martedì 31 marzo 2015

Dalla psicologa 3

- Cerchiamo di capire da cosa deriva questa ansia (again). Cosa ti manca da quando sei qui?
- Mi mancano soprattutto le interazioni sociali, le uscite con le amiche...poi con molte mie colleghe in Italia avevo un bel rapporto, per cui anche al lavoro parlavo molto con loro e mi aiutava a non rovesciare sul Tecnico tutte le mie frustrazioni
- Non hai nessuno con cui parlare adesso nel nuovo laboratorio?
- Eh, non tanto...con alcuni proprio non voglio avere a che fare (quelli che parlano la mia lingua...) e con gli altri l'ostacolo dell'inglese e' difficile da superare, perche', anche se ormai sono in grado di capire e farmi capire abbastanza bene, ancora non riesco a fare battute...e cercare di far ridere e' la mia modalita' di interazione preferita!
...
- E come si manifesta questa ansia che senti?
- Eh, piu' di tutto come un nodo alla gola che non va mai via, come se dovessi mandar giu' qualcosa che non scende
- Non potrebbe darsi che questo nodo alla gola siano le parole che non sai dire, quelle battute che vorresti fare, le interazioni che vorresti avere?
- Guardi dottoressa, non voglio mettere in dubbio quello che dice, magari e' davvero cosi'...ma se vuole sapere il mio parere, credo che piu' di tutto il nodo alla gola siano i vaffanculo non detti, che mi restano li' bloccati e si accumulano
....
Perche' le mie sedute devono sempre finire in caciara?

qui




lunedì 30 marzo 2015

Ho i neuroni pigri

Come ho gia' detto in passato, penso di essere un paziente abbastanza bravo, perche' in genere mi fido molto dei medici, difficilmente cerco un secondo parere e mi affido alle cure che mi vengono prescritte. 
Devo ammettere pero' che piuttosto spesso mi faccio prendere dalla sindrome "tutti dottori" e cerco sintomi e relative patologie su Internet, finendo con il farmi autodiagnosi a cui mi affeziono cosi' tanto da vivere di conseguenza. Tempo fa il Tecnico mi ha fatto un lungo elenco di tutte le patologie di cui avrei sofferto a mio parere da quando ci conosciamo: otosclerosi, tunnel carpale, malocclusione della mandibola, cervicalgia, endometriosi, sindrome del colon irritabile, gastrite, esofagite da reflusso, extrasistoli...solo per dirne alcune. Quando pensavo di avere l'otosclerosi sentivo fischi a tutto spiano, poi spariti quando me ne sono dimenticata...come anche la supposta malocclusione, che altro non era che il dolore di notti passate a digrignare i denti in un periodo molto stressante. E cosi' via.
Faccio la stessa cosa anche con la psicologa, anzi, forse con fin troppo zelo, visto che tutto quello che mi dice mi sembra sempre cosi' sensato e perfettamente calzante per me! 
Il problema e' che ogni nuova teoria scalza la precedente nella mia top ten, per cui sono anni che ancora ci siamo dietro a lavorare su una diagnosi diversa alla volta e non se ne viene a capo. 
Comunque.
Oggi e' arrivata una new entry nel mio palmares di patologie e gia' la adoro!! Signori e signori, voi che da anni mi dite che sono una pigrona....sbagliavate clamorosamente!! 
Non sono pigra, ho bassi livelli di dopamina!!
Da quello che ho capito, tra psicologhese e comprensione dell'inglese, si sa da tempo che la dopamina e' legata al piacere in generale, compreso quello che deriva dal fare le cose che ci piacciono, e viene pertanto rilasciata in risposta a qualcosa che ci soddisfa, spingendoci a continuare a farle, con un meccanismo di "ricompensa". 
Oltre a questa funzione nota, sembra che la dopamina sia coinvolta anche nella motivazione, cioe' in quella forza che ci spinge a perseverare per ottenere un risultato (lavorare duramente, impegnarsi, restare focalizzati sull'obbiettivo). 
In pratica la dopamina verrebbe rilasciata prima ancora del raggiungimento del traguardo, per spronarci a fare di tutto per perseguirlo.
Secondo la dottoressa i miei livelli di dopamina sarebbero piu' bassi del normale, per cui i miei neuroni non ricevono sufficiente ricompensa ne' stimolo motivazionale, per cui si limitano a vegetare senza infamia e senza lode, lagnandosi ma senza la spinta ad agire concretamente. 
Sarebbe per questo ad esempio che la sera finisco con il cazzeggiare su internet alla ricerca del nulla invece di cucinare o dipingere o leggere o fare l'uncinetto come mi ero riproposta a inizio giornata. Finendo poi con il sentirmi frustrata, in colpa e molto poco soddisfatta, oltre ad infilarmi spesso in situazioni negative da cui non so uscire perche' mi sembra richieda troppo sforzo.
La buona notizia e' che c'e' rimedio! 
Pare infatti che sia possibile intraprendere un percorso di riabilitazione dei poveri neuroni scansafatiche, per cui quello che manca loro da un punto di vista fisiologico puo' essere compensato attraverso un meccanismo di "ricompensa volontaria". 
Se si vuole ottenere la ricompensa, sotto forma di una qualche attivita' che dia piacere e non richieda sforzo, ci di deve prima "obbligare" a fare qualcuno dei compiti che si stanno evitando. Ad esempio, prima di poter fare 30 minuti di cazzeggio sul web devo mettere in ordine il lavello o prima di potermi spalmare sul divano devo stirare i vestiti accumulati sulla sedia. 
Ovviamente ho aderito entusiasta al progetto e ci sto provando seriamente, anche se dire "non posso venire con te sul divano a vedere la TV, devo prima fare i compiti che mi hanno assegnato" mi fa sentire un po' demente!

