giovedì 30 luglio 2015

Il frutto non cade mai lontano dalla pianta (nel caso vi chiediate perche' sono un po' matta)

Il mio capo mi racconta che il cane del supermegadirettore e' in ospedale perche' lui stesso gli ha incautamente dato un pezzo di bagel con uvetta. 
Ho sempre avuto dei cani, ma nessuno mi aveva mai detto che uva, uvetta e cioccolato sono pericolosissimi per loro, tanto che possono anche morire se li mangiano. Piu' che altro sono sempre vissuta in campagna, dove gli animali di famiglia mangiano tutto quello che passa per la tavola, senza fasri troppe domande ma con la convinzione che "mangiare un po' di tutto non possa fare male".
Poco dopo parlo con i miei su skype e mi ricordo di dirgli: "Mi raccomando, non date mai a Whisky (il nostro labrador) queste cose da mangiare, potrebbe avere dei seri problemi di salute!!"
Mio papa' mi risponde: "Ok. E le caramelle alla menta invece?"
E io: "Perche' ti interessa scusa?"
Lui, serafico: "Perche' gliene do' 2-3 tutte le mattine"
Non so resistere alla tentazione di chiedergli: "Ma perche' dai 2-3 caramelle alla menta al cane tutte le mattine??
Mi guarda come se gli avessi fatto la domanda piu' cretina del pianeta e mi risponde: "Per l'alito!"

qui

martedì 21 luglio 2015

Ipocondria portami via

Ci sono volte in cui mi vergogno persino da sola.
Sabato mattina ho deciso di abbandonare le mie solite ballerine per un paio di sandali con zeppa, con cui ho camminato diverse ore tra farmer's market e spese varie. Non essendo piu' abituata al mezzo tacco, ho pure rischiato una distorsione, con il piede che mi e' scivolato piu' volte da una parte e dall'altra. 
Al pomeriggio il piede ha cominciato a farmi male, tipo crampo che andava dalla pianta del piede al polpaccio, ma non ci ho fatto molto caso perche' avevo dedotto che la colpa fosse stata di certo delle scarpe.
Domenica mi faceva ancora male e anche ieri, ma sempre senza che mi preoccupassi troppo, anche perche' migliorava molto nel corso della giornata, man mano che camminavo.
Ieri sera invece mi e' preso uno dei miei soliti attacchi di ipocondria.
Ho visto che sul polpaccio, proprio dove mi faceva male, erano comparse delle macchiette rosse tonde, 5-6 a formare una specie di cordone, che prontamente googlate mi avevano instillato il dubbio di una qualche complicanza della circolazione. 
Sono sovrappeso, conduco una vita piuttosoto sedentaria e ho una forte componente ereditaria per i problemi di circolazione, per cui da questi presupposti al saltare alle conclusioni, il passo e' stato brevissimo!
Mi sono chiusa in bagno per poter approfondire le mie ricerche paranoiche nascosta dal Tecnico (che mi vorrebbe tanto togliere l'accesso a Google, con santa ragione) e ogni dettaglio che trovavo non faceva che peggiorare la mia ansia, visto che la gamba mi sembrava effettivamente lievemente gonfia e decisamente piu' arrossata e calda dell'altra. Le macchie poi, erano un segno chiarissimo di catastrofe imminente, tutti i siti concordavano su questo!!
Alla fine, dopo ore di preoccupazione, ho deciso di aspettare il mattino seguente per decidere cosa fare e mi sono messa a leggere a gambe incrociate, con il libro appoggiato proprio vicino alle macchie. Non riuscivo pero' a concentrarmi tanto bene su quello che stavo leggendo e continuavo a toccare quegli arrossamenti sospetti, pensando "ma guarda che strani, sembrano quasi dei segni come di bottoni ma i miei pantaloni non ne avevano mica sul polpaccio...oppure anche come delle bruciature lievi..." e li', sulla parola "bruciature", mi si e' accesa una lampadina nel cervello: L'azoto liquido!!!!! 
Ieri mattina avevo preso dei campioni dall'azoto liquido (che era ad una temperatura di circa -160C) e nel farlo il contenitore di metallo in cui si trovavano i campioni mi era scivolato di mano, strisciandomi sulla gamba (avevo dei pantaloni al ginocchio) e creandomi quelle specie di ustioni da freddo!! Ore e ore passate a temere l'embolia polmonare e invece la risposta era dentro di me...e non era neppure sbagliata!!!
Dai, mettiamola cosi', almeno mi e' venuto in mente giusto in tempo per poter dormire serena! :-D
 
 
qui
 

venerdì 17 luglio 2015

Io non ho paura (bugia!!)

