mercoledì 25 febbraio 2015

Addicted

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Succede che giovedi' vado alla riunione del gruppo di vecchi artisti di cui io e il Tecnico facciamo (immeritatamente) parte. Prima di entrare tolgo coscienziosamente la suoneria al mio Iphone mutua e lo rimetto nella borsa, che da quando sono qui lascio praticamente sempre aperta.
Finita la riunione scheggiamo a casa alla velocita' della luce perche' sta per cominciare una nuova puntata di Blacklist, lancio le scarpe e la borsa in corridoio, mi fiondo in salotto con addosso ancora sciarpa e giubbino e accendo la TV.
Al primo intermezzo pubblicitario cerco il mio telefono ma non lo trovo. 
Ancora non sono preoccupata, si sara' infrattato nella mia borsa di Mary Poppins o lo avro' appoggiato su qualche mensola per poi dimenticarmene dopo appena una frazione di secondo. 
Lo ricerco alla pubblicita' successiva, poi a quella dopo. 
La puntata finisce e del mio telefono nessuna traccia. 
Non e' nella borsa, ne' nel giubbino, ne' in bagno o nelle altre camere. 
Sfido anche il freddo polare ed esco a cercarlo sotto i sedili della macchina. 
Niente. 
Comincio ad agitarmi. 
Riprovo a guardare nei posti piu' impensati, quelli che mia nonna novantenne usa normalmente per far sparire le cose, tipo il forno, il microonde, l'interno di uno stivale, il frigorifero, persino nel cappuccio del giubbino. Ancora nulla. 
Il Tecnico continua ad essere convinto che sia in macchina, ri-sfido il freddo polare ed esco, ma niente da fare.
Non so rassegnarmi al fatto di averlo perso, penso che lo avrei sentito cadere. 
Lascio un messaggio sulla pagina Facebook del gruppo di vecchi artisti, di sicuro domani mi diranno che lo hanno trovato!
Vado a letto un bel po' nervosa, penso a come dire ai miei che non mi trovano al solito numero, ho paura che succeda qualcosa e non riescano ad avvisarmi.
La mattina dopo aspetto fiduciosa che qualcuno mi chiami per dirmi che lo ha trovato ma non succede. 
Il Tecnico mi fa notare quanto io sia diventata dipendente da questo oggettino stupido, ma lo convinco che non sia niente di maniacale, piuttosto da quando sono qui non e' piu' solo un mezzo per telefonare ma anche e sopratutto per sapere come stanno le persone al di la' dell'oceano. 
Sostengo che sia il sentirsi isolata dall'Italia a pesarmi cosi' tanto. 
A dimostrazione della mia teoria, recupero un vecchio telefono e gli attivo sopra il numero, almeno sapranno chiamarmi se succede qualcosa...l'emergenza principale e' sedata. 
Non e' vero, ovviamente. 
Ancora non sono in pace. 
Mi manca scambiare messaggi su whatsapp con le mie amiche sparse nel mondo, mi serve poter controllare che temperatura c'e' fuori per poter decidere cosa indossare prima ancora di uscire dal letto, sento il bisogno impellente di fare il mio giochino per allenare la memoria, non posso pensare che ci siano dei coupon che mi sto perdendo e senza l'apposita app non so neppure quando mi verra' il ciclo!
Domenica confesso pubblicamente di non poterne fare a meno, allungo il mio proverbiale braccino corto e me ne compro uno nuovo.
Sono RINATA.

Che vergogna, ho tanto criticato i miei nipoti per la loro dipendenza dalla tecnologia...e sto messa pure peggio...posso fare finta che la cosa a cui tenevo di piu' fosse la possibilita' di controllare le email di lavoro?
Cretedemi!