Il Tecnico ha commentato tutto questo nel suo solito modo lapidario: "Avevi bisogno che te lo dicesse lei? Sono anni che sostengo che sei pigra e senza neppure bisogno di essere pagato per fare la diagnosi!".

qui

martedì 24 marzo 2015

Fresh off the boat

Il titolo si riferisce ad una serie televisiva che guardo ogni tanto al martedi' e che racconta di una famiglia Taiwanese in America. E' molto comica, con il padre calato in pieno nel sogno americano, la madre che si terrorizza con le news della notte e poi spaventa tutta la famiglia e i due figli che cercano di adattarsi alla nuova vita.
Il mio collega e' Taiwanese e pure lui mi fa ridere un mucchio, vi ho gia' parlato un po' di lui...e' quello che e' scappato quando gli ho chiesto quando compiva gli anni . E' un tipo davvero assurdo, la mia collega non lo sopporta per la sua eccentricita' mentre a me diverte, sembra un personaggio dei cartoni animati!!
Gia' a vederlo mette simpatia, tutto rotondo con un testone enorme di capelli neri a caschetto. Mi ha detto di essere ingrassato tanto a causa dello stress che viveva nel posto di lavoro precedente e adesso sta cercando di dimagrire, per cui ad una certa ora prende il suo iPad o un libro e va nell'edificio accanto al nostro, dove si fa i 10 piani di scale in salita mentre legge, scende in ascensore e ricomincia, per tre o quattro volte. Mi ha chiesto se qualche volta voglio andare a fare ginnastica con lui ma ho sempre rifiutato cortesemente...
Se il tempo lo permette lo si vede arrivare al lavoro in skateboard o in pattini, anche se abita ad almeno 20 minuti dal lab...ma non si limita a pattinare, volteggia avanti e indietro e fa piroette, sempre con le sue camicine a quadretti e i jeans ormai larghi tenuti su dalla cintura strettissima. Ha anche la moto e un casco assurdo che ha disegnato personalmente, di cui va molto fiero e che pulisce periodicamente in lab.
E' un appassionata di musica classica, visto che la moglie e' musicista, e la ascolta spesso...la prima volta ho pensato di avere le allucinazioni, mi credevo da sola in lab e ho cominciato a sentire dei violini!! :-) Ha anche provato ad educarmi prestandomi un film un francese e uno in cinese sulla musica classica (il Tecnico voleva impiccarsi dopo 40 minuti di film in francese...), ma ho dovuto confessargli che  violini e pianoforti mi mettono ansia invece di rilassarmi o farmi piacere...prima o poi gli faro' ascoltare la mia playlist con i Korn e i Seether che magari capisce meglio cosa intendo per "non e' il mio genere"...
Gli piace inventare e costruire, spesso quando vado in lab al sabato lo trovo la' in tenuta da casa che salda, fissa, avvita e realizza progetti di vario genere, che poi mi sottopone per un parere sul prezzo a cui potrebbe venderli. Il risparmio e il fare soldi sono la sua ossessione, per cui oltre al lavoro in lab ha tutta una serie di attivita' collaterali quali compravendita di azioni, traffici con pezzi di motociclette e altri non ben chiari. Cerca tutte le occasioni per mangiare gratis e ha un calendario dove segna tutti i seminari e i convegni gratuiti a cui danno del cibo...Il bisogno di risparmio e' talmente radicato in lui da cercare di spendere sempre il minimo anche in laboratorio e devo combattere per convincerlo a non comprare sempre le cose che costano meno, che spesso sono anche piu' scadenti!
Quando lavora bofonchia e sbuffa tra se' e se', se mi fa una domanda e non la capisco al primo colpo si intimidisce e cerca di andarsene, lo devo obbligare per farmela ripetere! E mi fa troppo ridere quando mima i giapponesi che si suicidano per onore o fa finta di calciare qualcosa o nega dicendo nonononononono scuotendo il testone.
Cerca sempre di convincermi a credere alle sue strampalate teorie. Ad esempio, quando mi vede avvilita dalle ingiustizie sul lavoro e nella vita, mi dice che "God is watching" e prima o poi mettera' a posto le cose. Non un Dio cristiano, piuttosto una vaga entita' superiore a cui dobbiamo dimostrare il nostro valore e che ci ricompensera'. Mah. Io in genere gli rispondo che forse God e' in ferie perche' non mi pare che ci stia guardando molto.
Crede anche che tutte le cose abbiano un'anima e se l'esperimento non viene allora biosgna offire qualcosa al brodo dei batteri o alla centrifuga o al frigorifero, anche se non ho ancora capito che tipo di offerta. Fermo restando che comunque tutte le cose che vediamo secondo lui sono solo l'ombra di quelle esistenti in un universo parallelo. 
Ecco, quando comincia con gli universi paralleli, li' mi arrendo!
Vorrebbe tanto avere un bambino, ma la moglie non ne vuole sapere e quindi la sua nuova ossessione e' trovare il modo di clonarsi...non sono sicura di sperare che ce la faccia, uno come lui mi pare sufficiente!

