scritto spesso, fino a 3 anni fa dal loro punto di vista avevano una figlia che faceva il lavoro per cui aveva studiato, era tenuta in grande considerazione dal capo (che un sacco di volte ha tessuto le mie lodi in loro presenza), viveva in un bell'appartamento a 50 km da loro, aveva molti amici, era sempre allegra, viaggiava appena poteva...e solo sporadicamente aveva qualche attacco di ansia.
Non sapevano della mia frustrazione lavorativa perche' non gliene avevo mai parlato, troppo preoccupata di mantenere la loro illusione di aver cresciuto un piccolo genio che otteneva onori e successi ovunque andasse.
Non sapevano di come mio marito fosse frustrato e sottovalutato al lavoro, per loro il famoso "posto fisso" era il massimo desiderabile.
Non sapevano che ogni imprevisto economico era un dramma da gestire, perche' se gliene avessi parlato si sarebbero offerti di sistemare il tutto di tasca propria (come fanno per l'altro ramo della famiglia) e avrei dovuto litigare per non accettare quei soldi.
In cambio di questa situazione, ai loro occhi abbastanza "idilliaca", si sono ritrovati una figlia che lavora il triplo di prima e con altissimi livelli di stress, ha una malattia nuova ogni mese (per lo piu' psicosomatiche), soffre di ansia continua e persistente, non riesce a fare nuove amicizie, sento tanta nostalgia di casa e litiga con il marito come non mai...come possono pensare che sia meglio che resti qui invece di tornare?
Ho sicuramente sbagliato io a nascondergli tutta la parte negativa della situazione precedente, ma ormai il danno l'ho fatto e non posso tornare indietro e fare revisionismo storico, non sarei credibile. 
Inoltre, sono la prima a pensare spesso che forse "stavo meglio quando pensavo di stare peggio"...posso forse biasimarli se fanno altrettanto?

venerdì 11 settembre 2015

Scelte

Prima o poi arrivero' anche con il riassunto di queste vacanze...per ora vi lascio uno stralcio di dialogo tra me e mio papa', che e' molto esemplificativo, soprattutto di come mi sento:

- Papa', tu pero' mi hai sempre spinto a cercare di mettere a frutto i miei studi, di migliorare il curriculum, di fare carriera nel mio campo....e sei cosi' orgoglioso di qualunque mio successo o riconoscimento, nello studio hai persino una bacheca dove esponi i cartellini dei congressi a cui ho partecipato!
- Eh sai, quando parlo con qualcuno del paese o con i miei amici, mi vanto di avere la figlia che fa ricerca all'estero, mi faccio "grande" con tutta la storia dei "cervelli in fuga", racconto con orgoglio di quello su cui lavorate tu e tuo marito, ecc...ma quando la sera sono a letto, tutto questo mi sembra non conti piu' nulla e preferirei averti qui, anche con uno stipendio molto piu' modesto e meno successi.