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martedì 17 febbraio 2015

Le mie crociate

Praticamente quasi ogni giorno mi devo mordere la lingua e legare le mani dietro la schiena per non commentare i post-bufala che molti miei contatti mettono su Facebook. 
I temi sono i piu' svariati, ma quelli che proprio mi fanno salire il sangue alla testa sono logicamente di argomento scientifico (o presunto tale, spesso).
Paradossalmente, il reale problema risiede nel fatto che ormai tutto e' accessibile dalla rete...peccato che la maggior parte delle persone non sia in grado di capire o di giudicare criticamente queste informazioni! E non si tratta di essere ignorante o non abbastanza intelligente...semplicemente, manca la base teorica per decodificare correttamente quello che viene letto. 
Ma come si offende la gente quando glielo fai notare: "ho il diritto di informarmi, certo che posso capire quello che c'e' scritto in questo articolo, non sono mica scemo", mi rispondono! Va bene, allora adesso dimmi cosa e' una overall survival, come si calcola la odd ratio, come deve essere il p value per essere significativo e la differenza tra triplicato biologico e triplicato sperimentale...
Ecco.
Questo processo trova la sua massima espressione nel campo medico, dove qualunque caz***a che si trovi in giro viene presa come oro colato e ormai conta piu' quello che dicono "Le Iene" rispetto al medico o al farmacista! Quante volte ho sentito amici lamentarsi che il paziente si rifiutava di fare la cura proposta secondo i protocolli correnti e voleva quella letta su Forumsaluteopertutti o Medicoacasatua!
Il punto piu' basso si e' toccato con Stamina....quanti post ho letto a difesa del povero Vannoni, che voleva solo salvare i malati e la sanita' non glielo permetteva perche' servi delle multinazionali farmaceutiche! Gia'...peccato che Vannoni non fosse neppure un medico o simile, ma un laureato in scienze della comunicazione...e che il suo metodo, non solo non era mai stato pubblicato su nessuna rivista scientifica accreditata, ma era stato passato in rassegna da numerosi laboratori indipendenti e bocciato perche' privo di chiara e comprovata efficacia. Nonostante questo e' stato permesso a questo pazzo di fare un trial clinico sui pazienti! Eh ma qualcuno si e' salvato, mi hanno detto. Ohi, alcuni si salvano anche se gli dai da bere acqua di Lourdes o ci sono persone che rispondono ad una Ziguli come ad un chemioterapico, perche' la mente fa miracoli e perche' ancora non conosciamo tante cose. Ma non e' una buona ragione per sperimentarle su inermi malati! Oppure guarda, diciamo che sei un genitore disperato che le ha provate tutte e per tuo figlio tenteresti anche questo, va bene, ma che si sappia fin da subito che non nessuna validita' scientifica ed e' un rischio che ti prendi forse per nulla!
Finita la crociata in difesa di Vannoni, e' tornata quella per Di Bella. Anche qui ho cercato di documentarmi e non ho trovato quasi nulla di pubblicato sui suoi studi, almeno nulla che mi dia una ragionevole certezza che sia un metodo valido e da mandare in trial clinico. Si e' parlato ancora una volta di lobby delle farmaceutiche che ha bloccato questo luminare per i suoi sporchi interessi, ma non dimentichiamo che lui mica diceva di bere un the fatto con le foglie di salvia che tutti possono coltivare nell'orto, ma proponeva di somministrare composti chimici ben precisi, che qualche multinazionale avrebbe venduto guadagnandoci un mucchio!
Oltretutto, conosco personalmente un paio di persone che usarono la cura di Bella per i propri cari, pagandola miglioni di lire e andandosela a prendere un Svizzera...senza nessun risultato.
Nei giorni scorsi invece ho discusso animatamente con diverse persone su un tema che mi sta particolarmente a cuore: le vaccinazioni.
Ho scritto diversi commenti su FB e ho avuto anche un paio di chat con amici sul tema, ma con la brevita' dei messaggi nei social non penso di essere riuscita a chiarire completamente come la penso e anche quali sono le mie motivazioni.
Io sono del tutto favorevole al vaccinare i propri figli e noi stessi. Da quando sono qui faccio anche anti influenzale, che per noi che lavoriamo al Medical Center e' obbligatoria (per non farla devi addurre motivazioni mediche/religiose). Perche'? Perche' e' vero che sono una persona relativamente giovane e sana, per cui se anche mi prendo l'influenza probabilmente non muoio, ma lavoro in un posto dove ci sono anche malati e persone immunodepresse, per cui non e' giusto che li esponga ad un contagio che per loro potrebbe essere fatale.
Detto questo, ognuno ha il diritto di pensare come crede e non dico che quelli che decidono di non vaccinare se stessi o i figli siano degli idioti, se lo fanno con delle motivazioni valide pero'!
Tra le motivazioni che NON appartengono a questa categoria ci sono:
- il vaccino trivalente puo' causare autimo.
E' una stronz**a, davvero, il medico che pubblico' il primo studio sull'argomento (peraltro molto molto limitato) e' stato pubblicamente smentito, ha ritirato l'articolo in questione ed e' stato radiato dall'albo dei medici.
qui
- molte malattie ormai sono del tutto scomparse dalla circolazione
E' vero, ma spesso solo nei paesi piu' sviluppati e con il continuo flusso di migrazioni da paesi del Terzo Mondo molte di queste patologie stanno tornando alla ribalta, e non siamo piu' vaccinati per proteggerci!


