giovedì 15 dicembre 2016

Rabbia

Vi avviso, questo e' un post pieno di parolacce, sconclusionato e scritto di getto.
Natale si avvicina e invece di essere pervasa di spirito natalizio mi rendo conto di essere sempre piu' incazzata. In realta' non e' neanche colpa del Natale, poveretto, piuttosto del fatto che sta per arrivare gennaio e devo tornare a lavorare. Sono giorni che, calendario alla mano, faccio tabelle su tabelle a incastro per capire come riuscire nell'impresa di non stare troppo tempo lontana dalla bimba e al tempo stesso alternarmi con il marito in modo che entrambi possiamo essere produttivi sul lavoro. Utopia. Oltre al fatto che possiamo mettercela via di riuscire a vederci e avere una conversazione normale tra noi per tutto il mese di gennaio.
Si fa, lo hanno fatto tanti altri e riusciremo anche noi. Ma non riesco proprio a non avercela a morte con la mia "cara" famiglia, che non si sogna minimamente di venirci a dare una mano. Lo so, la scelta di fare un figlio qui e' stata mia e non la rimpiango di certo, ma non avrei mai pensato che non sarebbe venuto nessuno. Davvero, nonostante me lo ripetessi e lo ripetessi a tutti, in fondo in fondo speravo che alla fine qualcuno si sarebbe degnato di presentarsi. Non e' la prima volta che scrivo un post incazzato sul fatto che i miei genitori non mi siano mai venuti a trovare, ma stavolta e' ancora peggio...in genere la mia rabbia era comunque mitigata dal senso di colpa per essere quella che era andata via, adesso non ho piu' neppure quello, solo tanto tanto nervoso e delusione.
Mi sembra di aver vissuto in una gigantesca bugia, tipo The Truman Show. Tutte quelle belle parole di cui si sono riempiti la bocca per anni e che io ho preso come oro colato, ripetendole in giro tipo "la mia famiglia e' molto unita, la famiglia e' sempre stata la priorita' per i miei genitori, i miei genitori farebbero qualunque cosa per noi figli"...stronzate, sono tutte enormi stronzate. Facile dire queste cose quando te ne stai come il Papa a Castel Sant'Angelo, chiuso a casa tua mentre i figli vengono a omaggiarti...e guai a chi sgarra e salta una domenica! Ma quando si tratta di prendere la macchina e fare 50km...o un aereo e fare 12 ore di volo...c'e' sempre una buona scusa per non farlo.
Io, che possiedo un generatore automatico di sensi di colpa sempre in funzione a pieno regime, mi sono piegata alla grande a questa logica, fin da quando mi ero trasferita a Ferrara...ogni domenica prendevo la macchina per andare a pranzo da loro, nonostante il Tecnico mi facesse capire che magari avrebbe avuto piacere di passare qualche domenica insieme o andare via nel week end. Lui, diversamente dai miei, non mi ha mai forzato, ma dopo un anno qui mi ha confessato che solo una volta trasferiti a Columbus ha sentito che eravamo diventati una vera famiglia, perche' finche' eravamo in Italia la mia famiglia continuava ad essere quella di origine. Me ne accorgevo pure io, ma pensavo fosse giusto, loro si che mi amavano al 100%, loro si che volevano sempre avermi vicino, mica come lui che poteva stare benissimo senza di me, senza cercare di trattenermi...chiaro segno di non-amore, no? Che stupida sono stata. Gli ho permesso di farmi sentire di merda perche' ero andata via di casa a "soli" 24 anni e facevo di tutto per farmi perdonare.
Figurati quando poi sono venuta qui, quanto avevo da farmi perdonare!
E quindi chiamate skype giornaliere anche se voleva dire fare brutta figura con il capo o organizzare il week end in modo da poter essere a casa in tempo...voli aerei per l'Italia almeno annuali se non semestrali, nonostante il fatto che il Tecnico non sempre potesse venire e poi non restassero giorni di vacanza da fare insieme. E guai ad uscire troppo con gli amici o addirittura andare al mare con il Tecnico quando ero in Italia...resti cosi' poco e ti permetti pure di lasciarci per una cosa stupida come stare al mare (che adoro)??
Ho sempre accettato le loro scuse al non venire qui...i costi di voli, i problemi di salute, la nonna da accudire, papa' che non poteva perdere tempo con il lavoro...e sono sempre andata io, nonostante le poche ferie, nonostante i costi dei voli, nonostante l'ansia che a volte mi rendeva un vero incubo prendere un aereo, nonostante certe crisi con il Tecnico che andare via in quel momento era davvero un rischio enorme per la nostra coppia. Lo facevo perche' dovevo espiare il grande affronto fatto alla mia meravigliosa famiglia.
Solo ora capisco che non ho fatto niente di male nel decidere di venire qui e che se gli mancavo cosi' tanto potevano venire pure loro. Mi sembra che i ruoli qui siano ribaltati, invece di essere una figlia incontentabile, ho dei genitori che non fanno altro che chiedere chiedere chiedere, senza dare nulla in cambio. Oppure offrendo in cambio dei soldi, che puo' funzionare con mia sorella ma non e' quello che interessa a me.
Non ho mai affrontato con loro la questione in modo cosi' diretto come sto facendo ora sul blog, per paura di offendere o dare un dispiacere, per non far piangere mia mamma o far incazzare mio papa', che finirebbe con il voltarmi le spalle al pc come fa ogni volta che lo contesto. A loro pero' delle mie lacrime ogni volta che qualcuno ha la famiglia qui o riceve un regalino da casa non importa niente...cosi' come la totale mancanza di tatto con cui mi tratta mio papa'. Devo camminare sulle uova per non urtarlo, pero' lui puo' trattarmi di merda. "Eh ma tuo papa' e' fatto cosi, lui scherza." Quando mi dice che sono grassa o che mia figlia non prende il latte da me perche' non so fare o che spera che non dorma perche' devo fare almeno un po' di fatica, lui scherza?
Anche questa cosa del "e' fatto cosi", che ho sempre sentito dire fin da piccola e che ho fatto mia come verita' assoluta, ma che stronzata e'?
Mio papa' offende chiunque, ma e' il suo modo di scherzare.
Mia sorella mi ignora o se puo' mi attacca, non mi chiede mai come sto ne' come sta la bambina, ma e' tutto normale, noi siamo la famiglia del Mulino Bianco e non sono ammesse contestazioni. E' il suo modo di scherzare o comunque e' una persona poco affettuosa, non ce l'ha con me..ed e' tanto impegnata, per quello non la sento mai.
Io mando regali per Natale, fiori e sorprese per i compleanni...loro no, perche' sono fatti cosi, non sono bravi a fare i regali.
Oh, la gente puo' anche evolvere eh? Certo, chi nasce tondo non muore quadrato, ma ci sono mille possibili sfumature! E le cose si imparano porca miseria, si smussano gli spigoli e ci si viene incontro. Forse se qualcuno avesse detto a mio padre che il suo modo di scherzare e' offensivo o a mia sorella che e' una stronza anaffettiva, chissa' magari qualcosa sarebbe cambiato!
Anche questa cosa dei regali...possibile che a nessuno della mia famiglia sia venuto in mente di comprare una cazzo di tutina e infilarla in un pacco da mandare qui??
C'e' stata la storia dei vestiti dei nipoti, quella che mia sorella voleva buttare e che io avevo chiesto di mandare qui, almeno qualcuno, giusto per una cosa affettiva. Ci hanno messo da luglio a novembre a mandarmeli, e solo perche' all'ennesima volta in cui mia mamma mi diceva "non so come mai tua sorella non spedisca il pacco, ormai alla bimba non andranno neppure bene, ti mandero' i soldi per comprarle delle cose nuove" ho sbottato e detto che non avevo bisogno di soldi ma speravo in un gesto di tenerezza. Il pacco e' arrivato e non conteneva neppure un piccolo regalo per Alice. Oh, ripeto, non e' che ho bisogno che qualcuno compri qualcosa a mia figlia, i soldi per farlo li ho e i vestiti qui costano niente...ma possibile che a nessuno di loro sia venuta voglia di farle un pensierino? Quando e' nata mia nipote compravo una tutina a settimana dalla gioia che mi dava...
Sono arrabbiata, tanto, e non so davvero se riusciro' a perdonarli stavolta.
La delusione e' enorme, perche' a tutte quelle belle parole sulla famiglia perfetta ci avevo creduto. Invece si sono rivelati mille volte migliori i genitori del Tecnico, che litigano e si mandano a cagare, che hanno fatto un sacco di errori con il figlio e non sono stati molto bravi ad amarlo, che spesso non si fanno sentire per settimane e dimenticano eventi e visite mediche fondamentali...pero' appena e' nata la bimba hanno mandato una serie di piccoli regalini, molti fatti a mano, e a febbraio saranno qui a darci una mano.

domenica 11 dicembre 2016

Scene da un manicomio

Scena 1(A):
Ore 3 del pomeriggio. 
La piccola tiranna dorme profondamente nella culla. Finalmente posso pranzare! Mi dirigo a passi felpatissimi in cucina, cosi' felpati che la Pantera Rosa e' una dilettante al confronto. Apro il frigo alla ricerca di qualcosa da mangiare che sia pronto o velocissimo da preparare...prendo formaggio e salame e li schiaffo in un panino che avevo messo a scongelare al mattino, e' ancora freddo ma non mi posso permettere di rovinare tutto con il bip bip del microonde. Prendo il panino con due mani, ho una fame da morire...lo avvicino alla bocca spalancata e all'improvviso....UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Si e' svegliata!!!

Variante (B):
Uguale fino all'assemblaggio del panino...lo addento, arrivo quasi a meta' e ormai sicura di me, abbasso la guardia e con noncuranza apro il succo d'arancia con una mano...il tappo di plastica cade per terra facendo un rumore che nel silenzio assoluto della casa sembra una bomba...UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Si e' svegliata!!!