lunedì 24 agosto 2015

In altre faccende affaccendata

Ops, I did it  again...sono sparita di nuovo, per settimane....e dire che quasi ogni giorno mi ripromettevo di scrivere almeno due righe sul blog, giusto per rassicurare chi mi legge che sono ancora viva e non sono rimasta vittima di una delle varie intossicazioni alimentari che da giugno hanno monopolizzato le news locali...succedono solo cose eccitanti qui nel Midwest!
Cosa ho fatto per tutto questo tempo?
Beh, intanto ho dovuto scrivere diverse cose per il lavoro, con scadenze abbastanza pressanti...e scrivere in inglese in generale mi drena le energie piu' di una corsa di 20 miglia. Poi ovviamente non si trattava di scrivere un tema ad argomento libero ma la domanda di finanziamento per un progetto, per cui alla difficolta' di scrivere in una lingua che padroneggio abbastanza ma non ancora benissimo, si sono aggiunti il dover stare nei limiti di pagine prefissati (e io invece sono una super prolissa) e anche renderlo abbastanza accattivante da meritare di essere scelto tra mille e sovvenzionato. Inoltre ho dovuto pure allegare il mio piano di carriera per i prossimi due anni...e per una persona che ancora non sa cosa mangera' a cena stasera, pensare di mettere nero su bianco dove vorrei essere e perche' tra 24 mesi e' stata un'impresa apocalittica!!
In mezzo a questo ho dovuto organizzare la vacanza in Italia...infatti...parto domani!!! 
E voi direte, beh cosa c'e' da organizzare a parte la valigia?? 
Eh...
Innanzitutto ho tirato al massimo con gli esperimenti per potermi godere le ferie senza sensi di colpa, quindi sono stati giorni di lavoro intenso.
Poi, per noi che siamo qui con un visto il ritorno e' sempre funestato dalla visita al consolato americano in Italia per il rinnovo del patacchino da mettere sul passaporto, che deve essere pianificata minuziosamente, pena il rifiuto di ingresso nel paese che potrebbe macchiare i miei record fino alla quarta generazione! E io che, come e' noto, non mi faccio prendere dall'ansia per queste piccole cose, ho dato di matto riuscendo a sbagliare qualunque passo della procedura, aumentando esponenzialmente il panico ad ogni errore. Ho coinvolto il customer service del consolato per telefono e per mail, in italiano e in inglese...pare che tutto sia risolto, ma vi faro' sapere alla fine com'e' andata. E non si tratta solo di trovare il giorno giusto per l'appuntamento, ad inizio vacanza in modo da avere poi il tempo di ricevere il visto...bisogna essere certi di portare con se' tutti i documenti orignali necessari, perche' se qualcosa resta qui, non e' che posso fare un salto a prenderlo! E sempre per l'ansia di cui sopra, non solo mi porto tutti gli originali praticamente attaccati al collo per paura di perderli, ma anche almeno due copie, una per bagaglio...il tutto andra' poi difeso strenuamente per l'intera durata del soggiorno in patria dagli attacchi della nonna con la demenza, dei nipoti che disegnano e scrivono su tutto quello che trovano e da mio papa' che ha un rapporto di dipendenza dalla macchina distruggi documenti.
Quasi a pari livello rispetto ai documenti, ci sono le medicine che non posso permettermi di dimenticare qui, soprattutto quella della tiroide, che e' diversa da quella che vendono in Italia e quindi non sostituibile...
Infine, da brava regina di tutti i procrastinatori, mi sono ridotta alle ultime due settimane per l'acquisto dei regali e quindi ho passato le notti a calcolare giorni lavorativi di spedizione e a cercare le ultime cose nei vari siti. 
Il massimo della procrastinazione l'ho raggiunto pero' con la coperta e il quadro, soprattutto con il quadro...
A gennaio una carissima amica mi ha annunciato di essere incinta e io, tutta pervasa di gioia amicale, ho deciso di fare una coperta per il bimbo in arrivo. In meno di un mese mi sono messa di impegno a lavorarci: ho comprato la lana, scaricato un modello che mi piacesse e fatto i primi giri di uncinetto...poi ho cominciato a pensare...eh ma tanto c'e' tempo fino a settembre...posso lavorarci con calma quando sono libera...no stasera non mi va ma comunque ho ancora mesi davanti...insomma, nelle ultime settimane mi sono ritrovata a uncinettare come una disperata per finire in tempo...e il bordo non e' ancora completo, per cui mi sa che lana e ferri verranno in aereo con me!!!
A settembre 2014 invece il mio vecchio medico di base ha visto il quadro che avevo dipinto e regalato a mia mamma e me ne ha commissionato uno per lei, con tema floreale. Mi sembrava di avere tutto il tempo del mondo per farlo...e mi sono ridotta a questa ultima settimana, ho messo la pennellata conclusiva sabato e ancora non sono convinta del risultato!
In conclusione, sono stremata e non ho ancora fatto la valigia...anzi, non so neppure cosa portero' con me e se ci stara' tutto...e ho gia' deciso che li porto a casa da stirare e me ne occupo la', che stasera non ce la faccio a fare pure quello!!
In tutto questo bailamme, quello che ci ha rimesso di piu' e' il Tecnico che, a seconda dei giorni aveva accanto una entusiasta ipercinetica, una lacrimosa "non ce la faro' mai" o, piu' spesso, una pazza isterica che ha minacciato, nell'ordine, di divorziare, non partire, non tornare, scappare in Spagna, scappare in un eremo in India, cercare lavoro altrove in America, cercare lavoro in Italia, ecc.
Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che vado sola e gia' odio volare...ma ancora di piu' odio volare da sola...e che il pensiero di lasciare il povero Tecnico qui da solo mi rattrista tanto...capite bene che sono ancora piu' allucinata del solito, ho i capelli di Maga Mago' e gli occhi di Mowgli quando viene ipnotizzato dal serpente!

Ci rivediamo in Italia...se ci arrivo viva!
 