qui

lunedì 23 marzo 2015

La proprieta' transitiva

Facebook, insieme alla possibilita' di ritrovare persone che non sapevamo piu' come rintracciare, di farci i fatti di tutti e di permettere agli altri di farsi i nostri, ci ha dotati di questo meraviglioso potere: cancellare le persone con un click del mouse.
A me finora e' capitato tre volte, cioe' tre persone hanno deciso che non volevano piu' vedere il mio musetto simpatico comparire nella loro bacheca o, piu' probabilmente, non volevano che avessi la possibilita' di sapere cosa gli stava succedendo, si sa mai che gioissi delle loro rogne come sono solita fare (sono ironica).
La prima persona aveva pure un po' ragione. 
Ho espresso un parere forte e poco lusinghiero su alcune sue azioni in una chat in cui lei non era presente, cosa che le e' stata prontamente riferita. 
Non sono stata l'unica a farlo, ma sono tra le poche di cui lo abbia saputo. 
A parte questo piccolo dettaglio, ho sbagliato a parlare in sua assenza...a mia discolpa posso dire che le avevo gia' detto cose simili di persona e se me lo avesse chiesto le avrei ripetuto le stesse cose, non e' che davanti le dicessi una cosa e dietro alle spalle l'opposto, ma resta il fatto innegabile. 
Sapendo di essere comunque in parte in torto, le ho scritto, dicendole che avrei preferito che prima di cancellarmi mi chiedesse conferma di quello che le era stato riferito, giusto anche solo per darmi la possibilita' di spiegarmi...come risposta mi ha bloccato, in modo che non abbia piu' nessun modo anche solo di scriverle.
Va beh, colpa mia, andiamo avanti.
La seconda e' stata ancora piu' estrema. 
C'e' stata una discussione tra alcuni miei contatti su FB, ancora una volta su una persona non presente...stavolta io non intervengo neppure, anche perche' la leggo tardi, quando ormai i commenti sono innumerevoli, e poi non c'ho davvero voglia di immischiarmi. 
I commenti vengono riferiti alla persona assente, che si infastidisce parecchio...io questa volta pero' non c'entro nulla, lo ribadisco...una delle persone che era coinvolta nella discussione invece, senza nessun motivo reale, pensa che sia stata io a riferirlo a quella assente e mi cancella. 
Cosi', di nuovo. 
Senza chiedermi nulla, senza dubbi, senza neanche considerare che potevano essere state almeno altre 5 persone diverse!! Non mi sono neppure presa la briga di cercare di spiegarmi, non ne valeva la pena, anche perche' ho gia' visto dalla volta precendente come funzionano queste cose e sapevo gia' come sarebbe andata a finire. Oltre al fatto che se dai per scontato che io sia una str***a, puoi restare dove sei.
Lo so cosa state pensando, che queste cose possono succedere solo tra le donne...nei social poi...sbagliato!
L'ultima in ordine di tempo ha per protagonista un uomo e nella vita reale!
Lui e' un ragazzo italiano che lavora nello stesso edificio dove lavoravo anche io fino ad ottobre. Non un grande amico, non un nemico...una normale conoscenza, ci si trovava a pranzo tutti insieme, si facevano due chiacchere se ci si vedeva in corridoio, ecc. Da quando ho cambiato lavoro lo vedo molto meno ovviamente, ma ogni volta che ci siamo incontrati ci siamo sempre fermati a fare due chiacchere o almeno un sorriso se si era di fretta.
La settimana scorsa mi accorgo che mi ha cancellato dalle amicizie di Facebook. Come anche mio marito. Ci sono rimasta un po' cosi', non vedendone il motivo. Non ci sono mai state discussioni o litigi, ultimamente ci si vede anche poco. Ne parlo con il Tecnico, che mi dice di averlo tolto lui per primo perche' non e' una persona che gli piaccia molto. 
Ecco, spiegazione trovata: sono stata eliminata anche io perche' "moglie di".
Questo tipo di cose mi irrita parecchio. 
Ripeto, non ho perso un amico carissimo, ma mi urta un mucchio il fatto di essere considerata come una entita' non separabile dal Tecnico, una persona evidentemente incapace di avere idee proprie che siano dissimili da quelle del marito, per cui se a lui non piace una persona, lo stesso vale automaticamente anche per me.
E fosse la prima volta che mi succede!
Anni fa due dei miei piu' amici erano uomini, ma amici veri al 100%, senza interesse di altra natura da entrambe le parti (anche perche' eravamo tuttii felicemente fidanzati). Lavoravamo nello stesso posto e parlavamo tanto, anche di cose molto private, ci mandavamo mail quando eravamo lontani, ci scambiavamo libri e film. Poi il Tecnico ha cominciato a lavorare nel nostro stesso posto di lavoro e le cose sono pian piano cambiate. Lui ha presto litigato con entrambi per questioni di lavoro, quindi niente di molto personale. Io mi sono tenuta fuori da tutto perche' non volevo mischiare i vari livelli, alla fine uno era il mio fidanzato e gli altri due erano cari amici per cui non potevo essere mai del tutto super partes...nonostante questo ho visto un chiaro allontanamento di entrambi verso di me. Uno dei due e' poi andato all'estero e non ci siamo quasi piu' sentiti, ma con l'altro ho provato a chiarire cosa fosse successo. La risposta, candida, e' stata "Ho capito che tuo marito ha una pessima opinione di me e ci ho litigato spesso, per cui ho pensato che anche tu la pensassi come lui e stessi dalla sua parte". 
Sulla base di cosa, della proprieta' transitiva per cui se B e' amica di M ma sta con T, quindi se T litiga con M allora anche B non e' piu' amica di M???

