martedì 4 agosto 2015

L'orgoglio dei sopravvissuti

Grazie ad un post su FB della mia amica  EroLucy ho letto questo e poi pure questo piu' recente di Francesca Del Rosso ("Wondy"), una gionalista che ha raccontato, in un libro e sul blog, del suo tumore al seno.
I suoi post che ho citato mi trovano completamente d'accordo. 
Non capisco perche' ci debba essere ancora tutta questa reticenza a chiamare il tumore o cancro con il suo nome, invece di nasconderlo dietro a giri di parole che non vogliono dire nulla come "un brutto male" o "qualcosa di non bello". Anche un gastrite non e' bella e neppure una polmonite...ma quelle le pronunciamo tutti senza vergogna! I miei nonni (maschi) sono morti rispettivamente 36 e 46 anni fa e ancora non so bene di cosa, visto che non c'e' stato modo di farmi spiegare di quale brutto male si trattasse! 
E concordo anche sul fatto che la reticenza sia piu' degli altri che del malato stesso, quasi che a dire la parola "cancro" ci si portasse sfiga da soli, si sa mai che sia contagioso...chi un tumore lo ha avuto non ha nessun problema a chiamarlo col nome giusto, tanto lo sai che non e' che se lo definisci "qualcosa di brutto" fa meno male o guarisce prima...
La mia famiglia e' stata molto brava in questo e devo ringraziare soprattutto mio papa' se riesco a parlare del mio tumore con assoluta tranquillita' con chiunque.
Intendiamoci, non e' che appena conosco qualcuno dico "ciao, mi chiamo baby e ho avuto un tumore alla tiroide a 19 anni", pero' se si capita sul discorso, non mi faccio problemi a raccontarlo. 
All'inizio non e' stato cosi', mi vergognavo tantissimo soprattutto della cicatrice (un taglio fatto alla perfezione, ma con la mia pelle bianca e delicata sembrava avessero cercato di squartarmi in un vicolo) che nascondevo sotto una grossa collana per paura che qualcuno la vedesse e mi facesse domande. Piu' di tutto cercavo di evitare la reazione delle persone alla mia risposta, quel misto di tristezza e compassione e anche "non me ne parlare, non voglio sapere". 
Mio papa' pero' ha curato questa mia reticenza iniziale nel suo solito modo, lo stesso che ha applicato per molte altre mie paure...una nazista (e probabilmente contraria a qualunque linea guida esistente) ma efficace terapia d'urto! Cosi' come ha risolto le mie vertigini portandomi con lui sul tetto a posare le tegole  e mi ha rimesso al volante due giorni dopo l'incidente in cui avevo distrutto la macchina, cosi' ha fatto per il mio tumore, di cui parlava a chiunque in mia presenza, finche' il disagio non mi e' passato del tutto! :-)
E quando e' toccato a lui, ho cercato di fare lo stesso, cioe' parlare sempre chiaramente e senza problemi della sua malattia, senza banalizzarla ma anche senza nasconderla come un peccato da bisbigliare. Credo di aver fatto un buon lavoro con lui, l'ho sentito piu' volte parlare liberamente di quello che gli era successo, fregandosene altamente degli sguardi imbarazzati che a volte accoglievano il suo racconto.
L'anno scorso, in occasione di una raccolta fondi per la ricerca sui tumori, ho anche comprato due magliette, una per me e una per lui, con scritto "survivor"...e lui, che non mette quasi mai le magliette a maniche corte, la indossa spesso e me la mostra sempre con grande orgoglio,
Papa', hai tutte le ragioni di essere oroglioso, anzi le abbiamo entrambi, perche' siamo due fottuti survivor...non so se abbiamo vinto una battaglia o la guerra, ma lo abbiamo fatto, e non c'e' niente da nascondere o da dire sottovoce!

9 commenti:

  1. clap clap clap clap clap clap

    e un abbraccio a chi sta lottando

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  2. Decisamente niente da nascondere, anzi tanto coraggio da mostrare direi, bravi entrambi!

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  3. Il tumore, il cancro, il cacinoma o come lo si vuole chiamare, ha mille definizioni, mette sempre paura, a tutti, nessuno escluso.
    Io ho sempre parlato tranquillamente di ciò che mi è successo ormai 6 anni fa. ne parlo col sorriso, anche se è un capitolo molto doloroso della mia vita. Sono stata operata, mi hanno trovato una bella metastasi, hanno asportato tutto, ho fatto la radio, ho perso un sacco di capelli, ma tutto è passato, sto bene ora. Perchè non dovrei sorrdire mentre ne parlo?

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    1. Hai perfettamente ragione, cosa c'e' di cui vergognarsi o da sussurrare?!

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  4. Non sapevo. Bravissimi entrambi. Indossa con orgoglio e felicita' la tua maglia, ma soprattutto la tua cicatrice :*

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  5. Oh, grazie. Regalerò il libro a una mia cara amica che uscirà dall'ospedale lunedì, dopo che ieri le hanno asportato un seno. Il suo calvario è appena cominciato, ma lei è molto forte e ce la farà.

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