Scena 2(A):
Ore 3 di mattina.
Latte. Ruttino. Si addormenta sulla mia pancia. Aspetto che russi per essere certa che sia addormentata profondamente e la deposito nella culla con un movimento cosi' lento da metterci 10 minuti. Continua a dormire! Striscio sul letto, mi copro, chiudo gli occhi beata. Tempo 5 minuti e dalla culla cominciano a provenire dei grugniti. Poi dei versolini. Vedo che inizia a muoversi tutta la struttura di legno. Parte un MEEEE inquisitorio (com'e' che prima ero sul caldo e morbido in tua compagnia e ora sono sul duro e da sola?). Pausa. Speranza (mia). Un secondo MEEEEEEEE, piu' lungo e piu' forte (dove siete finiti?? Lo so che siete li'). Il Tecnico sta per alzarsi, lo convinco ad aspettare "Tecnico, play dead, facciamo finta di non esserci". Il terzo MEEEEEEEE e' isterico e preannuncia l'Apocalisse (come vi permettete di lasciarmi qui a piangere???). E' seguito dal pianto della disperazione (della piccola e mio).

Variante (B):
Mezzanotte. 
Tutto uguale fino a me che chiudo gli occhi beata, e' anche prima del solito e mi pregusto una bella dormita. Il Tecnico si gira, vuole mettere il tablet sul comodino ma sbaglia la mira...il tablet cade sul parquet...il rumore rimbomba nella stanza, seguito da un pianto disperato (della piccola e mio).

Variante (C).
Ore 6 di mattina. 
Notte insonne.
Latte. Ruttino. Si addormenta sulla mia pancia. Aspetto almeno mezz'ora per essere certa che sia nel mondo dei sogni, e' esausta anche lei e sembra davvero in coma profondo. Mi muovo lentissssssssimamente: passo da semisdraiata a seduta-pausa-mi alzo in piedi-pausa con lento cullare-mi avvicino alla culla-pausa-la deposito con tutta la delicatezza del mondo-pausa-faccio scivolare lentamente le braccia per togliere da sotto il suo corpo. Sembra che abbia funzionato, passa una frazione di secondo in cui mi illudo che dormira' per almeno qualche ora (e io con lei)...poi il dramma: un braccino le cade di lato, si spaventa, occhi spalancati seguiti da un pianto disperato (della piccola e mio).


Ecco, giusto nel caso vi steste chiedendo dove fossi sparita! :-D

martedì 22 novembre 2016

Giving thanks

Giovedi' si festeggia il giorno del Ringraziamento. 
Ho tante ragioni per ringraziare quest'anno...solo per citarne qualcuna: l'aver avuto la possibilita' di saldare il mutuo sulla casa, mia nonna che a 92 anni e' sopravvissuta ad una operazione che avrebbe ucciso gente molto piu' giovane di lei, mio papa' che continua ad essere cancer-free, un aumento di stipendio per me e il Tecnico, la primavera in Italia, i tanti piccoli viaggi fatti nel corso dell'anno...e, ovviamente, una meravigliosa gravidanza che ha portato nel mondo la piccoletta che adesso mi russa sulla pancia con la bocca aperta! :-D E non c'e' regalo piu' grande, soprattutto quando lo si e' desiderato cosi' tanto!
Come vedete le ragioni per essere felice sono tante e sono anche certa di essermene dimenticata qualcuna...sono davvero tanto riconoscente, non fraintendetemi...ma come ogni anno fatico a non lasciarmi prendere dalla malinconia per il Thanksgiving. 
La ragione e' molto semplice: questa festa, cosi' come il Natale, e' tradizionalmente dedicata allo stare insieme e alle riunioni famigliari, alle tavole imbandite e affollate, al calore e alle voci che si sovrappongono...e invece  saremo solo noi tre, che e' sempre meglio del "noi due" dell'anno scorso, ma e' ancora troppo poco per me. Vorrei una casa piena di gente, vorrei avere vicino la mia famiglia e gli amici piu' cari.
La solitudine, questo sentimento che e' ormai la cifra costante del mio espatrio, paradossalmente e' ancora piu' forte e intensa adesso che proprio sola non lo sono mai (a parte i rari momenti in cui la piccola teppista dorme e riesco a sgattaiolare in bagno). 
Ho la fortuna di poter stare a casa 12 settimane, come ho scritto qui in Usa c'e' chi ha solo 6-8 settimane, e anche di questo sono grata, ma e' innegabile quanto mi senta solissima qui a casa.  
Siamo io e lei, lei e io, tutto il giorno. 
Latte-ruttino-pannolino-nanna and repeat. 
Saluto il Tecnico alle 8 di mattina, poi, a parte quando parlo con i miei su Skype verso le 2, non interagisco a voce con esseri umani sopra i due mesi fino alle 7 di sera. Spesso il Tecnico quando torna e' esausto dalla precedente notte insonne di coliche o capricci, per cui dorme un paio di ore...e finisce la giornata.
Le mie amiche qui lavorano tutte. 
Anche quelle che nei precedenti mesi hanno partorito, sono gia' tornate in laboratorio. 
La mia amica che ha avuto la sua bimba due settimane fa, ha qui i genitori (beata lei). 
Ci sarebbero i gruppi di mamme della zona, ci sarebbe yoga con i neonati o le varie iniziative delle biblioteche o dei negozi per bimbi...ma fa freddo e non me la sento ancora di portarla fuori con le temperature sotto zero, senza contare il fatto che abbiamo una macchina in due e mandare il Tecnico al lavoro in bus aumenterebbe di quasi 2 ore il tempo che sta fuori casa.
La settimana scorsa una delle amiche era in ferie ed e' venuta qui un paio di ore al pomeriggio per due giorni. Un po' di chiacchere, qualche risata, parlare di qualcosa che non fossero coliche e scioperi della cacca, qualcuno che teneva la piccoletta mentre mi preparavo il pranzo....Mi sentivo rinata!
E' innegabile, io sola ci sto proprio male. E meno male che esistono le chat e whatsapp, altrimenti non so come sarei sopravvissuta!

mercoledì 26 ottobre 2016

Ero una brava mamma prima di avere figli...ma almeno stavo zitta

Molto prima che la piccoletta entrasse a far parte delle nostre vite, persino molto prima di essere incinta, avevo ben chiaro che tipo di mamma avrei voluto essere, che errori avrei evitato, quali sarebbero state le priorita' e cosa avrei fatto riguardo a nanne, allattamento, capricci, ecc.
Gia'.
Sono passate poco piu' di due settimane e ovviamente diversi dei miei capisaldi teorici in termini di mammitudine sono gia' andati a farsi friggere.
Sono passata da "la bimba dormira' da subito nella sua cameretta, al massimo la teniamo nella culletta di fianco al nostro letto per qualche giorno" a "Tecnico, pensi che ci stia il lettino della bimba nella nostra camera? Voglio tenerla vicina almeno per i primi 6 mesi".
Avevo dichiarato che avrei provato ad allattarla, perche' ci tenevo, ma se non funzionava avrei accettato di buon grado di darle il latte artificiale "che tanto i bambini crescono bene comunque"...invece sto affrontando malissimo le difficolta' che sto avendo nell'allattarla e spesso la notte ci ritroviamo a piangere insieme, lei perche' non riesce ad attaccarsi bene e io perche' non riesco a produrre abbastanza latte. Mi sento di merda molto in colpa a darle il latte artificiale, che pure le piace un mucchio, per cui sto provando qualunque strada possibile per non cedere, come integratori, tiralatte, creme miracolose, cibi specifici e macumbe.
E nonostante tutti i tentativi mi sento comunque un fallimento come madre.
Devo dire pero' che anche quando ero piena di tutte le mie belle certezze, non ho mai rotto i coglioni a nessuno interferito con le scelte altrui ne' dato opinioni non richieste, visto che ero ben consapevole di non avere esperienza in merito e che la teoria non valeva nulla se non testata nella pratica.
Al massimo se un'amica era in difficolta' poteva capitare che le dicessi come mia sorella o altre amiche avevano risolto il problema, ma senza mai dare l'impressione che mi sentissi detentrice della verita' assoluta.
Ecco, mi piacerebbe tanto che gli altri facessero lo stesso con me adesso!!!
Sabato sono venuti a trovarci una coppia di amici. Lei e' incinta del primo figlio ma evidentemente ha gia' un master in neonatologia applicata....appena entrata in casa ha visto la finestra aperta (c'erano 20 gradi fuori) e l'ha subito chiusa dicendo che la bimba (mia figlia!!!) prendeva freddo. 
Io le stavo dando il mio latte ma con il biberon e mi ha chiesto come mai non allattavo. Le ho risposto che stavamo avendo un po' di problemi, per cui tiravo il latte e glielo davo cosi', insieme a quello artificiale...mi ha guardato con aria critica, per poi dire "se le dai il biberon non si attacchera' mai perche' cosi' e' piu' facile". Dai, davvero? Credi che non lo sappia? L'alternativa e' farla morire di fame ma la pediatra non era molto d'accordo...
Subito dopo mi ha anche fatto notare che non le tenevo la testa correttamente e che potevo farle male...ora, i neonati di poche settimane sono come dei gamberetti, molli e scivolosi...io cerco di impedirle di lanciare la testa indietro senza supporto e gliela sostengo ogni volta che la prendo in braccio, ma le cade di lato o in avanti ogni tanto, lo ammetto...dovrei metterle un busto ortopedico?
Abbiamo anche parlato dell'asilo e abbiamo detto che la manderemo a marzo in uno qui vicino a casa. Innanzitutto non era d'accordo sul fatto che l'asilo fosse vicino a casa, per lei era meglio fosse vicino al lavoro (sara' una decisione personale, no?)...poi non capiva perche' non avessi scelto l'asilo aziendale, mi ha chiesto se sapevo che aveva due sedi vicine al nostro lab...le ho risposto che era uno di quelli che avevamo valutato ma che aveva anche una lunga lista d'attesa. Il suo commento e' stato che  comunque non avrebbe mai mandato la figlia all'asilo a cosi' pochi mesi, perche' era una crudelta'. Grazie al cazzo, pensi che non veda l'ora di mandare la mia bimba all'asilo a pochi mesi di vita? Tu hai la famiglia che viene a tenertela, io no...cosa posso fare? Credi che non sia gia' abbastanza doloroso cosi'?
Infine siamo salite nella cameretta perche' voleva vedere cosa avevo comprato e decidere anche lei per i mobili da prendere. Mi ha subito detto che comprare il lettino e il fasciatoio come avevo fatto io erano soldi buttati, lei avrebbe tenuto la bimba nel pack 'n play che aveva anche culla e changing table fino ai 2 anni, per poi comprare un letto da grandi di legno piu' avanti.
Insomma, un perfetto esemplare di "so tutto io"...tra gli ormoni a palla e le mie angosce da non-allattamento ho rischiato davvero di mandarla a cagare stendere!! Persino l'imperturbabile Tecnico era irritato!!!
Intendiamoci, io sono felicissima di ricevere consigli e suggerimenti dalle amiche con esperienza...o anche da chi esperienza non ne ha...ma non con quella faccia di chi pensa che stai facendo solo delle cazzate e lei farebbe di sicuro meglio!!
Questo e' stato il caso piu' eclatante ma non e' stato di certo l'unico...ad esempio vuoi che mio papa' perdesse un'occasione per darmi fastidio??? Mi stavo sfogando con mia mamma sulla questione latte e lui, che non interviene mai, si e' avvicinato allo schermo per dirmi che Alice non si attaccava perche' IO l'avevo viziata....Me lo sono mangiato di insulti!!!...non che sia servito a molto, visto che due giorni dopo mi ha visto a figura intera e ha decretato che "ho ancora la pancia come quando ero incinta". 
Ora, a parte che so per certo che non e' vero perche' ho perso 10 kg dei 17 presi e i miei jeans pre-gravidanza si allacciano (con un muffin di ciccia sopra, ma si chiudono), ma se anche lo fosse, cosa ci guadagni a dirmelo? Non avro' mai risposta. Lo conosco da 37 anni e ancora non so perche' si diverta a cercare di colpire la gente (soprattutto me) nei punti piu' sensibili...lui che e' cosi' permaloso poi!