qui

Mi e' anche successo che il Tecnico decidesse di non voler piu' frequentare un gruppo di persone (e' moooolto piu' schizzinoso di me nelle amicizie, ma questo l'ho gia' detto in mille altri post), magari proprio conosciute tramite me, e queste automaticamente smettessero di invitarmi perche' "sapevamo che a lui non faceva piacere uscire con noi quindi abbiamo pensato che anche tu saresti rimasta a casa"...perche'? Siamo due gemelli siamesi?
Negli anni, innumerevoli sono state anche le volte in cui mi sono presa dei cazziatoni solamente perche' ero la moglie, per ragioni del tutto indipendenti da me, tipo:
- il Tecnico era in ritardo
- il Tecnico si era dimenticato un appuntamento
- il Tecnico aveva promesso di farsi sentire ed era sparito
- il Tecnico aveva convinto il capo della suddetta persona che una metodica era meglio di un'altra e per colpa sua tutto il lab aveva dovuto adeguarsi
- il Tecnico non rispondeva al telefono
E avrei mille altri esempi!
Mi ricordo ancora quando venni aggredita dal suo responsabile di tesi perche' il Tecnico aveva fatto un colloquio con una persona a lui non gradita, manco lo avessi fatto io il colloquio!!
Si trattasse di mio figlio, potrei pure accettare (ma forse no) di essere responsabile delle sue colpe. Ma sul marito non ho nessuna giurisdizione! Tra l'altro lo conoscono, lo sanno che e' testardo come un mulo e fa sempre di testa sua, figuriamoci se io sono in qualche modo responsabile delle sue azioni!!!
Niente da fare, quando lui combina qualcosa e non lo trovano, immancabilmente ci vado di mezzo io!

mercoledì 11 marzo 2015

I dottori della mia vita

A dicembre del 1999, quando mi hanno trovato quel nodulo sospetto appollaiato sulla mia tiroide, il mio medico di base mi aveva mandato da un endocrinologo di cui si fidava molto. Non era comodissimo da raggiungere  ed era anche poco conosciuto, ma a quei tempi ci si affidava abbastanza ciecamente alle mani esperte dei dottori, per cui non mi ero neppure posta il problema di cercare di farmi vedere da qualcuno di piu' noto, magari nel centro di Pisa che gia' allora era molto famoso.
A, il mio endocrinologo, era (e spero sia ancora, non ne so piu' niente da un po') un tipo assurdo, a vederlo cosi' non gli avresti dato due lire. Probabilmente senza camice e senza cartellino di indentificazione nessuno avrebbe neppure immaginato che fosse un dottore, piuttosto uno di quei pazzi che si fingono quello che non sono...o uno scappato di casa. 
Era sempre tutto scarmigliato, con i capelli arruffati come se i corvi ci avessero nidificato durante la notte e nel suo studio sembrava  che fosse appena esplosa una bomba, sparpagliando per tutta la stanza decine di foglietti pieni dellla sua calligrafia minuta e incredibilmente leggibile per essere un medico! 
Nonostante questo, a me era piaciuto tantissimo, da subito. 
Era diretto e molto chiaro, non aeva usato nessun giro di parole per dirmi che avevo un tumore piuttosto avanzato e che bisognava intervenire il prima possibile. Al tempo stesso pero' era stato rasicurante, a tratti anche spiritoso, ed ero uscita da li' con la certezza che si sarebbe preso cura di me e ne sarei uscita. 