- i vaccini possono avere effetti collaterali
Certo, come qualunque altro farmaco. 
Il Tylenol, che viene venduto qui negli Usa ed e' che l'equivalente della nostra Tachipirina, per cui viene dato anche a donne in gravidanza e bambini, riporta tra gli effetti collaterali rari anche polmonite, trombocitopenia, danni renali ed epatici....ed e' tra i farmaci piu' blandi!
Il reale confronto che si deve fare riguarda le percentuali di rischio del vaccino in rapporto a quelle di mortalita' per quella malattia. Se vaccinare ha 1% di rischio di morte e la malattia relativa ha una percentuale di mortalita' del 5%, io scelgo il vaccino. Poi e' ovvio che e' un azzardo, cioe' il vaccino lo faccio ora, la malattia magari mio figlio non l'avrebbe mai presa...ma e' questione di probabilita' e statistica!
La decisione di non vaccinare puo' essere sensata in determinate condizioni, quali allergie conclamate ad alcuni componenti, uno stato di salute compromesso, la presenza di alcune patologie, quindi va bene informarsi, ma non fatelo su internet!!! Andate a parlare con un medico, un farmacista, un biologo, un biotecnologo...insomma chiunque vi possa dare una spiegazione razionale e basata su reali dati scientifici! Non capisco perche' sia cosi' difficile da capire, se doveste tirare su un muro, chiedereste un parere a mio papa' (che e' muratore) o al panettiere? Credo che queste cose succedano solo nel campo della medicina, provate ad andare a dire ad un avvocato che la sua linea non regge e dovrebbe difendervi in modo diverso o all'architetto di farvi il porticato a colonne doriche di marmo perch'e' avete letto su Amica che lo stile dorico e' antisismico! :-D
Lo so, non andate a parlare con il medico perche' c'avete paura di trovare quello pagato dalla casa farmaceutica per darvi un vaccino che fa male...allora chiedete un altro parere, altri due o altri dieci, ma sempre a persone che siano competenti in quel campo!
Talvolta nella rete si trovano dati che ignoravamo, che ci hanno nascosto i poteri piu' forti...ma vi assicuro che il piu' delle volte si trovano solo delle gran ca**ate!!!

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mercoledì 11 febbraio 2015

Tsunami emotivo

La settimana scorsa stavo scrivendo un lunghissimo post su medicina, bufale scientifiche e vaccini ma poi sono stata distratta da cose piu' grandi.
Non temete, ve lo propinero' comunque a breve.

In pratica venedi' sono tornata dalla psicologa, dopo circa 9 mesi da quando avevo sospeso. 
Ho pensato che un piccolo follow up, giusto un mini corso di aggiornamento, potesse essere una buona idea.
Inoltre per ben due volte nei mesi scorsi avevo pensato di chiamarla e subito dopo mi era capitato di incontrarla di persona in giro per la citta', cosa mai successa prima, per cui avevo concluso che l'universo volesse questo incontro.