lunedì 17 ottobre 2016

La natura sa meglio di me cosa e' meglio fare

Il 5 ottobre ho scritto questo post, in cui parlavo di tutte le paure che mi avevano assalito dalla fine della 36 settimana di gravidanza. Mi aspettavano ancora piu' di 3 lunghe settimane di angosce e ansie, sempre che non andassi anche oltre al termine! Ero abbastanza sfiduciata, visto che sapevo bene che il panico sarebe cresciuto esponenzialmente man mano che ci si avvicina alla data e mi avrebbe trascinato nella sua solita spirale di paranoie. 
La natura invece, che capisce molto piu' di me, ci ha messo una pezza..e nella notte tra giovedi' 6 e venerdi 7 ottobre, mi si sono rotte le acque. 
Cosi', senza nessun preavviso, nessun avvertimento, nessuna sensazione che qualcosa di eccezionale stesse per succedere. Abbiamo spento la luce all'una di notte, dopo aver passato la serata a preparare altre scorte da mettere in freezer, e alle due ero in piedi in mezzo alla stanza che annunciavo al Tecnico che forse mi ero fatta la pipi addosso o forse invece era arrivato il momento! :-)
Una volta constatato che neanche se avessi bevuto meta' fiume Olentangy avrei prodotto cosi' tanta pipi', e' scattato il dilemma su cosa fare. Dal corso pre parto ci ricordavamo che c'erano determinate condizioni per cui andare subito in ospedale e altre per cui era meglio rimandare, ma non sapevamo piu' quali! Cosi, mentre il Tecnico si faceva la doccia ho cercato l'opuscolo che ci avevano dato a quel corso e ho visto che la rottura delle acque era una delle ragioni per correre in ospedale. Per cui ho fatto la doccia anche io e siamo partiti! 
A parte la continua perdita di liquido, non sentivo nulla. 
Una volta entrati attraverso l’ER ci hanno subito portato in Labor and Delivery, dove mi hanno confermato che avevo rotto le acque (come se ci fosse stato bisogno dei tre test per averne certezza...). Il travaglio vero e proprio pero’ non era partito, per cui mi hanno dato delle pastiglie per avviare il tutto. 
Prima pastiglia alle 5, ci mettono in sala parto, che era una enorme stanza singola con letto per me, divano letto per il futuro papa', culletta termica per la bimba e bagno. Un’infermiera mi distrugge il braccio destro mentre cerca di mettermi la flebo, per fortuna poi nel sinistro va tutto bene. Mi attaccano al monitoraggio fetale e delle contrazioni, per cui non posso muovermi come avrei voluto, se non per andare in bagno ogni tanto. 
Si preannuncia una lunga giornata.
Il Tecnico, che non si smentisce mai, si addormenta di schianto sul divano e anche io cerco di dormire, ma mi iniziano delle piccole contrazioni e continuo a svegliarmi quando sento il dolore. Nel monitor le contrazioni sembrano forti e ravvicinate...poi spariscono...chiamo l’infermiera e le chiedo perche’ non si veda piu’ nulla nel monitor...mi dice che quello era il tracciato della mia vicina di stanza, che ha partorito!! Ahahahahahhaha, ecco perche’ le contrazioni del monitor non combaciavano con le mie! 
Verso le 3 del pomeriggio le contrazioni si sono fatte molto forti, respirare e auto convincermi che non fa male non serve...fatemi l'epiduraleeeeeeeee!
Arrivano gli anestesisti e quello esperto tra insegnando ad un novizio come fare, usandomi come cavia!! Non fa male, ma subito mi accorgo che sento anestesia solo a destra, a sinistra fa ancora un sacco male. Mi dicono di provare a mettermi sul fianco sinistro ma non serve a nulla. Gamba destra rossa, bollente e pesante...gamba sinistra come se niente fosse. Provano a spostare un po’ la cannula ma cambia poco, mi rassegno a sentire dolore a sinistra, e’ sempre meglio che ovunque! 
Alle 5 mi mettono una flebo di pitocina a basse dosi, dopo un po' l’infermiera mi dice di avvertire quando sento il bisogno di spingere...ma li sotto tutto tace. Continuiamo cosi’ per altre 2 ore, poi alle 7 arriva il cambio turno! Le due nuove infermiere, giovani e attive, si rendono subito conto che da quando ho fatto epidurale nessuno mi ha messo il catetere...provvedono subito sperando che questo smuova la situazione. 
Invece niente, arrivano le 8, la situazione e’ stagnante, ad ogni contrazione il battito della piccola passa da 150 a 90 e io e il Tecnico muoriamo di paura finche’ non torna normale. 
Le infermiere mosse a pieta’ mi dicono di provare a spingere comunque, chiamano l’ostetrica di turno e lei e’ a mezz’ora dall’ospedale, per cui decidono di farmi fare qualche spinta di prova nel frattempo. 
Mi insegnano come fare, inizio le mie spinte con grande entusiasmo ma mi fermano alla terza dicendo che si vede gia’ la testa ed e’ meglio aspettare l’ostetrica!! 
Ci siamo quasi!!! 
Alle 8.30 arriva l’ostetrica, si veste e prepara tutto il necessario, iniziamo con le spinte! Lei e le infermiere mi incoraggiano tantissimo, io ad ogni contrazione uso tutta la forza che mi resta dopo 19 ore dalla rottura delle acque...spingo per tipo 3-4 contrazioni (20 minuti in tutto forse) e alle 9:03PM ho la mia bimba sul petto che piange disperata...e io con lei, ma di gioia!
Benvenuta al mondo amore della nostra vita!

giovedì 6 ottobre 2016

Ode al Tecnico

Il Tecnico ha un carattere di merda piuttosto difficile. Penso di aver fatto a piu' riprese l'elenco di tutti i suoi innumerevoli difetti. E' permaloso, testardo come due muli, prende fuoco con niente e non controlla quello che dice quando e' incazzato, e' preciso e maniacale fino all'ossessione, mi tratta come una bambina un po' mentecatta, non e' mai colpa sua qualunque cosa succeda, e' asociale e scontroso, perennemente in ritardo e affetto da un ipercinetismo fastidioso, oltre che dalla convinzione che ci sia sempre un solo modo di fare bene le cose, cioe' il suo. Ovviamente ha pure dei pregi (anche se spesso faccio fatica a ricordarli), altrimenti non ci starei da 12 anni...
Pero' devo ammettere che in questa gravidanza si sta comportando in maniera impeccabile. Lui dice che dipende molto dal fatto che IO sono un angelo rispetto a prima di essere incinta, che lo sgrido molto meno (sul fatto che in genere sono un po' una signorina Rottermeier non posso che dargli ragione) e lo perdono con piu' facilita'...o forse sono solo gli ormoni che mi fanno vedere le cose in modo diverso...ma oggi mi sento davvero di doverne tessere le lodi (almeno temporeaneamente, poi vedremo).
E' stato un grandissimo appoggio nei momenti di sconforto o di ansia prima dei controlli importanti e mi ha accompagnato a tutte le visite. Ha saputo rassicurarmi e mi ha stretto forte la mano quando avevo paura.
Quando non stavo bene o quando la pancia si e' fatta bella ingombrante si e' preso carico di tantissime cose in casa....gia' prima pulizie, questioni pratiche e cucina erano divise al 50%, ma adesso siamo piu' verso un 75% per lui e solo un misero 25% per me.
Non mi ha piu' permesso di fare fatica e portare pesi ed e' stato alzato fino a notte per assemblare la cameretta e spostare i mobili mille volte affinche' fossi soddisfatta della disposizione scelta.
Ha scelto insieme a me quasi ogni cosa, dal materasso ai vestitini per la piccola.
Ha curato tutta la decorazione della cameretta mentre io dirigevo dal divano come una matrona romana sul triclinio.
Ha accolto pazientemente le mie lagne, le mie paranoie e le mie crisi di pianto.
Mi ha massaggiato i piedi gonfi ogni sera degli ultimi due mesi.
Negli scorsi week end, nonostante le 10 ore e piu' di lavoro giornaliero e le mezze giornate passate in lab anche sabato e domenica, ha preparato (con il mio aiuto, ma proprio minimo) ragu', brodo, lasagne, gnocchi e spezzatino da poter conservare e avere a disposizione quando sarei stata sola a casa.
E sono sicura che mi sto pure dimenticando qualcosa!
Chiudo qui questo post sdolcinato, ma davvero sento che non so come avrei fatto senza di lui in questi mesi.
C'e' da dire che per fortuna ogni tanto il suo caratteraccio salta di nuovo fuori, cosi' almeno ritorno con i piedi per terra e la smetto di guardarlo adorante con gli occhi a cuore!