Succede che dopo tre anni mi decido finalmente ad andare dal dentista, visto che da mesi ho qualche fastidio e che sto pagando l'assicurazione da quando sono qui senza usufruirne. 
Mi fanno la lastra panoramica e, come mi sento dire ormai da 30 anni, sono piena di piccole carie da curare, perche' nonostante mi impegni con la pulizia ecc. i miei denti sono cario-recettivi (o caries-prone) e acchiappano tutto il male che possono. Inoltre avrei pure un dente del giudizio da estrarre. 
Onestamente non ho mai avuto paura del dentista, quello che avevo in Italia non solo era una gran bell'uomo, ma si era guadagnato la mia fiducia incondizionata fin da quando ero piccola e non mi aveva mai deluso. E lo avevo tradito solo una volta perche' avevo provato ad andare piu' vicino a casa, ma poi ero tornata da lui con la coda tra le gamnbe.
La prima visita e' andata abbastanza bene, ma dalla seconda (con otturazione della prima carie) e' cominciato il dramma. 
Ho iniziato giorni prima con le paranoie 9una novita' per me, come ben sapete)...visto che ancora non si sa cosa mi provochi questa maledetta allergia che mi porto dietro da ormai 3 anni, ho cominciato a pensare che avrei avuto una reazione allergica all'anestesia e sarei morta con il fazzolettino verde ospedale legato attorno al collo e gli occhialoni di plastica anti-schizzo. 
Questi pensieri non mi hanno abbandonato fino al giorno della visita, per cui potete immaginare in che stato io sia arrivata a stenderrmi su quella poltrona. Alla prima iniezione di anestesia ho cominciato a sentire la gola che si intorpidiva (ma dai, che strano effetto...) e mi sembrava di non riuscire piu' a deglutire, per cui mi e' partita la tachicardia a manetta, tanto che temevo che mi si vedesse il cuore battere furiosamente attraverso la maglietta. Ho cercato di tranquillizzarmi in tutti i modi, respirando profondamente (facile da fare mentre sei stesa con la bocca aperta), pensando ad altro e anche cercando di ricordare tutto il testo di "La mia banda suona il rock" e "Samarcanda". Dopo 20 minuti di battiti accelerati, pure il mio cuore deve aver deciso che era stato un falso allarme, che non c'era nessun leone da cui scappare e che non valeva la pena pompare tutto quel sangue al minuto, per cui i battiti sono tornati quelli di una persona normale. Il successivo down di adrenalina mi ha lasciato spossata, per cui alla fase isterica e' seguita quella in cui mi dovevo sforzare di non addormentarmi, anche solo per non rischiare di chiudere la bocca sul trapano in funzione. Infine, per chiudere in bellezza, mi e' venuto una pipi' incontrollabile e ho dovuto chiedere al dentista se potevo andare un attimo in bagno, alzandomi con il fazzoletto al collo, la bocca storta e piena di cotone e gli occhialoni protettivi. 
Per fortuna la tortura e' finita di li' a poco e sono tornata al lavoro.
La visita successiva sarebbe caduta quando ero gia' abbastanza in modalita' ansiosa perche' la settimana dopo arrivavano i parenti, per cui non potevo pensare di aggiungere altro panico al panico...cosi' mi sono inventata un impegno di lavoro e ho cancellato l'appuntamento. 
La volta dopo invece ho detto che avevo molto da fare in lab e se per piacere poteva farmi un dente veloce, cosi' in mezz'ora ero fuori.
L'ultima volta ero agitata ma non proprio in angoscia, insomma, alla fine ero sopravvissuta alle altre 2 volte quindi non c'era motivo di pensare che fossi allergica ad una qualche anestesia. 
Il dentista mi fa una prima puntura, poi una seconda...ogni due minuti mi chiede se sto bene, se mi sento a posto, se la gola mi sembra ostruita e se faccio fatica a respirare. Alla decima richiesta un po' mi insospettisco e gli chiedo come mai mi stia facendo tutte queste domande, pensando che magari abbia percepito la mia agitazione...invece lui mi risponde, serafico: "Ah sai, ad alcune persone questa anestesia crea problemi respiratori e la sensazione di avere la gola ristretta"
...eeeeeeeehhhhhhhh??????? 
Panico!!! 
Ovviamente mi e' partita la tachicardia, che e' durata finche' non mi sono resa conto da sola che se non era successo niente fino ad allora probabilmente sarebbe andato tutto bene, quindi a ruota spossatezza e pipi'. Stavolta pero' non mi ha fatto andare in bagno quel maledetto e ho rischiato di farla sulla poltrona!!