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martedì 4 agosto 2015

L'orgoglio dei sopravvissuti

Grazie ad un post su FB della mia amica  EroLucy ho letto questo e poi pure questo piu' recente di Francesca Del Rosso ("Wondy"), una gionalista che ha raccontato, in un libro e sul blog, del suo tumore al seno.
I suoi post che ho citato mi trovano completamente d'accordo. 
Non capisco perche' ci debba essere ancora tutta questa reticenza a chiamare il tumore o cancro con il suo nome, invece di nasconderlo dietro a giri di parole che non vogliono dire nulla come "un brutto male" o "qualcosa di non bello". Anche un gastrite non e' bella e neppure una polmonite...ma quelle le pronunciamo tutti senza vergogna! I miei nonni (maschi) sono morti rispettivamente 36 e 46 anni fa e ancora non so bene di cosa, visto che non c'e' stato modo di farmi spiegare di quale brutto male si trattasse! 
E concordo anche sul fatto che la reticenza sia piu' degli altri che del malato stesso, quasi che a dire la parola "cancro" ci si portasse sfiga da soli, si sa mai che sia contagioso...chi un tumore lo ha avuto non ha nessun problema a chiamarlo col nome giusto, tanto lo sai che non e' che se lo definisci "qualcosa di brutto" fa meno male o guarisce prima...
La mia famiglia e' stata molto brava in questo e devo ringraziare soprattutto mio papa' se riesco a parlare del mio tumore con assoluta tranquillita' con chiunque.
Intendiamoci, non e' che appena conosco qualcuno dico "ciao, mi chiamo baby e ho avuto un tumore alla tiroide a 19 anni", pero' se si capita sul discorso, non mi faccio problemi a raccontarlo. 
All'inizio non e' stato cosi', mi vergognavo tantissimo soprattutto della cicatrice (un taglio fatto alla perfezione, ma con la mia pelle bianca e delicata sembrava avessero cercato di squartarmi in un vicolo) che nascondevo sotto una grossa collana per paura che qualcuno la vedesse e mi facesse domande. Piu' di tutto cercavo di evitare la reazione delle persone alla mia risposta, quel misto di tristezza e compassione e anche "non me ne parlare, non voglio sapere". 
Mio papa' pero' ha curato questa mia reticenza iniziale nel suo solito modo, lo stesso che ha applicato per molte altre mie paure...una nazista (e probabilmente contraria a qualunque linea guida esistente) ma efficace terapia d'urto! Cosi' come ha risolto le mie vertigini portandomi con lui sul tetto a posare le tegole  e mi ha rimesso al volante due giorni dopo l'incidente in cui avevo distrutto la macchina, cosi' ha fatto per il mio tumore, di cui parlava a chiunque in mia presenza, finche' il disagio non mi e' passato del tutto! :-)
E quando e' toccato a lui, ho cercato di fare lo stesso, cioe' parlare sempre chiaramente e senza problemi della sua malattia, senza banalizzarla ma anche senza nasconderla come un peccato da bisbigliare. Credo di aver fatto un buon lavoro con lui, l'ho sentito piu' volte parlare liberamente di quello che gli era successo, fregandosene altamente degli sguardi imbarazzati che a volte accoglievano il suo racconto.
L'anno scorso, in occasione di una raccolta fondi per la ricerca sui tumori, ho anche comprato due magliette, una per me e una per lui, con scritto "survivor"...e lui, che non mette quasi mai le magliette a maniche corte, la indossa spesso e me la mostra sempre con grande orgoglio,
Papa', hai tutte le ragioni di essere oroglioso, anzi le abbiamo entrambi, perche' siamo due fottuti survivor...non so se abbiamo vinto una battaglia o la guerra, ma lo abbiamo fatto, e non c'e' niente da nascondere o da dire sottovoce!

giovedì 30 luglio 2015

Il frutto non cade mai lontano dalla pianta (nel caso vi chiediate perche' sono un po' matta)

Il mio capo mi racconta che il cane del supermegadirettore e' in ospedale perche' lui stesso gli ha incautamente dato un pezzo di bagel con uvetta. 
Ho sempre avuto dei cani, ma nessuno mi aveva mai detto che uva, uvetta e cioccolato sono pericolosissimi per loro, tanto che possono anche morire se li mangiano. Piu' che altro sono sempre vissuta in campagna, dove gli animali di famiglia mangiano tutto quello che passa per la tavola, senza fasri troppe domande ma con la convinzione che "mangiare un po' di tutto non possa fare male".
Poco dopo parlo con i miei su skype e mi ricordo di dirgli: "Mi raccomando, non date mai a Whisky (il nostro labrador) queste cose da mangiare, potrebbe avere dei seri problemi di salute!!"
Mio papa' mi risponde: "Ok. E le caramelle alla menta invece?"
E io: "Perche' ti interessa scusa?"
Lui, serafico: "Perche' gliene do' 2-3 tutte le mattine"
Non so resistere alla tentazione di chiedergli: "Ma perche' dai 2-3 caramelle alla menta al cane tutte le mattine??
Mi guarda come se gli avessi fatto la domanda piu' cretina del pianeta e mi risponde: "Per l'alito!"