mercoledì 5 ottobre 2016

La vendetta degli ormoni

Come ho gia' scritto da qualche parte (forse qui sul blog, boh, la mia memoria e' ormai da mesi irrimediabilmente compromessa), devo dire che, contrariamente alle previsioni e soprattutto conoscendomi, gli ormoni della gravidanza non hanno avuto un effetto devastante su di me. 
Ho fatto qualche sclerata senza senso e un paio di volte sono scoppiata a piangere per ragioni futili (l'ultima quando il Tecnico mi ha "sgridato" per aver lasciato accese le luci del piano di sopra...ehm...), ma niente di molto diverso dalla norma ecco. E anche l'ansia, benche' presente e piu' accentuata in certi momenti, e' stata tutto sommato abbastanza controllabile e non e' quasi mai sfociata nel terribile panico.
Fino a sabato scorso.
Da allora sto recuperando alla grande.
Con gli interessi.
Ho pianto piu' in questi 5 giorni che in tutte le precedenti 36 settimane, credo di aver ampiamente superato anche i miei record personali...e considerate il fatto che il soprannome che avevo da piccola era "piangero' ", si parla di livelli piuttosto alti! A casa vivo con in mano il fazzoletto e al lavoro mi aggiro con gli occhi spalancati da psicopatica per evitare che le lacrime scendano. Qualcuno a breve chiamera' la security e mi fara' portare via...
E quando non piango sono in ansia.
Uh, ma che amena compagnia devo essere per il Tecnico in questi giorni!
Prima ho cominciato con le angosce per il parto. Che insomma, ci crescono con la spada di Damocle del "partorirai con dolore", non e' che una si appresta ad affrontare la cosa con tutto questo entusiasmo. Soprattutto se come me hai anche paura degli interventi medici, per cui il pensiero di tutte le meravigliose opzioni di terapia del dolore non fanno che aumentare l'agitazione! Poi pare che i racconti di parti sereni siano da cercare con il lanternino, mentre quelli splatter, traumatici o drammatici ci arrivano da tutte le parte senza essere richiesti, perche' si sa che il dramma fa molta piu' notizia della normalita'!
Se poi cerco di mettere in prospettiva questa paura pensando che comunque vada il premio finale che mi aspetta (la mia bimba) compensera' tutto il resto, inizio con la paranoia di "non saro' capace di occuparmene e saro' un disastro come madre". Non sono neppure capace di prendermi cura di una pianta, da quando siamo insieme il Tecnico me ne ha affidata solo una e sono riuscita ad ucciderla, come ho potuto anche solo pensare di poter gestire un altro essere umano, totalmente dipendente da me???
A ruota segue il fatto che, finite le due settimane di congedo parentale del Tecnico, saro' completamente da sola, per cui ho paura di non saper affrontare questa cosa e cadere in depressione...che tra l'altro e' anche abbastanza probabile visti i miei precedenti di ansia...cosi' mi tiro avanti andando in depressione preventiva al pensiero della depressione successiva, ovvio no? Questo e' anche legato a quanto detto prima sul fatto che nessuno della mia famiglia sara' qui a darmi aiuto e conforto, e sono triste e arrabbiata per questo, come gia' sapete.
Infine, e questa e' la novita' degli ultimi due giorni, piango disperatamente al pensiero che presto non avro' piu' questa bellissima pancia abitata! Certo, mi alletta l'idea di riuscire a girarmi nel letto con meno di 12 mosse, di potermi alzare dal divano senza bisogno di rotolare di lato o chiedere aiuto, di allacciarmi le scarpe e dipingermi le unghie dei piedi senza dolori e acrobazie...pero'...quanto mi manchera' la mia panciona! Le ragioni sono tante, alcune stupide come il fatto che sono sempre stata cicciotta e molto in imbarazzo per il mio corpo, mentre questa adipe aggiuntiva ha uno scopo ben preciso e mi fa sentire giustificata e bellissima...altre piu' serie, come il fatto che finche' resta nella mia pancia mi sento che la bimba e' al sicuro, mentre so che una volta fuori non potro' proteggerla da tutto...inoltre mi piace da impazzire sentirla muovere, fare le capriole e anche dare i calci, questo terremoto interno mi ha fatto compagnia per cosi' tanto tempo che non so come faro' a stare senza...e per concludere, la tenerezza del Tecnico che parla alla pancia e la accarezza, vogliamo parlarne?
Ecco, adesso sto pure piangendo sulla tastiera, meglio chiudere qui e sperare che questo piccolo difetto idraulico agli occhi finisca presto! :-)

giovedì 29 settembre 2016

Necessita' primarie

Tenete duro, all'inizio potra' sembrare il mio ennesimo post sulla gravidanza ma non lo e', almeno non in senso stretto! :-D
Anche se non ne ho ancora avuto esperienza diretta, immagino che al ritorno dall'ospedale tutto ruoti intorno al nuovo arrivato e ci voglia un pochino di tempo a costruirsi una nuova routine e imparare a gestirlo trovando comunque il tempo per provvedere alle proprie di necessita' primarie, ad esempio nutrirsi in modo normale. 
Visto che saremo soli (non so se lo avevo gia' scritto, ahahahahahah) ed in particolare a partire da quando il Tecnico tornera' al lavoro, suppongo che trovare il tempo di cucinarmi dei piatti normali non sara' semplicissimo. Per questo abbiamo gia' programmato di preparare nelle prossime settimane alcune cose che possano conservarsi a lungo tipo zuppe, ragu' e lasagne, da tenere come pasti di emergenza in freezer. Inoltre sono certa che gli amici mi daranno una mano, con altre che hanno avuto figli prima di me c'e' sempre stato qualcuno che portava un po' di generi di prima necessita'. 
Pensavo che il fatto di portare qualcosa da mangiare fosse una usanza tipica solo degli italiani, soprattutto all'estero, invece ho scoperto che anche gli americani fanno lo stesso! L'unica differenza e' che credo che loro trovino impensabile piombare a casa di qualcuno non annunciati, ed essendo anche maniaci dell'organizzazione e della regolamentazione, hanno trovato il modo di dare una precisa pianificazione anche ad un gesto spontaneo come questo. Non penso sia l'unico nel suo genere, ma uno dei siti web nati a questo scopo e' https://www.takethemameal.com/. In pratica un amico o famigliare crea un calendario online in cui viene indicato l'evento (ad esempio una nascita, un intervento chirurgico, ecc) e i giorni in cui sarebbe utile che qualcuno portasse un pasto, specificando anche se si preferisce pranzo/cena/colazione ed eventuali restrizioni alimentari. Il link viene poi inviato a tutte le persone che potrebbero essere interessate a partecipare, le quali aprendo la pagina indicata vedranno i giorni che sono gia' stati scelti da altri e potranno prenotarsi per quelli liberi, in modo da garantire una copertura omogenea ed evitare le sovrapposizioni.  Nel caso non si abbia tempo di cucinare ma si voglia comunque dare il proprio contributo, il sito offre alcune opzioni di pasti che si possono scegliere e far recapitare direttamente.
Qualche giorno fa mi e' arrivato l'invito per partecipare ad una iniziativa di questo tipo per la collega che ha appena partorito...ma i giorni indicati sono vicinissimi alla data presunta del mio di parto per cui non credo che avro' tempo di cucinare per altri! Nel caso qualcuno decida di organizzarlo anche per me, lascero' detto nelle note che voglio essere sommersa di salame, prosciutto crudo e mozzarelle! :-D
 
qui
 
 
 
PS: non so cosa ho combinato ma mi era sparito il blogroll, se prima c'eravate e adesso non piu', fatemelo sapere che vi aggiungo (pregnancy brain)

lunedì 26 settembre 2016

Lagnosita' (again!)

