mercoledì 23 settembre 2015

Mea culpa

I commenti Marya e di Mila al mio ultimo post mi hanno fatto riflettere. 
Premetto che i miei genitori sono per me intoccabili, nel senso che solo io posso criticarli...chiunque ci provi mi trovera' sempre a difenderli a spada tratta!! Sara' infantile, immaturo e sbagliato, ma cosi' e', oh!
Detto questo, io non riesco a vedere egoismo nel discorso di mio padre o nelle continue domande di mia madre su quando torneremo piu' vicini a casa. O quantomeno non riesco a pensare che sia una cosa cosi' condannabile, forse perche' anche io sono come loro e non ho un buon rapporto con la distanza delle persone che amo. Inoltre, e credo che sia un dettaglio fondamentale, se la osservo con i loro occhi questa scelta non e' che abbia portato tutto questo miglioramento nella mia vita.
Come ho gia' scritto spesso, fino a 3 anni fa dal loro punto di vista avevano una figlia che faceva il lavoro per cui aveva studiato, era tenuta in grande considerazione dal capo (che un sacco di volte ha tessuto le mie lodi in loro presenza), viveva in un bell'appartamento a 50 km da loro, aveva molti amici, era sempre allegra, viaggiava appena poteva...e solo sporadicamente aveva qualche attacco di ansia.
Non sapevano della mia frustrazione lavorativa perche' non gliene avevo mai parlato, troppo preoccupata di mantenere la loro illusione di aver cresciuto un piccolo genio che otteneva onori e successi ovunque andasse.
Non sapevano di come mio marito fosse frustrato e sottovalutato al lavoro, per loro il famoso "posto fisso" era il massimo desiderabile.
Non sapevano che ogni imprevisto economico era un dramma da gestire, perche' se gliene avessi parlato si sarebbero offerti di sistemare il tutto di tasca propria (come fanno per l'altro ramo della famiglia) e avrei dovuto litigare per non accettare quei soldi.
In cambio di questa situazione, ai loro occhi abbastanza "idilliaca", si sono ritrovati una figlia che lavora il triplo di prima e con altissimi livelli di stress, ha una malattia nuova ogni mese (per lo piu' psicosomatiche), soffre di ansia continua e persistente, non riesce a fare nuove amicizie, sento tanta nostalgia di casa e litiga con il marito come non mai...come possono pensare che sia meglio che resti qui invece di tornare?
Ho sicuramente sbagliato io a nascondergli tutta la parte negativa della situazione precedente, ma ormai il danno l'ho fatto e non posso tornare indietro e fare revisionismo storico, non sarei credibile. 
Inoltre, sono la prima a pensare spesso che forse "stavo meglio quando pensavo di stare peggio"...posso forse biasimarli se fanno altrettanto?

14 commenti:

  1. Credo che ognuno abbia comunque una sua versione delle cose... ma secondo me ciò che conta di più, per stare in pace con le nostre scelte, consiste nel fare pace con la realtà in cui noi viviamo! In fondo la vita è la nostra no?

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    1. Lo dici come se fosse facile...o forse e' per me che non lo e'! :-)

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  2. Oh no, mi dispiace cara Lara se ho dato l'impressione di criticare a cuor leggero, la tua famiglia e le tue scelte. Io parlavo solo per esperienza personale con delle scelte obbligate per gli altri più che per me stessa. Forse nel tuo caso le frustrazioni che vivevi avresti dovuto esternarle ai tuoi cari per far comprendere loro le tue scelte future. Però sono fondamentalmente convinta che se una persona sta bene e vive bene nel proprio tran tran quotidiano nel proprio paese, non matura una così grande decisione che è poi quella di espatriare! Possono esserci dietro millemila motivazioni siano esse sentimentali, lavorative, familiari, scolastiche, economiche ma tutte valide e comprensibili.non si va via per cose futili ma perché ci si sente costretti in una realtà che non ci gratifica, non ci fa crescere, anzi, ci sminuisce. Punto. Poi ovviamente, nella nuova patria ci si ambienta creando nuovi contatti, nuove oppurtinita lavorative, nuove amicizie in base alla nostra personalità e al nostro carattere e in questo dovremmo essere bravi noi a tessere questa nuova rete sociale. Credo che tu abbia fatto la scelta giusta per quello che era il tuo stato d'animo in quel momento della tua vita devi solo lavorarci ancora un po' per far si che diventi veramente la tua vita. Quella che forse non saresti mai riuscita a costruirti nel tuo paese d'origine. Devi mettere un pochino da parte le tue emozioni e ignorare se puoi, il tuo cuore. Tra qualche tempo raccoglierai i frutti. Se però le emozioni prevarranno, forse veramente il tuo posto non è li, dove sei ora. In attesa di saperti un po' più felice, ti abbraccio.
    MaryA

    P.S.: comunque trovo il commento all'altro post di Mila bellissimo e toccante, scritto con grande cuore e intelligenza.

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    1. No Marya, non volevo dire che mi sono sentita criticare a cuor leggero e spero che continuerai a passare di qui e lasciarmi i tuoi pensieri, volevo solo spiegare meglio la situazione ma ben consapevole che quando si tratta dei miei genitori non sono mai oviettiva! :-)
      Quando riusciro' ad ignorare un po' di piu' cuore e emozioni, saro' piu' felice cmq, ovunque sia!
      Grazie del tuo commento!