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martedì 21 luglio 2015

Ipocondria portami via

Ci sono volte in cui mi vergogno persino da sola.
Sabato mattina ho deciso di abbandonare le mie solite ballerine per un paio di sandali con zeppa, con cui ho camminato diverse ore tra farmer's market e spese varie. Non essendo piu' abituata al mezzo tacco, ho pure rischiato una distorsione, con il piede che mi e' scivolato piu' volte da una parte e dall'altra. 
Al pomeriggio il piede ha cominciato a farmi male, tipo crampo che andava dalla pianta del piede al polpaccio, ma non ci ho fatto molto caso perche' avevo dedotto che la colpa fosse stata di certo delle scarpe.
Domenica mi faceva ancora male e anche ieri, ma sempre senza che mi preoccupassi troppo, anche perche' migliorava molto nel corso della giornata, man mano che camminavo.
Ieri sera invece mi e' preso uno dei miei soliti attacchi di ipocondria.
Ho visto che sul polpaccio, proprio dove mi faceva male, erano comparse delle macchiette rosse tonde, 5-6 a formare una specie di cordone, che prontamente googlate mi avevano instillato il dubbio di una qualche complicanza della circolazione. 
Sono sovrappeso, conduco una vita piuttosoto sedentaria e ho una forte componente ereditaria per i problemi di circolazione, per cui da questi presupposti al saltare alle conclusioni, il passo e' stato brevissimo!
Mi sono chiusa in bagno per poter approfondire le mie ricerche paranoiche nascosta dal Tecnico (che mi vorrebbe tanto togliere l'accesso a Google, con santa ragione) e ogni dettaglio che trovavo non faceva che peggiorare la mia ansia, visto che la gamba mi sembrava effettivamente lievemente gonfia e decisamente piu' arrossata e calda dell'altra. Le macchie poi, erano un segno chiarissimo di catastrofe imminente, tutti i siti concordavano su questo!!
Alla fine, dopo ore di preoccupazione, ho deciso di aspettare il mattino seguente per decidere cosa fare e mi sono messa a leggere a gambe incrociate, con il libro appoggiato proprio vicino alle macchie. Non riuscivo pero' a concentrarmi tanto bene su quello che stavo leggendo e continuavo a toccare quegli arrossamenti sospetti, pensando "ma guarda che strani, sembrano quasi dei segni come di bottoni ma i miei pantaloni non ne avevano mica sul polpaccio...oppure anche come delle bruciature lievi..." e li', sulla parola "bruciature", mi si e' accesa una lampadina nel cervello: L'azoto liquido!!!!! 
Ieri mattina avevo preso dei campioni dall'azoto liquido (che era ad una temperatura di circa -160C) e nel farlo il contenitore di metallo in cui si trovavano i campioni mi era scivolato di mano, strisciandomi sulla gamba (avevo dei pantaloni al ginocchio) e creandomi quelle specie di ustioni da freddo!! Ore e ore passate a temere l'embolia polmonare e invece la risposta era dentro di me...e non era neppure sbagliata!!!
Dai, mettiamola cosi', almeno mi e' venuto in mente giusto in tempo per poter dormire serena! :-D
 
 
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venerdì 17 luglio 2015

Io non ho paura (bugia!!)

Succede che dopo tre anni mi decido finalmente ad andare dal dentista, visto che da mesi ho qualche fastidio e che sto pagando l'assicurazione da quando sono qui senza usufruirne. 
Mi fanno la lastra panoramica e, come mi sento dire ormai da 30 anni, sono piena di piccole carie da curare, perche' nonostante mi impegni con la pulizia ecc. i miei denti sono cario-recettivi (o caries-prone) e acchiappano tutto il male che possono. Inoltre avrei pure un dente del giudizio da estrarre. 
Onestamente non ho mai avuto paura del dentista, quello che avevo in Italia non solo era una gran bell'uomo, ma si era guadagnato la mia fiducia incondizionata fin da quando ero piccola e non mi aveva mai deluso. E lo avevo tradito solo una volta perche' avevo provato ad andare piu' vicino a casa, ma poi ero tornata da lui con la coda tra le gamnbe.
La prima visita e' andata abbastanza bene, ma dalla seconda (con otturazione della prima carie) e' cominciato il dramma. 
Ho iniziato giorni prima con le paranoie 9una novita' per me, come ben sapete)...visto che ancora non si sa cosa mi provochi questa maledetta allergia che mi porto dietro da ormai 3 anni, ho cominciato a pensare che avrei avuto una reazione allergica all'anestesia e sarei morta con il fazzolettino verde ospedale legato attorno al collo e gli occhialoni di plastica anti-schizzo. 
Questi pensieri non mi hanno abbandonato fino al giorno della visita, per cui potete immaginare in che stato io sia arrivata a stenderrmi su quella poltrona. Alla prima iniezione di anestesia ho cominciato a sentire la gola che si intorpidiva (ma dai, che strano effetto...) e mi sembrava di non riuscire piu' a deglutire, per cui mi e' partita la tachicardia a manetta, tanto che temevo che mi si vedesse il cuore battere furiosamente attraverso la maglietta. Ho cercato di tranquillizzarmi in tutti i modi, respirando profondamente (facile da fare mentre sei stesa con la bocca aperta), pensando ad altro e anche cercando di ricordare tutto il testo di "La mia banda suona il rock" e "Samarcanda". Dopo 20 minuti di battiti accelerati, pure il mio cuore deve aver deciso che era stato un falso allarme, che non c'era nessun leone da cui scappare e che non valeva la pena pompare tutto quel sangue al minuto, per cui i battiti sono tornati quelli di una persona normale. Il successivo down di adrenalina mi ha lasciato spossata, per cui alla fase isterica e' seguita quella in cui mi dovevo sforzare di non addormentarmi, anche solo per non rischiare di chiudere la bocca sul trapano in funzione. Infine, per chiudere in bellezza, mi e' venuto una pipi' incontrollabile e ho dovuto chiedere al dentista se potevo andare un attimo in bagno, alzandomi con il fazzoletto al collo, la bocca storta e piena di cotone e gli occhialoni protettivi. 
Per fortuna la tortura e' finita di li' a poco e sono tornata al lavoro.
La visita successiva sarebbe caduta quando ero gia' abbastanza in modalita' ansiosa perche' la settimana dopo arrivavano i parenti, per cui non potevo pensare di aggiungere altro panico al panico...cosi' mi sono inventata un impegno di lavoro e ho cancellato l'appuntamento. 
La volta dopo invece ho detto che avevo molto da fare in lab e se per piacere poteva farmi un dente veloce, cosi' in mezz'ora ero fuori.
L'ultima volta ero agitata ma non proprio in angoscia, insomma, alla fine ero sopravvissuta alle altre 2 volte quindi non c'era motivo di pensare che fossi allergica ad una qualche anestesia. 
Il dentista mi fa una prima puntura, poi una seconda...ogni due minuti mi chiede se sto bene, se mi sento a posto, se la gola mi sembra ostruita e se faccio fatica a respirare. Alla decima richiesta un po' mi insospettisco e gli chiedo come mai mi stia facendo tutte queste domande, pensando che magari abbia percepito la mia agitazione...invece lui mi risponde, serafico: "Ah sai, ad alcune persone questa anestesia crea problemi respiratori e la sensazione di avere la gola ristretta"
...eeeeeeeehhhhhhhh??????? 
Panico!!! 
Ovviamente mi e' partita la tachicardia, che e' durata finche' non mi sono resa conto da sola che se non era successo niente fino ad allora probabilmente sarebbe andato tutto bene, quindi a ruota spossatezza e pipi'. Stavolta pero' non mi ha fatto andare in bagno quel maledetto e ho rischiato di farla sulla poltrona!!