Ieri sera avevamo a cena una coppia di amici, anche lei e' incinta con sole tre settimane di differenza rispetto a me. 
E' il suo secondo figlio e, come era stato per il primo, mi ha detto che a un mese dal parto verranno qui i suoi genitori per stare un paio di mesi, poi seguiti dai suoceri per altrettanto tempo circa. 
Ho fatto finta di nulla e sorriso, ma sotto sotto sono diventata verde di invidia!!! Non e' la prima volta che lo dico, scusate se sono pesante su questo argomento, ma il pensiero che nessuno della mia famiglia abbia anche solo lontanamente considerato l'opzione di muovere il culo salire su un aereo e venire qui per quando nascera' la bambina, mi fa una gran rabbia e al tempo stesso mi avvilisce da morire. Non sono la sola, non sono l'unica, non sono la prima e non saro' l'ultima a cui succede, sapevo bene a cosa andavo incontro venendo a vivere qui...ma non riesco a evitare di starci male.
Se prima mal tolleravo il fatto che non fossero mai venuti a trovarmi, adesso che sono incinta lo trovo proprio insopportabile!!
Voglio dire, mi "obbligano' a sentirci tutti i giorni almeno 5 minuti su skype per controllare che vada tutto bene, se salto qualche collegamento mi mettono il muso e mi dicono che non me ne frega niente di loro, si lamentano del mio essere lontana e di quanto manco, me l'hanno menata per anni con sta cosa della famiglia super unita e del fatto che hanno sempre messo i figli davanti a tutto il resto...ma un cazzo accidenti di sforzo per venirmi incontro nell'unico momento in cui non potro' fare quello che ho sempre fatto, cioe' essere quella che si sbatte per vederli, no?
Voglio dire, quasi sicuramente a febbraio verranno addirittura i miei suoceri, quelli che di solito fanno fatica a trovare il tempo di sentire il figlio da quando siamo qui....
Alcune motivazioni hanno almeno un senso, tipo capisco che abbiano paura di volare non avendolo mai fatto e pure che abbiano la nonna a casa da accudire....Pero' quando mi sento dire che mia mamma non viene se non lo fa anche mio papa' ma mio papa' deve lavorare (e' in pensione da 13 anni e ancora lavora come se altrimenti non arriverebbe a fine mese), mia sorella non ha le ferie (perche' le ha usate questa estate per sistemare armadi e chiudersi nei centri commerciali a passare il tempo...e comunque lavora in ufficio dalla cognata) e comunque non si muove senza il marito, oppure che potrei portargli io la bambina in Italia da accudire mentre torno qui al lavoro o anche che "comunque voi siete bravi e ve la caverete da soli senza problemi", un po' (un bel po') mi cadono le braccia.
Quasi quasi preferirei un onesto "non ce ne frega niente, arrangiati"....oppure "la famiglia prima di tutto vale solo se non siamo quelli che devono sbattersi"! 

mercoledì 21 settembre 2016

Speriamo sia solo un effetto temporaneo

Sono molto preoccupata.
Sono da sempre una vera regina della permalosita', ricordo con precisione tutti i torti subiti, piccoli e grandi, e ci metto sempre molto molto tempo per farmela passare e tornare ad avere un rapporto normale con chi mi ha in qualche modo ferito. Non sono vendicativa, ma tignosa si', moltissimo.
D'altra parte pare sia una dote di famiglia, visto che si narra che nel lontano 1965 mio papa' stava facendo molti straordinari per poter mettere da parte i soldi e regalare un braccialetto a mia mamma, allora sua fidanzata. Peccato che sia stato battuto sul tempo dalla mia bisnonna, che regalo' a mia madre un erorme e pesantissimo bracciale in oro. Non c'era un vero colpevole in questa storia, visto che nessuno sapeva del suo progetto, ma mio papa' ci rimase cosi' male che dichiaro' che non avrebbe mai piu' fatto un regalo a mia madre...e dopo 51 anni posso confermare che ha mantenuto la sua promessa!
E non e' l'unico episodio dello stesso tipo che lo hai visto protagonista negli anni.
Io non sono ancora arrivata a questi estremi, ma mi difendo bene...o meglio, mi difendevo bene, visto che da quando sono incinta non riesco piu' a "tenere il muso" al Tecnico.
Litigare lo facciamo ancora piu' o meno come prima (e meno male, e' sempre stata una costante del nostro rapporto e se non succedesse piu' vorrebbe dire che l'Apocalisse e' vicina), ma poi mi passa. 
Ad esempio, magari facciamo una mega discussione al mattino mentre veniamo a lavorare, una di quelle in cui finiamo a male parole reciproche e io resto mortalmente offesa...mi riprometto di non rivolgergli piu' la parola per almeno 5 giorni, di evitare di pranzare con lui, di prendere l'autobus per tornare a casa in modo da non doverci interagire...passano 10 minuti, entra in lab e mi chiede se gli faccio compagnia mentre prende il caffe' con lui in cucina...e mi sento rispondere di si'!! Ricominciamo a parlare come se niente fosse e a volte solo molto piu' tardi nella giornata gli spiego con tranquillita' cosa mi ha ferito e ne parliamo da persone civili.
Non so cosa pensare.
Speriamo sia solo una cosa temporanea che se ne va con gli ormoni della gravidanza perche' il pianto facile posso anche tollerare che resti, ma questo proprio no!
E' una cosa terribile, mi sento defraudata di una parte di me, della mia anima.

lunedì 19 settembre 2016

Paese che vai....

Ho sempre cercato di essere abbastanza obiettiva riguardo al paese che mi ospita, cercando di evitare sia le lenti rosa con cui vedere tutto meraviglioso rispetto all'Italia sia la tentazione dell'italiano medio di dire che fa tutto schifo. Per quanto non ci sia neppure bisogno di ripetere quanto non volessi ne' venire qui ne' tantomeno restarci a lungo, e' innegabile che ho avuto moltissimo dagli Usa, soprattutto in termini di opportunita' lavorative e stabilita' economiche, che non sono certo cose da poco.
Sul tema del congedo di maternita' e paternita' pero' non riesco proprio a tirare fuori niente di buono da questo posto, che si colloca al livello di nazioni del terzo mondo!
Cito da un articolo di Huffington post, e' del 2013 ma non credo che le cose siano cambiate molto da allora (a quanto ne so, non posso dire di aver studiato ogni dettaglio):
"When Australia passed a parental leave law in 2010, it left the U.S. as the only industrialized nation not to mandate paid leave for mothers of newborns. Most of the rest of the world has paid maternity leave policies, too; Lesotho, Swaziland and Papua New Guinea are the only other countries that do not. Many countries give new fathers paid time off as well or allow parents to share paid leave. New parents in the U.S. are guaranteed their jobs for 12 weeks after the arrival of a new baby, thanks to the Family Medical Leave Act of 1993, but they do not have to be paid during that time and exemptions apply for small companies"

qui 

Io potro' usufruire di 12 settimane di Family and Medical Leave (FML), che significa che per 12 settimane potro' assentarmi dal lavoro senza per questo venire licenziata. E devo anche ritenermi fortunata, perche' per alcune donne la FML e' di sole 6-8 settimane. Queste settimane sono comunque a stipendio zero e possono creare problemi con la copertura sanitaria, se, come nel mio caso, l'assicurazione viene pagata in parte dal datore di lavoro e il resto viene automaticamente dedotto dal paycheck mensile. Se voglio evitare di tirare la cinghia per 3 mesi, posso coprire una parte o tutte le 12 settimane grazie alle ore di malattia accumulate ("paid sick leave")...per fortuna questa bambina si e' fatta attendere cosi' tanto da permettermi di mettere da parte abbastanza ore di sick leave da arrivare a mantenere lo stipendio per la quasi totalita' dei 3 mesi. Ovviamente poi al ritorno dalla maternita' mi ritrovero' con zero ore di malattia, per cui per potermi permettere di stare male o eventualmente di stare a casa con la bambina malata dovro' confidare nel buon cuore del mio capo.
L'avere cosi' poche settimane di cui poter usufruire fa si' che le donne tendano a lavorare fino all'ultimo giorno utile, praticamente fino al parto, per poter poi stare a casa con il neonato tutto il tempo possibile. Considerando il fatto che abito a 15 minuti dall'ospedale ma ci lavoro praticamente di fronte, tutto sommato quasi quasi mi conviene rompere le acque in laboratorio!! :-)
Sono convinta che la gravidanza non sia una malattia e che, se non si hanno grossi problemi (come e' stato per me), si possa lavorare tranquillamente fino ai 7 mesi, ma poi diventa davvero pesante! 
Personalmente (ma sapete che sono un po' una lagna) negli ultimi due mesi non ho dormito una beata minchia sto facendo molta fatica a dormire, mi fanno male tutte le ossa che conoscevo piu' alcune di cui ignoravo l'esistenza, camminare mi costa fatichissima e soprattutto non riesco ad entrare in nessuna scarpa...e le ciabatte sono vietate in laboratorio!!! Per cui devo ammettere che ogni settimana conto le ore che mi separano dal week end...a cui poi ovviamente arrivo con cosi' tante cose da fare che il lunedi' successivo sono ancora piu' stanca, ma questo e' un altro discorso.
E si arriva a situazioni paradossali come quella della mia collega, che aveva la due date questa settimana...l'ho vista in lab venerdi' e le ho chiesto cosa ci stesse facendo ancora in giro...mi ha risposto che aveva dei doloretti dalla mattina, quindi forse stava arrivando il momento....ha partorito il giorno dopo!!!
Sara' che sono abituata all'Italia, dove siamo forse troppo all'opposto con i certificati per gravidanza a rischio che sono la norma e lavori per cui stai a casa dal giorno che scopri di essere incinta ...pero' 12 settimane mi sembrano cosi' poche!!! Invece le americane ci sono cosi' abituate che neppure si pongono il problema...anzi, una collega mi ha detto che pensava di rientrare al lavoro prima perche' le sembrava di stare a casa troppo a lungo!!!! WTF???
Devo anche confessare che questa situazione sta scatenando tutta la mia acidita' repressa...e mi devo mordere la lingua 200 volte per non replicare in modo spiacevole alle amiche italiane che si lamentano perche' devono tornare al lavoro, part-time, dopo 19 mesi di maternita' pre e post parto!!!