Ho avuto ragione, come dimostra il fatto che sono qui a scrivere. :-)
Mi aveva chiamato a gennaio per dirmi che a febbraio potevo essere operata e io, che avevo dalla mia parte l'incoscienza dei 19 anni, gli avevo chiesto di rimandare un pochino, perche' dovevo dare il mio primo esame universitario. 
Si era messo a ridere e aveva acconsentito. 
Mi aveva richiamato a inzio marzo dicendomi "Allora, vieni adesso o no?".
Sono sempre andata da lui per le visite di controllo, a volte attraverso il CUP o se era urgente anche privatamente e lui si prendeva ben 37 euro, un prezzo ridicolo anche per allora. 
Ho continuato imperterrita anche quando lo hanno nominato direttore di una struttura ancora piu' lontana e complicata da raggiungere, dove si poteva andare da lui solo in libera professione...la sua tariffa era rimasta la stessa. 
Le visite erano sempre spassose, ogni volta mi sgridava perche' ero ingrassata ma poi si toccava la sua bella panza e diceva che mi capiva, che mangiare era troppo bello! Ad un certo punto veniva anche mia mamma con me, che nel frattempo aveva sviluppato una tiroidite auroimmune...e lui si raccomandava di non dire che ci avrebbe visitato entrambe, cosi non pagavamo doppia visita.
Ci siamo visti ogni 6 mesi, poi ogni anno, fino al 2010, quando mi ha dichiarato clinicamente guarita e mi ha detto che potevamo vederci meno spesso. Solo allora, piu' di 10 anni dopo il nostro primo incontro, mi aveva confessato che quando aveva visto le dimensioni del mio tumore si era spaventato moltissimo e aveva avuto paura di non potermi salvare.
Dal 2010 in poi non avevo piu' fatto nessun esame specifico per la tiroide, ormoni a parte. Un po' perche' mi ero trasferita e non ci avevo piu' pensato, un po' perche' in Italia stavo sempre troppo poco tempo per poter andare da lui e non riuscivo ad accettare di cambiare medico e trovarne uno qui. 
Quest'anno ho dovuto cedere, anche solo per sedare le ansie di mia mamma.
Oggi avevo la mia prima visita dall'endocrinologo nuovo ed ero un po' triste al pensiero di dover essere seguita da un qualunque asettico medico americano, sicuramente competente ma serio e compito.
Ero in attesa nello studiolo perfettamente ordinato quando, senza bussare (cosa stranissima qui), e' entrata LEI. 
Un tornado. 
Piccola e cicciotta, con i capelli scarmigliati, una improbabile gonna di pizzo fucsia con giacca multicolore, scarpette rosse degne di Dorothy nel "Il mago di Oz" e una collana grande come una sciarpa. 
Ha fatto un gran casino con il computer, mi ha tenuto dentro per piu' di un'ora facendo mille domande molto specifiche e molto pertinenti sulla mia storia clinica, intervallate da discorsi sul calcio e sui migliori ristoranti italiani di qui. Ha risposto alle mie domande con dati e citazioni scientifiche, ha organizzato il mio piano di esami e di analisi da qui alla fine del mondo, mi ha spiegato nel dettaglio le motivazioni delle sue scelte terapeutiche.
Mi ha conquistata!
Il destino mi ha riservato l'equivalente femminile americano del mio amato dottor A. e io non posso che sentirmi grata!