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  3. Arrivo tardi come al solito e non posso che citare un'altra amica ricercatrice "siamo nella stessa barca e'mmmm".per me la soluzione è avvicinarsi a casa senza tornare in italia.coraggio!

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    1. Quello e' di certo il mio (nostro) obiettivo, teniamo duro finche' non salta fuori una migliore opportunita'!

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  4. Secondo me ci sono persone che causa complicazioni caratteriali, intelligenza o anche solo caratteristiche personali, hanno vita piu' difficile qui o la' dovunque vadano e necessitano di piu' tempo per sistemare le cose che solo in teoria dovrebbero funzionare perfettamente a incastro fin da subito ma in realta' certe scelte sono un po' difficili e si naviga a vista per un po' di tempo.
    Riguardo al rapporto con la famiglia credo che essendo sinceri, apparte forse per poche cose, di quello che veramente i figli sentono, fanno, credono e vivono superati i 13 , 14 anni i genitori ne sanno zero. Bello avere una famiglia su cui contare ma crescere significa proprio rendersi conto che siamo solo noi a sapere cosa e' bene per noi e cercare di arrivarci mica sempre va per la strada dritta, e' faticoso ma prima o poi si arriva credo.

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    1. Si', e' verissimo, il mio carattere complicato e la mia enorme sensibilita' mi stanno rendendo le cose molto piu' difficili di quello che sono magari per altri nella stessa situazione. Forse anche non ho ancora capito quale sia esattamente la mia strada (anche solo quella che vorrei) e quindi brancolo nel buio ascoltando le opinioni di tutti e facendomi influenzare come non mai!

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  5. Mi dispiace tantissimo di aver dato l'impressione di criticare i tuoi genitori, non era per nulla nelle mie intenzioni e comunque ti chiedo scusa se mi sono espressa in modo da dare questa impressione. Ho solo voluto portare la mia esperienza, pensando che forse potrebbe rasserenare qualche expat e qualche genitore. Io sono attaccatissima ai miei figli e lo sono sempre stata, inoltre mi definisco una mamma "sbaciucchiona" perché ho sempre sentito molto l'esigenza di un contatto anche fisico con i miei figli, per cui temevo molto che la partenza del mio piccolo mi mettesse in gran difficoltà. Invece, dopo un primo periodo critico, ho cominciato a gioire della sua gioia e a ringraziare i luoghi e le situazioni che ne erano causa. Anche in Italia mio figlio aveva un ottimo lavoro ma non era ciò che lui voleva. Ora è ben inserito e realizzato là dov'è e io cosa posso volere di più? Certamente se, invece, mio figlio non si trovasse bene lontano il mio primo desiderio sarebbe quello che lui ritornasse, anche se la sua situazione lavorativa fosse meno brillante. Insomma, la sintesi del mio commento precedente e di questo è che a un genitore interessa solo che il figlio sia realizzato e felice. Distanza o vicinanza, lavoro importante o meno e tutto il resto sono per il genitore elementi che giudica positivi o negativi solo in base a quanto rendono sereno il figlio.
    Per questo non mi era nemmeno passato per la mente di esprimere un giudizio, perché solo voi potete sapere come stanno veramente le cose. Volevo solo dire che la felicità del figlio fa accettare tutto e anche di buon grado.
    Scusami ancora per il malinteso e ti auguro di trovare al più presto la strada più confacente a te.
    Mila

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    1. Come ho gia' detto a Marya, non mi sono sentita assolutmente offesa ne' da te ne' da lei, ho solo voluto precisare il mio punto di vista. E proprio perche' avevo ben capito il tuo (basta che i miei figli siano felici, non importa dove), ho spiegato perche' non puo' essere lo stesso per i miei e quanto posso oncolpare me di questo.
      Spero che tornerai comunque su queste pagine a commentare, mi fa sempre piacere!

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  6. ...ripasserò, ripasserò, e commenterò pure! Spero veramente che tu riesca a trovare il tuo posto nel mondo. E che sia un posto dove tu possa essere felice.

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  7. Ho letto gli ultimi post e come sempre ammiro la tuo essere autocritica: i nostri genitori, amici e conoscenti prendono quello che gli diciamo, il non detto per non farli preoccupare pochi se lo immaginano. A volte capita che ci rimango male perché mi piacerebbe che comprendessero da soli quel non detto..ma mi rendo conto che la colpa è mia.

    Scusa sono andata un po' fuori, tuo papà è stato dolcissimo: credo che anche se ci fosse una punta di egoismo a dirti queste cose da parte dei tuoi genitori sia più che giustificabile è involontario: chi non vorrebbe avere i propri cari vicini, i figli ancora di più!
    Un abbraccio!!

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    1. Non sei andata assolutamente fuori tema e sono d'accordo con te, tante volte speriamo che la gente capisca quello che proviamo e sentiamo veramente con la sola telepatia, mentre a parole ci ostiniamo ad affermare che va tutto benissimo!

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  8. Io avrei fatto esattamente come te: omettere per non fare preoccupare è una forma di difesa nei confronti dei genitori e, se pure questo è stato "controproducente" perchè ovviamente non hanno compreso il motivo per cui hai deciso di andar via, hai fatto bene.
    E poi ti dirò, sono dieci anni che sono andata via dalla mia città,ma i miei sperano ancora che io torni lì, con Fidanzato e cane al seguito, anche se oggettivamente è abbastanza impossibile che ciò accada!

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