giovedì 8 settembre 2016

Aggiornamenti

E' una vita che non scrivo. 
Per un po' avevo anche messo il blog privato ma era stata un'azione di emergenza quando un collega (italiano) che mai e poi mai vorrei leggesse quello che scrivo (se ben ricordo una volta ho anche proprio parlato di lui...e non intermini lusinghieri diciamo...) mi ha visto aprire il blog al lavoro ed era rimasto cosi' colpito dal nome che ho avuto paura che poi lo andasse a cercare, anche senza sapere che era il mio... cosi' ho nascosto tutto. Spero che nel frattempo se ne sia dimenticato...e comunque non e' che posso tenerlo chiuso per sempre no? Ringrazio chi mi ha scritto per sapere come mai non riusciva piu' a leggermi, fa sempre piacere sapere di avere ancora qualcuno che mi segue nonostante sia diventata pigra, incostante e molto assente!
Come potete immaginare, la mia vita e i miei pensieri degli ultimi mesi sono stati quasi esclusivamente gravidanza-centrici. 
Lo so, lo so, proprio la cosa che ho sempre odiato nelle amiche incinte! :-) Un'altra cosa che proprio mi dava sui nervi nel mio periodo di ricerca infruttuosa di un figlio era vedere le gravide con quella mano sempre sulla panza, come se non ce l'avessero mai avuta una panza prima e la scoprissero in quel momento! Ecco, ho capito che in realta' e' un riflesso incondizionato, una cosa che fai senza pensare e per le ragioni piu' svariate...per cercare conforto in una giornata difficile, per fare una coccola all'abitante e farle sentire che ci sei, che anche se stai lavorando senza sosta da 10 ore non ti sei dimenticata che esiste, per dare protezione, o anche solo come reazione ad un calcio particolarmente potente!
Devo dire che ci provo anche a pensare e parlare di altro, a volte pure con discreto successo, ma poi la mia testa torna sempre alle ultime cose da comprare, ai documenti che mi mancano da compilare, ai corsi che devo ancora fare e alla paura che ho del parto! :-) Come al solito alla fine siamo sempre io e il Tecnico...e sono consapevole di avergli fatto passare delle serate noiosissime a vagliare le recensioni della culla con il miglior rapporto qualita'/prezzo e a sedare le mie ansie, visto che ogni decisione mi caricava di angoscia al pensiero di fare la scelta sbagliata e mettere in pericolo la piccola! Come se quando siamo nati noi si fossero mai fatti tutte queste pare! Eppure siamo sopravvissuti!
Tutto sommato devo dire che ansiosa come sono credevo che l'avrei vissuta molto peggio, invece la paura vera si sta facendo sentire solo in queste ultime settimane, adesso che siamo fottutamente agli sgoccioli e il tempo mi sembra che abbia accelerato vertiginosamente la sua corsa verso il 25 ottobre!!!
E finora non sono stata una stronza umorale e intrattabile come credevo sarei diventata, pero' sono iper sensibile e mi basta niente per restarci male/piangere/offendermi. Ieri ad esempio sono stata a casa dal lavoro perche' non stavo bene e nella solitudine e nullafacenza, a cui non ero assolutamente abituata, mi sono caricata di brutti pensieri e tristezza. La ragione? Una serie di cose...le mie amiche in Italia che si vedevano per un caffe', quella che ha il bimbo piccolo e andava dalla mamma per stare insieme il pomeriggio, una collega che ha avuto un bimbo ad aprile e che ha gia' avuto qui sorella e genitori piu' volte, la mia nonnina che non sta bene e forse dovra' fare un'operazione pericolosa a breve, mia mamma che mi dice che lei e papa' sono vecchietti e non arriveranno a vedere la mia bimba diventare grande. Insomma, ho piagnucolato tutto il pomeriggio e, dopo essermi lamentata per mesi della pessima politica degli Usa sulla maternita', ho capito che il fatto di non poter stare a casa e' un bene per me, perche' tenermi impegnata mi aiuta a non lasciarmi andare ai pensieri tristi! E il povero Tecnico, tornato distrutto da 10 ore di lavoro, ha aperto la porta di casa felice di vedermi e ha trovato ad attenderlo un panda moccioloso e con gli occhi pesti :-)
Per ora chiudo qui, che vi avro' gia' annoiato abbastanza...non prima pero' di chiarire una cosa: il prossimo che fa un commento sulla mia pancia o sul mio peso, e' morto!
 
 

venerdì 24 giugno 2016

La riunione di condominio

La casa che abbiamo comprato a ottobre fa parte di un complesso di case tutte molto simili ed e' gestito da una associazione che, ovviamente a pagamento, si occupa della manutenzione esterna, delle aree verdi comuni, della pulizia della piscina e del mantenimento della palestra. 
Negli ultimi mesi, stando alla pagina Nextdoor degli abitanti della nostra community, c'era stato un netto aumento dei casi di furti domestici, vandalismo e automobili scassinate, per cui diversi vicini di casa avevano chiesto una riunione con l'associazione per discutere eventuali misure da prendere per rendere piu' sicura la nostra zona.
Io e il Tecnico siamo arrivati ovviamente in ritardo e abbiamo trovato gia' schierato un nutrito gruppo formato in gran parte da persone dalla mezza eta' all'eta' avanzata...avete presente quelli che nei telefilm spiano i vicini dalla finestra, sanno sempre tutto quello che succede attorno e criticano ogni cosa? Ecco, il 90% aveva quella faccia li'!

qui

Erano agguerritissimi e si capiva chiaramente che volevano la testa di almeno uno dei componenti dell'associazione, a monito per gli altri!
Hanno iniziato a fare una lista dettagliata dei vari eventi successi di recente, cominciando dal furto in casa avvenuto in pieno giorno perche', come ci ha spiegato poi il poliziotto, con tutta la gente che ha armi in casa manco i rapinatori vogliono entrare quando c'e' qualcuno. 
La questione del furto ci aveva onestamente preoccupato molto, innanzitutto perche' era avvenuto mentre eravamo in Canada e quindi impossibilitati a verificare che non fossero entrati anche da noi...e poi perche' avevano rotto la porta a vetri del patio, che abbiamo sempre pensato fosse il punto piu' vulnerabile della casa. E' seguita una piccola discussione su come cercare di rendere piu' sicure le case, ecc...e fin qui, tutto molto interessante. 
Poi sono passati a parlare dei furti di oggetti lasciati in macchina...e abbiamo scoperto che TUTTE LE VOLTE la macchina era stata lasciata aperta, con dentro soldi e altri oggetti di valore...e come erano stupiti che qualcuno si fosse permesso di aprire la portiera e cercare in giro per arraffare qualcosa!! 
Io e il Tecnico ci guardavamo allucinati, non siamo cresciuti in zone particolarmente pericolose, ma se in Italia lasci la macchina aperta, e' gia' tanto se ritrovi l'auto stessa!!! E soprattutto, se lasciassi la macchina aperta con dentro il portafogli e mi rubassero i soldi, piu' che scagliarmi contro la polizia che non controlla le nostre case mi darei della cogliona all'infinito!
E le auto vandalizzate? Si trattava di 3 casi avvenuti ai danni della stessa persona, un ragazzo di 18 anni la cui auto era stata ricoperta di farina, uova, detersivo per i piatti e carta igenica!! Ora, capisco che dia fastidio poi doverla ripulire, ma non ci vuole Einstein per capire che non si tratta di bande di vandali che infestano il vicinato, ma uno scherzo tra ragazzi della stessa eta', su!
La ciliegina sulla torta poi e' arrivata da un signore di mezza eta' dalla faccia supponente e antipaticissima, che ha segnalato il dramma dei drammi: alle 11 di sera, ben oltre l'orario di chiusura, nella piscina del complesso c'erano degli adolescenti che giocavano e scherzavano, compresa una ragazza in topless! 
Ah, SCANDALO! 
Il fastidiosissimo signore, che nella vita non fa altro che portare in giro cani e gatti altrui quindi e' sempre per la strada a spettegolare e osservare tutto, ha pensato bene di chiamare il 911 per segnalare il terribile e scandaloso evento che si stava consumando...e dovevate vedere com'era risentito del fatto che quelli del 911 gli avessero risposto che se non si era fatto male nessuno loro non sarebbero intervenuti!!
Uno dei menbri del management ha provato a dire che sono ragazzi e che anche lui a 14 anni era entrato abusivamente nella piscina di un condominio...non lo avesse mai detto! Si e' levato un coro di "e se qualcuno muore in quella piscina??". Tie'!!!
Lo stesso signore si e' poi lanciato nel segnalare case che per lui sono affittate abusivamente (non piu' del 5% delle case del complesso puo' essere affittata a estranei), persone sospette che ha visto in giro e a cui voleva iniziare a chiedere i documenti, macchine ignote con dentro gente dubbia, che ha risposto ai suoi sguardi abbassando gli occhi con imbarazzo...io me li immagino, sti poveretti che magari erano nel parcheggio a telefonare o ad aspettare un amico, e si vedono il temibile uomo con cani che li fissa dal vetro!!
Giunti a questo punto ho visto il Tecnico alzare la manina per fare un intervento...e sono diventata rossa, immaginando gia' che avrebbe dato voce ai pensieri di entrambi dicendo che erano dei dementi e ci avrebbero cacciati per sempre dalla community. Invece, fissando deliberatamente il signore dei cani, con il suo aplomb inglese ha detto che l'anno prossimo verranno qui i nostri genitori, che non parlano inglese e hanno documenti italiani...quindi che non si sogni di fermarli per interrogarli, che quelli muoiono dalla paura! Il tipo deve aver capito che tirava una brutta aria vedendo il famoso sguardo assassino del Tecnico, tanto che ha subito detto che non si sarebbe mai permesso e che era anche illegale chiedere i documenti se non sei un poliziotto....sara' meglio!
Sono poi seguiti diversi commenti sul fatto che la community dovrebbe dotarsi di cancelli, telecamere di sicurezza, poliziotti che fanno la ronda (invece di parlare tra di loro come li hanno visti fare nel centro commerciale accanto a noi!! AH!), persone del management che la controllano giorno e notte e cose simili. Ci sono sembrati davvero eccessivi, la nostra casa e' in una zona carina della citta' ma non certo quella ricca...e costi delle case, affitti e spese condominiali sono piuttosto modeste proprio per questa ragione...non si puo' pensare di avere il servizio delle zone piu' costose...e io di certo non voglio pagare spese assurde, altrimenti mi cercavo casa in una zona piu' elitaria!
Come ho gia' detto alla riunione partecipava anche un poliziotto della nostra area, che e' riuscito a mantenere una calma davvero invidiabile e a rispondere ai commenti e alle critiche assurde senza fare una piega...io non so come ha fatto a non mandarli a cagare stendere, soprattutto quello del 911!!! Ha anche dovuto precisare che i poliziotti che parlano tra loro spesso si stanno solo scambiando le consegne, e che le ronde le fanno, ma il numero di agenti e' limitato e se nella zona ci sono stati vari incidenti puo' darsi che non ci sia nessuno disponibile a fare il giro del quartiere in certe ore.
Insomma, siamo usciti da questa riunione rassicurati, perche' il poliziotto ci ha detto, dati alla mano, che la zona e' ancora una delle piu' sicure e perche' molte delle cose accadute poteva essere evitata con un po' di buon senso. Il poliziotto ci ha dato anche alcuni ottimi consigli, per esempio ha distribuito delle penne speciali il cui inchiostro e' visibile solo con una torcia UV...con queste penne e' possibile marcare con il numero di tel o di patente gli oggetti di valore della casa (TV, computer, tablet, ecc) e gli agenti che vanno nei negozi tipo monte dei pegni (i Pawnshop) possono controllare gli oggetti con la torcia e veriifcare se sono stati rubati.
Al tempo stesso pero' siamo sempre piu' convinti di essere circondati da gente assurda, che avrebbe bisogno di un buon psicologo...o di avere qualcosa da fare durante il giorno!!!