Ho raccontato al Tecnico le mie vicissitudini e lui, l'uomo che va dal dentista con la stessa tranquillita' con cui va a fare la spesa, mi ha guardato come una povera pazza, l'unica adulta al mondo che ha paura di una cosa simile. A nulla e' servito spiegargli che la mia non era paura del dentista in se' ma dell'allergia, mi e' rimasta comunque la sensazione di essere la solta "sbagliata".
Poi pero', vincendo la vergogna per il mio essere cosi' paurosa, ho raccontato la cosa a diverse persone e la reazione non e' stata quella che credevo (cioe' uno sguardo che diceva chiaramente "ma sei demente???")....quanto piuttosto un coro di "anch'io ho paura del dentista/anch'io mi agito sulla poltrona/anch'io ho paura che l'anestesia mi dia reazione allergica/anch'io evito di andarci anche se mi fanno male i denti,...". Un'amica mi ha anche confessato che l'avevano mandata ad un piano diverso per prendere appuntamento e lei era scappata dall'edificio.
Fermi tutti, mi state dicendo che le mie reazioni sono magari un pochino esagerate (giusto un pochino eh), ma le mie paure sono normali?? Bah, e io che credevo di essere cosi' speciale! Tutta colpa del Tecnico, che non ha mai paura o angoscia per nulla e io al confronto sembro sempre una pazza isterica (sembro...).

Comunque, se non mi facessro male sarei quasi tentata di tenermi queste maledette carie...e l'estrazione no, dovranno passare sul mio cadavere o farmi una anestesia totale se vogliono proprio farmela!!
qui

venerdì 3 luglio 2015

Ne restera' soltanto una (di sorelle)...o forse no

Nonostante le peggiori previsoni (mia mamma mi ha confessato a vacanza finita che lei e mio padre temevano il peggio, almeno una brutta litigata se non la guerra civile famigliare), e' andato tutto benissimo!

L'inizio pero' non 'e stato dei migliori e non lasciava presagire niente di buono. 