Ho esordito dicendo che in generale andava tutto abbastanza bene, che avevo solo un paio di cose che volevo condividere con lei perche' mi aiutasse a capire e a stare ancora meglio.
Com'e' finita?
Che vuole ricominciare a vedermi, almeno ogni due settimane...
Ci sono rimasta malissimo, meno male che pensavo che fosse tutto quasi a posto!!!
A parte questo, con solo un paio di domande buttate li' con nonchalance quasi a fine seduta, la dottoressa e' riuscita a generare in me un tale tsunami di sentimenti, pensieri e riflessioni che mi hanno lasciato tramortita e anche un po' dolorante. Sto ancora cercando di rimettermi in sesto ma non sara' semplice!
Quale sconvolgente domanda mi avra' mai fatto??
...
...
...
What are your future plans?
Where and how do you imagine your life in the next 12 months?
PanicoPaura.
Vuoto cosmico nel cervello.
Balle di fieno che rotolano dove prima ero sicura ci fossero dei pensieri che palleggiavano tra i neuroni.
Io, la regina della logorrea, sono rimasta muta.
Manco m'avesse chiesto di dimostrare l'esistenza di Dio usando il teorema di Pitagora e un abaco.
Ho iniziato a farfugliare una serie di frasi sconnesse sul fatto che mi mancava l'Italia e le persone che avevo lasciato la', ma che sapevo che non era realistico pensare di ritornare, poi il Tecnico non si sapeva cosa voleva fare, si' erano tre anni nei progetti iniziali ma poi anche la green card boh magari vincerla, e l'Europa bellissima si' perche' piu' vicina pero' anche li era comunque dover ricominciare da capo con ancora meno amici e il mio capo adesso mi piaceva anche se i miei colleghi sono matti come cavalli poi voglio finire questo progetto perche' mi serve pubblicare articoli ma no la carriera non la voglio fare, cioe' un pochina ma non tanta che poi mi aumenta lo stress e io faccio pena a gestire lo stress e non riesco neppure a parlare in pubblico....
Insomma, non si e' capito niente.

La verita' e' che io un piano NON CE L'HO!!!!

Non so ancora cosa voglio fare, ne' dove, ne' con chi.
L'unica opzione che mi sembra davvero allettante sarebbe prendere il mio laboratorio e trasferirlo in Italia, ma mantenendo la gestione americana.
La situazione poi e' peggiorata quando mi ha detto: fingi di essere da sola, di non essere sposata, cosa faresti?
Vuoto ancora piu' spinto!!!
Non so piu' nemmeno quali sono i miei sogni, ormai abituata da piu' di 10 anni a lotte estenuanti per incastrarli con quelli della persona che ho accanto, noi che sogniamo da sempre in direzione opposta e per avvicinare le nostre linee divergenti tocca darci di morsa e martello e non mollare mai la presa! E poi come faccio ad immaginarmi da sola qui, io che senza di lui probabilmente manco ci sarei venuta in questa parte del mondo?
Comunque, con lui o senza di lui, le mie idee sono tutto meno che chiare.
Oscillo tra la passiome sfrenata per quello che faccio e la voglia di fare tutt'altro, come passare le giornate a dipingere, fare l'uncinetto e altre cose fai da te. Che mi diano uno stipendio, sia chiaro, perche' non mi riesco ad immaginare a carico a meno che non abbia scelta.
Anche fare le vetrine del negozio di biscotti del Medical Center mi sembra a volte un'alternativa allettante, oppure organizzare quei corsi che ci sono da Jo-Ann.
Parlando di lavoro, le ho detto che mi sembrava di aver ottenuto sempre meno di quanto avevo dato e che mi passassero sempre davanti persone che si impegnavano la meta' di me. Ho ammesso che evidentemente sbagliavo qualcosa e mi ha dato qualche spunto, facendomi capire che lavorare come un mulo, a testa bassa, sperando che basti e che compensi per le mie mancanze, come le lacune nella lingua, la timidezza estrema e la totale insicurezza, forse non e' sufficiente. Che presentare 10 replicati di esperimento perche' ho sempre bisogno di essere sicura che quello che dico sia assolutamente veritiero mette a posto la mia coscienza ma veicola incertezza, oltre al fatto che magari il capo preferisce dei dati preliminari da vedere subito invece che dati certi ma tra 3 mesi, che rifiutarmi di fare il lab meeting per non parlare davanti a tutti non aiuta a darmi visibilita', ecc.
Mi ha dato un bel po' di materiale su cui riflettere, anche sul mio rappporto di coppia.
Per ora il risultato e' che ho sognato di essere in una casa nelle colline toscane, con tre bambini piccoli a cui parlavo in inglese e un marito che non era il mio attuale ma la mia ultima "sliding door" prima del Tecnico. E il giorno dopo di essere lasciata in ambulatorio a fare il medico da sola, e di esserne spaventata e felicissima insieme.

Insomma, se non mi trovate, sono a sbrogliare matasse di neuroni ingarbugliati.
 