Ho raccontato al Tecnico le mie vicissitudini e lui, l'uomo che va dal dentista con la stessa tranquillita' con cui va a fare la spesa, mi ha guardato come una povera pazza, l'unica adulta al mondo che ha paura di una cosa simile. A nulla e' servito spiegargli che la mia non era paura del dentista in se' ma dell'allergia, mi e' rimasta comunque la sensazione di essere la solta "sbagliata".
Poi pero', vincendo la vergogna per il mio essere cosi' paurosa, ho raccontato la cosa a diverse persone e la reazione non e' stata quella che credevo (cioe' uno sguardo che diceva chiaramente "ma sei demente???")....quanto piuttosto un coro di "anch'io ho paura del dentista/anch'io mi agito sulla poltrona/anch'io ho paura che l'anestesia mi dia reazione allergica/anch'io evito di andarci anche se mi fanno male i denti,...". Un'amica mi ha anche confessato che l'avevano mandata ad un piano diverso per prendere appuntamento e lei era scappata dall'edificio.
Fermi tutti, mi state dicendo che le mie reazioni sono magari un pochino esagerate (giusto un pochino eh), ma le mie paure sono normali?? Bah, e io che credevo di essere cosi' speciale! Tutta colpa del Tecnico, che non ha mai paura o angoscia per nulla e io al confronto sembro sempre una pazza isterica (sembro...).

Comunque, se non mi facessro male sarei quasi tentata di tenermi queste maledette carie...e l'estrazione no, dovranno passare sul mio cadavere o farmi una anestesia totale se vogliono proprio farmela!!
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venerdì 3 luglio 2015

Ne restera' soltanto una (di sorelle)...o forse no

Nonostante le peggiori previsoni (mia mamma mi ha confessato a vacanza finita che lei e mio padre temevano il peggio, almeno una brutta litigata se non la guerra civile famigliare), e' andato tutto benissimo!

L'inizio pero' non 'e stato dei migliori e non lasciava presagire niente di buono. 