venerdì 10 giugno 2016

Ansie e take it easy

qui 
 
L'ho gia' detto qui, fosse stato per me avrei aspettato che la bimba andasse al college prima di dire in giro che ero incinta. 
Non so, sara' che da adolescente il mio diario era pieno di citazioni e frasi fatte a cui credevo ciecamente, e sono cresciuta pensando cose tipo "Se sei felice non gridare troppo: la tristezza ha il sonno leggero"...fatto sta che la paura di tirarmi addosso la sfiga o almeno il malocchio era (ed e') veramente tanta. 
In lab ho dovuto dirlo presto, perche' abbiamo alcuni strumenti che possono essere dannosi per il feto, quindi non potevo permettermi di rischiare...ma la sensazione di fastidio che ho provato nel dover comunicare una cosa cosi' intima a persone che nella migliore delle ipotesi non erano certo amici stretti e in alcuni casi proprio mi stavano sui coglioni non mi piacevano ci ha messo un bel po' ad abbandonarmi! 
Quando poi il giorno dopo la mia collega (e non parliamo di una collega qualsiasi ma di lei) mi ha portato in regalo un paio di scarpine rosa per la piccola, mi sono sentita morire. Il gesto era stato bellissimo eh, ma era troppo troppo troppo presto per fare acquisti per la bambina, tante cose potevano ancora andare male! 
In tutto questo poi mia mamma (che e' me in versione potenziata dell'ansia, una specie di Super Saiyan della paranoia) non mi aiuta di certo, visto che quando le ho detto di aver preso una sdraietta per la bimba, trovata in super occasione ad un garage sale sabato scorso, ha fatto la faccia terrorrizzata e mi ha detto di non comprare piu' niente perche' se poi succede qualcosa mi trovo tutto in casa a ricordarmi il dramma!!
Meno male che invece c'e' il Tecnico, anche detto Buddha (e non per la panza), la cui filosofia di vita e' prendere le cose come vengono e preoccuparsi solo in caso di reali e concrete motivazioni per farlo...
E meno male che ci sono gli americani, il cui modo di pensare e sistema non permettono questo tipo di paranoie! 
Credo che siano proprio diversi da un punto di vista culturale, cioe' in genere aspettano il terzo trimestre come noi, ma una volta passato si sdoganano completamente con annunci su tutti i social e immediata caccia all'acquisto, per cui nel giro di poche settimane hanno gia' tutto pronto, dalla nursery arredata al passeggino al completino da usare per portare a casa il nascituro. E tutto quello che manca viene spesso regalato al baby shower, che si fa in genere un paio di mesi prima del lieto evento. Al primo baby shower a cui mi hanno invitata ero in super imbarazzo, mi sembrava cosi' avventato festeggiare come cosa fatta mesi prima del parto!
Questo modo di fare e pensare fa anche si' che tutto il sistema si sia adeguato, per cui anche se sei come me devi per forza fare alcuni passi con notevoloe anticipo. Ad esempio se vuoi comprare un lettino in qualche posto figo devi mettere in conto anche 8-12 settimane di attesa per la consegna...infatti io ho deciso che andro' all'ikea, cosi' posso fare tutto all'ultimo! :-)
Ma per l'asilo ho dovuto cedere e adeguarmi!! Una mia cara amica ha avuto il primo bimbo a ottobre 2014 e, avendo solo 12 settimane di maternita' previste, a luglio ha cominciato ad informarmi per l'asilo (quindi almeno 3 mesi prima del parto). Non riusciva a trovare posto da nessuna parte, con liste d'attesa di anche 2 anni!!! Alla fine e' riuscita a iscrivere il figlio in un buon asilo solo perche' aveva appena aperto e quindi non aveva lista di attesa (ancora)! 
Per questo ad aprile mi ha detto di cominciare gia' a girare per asili e anche se, ancora una volta, mi sentivo terribilmente a disagio, a maggio ho cominciato a mandare qualche mail esplorativa. A parte i prezzi proibitivi che non mi aspettavo, quelli piu' scarsini avevano anche disponibilita', ma di quelli davvero belli un paio mi hanno risposto che per marzo 2017 era impensabile, che avevano liste di attesa di 1 o 2 anni e che prima dell'autunno non mi facevano neppure fare il tour perche' tanto non c'era posto a breve! Per fortuna anche noi ne abbiamo trovato uno che stava per aprire e siamo riusciti ad iscrivere la bimba per l'anno prossimo...cose da pazzi!!

martedì 10 maggio 2016

Annunciazio' annunciazio'

La mia costanza nello scrivere il blog e' imbarazzante.
Posso dire pero' che almeno 2-3 volte a settimana scrivo bellissimi post mentali sotto la doccia, ma poi mi manca il coraggio o la voglia di scriverli. E le cose si accumulano, alcune perdono di senso, altre cambiano cosi' tanto che non vale neppure la pena parlarne.
Va beh, gia' sapete che sono stata in Italia 3 settimane e i giorni prima della partenza sono sempre molto concitati, per quel misto di eccitazione e ansia che mi assale e che quest'anno era aggravato da varie circostanze, tra cui il fatto che stavolta veniva con me anche il Tecnico, dopo 2 anni di assenza dalla patria. Quindi alle mie solite paranoie si sono aggiunte le sue, tipo quella che ha da tempo immemore di dover finire tutto quello che ha in sospeso prima di ogni partenza. E ho avuto tanto da fare, perche' per compensare il senso di colpa per le ferie, do' il massimo al lavoro prima di andarmene, anche se per pochi giorni.
E poi il corso di pittura...e poi una esposizione di quadri (ne ho pure venduto uno!!)...e poi...
Va beh, la smetto di girarci intorno, in realta' il 99% dei miei pensieri delle ultime settimane gravitava attorno ad una sola cosa, che non ero pronta a dire....ma riuscivo a dire poco altro, solo post corti e non troppo profondi, perche' non ci stava altro nella mia mente. 
Insomma, SONO INCINTA. 
Ve lo dico cosi', come per caso, ma e' qualcosa che di casuale non ha avuto nulla. Perche' era un progetto che avevamo in corso da quasi due anni, con vari stop&go...ed avevamo appena cominciato la trafila delle analisi per me e per il Tecnico, quando e' successo. Lo so, non ne ho mai parlato qui nel blog, io che ho raccontato cose molte intime come la mia ansia, i momenti di depressione, la terapia, il rapporto con mia sorella, ecc. Questa cosa pero' non sono mai riuscita a tirarla fuori, come se non parlandone potessi illudermi che non esistesse, che non fosse rilevante, che non ci stessi male.
Appena scoperto c'era la paranoia che non andasse tutto bene, il viaggio in aereo, la paura di dirlo e poi dover spiegare a tutti che qualcosa era andato storto. Fino al mio arrivo in Italia chi lo sapeva si contava sulle dita di una mano (facciamo due o tre, che la chat expat e' numerosa), poi si e' allargato a macchia d'olio (complice mio nipote che lo ha rivelato a chiunque gli capitasse a tiro, visto che nessuno gli aveva raccomandato esplicitamente il silenzio) e mi e' preso il panico che lo sapessero gia' in troppi, per cui non l'ho piu' detto a nessuno a meno che non dovessi rifiutare del vino (cosa del tutto poco credibile per una come me).
Capite bene quindi quanto mi costi scriverlo qui e ora, ma lo faccio lo stesso un po' perche' lo devo ai miei lettori :-), un po' perche' il Tecnico, dopo quasi 4 sofferti mesi di silenzio imposto da me, non ce l'ha piu' fatta e oggi lo ha scritto su FB, un po' perche' sono consapevole che se continuo cosi' non saro' mai pronta! Perche' questa e' una di quelle cose che non hanno garanzie, non esiste un momento in cui puoi essere certo al 100% che tutto andra' bene...e al tempo stesso, quello che ha tenuto finora piu' o meno sedata la mia ansia, quella vera e terribile, non quella normale di tutte le donne, e' proprio il fatto che non ci possa fare proprio nulla! La mia ansia per sua natura ha bisogno di un problema su cui lavorare, epiloghi terribili da prevedere per poter pensare a possibili soluzioni...qui, a parte mangiare bene, non bere, lavare bene frutta e verdura, fare un po' di esercizio e non stancarmi troppo, non c'e' nulla che possa fare per influenzare l'andamento di questa avventura!
 