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martedì 3 febbraio 2015

Fatiche faticose

E dire che, dopo aver rinunciato ad un progetto che avevo in corso, mi ero detta che cosi' avrei avuto piu' tempo per il blog, quindi avrei scritto di piu', meglio e corredando ogni post con tante bellissime fotografie fatte con le mie manine (o quelle del Tecnico, che mi pare piu' preparato).
Invece qui si produce un post ogni dieci giorni, ogni settimana quando va proprio grassa, con foto prese dal web e pieni di errori di ortografia, che la mia mania di perfezionismo mi fa correggere a posteriori senza pero' poter cancellare il senso di vergogna. Userei una matita rossa e blu come quella della mia maestra delle elementari, se potessi.

Il fatto e' che non sono capace di essere breve, non lo sono mai stata.
Fin dalla elementari sono sempre stata l'incubo delle maestre, perche' i miei temi erano sempre lunghi almeni un foglio protocollo, scritto tutto fitto.
Mi annoio a leggere i post lunghi sugli altri blog e adoro lo stile stringato ed efficace tipo quello di valescrive, ma non riesco a farlo mio. 
Non so pubblicare una frase e via, due righe divertenti...devo produrre almeno mezza paginetta quindi va da se' che per scrivere un post mi serve sempre almeno una serata libera. Intera.

E quelle scarseggiano sempre di piu', per colpa mia ovviamente.
C'e' la sera che torniamo tardi dal lavoro, morti, e spesso collasso addormentata sul divano subito dopo cena, a volte anche prima.
Il lunedi' e' ripreso il corso di pittura (grandi progressi quest'anno, vi faro' vedere!) e a volte il martedi' vado da un'amica a dipingere.
Poi ho il giorno dedicato a ritagliare e ordinare i coupon, che la sindrome di "pazzi per la spesa" non mi e' mica passata. 
E uno anche per i conti della settimana, che noi di famiglia R. siamo precisini e se non ci tornano entrate e uscite sbarelliamo. Tipo mio papa' sabato mi ha detto che gli mancavano 32 euro dai conti ed era molto avvilito.
Almeno una sera non c'ho voglia di fare niente, il piu' delle volte perche' magari sono stata tutto il giorno al pc a fare dei grafici e il pensiero di riaccenderlo a sera mi da' la nausea.
Ah, poi ci sono anche le sere che il marito e' in versione bambino capriccioso e si lamenta se non gli do' attenzioni.
Infine mi sono pure messa dietro ad un altro progetto di fai da te, di cui non posso parlare ma che mi sta occupando qualche ora. 
Aggiungi qualche cena in compagnia o un cinema....e siamo gia' ai 10 giorni che mi servono per trovare il tempo di partorire un nuovo post.
Oh, poi non e' che mi succeda chissa' che nella vita quotidiana, che proprio valga la pena essere raccontato!
La settimana scorsa c'e' stata una lotta all'ultimo sangue tra i miei colleghi (vi pare che siamo in 3, tutti adulti, e ci si riduca cosi'??) e ho dovuto faticare parecchio per restarne fuori. Ma e' meglio che non parli troppo dei colleghi in generale o mi risale la carogna...sara' che sono tutti uguali o sara' che sono sfigata io, ma pare che attiri fancazzisti come orsi al miele! E della peggior specie, quelli che non fanno niente nelle poche ore che sono a lavorare e poi rti guardano con gli occhioni sgranati dicendoti "sono distrutto/ho bisogno di riposo/ sono stanco di lavorare cosi'/devo prendermi qualche giorno di vacanza".

Poi sabato si e' ammalato il Tecnico...e lo sapete, no, com'e' un uomo malato? Ho dovuto cucinare brodini con i passatelli, mettere pezzuole umide sulla fronte, fare la media di 4 termometri diversi, preparare il piano terapeutico, vegliare sul sonno, trascrivere le ultime volonta', non allontanarmi da casa per troppe ore, ecc. Tra l'altro lo sapete che io sono un filino ansiosa e lui ci gioca dandomi sempre bollettini medici confusi o drammatici, quindi non so mai se ha un virus grastro-intestinale, un infarto, la meningite o un raffreddore. E mi angoscio.

Insomma, io speriamo che me la cavo, in generale.