Gli ospiti sono arrivati qui con le aspettative di chi aveva visto l'America solo attraverso la tv e pensava che ogni grande citta' fosse come New York o Los Angeles o Chicago, tutta taxi e grattacieli luminosi...per cui questo enorme paesone, con 1 milione di abitanti sparsi su una superficie tale da farlo sembrare disabitato, li ha lasciati spiazzati. C'e' da dire che sono stati accolti da un nubifragio durato 36 ore, che ha trasformato in acquitrini fangosi i parchi qui attorno dove speravo potesero passeggiare per i primi tempi mentre noi eravamo al lavoro e loro erano appiedati. 
Insomma, inizio con il botto tra le lamentele di mia sorella, la noia dei nipoti video-tele-tecno dipendenti e la mia frustrazione immediata, visto quanto ci tenevo a fargli amare quella che ormai e' un po' (un bel po') casa.
A questo si deve aggiungere il fatto che io e il Tecnico viviamo da soli
(e senza persone sotto ai 10 anni) da cosi' tanto tempo  che avere 4 persone in piu' in casa e' stato decisamente spiazzante, cosi' abituati a non fare la fila per il bagno, ad andare a dormire quando capita, a mangiare se e quando ci va, spesso senza neppure mettere la tovaglia...e se finisce il latte la mattina dopo si va semplicemente a fare colazione fuori!
Loro poi non sono esattamente persone facili, mjo cognato non si alza da tavola neppure se manca la forchetta, mia sorella se si sente in difetto attacca invece di scusarsi, mia nipote e' in fase adolescente ombrosa e il piccolo e' un tiranno viziato.
Inoltre, anche se non lo confessera' mai, il Tecnico era parecchio infastidito dal dovermi dividere con altre persone e dal non poter dormire insieme, per cui non appena tutti andavano a dormire e la casa cadeva nel silenzio, me la faceva pagare attaccandosi a qualcunque scusa per dirmi su...
Pero', nonostante le difficili premesse, le cose sono migliorate decisamente giorno dopo giorno, soprattutto dopo che gli ospiti hanno noleggiato la macchina e si sono lasciati un po' andare, curiosi di vedere e scoprire, sempre piu' sicuri e fieri dei progressi.
Cosi' e' iniziata una routine fatta di risvegli al grido di "ziaaaaaaaaaaaaaaaa" e inseguimenti per la casa per cercare di abbracciare il mio anguilloso nipote, lunghe colazioni tutti insieme a tavola, saluti prima di andare al lavoro, scambio di messaggi e chiamate e foto che testimoniavano posti visti e successi (siamo riusciti a ordinare il pranzo! Abbiamo capito tutte le indicazioni!...), chiamate skype comunitarie in cui la gioia dei miei genitori era tale da poterla quasi toccare attraverso il video, cene nei nostri ristoranti preferiti o grigliate in casa con qualche birra e tante chiacchere, visite ai musei e a zone della citta' che non avevamo ancora esplorato.

Mi sono riempita il cuore di ricordi che possano scaldarmi quando mi sentiro' sola, come le confessioni zia-nipote, il Tecnico che spiega al piccoletto le regole del baseball o lo tramortisce di solletico, raccontare per la prima volta quanto siano stati difficili gli inizi qui, tornare a scambiarsi i vestiti con mia sorella come quando dividevamo la stanza, mio nipote che impara tutta una serie di parole in inglese e le ripete ai nonni tutto fiero, un piccolo tour del laboratorio in cui hanno visto le cellule che coltivo e i giochi che so fare con il ghiaccio secco.
E tante altre emozioni che non si possono neppure spiegare.

I 9 giorni sono volati ed e' arrivato il momento di salutarli, in partenza per una mini vacanza a New York prima del rientro definitivo...ma ancora per quei giorni il filo non si e' spezzato e abbiamo continuato a sentirci e vedeci con Skype, quello che avrei sempre voluto accadesse nella mia vita quotidiana.

Lunedi' sono tornati alla base, carichi di qualche chilo in piu' tra regali e tutto il cibo che hanno mangiato (mi hanno saccheggiato la dispensa di mesiiiiiiiiiiii), pieni di entusiasmo per la citta' dove vivo, soddisfatti del viaggio, grati della bellissima accoglienza ricevuta e di tutto quello che abbiamo fatto per farli stare bene e con migliaia di foto e video da mostrare ai miei genitori per aiutarli a sentirsi un po' parte della mia vita qui.

Quando vado in vacanza in Italia so che qui mi aspetta la mia casa, il mio lavoro, spesso il Tecnico che non e' venuto con me, per cui alla fine, anche se e' comunque difficile, ho voglia di tornare. Lasciarli andare invece e' stato piu' difficile, perche' poter avere tutto quello che ho costruito qui con il bonus dei legami affettivi famigliari e' davvero impagabile.
E manca un mucchio quando finisce.
Lo so, devo solo pazientare qualche giorno, poi tutto piano piano tornera' alla solita normalita'...mi piacerebbe tanto che dopo questa esperienza i rapporti con mia sorella potessero migliorare, anche solo sentirci piu' spesso...ma confesso che ci credo poco ecco. 
Chissa'.

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giovedì 18 giugno 2015

Invasioni barbariche

E cosi' abbiamo finalmente la data...
Si accettano scommesse su quando arrivera' la famigggggghia.
Tra un mese?? 
Tra due? 
In autunno? 
A Natale? 

No, DOMANI.
Avete capito bene.

