martedì 19 gennaio 2016

Pillole di ansia (uh che novita'!)

Ci sono giorni che mi balena l'idea di chiudere questo blog, perche' non c'ho mai tempo di scrivere e a volte manca anche la voglia...poi pero' mi viene l'ispirazione per un post oppure ripenso a tutte le belle persone conosciute con il blog, gli scambi di opinione e le mail, l'appoggio e il confronto...e quindi niente, per ora lo tengo in vita un po' cosi', selvaggio e incoerente come me, senza nessun restyling, con poca cura ma tanto affetto.
E neppure stavolta vi parlo del libro, perche' e' una cosa piuttosto complessa, volevo fare una cosa fatta bene con citazioni ecc e quindi non so se mai vedra' la luce, vista la mancanza di tempo e la pigrizia di cui sopra. Devo anche ammettere che non l'ho neppure finito, ero partita cosi' entusiasta e poi mi sono arenata. Non e' colpa del libro in se', forse piu' del fatto che sono stata presa da riflessioni e pensieri e la sera non mi andava di addormentarmi sulle pagine di qualcosa che mi metteva in discussione ancora di piu', volevo piuttosto un libro che mi travolgesse con la sua storia e mi portasse lontano dalla mia mente. 
Ci sono riusciti sia il nuovo libro della Allende, sia quelli di Elena Ferrante.
Per tornare ai miei pensieri, che a quelli purtroppo non sono mai riuscita a sfuggire in modo definitivo, ci sono stati due episodi che mi hanno messo un po' in crisi, uno che non mi riguarda neppure personalmente...ma si sa che quando si tratta di farmi mettere in crisi, anche la vita degli altri si presta alla grande.
Il primo episodio e' il fatto che a breve dovro' parlare del mio lavoro, davanti ad una cinquantina di persone, tra cui diversi super capi, in inglese. E alla sola notizia mi si e' scatenata l'ansia dei giorni migliori, quella pre-Peru per intenderci, con tachicardia, preview in loop dell'evento in cui tutto andava malissimo, sonno interrotto e disturbato, stomaco chiuso e sensazione di morte imminente. E no, vi prego, non ditemi cose tipo "non ti preoccupare, andra' tutto bene, sei agitata come tutti, lo hai gia' fatto in passato ed e' andata bene, ma se anche andasse male non sarebbe la fine del mondo", ecc...vi dico subito che NON FUNZIONA!! Tutte queste cose le so anche io, ma niente riesce ad impedirmi di pensare che non ce la posso fare e o sverro' o andro' in black out totale. E tutti penseranno che sono una stupida, rideranno di me e saro' licenziata in tronco.
L'altro episodio invece riguarda la scelta che ha dovuto fare una cara amica tra un posto di lavoro piu' tranquillo ma meno stimolante e la grande occasione che pero' mette in discussione tutti gli equilibri. E il confronto che abbiamo avuto su fino a quando valga la pena continuare a cercare di volare, invece di rassegnarsi al fatto che le ali non sono forti come pensavano, o il vento e' avverso, o ci siamo solo stancati di andare controcorrente.
Questi eventi mi hanno scatenato tutta una serie di pensieri contrastanti tipo:
- se non riesco a fare una cosa cosi' banale, non potro' mai avere una carriera in questo campo quindi tanto vale che molli la ricerca e faccio il tecnico. Pero' non sono neppure cosi' brava come tecnico, serve tanta precisione e io sono sempre un po' distratta...che carriera alternativa posso inventarmi a 36 anni?
- non voglio che l'ansia decida della mia vita...la paura sta solo cercando di farmi evitare una cosa che mi mette a disagio, sto scappando dalle emozioni negative come mi ha sempre detto la psicologa...devo superarla
- si dice che l'ansia sia il campanello d'allarme che si sta sbagliando direzione nella vita...forse ho preteso troppo da me stessa e invece sarei piu' felice in un lavoro senza sbocchi ma piu' tranquillo? La voglio davvero tutta questa competizione o ho solo seguito i sogni che altri avevano per me?
- sono una persona incontentabile perche' quando avevo il lavoro piu' modesto ero insoddisfatta e adesso che ho la sfida sono sopraffatta...visto che tanto mi lamento sempre e comunque, tanto vale scegliere la cosa che mi mette meno ansia
- vorrei solo fare la principessa consorte e stare a casa a fare la maglia e dipingere mentre mio marito fa carriera...pero' poi quando lui pubblica paper e io no mi macero di invidia

Come si puo' intuire, non ne sono arrivata a capo. Non ho ancora capito chi sono e cosa voglio veramente fare, se esista davvero qualcosa che possa darmi la stabilita'/serenita' o se saro' sempre cosi' in bilico, se la mia ansia sia solo una malattia qualunque o stia cercando di dirmi qualcosa...e se si', cosa? Non potrebbe mandarmi un fax, una mail, anche un messaggio su Facebook dai???!
Il problema, come sempre, e' che la risposta e' solo dentro di me...e non solo non so trovarla, ma quando la trovero' sara' sicuramente sbagliata.
Intanto farei bene a smetterla di farmi delle seghe pare mentali e preparare il lab meeting di lunedi'...aaaaaargh!

10 commenti:

  1. Con tutte le riflessioni che fai, mi viene da pensare che sei davvero in un periodo di svolta!! Per il meeting, fai prove prove prove! Ti hanno già detto di pensare che loro usano il water come te? Oppure poco prima di cominciare di fare una visualizzazione della stanza, delle persone, del discorso, delle domande che possono farti e delle risposte che puoi dare? Aiuta il cervello ad aver già visto la situazione è non essendo più propriamente nuova, non mette in atto meccanismo che provocano l'ansia più estrema.. Non so se mi sono spiegata :-) a me funzionava tantissimo questa cosa per superare gli esami più difficili all'università!!(orali ovvio)

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    1. Le sto provando davero tutte, anche ad immaginarmi cose ridicole di ognuno...ma per ora il terrore non accenna a diminuire! Io sono molto peggiorata con l'eta' comunque, per gli esami universitari ero agitata solo al pensiero di non sapere qualcosa, non al pensiero di fare scena muta per l'ansia!!!

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  2. Ho scritto in un italiano "scorreggiuto "....sto correttoreeeeee!! :-)

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    1. Non ti preoccupare, era chiarissimo quello che volevi dire!...e grazie!

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  3. ho un solo commento "non banale": non puoi lasciare che le tue scelte siano guidate dall'ansia e dalla paura. Scegli qualunque cosa, ma scegli tu. La paura è una pessima pessima consigliera! :-)

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    1. Lo so, per questo cerco di non darle troppo retta...vorrei fare scelte mie e consapevoli, non frutto del desiderio di fuga!

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  4. Non chiudere mai il blog... per me è un appuntamento fisso... vengo sempre a controllare se c' è qualcosa di nuovo e quando c' è, sono contenta :p

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  5. Non chiudere mai il blog... per me è un appuntamento fisso... vengo sempre a controllare se c' è qualcosa di nuovo e quando c' è, sono contenta :p

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  6. mi unisco al "non chiudere il blog" e sull'ansia avrei da scrivere pagine e pagine ma sorvolero'...
    ancora una volta mi ritrovo moltissimo in quello che scrivi per cui egoisticamente ti dico non smettere! in bocca al lupo per il tuo public speaking...:)
    Silvia

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