qui

martedì 3 marzo 2015

Corpi in fuga (cervelli non pervenuti)

Lo ammetto, piu' frequento i miei connazionali qui (almeno alcuni di essi) e piu' mi viene voglia di fingermi straniera per non farmi riconoscere!
Saro' stata solo sfortunata, non so, ma davvero ci sono giorni in cui mi metterei le cuffie appena esco di casa e me le toglerei solo al ritorno, pur di non sentirli parlare!
Forse c'entra anche il fatto che molti sono partiti per disperazione e quindi hanno ancora da smaltire tutta la frustrazione accumulata negli anni in Italia...e spesso pensavano di avere finalmente la loro rivincita qui e non e' successo, per cui sono diventati ancora piu' incattiviti...
Li riconosci subito.
Hanno la faccia perennemente incazzata e astiosa, si lamentano della loro cattiva sorte ma invece di rimboccarsi le maniche per cercare di cambiare la loro situazione se ne stanno fermi immobili, aspettando che passi un cadavere...no, non quello del loro nemico, un cadavere qualunque, giusto per poter gioire del fatto che a qualcuno e' andata peggio che a loro!!
Sono quelli che sperano che il tuo paper venga rifiutato, perche' non e' giusto che tu pubblichi e loro no.
Quelli che sperano che il tuo esperimento fallisca per poi andare dal capo e offrirsi di farlo loro, cosi' magari viene meglio e migliora la loro quotazione. Una "guerra tra poveri" imbarazzante.
Quelli che ti osservano e ti aspettano al varco al primo errore, te li trovi dietro alle spalle mentre acquisici l'immagine del peggior western blotting della tua vita, che commentano sarcastici "venuto bene, eh?".
Quelli che ogni scusa e' buona per fare della polemica, anche senza nessun senso. E di questi ne conosco una marea, purtroppo.
Un esempio della settimana scorsa: nel nostro laboratorio c'e' uno strumento, che il mio capo ha comprato e pagato personalmente, quindi e' nostro al 100%. Un connazionale del lab vicino mi chiede se puo' usarlo e io rispondo che lo ha gia' prenotato il mio collega (del mio stesso lab, quindi che ha precedenza visto che la macchina e' nostra, no?). 
Lui va alla macchina, vede che la prenotazione e' stata fatta su scotch trasparente ed e' quindi poco visibile...quindi torna da me (che non c'entravo niente, tra l'altro e inizia una polemica infinita sul fatto che non si vedeva bene, che il mio collega avrebbe dovuto mettere un messaggio piu' chiaro e scritto su sfondo colorato, che lui poteva non accorgersene e usare la macchina lo stesso, ecc ecc ecc. QUARANTACINQUE MINUTI cosi, mentre io cercavo disperatamente di finire quello che stavo facendo quando mi ha interrotto.
Ora.
La macchina e' tua? No.
La macchina e' della persona che l'ha prenotata? Si'.
Il legittimo proprietario l'ha prenotata prima di te? Si'
Hai gia' fatto partire il tuo esperimento perche' non ti eri accorto che fosse occupata e quindi ora lo devi buttare? No
E allora, di cosa stiamo a discutere?? 