Gli ospiti sono arrivati qui con le aspettative di chi aveva visto l'America solo attraverso la tv e pensava che ogni grande citta' fosse come New York o Los Angeles o Chicago, tutta taxi e grattacieli luminosi...per cui questo enorme paesone, con 1 milione di abitanti sparsi su una superficie tale da farlo sembrare disabitato, li ha lasciati spiazzati. C'e' da dire che sono stati accolti da un nubifragio durato 36 ore, che ha trasformato in acquitrini fangosi i parchi qui attorno dove speravo potesero passeggiare per i primi tempi mentre noi eravamo al lavoro e loro erano appiedati. 
Insomma, inizio con il botto tra le lamentele di mia sorella, la noia dei nipoti video-tele-tecno dipendenti e la mia frustrazione immediata, visto quanto ci tenevo a fargli amare quella che ormai e' un po' (un bel po') casa.
A questo si deve aggiungere il fatto che io e il Tecnico viviamo da soli
(e senza persone sotto ai 10 anni) da cosi' tanto tempo  che avere 4 persone in piu' in casa e' stato decisamente spiazzante, cosi' abituati a non fare la fila per il bagno, ad andare a dormire quando capita, a mangiare se e quando ci va, spesso senza neppure mettere la tovaglia...e se finisce il latte la mattina dopo si va semplicemente a fare colazione fuori!
Loro poi non sono esattamente persone facili, mjo cognato non si alza da tavola neppure se manca la forchetta, mia sorella se si sente in difetto attacca invece di scusarsi, mia nipote e' in fase adolescente ombrosa e il piccolo e' un tiranno viziato.
Inoltre, anche se non lo confessera' mai, il Tecnico era parecchio infastidito dal dovermi dividere con altre persone e dal non poter dormire insieme, per cui non appena tutti andavano a dormire e la casa cadeva nel silenzio, me la faceva pagare attaccandosi a qualcunque scusa per dirmi su...
Pero', nonostante le difficili premesse, le cose sono migliorate decisamente giorno dopo giorno, soprattutto dopo che gli ospiti hanno noleggiato la macchina e si sono lasciati un po' andare, curiosi di vedere e scoprire, sempre piu' sicuri e fieri dei progressi.
Cosi' e' iniziata una routine fatta di risvegli al grido di "ziaaaaaaaaaaaaaaaa" e inseguimenti per la casa per cercare di abbracciare il mio anguilloso nipote, lunghe colazioni tutti insieme a tavola, saluti prima di andare al lavoro, scambio di messaggi e chiamate e foto che testimoniavano posti visti e successi (siamo riusciti a ordinare il pranzo! Abbiamo capito tutte le indicazioni!...), chiamate skype comunitarie in cui la gioia dei miei genitori era tale da poterla quasi toccare attraverso il video, cene nei nostri ristoranti preferiti o grigliate in casa con qualche birra e tante chiacchere, visite ai musei e a zone della citta' che non avevamo ancora esplorato.

Mi sono riempita il cuore di ricordi che possano scaldarmi quando mi sentiro' sola, come le confessioni zia-nipote, il Tecnico che spiega al piccoletto le regole del baseball o lo tramortisce di solletico, raccontare per la prima volta quanto siano stati difficili gli inizi qui, tornare a scambiarsi i vestiti con mia sorella come quando dividevamo la stanza, mio nipote che impara tutta una serie di parole in inglese e le ripete ai nonni tutto fiero, un piccolo tour del laboratorio in cui hanno visto le cellule che coltivo e i giochi che so fare con il ghiaccio secco.
E tante altre emozioni che non si possono neppure spiegare.

I 9 giorni sono volati ed e' arrivato il momento di salutarli, in partenza per una mini vacanza a New York prima del rientro definitivo...ma ancora per quei giorni il filo non si e' spezzato e abbiamo continuato a sentirci e vedeci con Skype, quello che avrei sempre voluto accadesse nella mia vita quotidiana.

Lunedi' sono tornati alla base, carichi di qualche chilo in piu' tra regali e tutto il cibo che hanno mangiato (mi hanno saccheggiato la dispensa di mesiiiiiiiiiiii), pieni di entusiasmo per la citta' dove vivo, soddisfatti del viaggio, grati della bellissima accoglienza ricevuta e di tutto quello che abbiamo fatto per farli stare bene e con migliaia di foto e video da mostrare ai miei genitori per aiutarli a sentirsi un po' parte della mia vita qui.

Quando vado in vacanza in Italia so che qui mi aspetta la mia casa, il mio lavoro, spesso il Tecnico che non e' venuto con me, per cui alla fine, anche se e' comunque difficile, ho voglia di tornare. Lasciarli andare invece e' stato piu' difficile, perche' poter avere tutto quello che ho costruito qui con il bonus dei legami affettivi famigliari e' davvero impagabile.
E manca un mucchio quando finisce.
Lo so, devo solo pazientare qualche giorno, poi tutto piano piano tornera' alla solita normalita'...mi piacerebbe tanto che dopo questa esperienza i rapporti con mia sorella potessero migliorare, anche solo sentirci piu' spesso...ma confesso che ci credo poco ecco. 
Chissa'.

qui