D O M A N I

No dai, non l'ho appena saputo eh, me lo hanno comunicato con larghissimo anticipo, il 5 giugno.
Che uno dice, beh 13 giorni prima sono poi abbastanza.
Peccato che noi il 6 si sia partiti per una settimana di vacanza (chissa' se riusciro' a scrivere un post su questo viaggio bellissimo o restero' come al solito la peggior travel blogger di tutti i tempi), per cui le questioni organizzative sono state incastrate dallo scorso week end ad oggi, intervallate da lavoro matto e disperatissimo per compensare i giorni di ferie presi in precendenza!
Io sono in uno stato di delirio mentale degno della mia migliore ansia, ma almeno e' un'ansia produttiva invece del solito panico paralizzante. 
Passati i primi momenti in cui mi immaginavo le peggiori catastrofi aeree (con conseguente senso di colpa galoppante e la visione dei miei genitori che mi dicevano che era solo colpa mia) o quantomeno che fossero arrestati all'immigrazione e deportati direttamente a Guantanamo, mi sono poi fatta prendere dall'ansia da prestazione per la casa (e ho gia' scritto ansia 4 volte in 8 righe, nel caso non si fosse capito come sto). 
Il Tecnico e' stato tracoinvolto nella completa rivoluzione della casa e in soli 5 giorni ha spostato il tavolo, scambiato i materassi, riparato la vasca che perdeva, sostituito la ciambella del wc, attaccato i quadri mancanti, pulito il giardino, messo nuove luci nel backyard e aggiunto le tende in salotto e cucina. E solo perche' mi ha fermato, altrimenti avrei pure comprato una nuova camera da letto completa e un servizio di piatti da 24.
Non abbiate compassione di lui, tutto questo non e' stato fatto spontaneamente e con amorevole spirito di collaborazione ma e' stata necessaria persuasione e minacce, a cui lui ha risposto con tutti i tentativi di boicoattamento che conosceva, soprattutto la frase "eh ma c'e' tempo", ripetuta anche un'ora fa...L'infame ha anche nascosto le sue amate tazze per la colazione in un posto segreto (lui dice per paura che le occultassi, io credo lo faccia per non farle usare dalla famiggggghia....).
Devo ammettere pero' che tutti gli oggetti della casa sono stati messi in ordine maniacale, le cose che non avevano una loro postazione sono state nascoste e non verranno mai piu' ritrovate fino al prossimo trasloco. Ho persino debellato ragnatele che vivevano indisturbate dalla costruzione della casa e anche pulito la moquette con la vaporella.
Insomma, ora che la casa e' pulita, il letto e' fatto, la ciambella per la colazione e' stata appena sfornata...mancano solo gli ospiti!!!  

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martedì 16 giugno 2015

Domande esistenziali

Dopo il mio post sulle manie e in seguito ad altre riflessioni di questi giorni, mi e' sovvenuta questa domanda esistenziale a cui non so rispondere:

Per scegliere di fare biologia bisogna avere delle patologie mentali pregresse...o e' studiare biologia che provoca patologie mentali in soggetti che prima erano del tutto normali?

lunedì 15 giugno 2015

Manie

Non so se lo avete letto, ma il post di Mammacongelo sulle sue psicopatologie mi ha fatto molto ridere, oltre ad esclamare "anch'io sono uguale!!" piu' di una volta. Cosi' mi e' venuta voglia di scrivere pure io un piccolo elenco delle mie manie, che, considerando il mio livello di follia, sono tutto sommato abbastanza normali...e di alcune so anche dare una giustificazione piu' o meno razionale!

- Dormo sempre con i piedi e le spalle coperte, anche se fa molto caldo, mentre il resto del corpo puo' stare scoperto. Credo che la colpa sia di mia nonna, che da piccola mi ha raccontato di defunti contrariati che andavano a tirare i piedi o a toccare la spalle dei propri cari beatamente addormentati...se invece dormo da sola, devo stare rivolta verso la porta ma con la nuca coperta
- Mi infastidisco con le persone che si avvicinano troppo o mi toccano quando parlano, a meno che non sia un uomo che mi interessa o un pompiere di Chicago Fire. Credo di esere rimasta traumatizzata da un mio professore, alto e allampanato, che mi parlava sempre sopra la testa sputando come un lama...
- Ho una vera ossessione per la simmetria, perche' mia sorella da piccola mi obbligava a mettere i peluche in ordine di grandezza e simmetrici rispetto al centro...nella casa in Italia il marito mi aveva impedito di disporre i libri e i soprammobili in tal modo, perche' diceva che altrimenti sarebbe sembrata la casa di un serial killer...quanto ci soffrivo ogni volta che li vedevo!!
- Ho una dipendenza per il disinfettante per le mani, se sono in giro non riesco a mangiare senza essermelo passato e guardo con orrore chi non lo fa...qui in Usa poi sono ovunque e li uso ogni volta che ci passo davanti! Ho imparato a farlo in Nepal, dove ne avevo ben motivo, e non sono piu' riuscita a smettere
- Ho sempre in borsa il Tavor Oro nel caso debba sedare un improvviso attacco di panico. In genere la scatola arriva a scadenza dopo anni che ne mancano 3 o 4 compresse al massimo, ma e' la mia copertina di Linus
- Mastico il chewing gum per diverse ore al giorno, da piu' di vent'anni, nonostante al liceo me lo abbiano fatto sputare non so quante volte e abbia rischiato diverse note. Avendo un olfatto molto sviluppato, l'alitosi altrui mi distrugge e cosi' cerco di evitare di far patire la stessa tortura a chi mi sta accanto
- Quando faccio gli esperimenti in laboratorio, prima di partire metto i campioni in ordine alfabetico o numerico e poi procedo ad usarli
- Devo avere sempre reggiseno, mutande e canotta abbinate, spesso pure con le calze, e le scarpe devono stare bene con la borsa. Non avere un perfetto abbinamento mi fa sentire piu' a disagio dei capelli non perfettamente in piega
- Per lo stesso motivo, per ogni stanza della casa scelgo un colore dominante e tutto deve essere in tono...ad esempio per la cucina ho scelto rosso e beige, per cui il runner e' rosso, gli strofinacci e i cuscini delle sedie sono rossi o beige, l'impastatrice e' rossa come anche le zuppiere e il porta mestoli, e pure le piante sono in vasi decorativi rigorosamente rossi
- Non riesco a lasciare i piatti nel lavello se devo uscire di casa, mentre il letto sfatto non mi da' nessun problema....invece quando parto per un viaggio devo lasciare tutto perfettamente in ordine, nel caso muoia non voglio che si pensi che sono una zozzona disordinata!
- Faccio fatica a dormire in una stanza completamente buia, da piccola avevo il lampione stradale che filtrava attraverso la tapparella sempre un po' aperta, per cui mi sono abituata cosi'
- Se devo mangiare una crostata o la pizza, prima mangio il bordo che mi piace di meno e poi mi dedico alla parte centrale, quella piu' ricca e gustosa
- Prima di mangiare la carne la taglio tutta a pezzetti, come faceva mia mamma per me da piccola...in questo modo riesco a mangiare carne, verdure e pane insieme, invece di avere due mani occupate da forchetta e coltello
- Ho sempre una pashmina al collo, a meno che non ci siano proprio 40 gradi. Mi sono convinta che da quando mi hanno tolto la tiroide la mia gola sia piu' esposta alle interperie e quindi mi sento meglio se la proteggo un pochino
- Non sopporto quelli che si ostinano a tradurre nomi e cose dall'inglese all'italiano sbagliato, con il solo intento di fare ridere...una volta va beh, ma se gli articoli scientifici (paper) li chiami sempre Paperi, e Kevin Bacon diventa sempre Gavino Pancetta, io dopo un po' ti picchierei la tempia contro uno spigolo
- Detesto la parola "problematica" (intesa come "questione spinosa da risolvere o ostacolo"), che mia suocera si ostina ad infilare in ogni frase, facendomi rischiare crisi epilettiche ad ogni collgamento skype