Oppure ancora.
Mi servono i blocchi di alluminio refrigerati...spariti!
Li trovo dimenticati sul bancone di un italiano di un altro lab, ormai caldi, e gli dico che non ho nessun problema a prestarli ma bisogna che li rimetta dove li ha trovati, perche' il loro scopo e' proprio essere mantenuti freddi. 
Sbuffa e mi dice che sono una stro**za, che quella che c'era prima di me gli faceva prendere tutto senza problemi e che dovremmo smettere con questa divisione delle cose in lab. 
Peccato che il mio capo e il suo si odino a morte, per cui non sono certa che sarebbe felicissima di sapere che quelli dell'altro gruppo ci usano come un supermercato. Inoltre stiamo parlando di un oggetto che costa poco...vuoi dirmi che il tuo capo, che come il mio ha avuto una start up da 1.5 milioni di dollari, non ha 60$?
Finisce li'.
Oggi mi riservono i blocchi, ce li ha ancora lui (sempre senza chiedere). Glieli chiedo indietro, sbuffa di nuovo e protesta vivacemente perche' addirittura mi servono tutti e due, non posso fare con uno solo??!!. 
Sentimi un attimo, ti ho detto che se hai bisogno te li presto, ma se servono a me, avro' la precedenza no?
No, come dice anche l'altra italiana del piano dovremmo tutti usare tutto di tutti, tipo lei che va a prendersi le cose nei lab vicini quando nessuno la vede.
Ah.
Le dico: "Allora perche' ieri ha detto al coreano del lab accanto che non avevamo piu' terreno anche se ne abbiamo dei litri? ".
Risposta serafica: "Perche' da quando ho litigato con un coreano li odio tutti e se posso creare loro dei problemi, lo faccio con grande gusto. Gli chiudo l'ascensore in faccia, gli dico che non so come aiutarli anche se non e' vero e parlo male di loro con i capi. Faccio la stessa cosa anche con J, perche' una volta ha osato dire che avevo pulito male lo strumento comune".
Beh, logico, poi sono io la str**za.

O ancora. Si avvicina una ragazza (sempre italiana) che lavora al piano di sotto e, indicando il mio collega straniero, mi dice:
- Sta ancora estraendo le proteine, da stamattina? Ma quanto ci mette?? Come e' lento!! Non ci puo' mettere tutto quel tempo, la centrifuga serve a tutti!
E io:
- La centrifuga la usiamo in tre, io te e lui...lui la sta usando, a me non serve, tu devi usarla oggi?
- No
- E allora perche' stai facendo polemica?
- Perche' se nei prossimi giorni mi dovesse servire, magari lui ci si mette prima di me e poi mi tocca aspettare che finisca, lento com'e'.
Polemica preventiva, ottimo!
Ecco, quella dei frustrati e' la categoria che sopporto peggio, per cui sono sempre piu' convinta di dovermi impegnare al massimo per fare qualcosa che mi piaccia e mi faccia stare bene, perche' non voglio diventare cosi'...se dovesse succedere, sparatemi alle ginocchia!!
 
 qui