Per ora mi sento cosi:
 
qui
 

mercoledì 20 aprile 2016

Il giardino delle girandole

Finalmente anche in questa citta' dimenticata da Dio e' arrivata la primavera...anzi quasi l'estate, visto che siamo passati dalla neve a 25C!! 
Come cagnolini che sono stati troppo tempo chiusi in casa, io e il Tecnico non vediamo l'ora di goderci le belle giornate, ma visto che ora che torniamo a casa dal lavoro il sole e' ormai quasi tramontato, da qualche giorno cerchiamo di fare una passeggiata dopo pranzo. Il tempo e' sempre poco e non possiamo allontanarci troppo dal lavoro, ma almeno cerchiamo di captare un po' di vitamina D e migliorare il colorito verde-azzurro che ci caratterizza da quando viviamo qui. 
Uno dei percorsi che spesso facciamo e' quello che in pratica gira attorno al complesso ospedaliero...anche se il luogo non e' ovviamente dei piu' ameni, ci sono alberi e prati e fiori, quindi si fa volentieri. Di fronte all'ospedale che si occupa delle malattia cardiache (qui il compesso ospedaliero e' composto da diversi edifici, ognuno dedicato a una patologia o organo specifici) c'e' un giardino dove si trova sempre qualcosa da vedere, nel senso che a volte ci sono degli stand, a Natale il caratteristico albero e in occasione del National Wear Red Day (1 febbraio, giorno in cui ci si veste di rosso per ricordare l'importanza della prevenzione nelle malatie cardiache) e per tutto febbraio ci sono file e file di cuori appesi tra un albero e l'altro.
 

La scorsa settimana appena siamo arrivati in vista del giardino siamo rimasti abbagliati da una distesa di strani oggetti di carta multicolore, per cui ci siamo avvicinati per capire meglio di cosa si trattasse. 
Erano girandole di carta, rosse, argento e oro. 
Bellissime!! 

 
Ma ancora piu' bello era il cartello con la spiegazione: ogni girandola (in tutto erano 8000!) rappresentava un trapianto di organo effettuato nel nostro stato e ciascuna era formata da 8 petali, che indicavano la possiblita' per una persona sola di donare ben 8 organi, contribuendo a salvare vite umane o a migliorarle di molto.
Penso che sia un modo molto bello di ricordare l'importanza della donazione di organi e molto efficace, perche' quel giardino colorato resta proprio impresso nella memoria!
 
 

venerdì 18 marzo 2016

Compiti delle vacanze

Tema: descrivi brevemente la tua prima settimana di vacanza in Italia
Svolgimento
Tecnico: questo paese e' allo sfascio, ovunque vedo declino e tristezza, anche la mia bellissima citta' mi sembra messa cosi' male...poi sono stato nel mio vecchio lab e mi hanno fatto una pena, locali vuoti e pochi soldi. Si, il cibo e' buono, ma sono gia' stanco di mangiare cosi' tanto. Dopo 4 anni mi e' tornata la dermatite, ho le ascelle distrutte dal deodorante nuovo e ho ricominciato a sudare. Nell'appartamento dei miei genitori mi sento soffocare. Mi manca la mia casa e la mia routine.
Io: e' tutto bellissimo! Il mio paesino e' sempre lo stesso, conosco tutti, che bello fermarsi a fare due chiacchere!...oh come mi piacerebbe aver aperto il negozio di fiori invece di essermi laureata! Il cibo e' eccezionale, da quando sono qui mi sono passate tute le allergie e non soffro piu' di reflusso nonostante tutto quello che mangio. Anche l'ansia e' sparita! Le cose buone che in Usa sono costose come i diamanti, qui sono economicissime. Uh che belli i vestiti italiani! Mi viene l'angoscia al solo pensiero che tra una settimana si torna a casa.

Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.....

mercoledì 17 febbraio 2016

IL LIBRO

Chi mi conosce lo sa, quindi dovreste saperlo ormai anche voi, che ho una passione sfrenata per la psicologia. Adoro leggere libri e articoli a riguardo, soprattutto quelli che danno una spiegazione scientifica delle emozioni, delle reazioni e dei pensieri (sono sempre e comunque una biologa nell'animo e trovo rassicurante che tutto possa essere ridotto ad un, seppure complesso, bilancio di neurotrasmettitori e ormoni). Lo sa meglio di tutti il povero Tecnico, a cui propino lectio magistralis continue...sul nulla, visto che non ho ne' la preparazione ne' la conoscenza per parlare di psicologia con cognizione di causa.
La mia psicologa sa bene di questo mio punto debole e quelle ormai rare volte in cui ci vediamo mi propone spesso articoli ma soprattutto libri a tema...e io sono sempre super entusiasta e li leggo con tanto interesse! Una delle ultime volte pero' mi ha spiazzato. Poco prima di salutarci la vedo che rovista nella sua libreria e mi porge un nuovo volume da leggere, intitolato 'End emotional eating'. Eh???? WTF (come direbbero gli americani)???
La mia prima reazione e' stata: "Cosa me ne faccio di un libro del genere?"
Insomma, ne avevamo parlato tante volte, e' vero che sono...ehm..."leggermente in sovrappeso" (come il veterinario definiva il mio obesissimo cane), ma non ho mai avuto nessun tipo di problema alimentare, ho sempre mangiato per amore del cibo e dei buoni sapori, senza mai arrivare a star male e senza mai privarmi esageratamente (a parte uno sfortunatissimo periodo durato pochi mesi)...semplicemente ingerisco piu' calorie di quanto la mia attivita' fisica quasi nulla e il mio metabolismo fottuto dalla mancanza della tiroide me lo permetterebbero.
Quindi mi sono portata a casa il libro ma senza nessun entusiasmo.
L'ho iniziato giusto perche' dai tempi della scuola mi e' rimasta la sindrome dello scolaro diligente e se mi danno un compito a casa tendo sempre a portarlo a termine...ma avevo stampata in faccia una chiara aria di sufficienza. La prefazione e l'introduzione avevano confermato il mio fastidio, li ho trovati una palla bestiale...
Poi sono arrivata a pagina 13 e ho trovato una lista di esempi di "emotional eating"...ovviamente ero certa che non c'entrassero niente con me...invece...
- fare spuntini quando non si ha particolarmente fame
- mangiare per compensare una giornata storta o per sedare l'ansia
- sentire le emozioni negative che se ne vanno mentre si mangia, per poi sentirsi ancora piu' in colpa
- prendere altro cibo prima di finire quello che si sta mangiando
- desiderare di mangiare per celebrare un evento felice
Caxxo...le avevo TUTTE!! 
Ehm...allora...forse...quel libro faceva davvero per me?
Cosi' ho continuato a leggerlo, con molta attenzione e facendo anche i vari esercizi proposti. 
Devo dire che alla fin fine mi e' piaciuto molto, perche' mi ha fornito tanti spunti di riflessione sulla vita in generale, non solo sulla questione del cibo.
Mi ha fatto rendere conto di tanti errori alimentari che avevo sempre fatto, tipo mangiare guardando la tv o il cellulare, senza quasi prestare attenzione a quello che mangiavo e finendo col consumare piu' di quanto avrei dovuto e senza nemmeno sentirmi appagata. E il grande classico sempre valido, cioe' che si mangia troppo velocemente il cervello non ha il tempo di registrare il senso di sazieta' e quando lo fa, ormai e' tardi.
Mi ha aiutato a riflettere ogni volta sull'impulso che sentivo, se era davvero fame o solo bisogno di calmarmi o coccolarmi...e talvolta ad accettare semplicemente questo bisogno e soddisfarlo, senza sensi di colpa ma con consapevoleza.
Soprattutto, di nuovo, mi ha fatto lavorare sulla gestione delle emozioni, sull'accettare la tristezza, la gioia, la preoccupazione, ecc senza dovermi sentire sempre diversa o "anormale" e senza demonizzarle. Senza paura che le emozioni prendano il sopravvento, perche' e' questa paura che mi fa cercare di scappare rifugiandomi nell'ansia (che conosco bene e quindi e' paradossalmente rassicurante) o nel cibo, quasi come anestetico.
Mi ha fatto approfondire la mindfulness, che e' in pratica il concentrarsi su quelle cose che di solito facciamo automaticamente, tipo seguire il proprio respiro, percepire il terreno sotto ai piedi, ascoltare i rumori esterni, concentrarsi sul sapore di quello che si mangia, percepire il freddo del vento sul viso, ecc. E' incredibile quanto sia rilassante concentrarsi su questi piccoli dettagli!
Uno degli ultimi esercizi poi faceva immaginare il proprio funerale, all'americana, e pensare a come si sarebbe voluto essere ricordati...un ottimo modo per focalizzarsi sulle cose che contano veramente e sul cercare di agire secondo queste priorita'm che ogni tanto si perdono di vista. 
Ovviamente c'e' tanto e tanto lavoro da fare e non so se ci arrivero' mai veramente a capo...ma una parte di me pensa che se la presentazione e' andata bene, e' stato anche grazie a questa parte di lavoro fatta su me stessa grazie al libro....o forse e' stato solo cu*o! :-)
 
 
In alternativa al libro...vi consiglio la lettura della rivista Starmale :-D