Meglio che smetta di pensarci adesso, pensavo di averne di meno....

sabato 13 giugno 2015

Ci vorrebbe un'amicA

Non ho mai fatto mistero di quanto mi manchi avere le mie amiche italiane qui, diciamo che ho rotto abbastanza le palle su questo argomento...non posso lamentarmi troppo, alla fine riesco comunque a sentirle tutte le settimane, a sfogarmi e raccogliere le loro confidenze...ma sapete quale aspetto e' tra quelli che mi manca di piu'?
Per farvelo capire vi racconto un adeddoto.
Nel 2007 ho cambiato posto di lavoro e sono passata da un laboratorio universitario, dove tutti erano vestiti un po' come volevano, all'ospedale, dove anche se si indossavano scrub e camice si arrivava al lavoro vestiti sempre piuttosto bene. 
Ai tempi ero reduce dall'unica dieta della mia vita che mi avesse portato sotto ai 60 kg, non succedeva dalla quinta elementare, credo. Abituata da anni a scegliere i vestiti sulla base del fatto che esistessero anche nella taglia 46-48, che nascondessero pancia e fianchi e mi facessero passare il piu' possibile inosservata, non avevo (e forse ancora non ho, boh) nessun gusto in termini di vestiti e non sapevo bene cosa mettere addosso a questo nuovo corpo, anche perche' mi sentivo ancora comunque grassa.
Complice anche il fatto che non avevo tantissimi soldi, avevo comprato dai cinesi al mercato dei terribili pantaloni tipo militare, un paio bianchi e uno neri, e li mettevo molto spesso, molto fiera di come mi stavano, soprattutto perche' i pantaloni bianchi erano off limits per me da tantissimo tempo.
Nel giro di poco tempo avevo fatto amicizia con le colleghe, per lo piu' medici, e avevo cominciato ad uscire con loro. Dopo qualche mese G, che e' poi diventata una della mie piu' care amiche, mi disse che una delle prime cose che aveva pensato di me era stata: 
"Simpatica Baby, peccato che si vesta come un ghostbuster!". 
Non pensiate che mi sia offesa, se la conosceste sapreste che e' il suo modo di parlare e che fa morire dal ridere (G, non lo sto dicendo perche' mi leggi, lo sai che lo penso davvero). :-)

Ecco, questa e' una cosa che  mi manca davvero davvero tanto: avere qualcuno che mi dica che si vede la ricrescita, che ho le sopracciglia alla Peo Pericoli, che ho un occhio piu' truccato dell'altro, che questi pantaloni sono inguardabili e che il taglio di capelli che volevo farmi non si vedeva dai primi cd di Bon Jovi!
Le poche amicizie che ho qui o non sono per nulla interessate a cosa indossano o troppo gentili per dirmi che non ho ancora l'eta' per la deriva leoparda-menopausa...e il povero Tecnico ha troppa paura di scatenare una guerra atomica casalinga per dirmi che sono piena di capelli bianchi o che sarebbe ora di cominciare a farmi i baffi!
 
 
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