martedì 22 novembre 2016

Giving thanks

Giovedi' si festeggia il giorno del Ringraziamento. 
Ho tante ragioni per ringraziare quest'anno...solo per citarne qualcuna: l'aver avuto la possibilita' di saldare il mutuo sulla casa, mia nonna che a 92 anni e' sopravvissuta ad una operazione che avrebbe ucciso gente molto piu' giovane di lei, mio papa' che continua ad essere cancer-free, un aumento di stipendio per me e il Tecnico, la primavera in Italia, i tanti piccoli viaggi fatti nel corso dell'anno...e, ovviamente, una meravigliosa gravidanza che ha portato nel mondo la piccoletta che adesso mi russa sulla pancia con la bocca aperta! :-D E non c'e' regalo piu' grande, soprattutto quando lo si e' desiderato cosi' tanto!
Come vedete le ragioni per essere felice sono tante e sono anche certa di essermene dimenticata qualcuna...sono davvero tanto riconoscente, non fraintendetemi...ma come ogni anno fatico a non lasciarmi prendere dalla malinconia per il Thanksgiving. 
La ragione e' molto semplice: questa festa, cosi' come il Natale, e' tradizionalmente dedicata allo stare insieme e alle riunioni famigliari, alle tavole imbandite e affollate, al calore e alle voci che si sovrappongono...e invece  saremo solo noi tre, che e' sempre meglio del "noi due" dell'anno scorso, ma e' ancora troppo poco per me. Vorrei una casa piena di gente, vorrei avere vicino la mia famiglia e gli amici piu' cari.
La solitudine, questo sentimento che e' ormai la cifra costante del mio espatrio, paradossalmente e' ancora piu' forte e intensa adesso che proprio sola non lo sono mai (a parte i rari momenti in cui la piccola teppista dorme e riesco a sgattaiolare in bagno). 
Ho la fortuna di poter stare a casa 12 settimane, come ho scritto qui in Usa c'e' chi ha solo 6-8 settimane, e anche di questo sono grata, ma e' innegabile quanto mi senta solissima qui a casa.  
Siamo io e lei, lei e io, tutto il giorno. 
Latte-ruttino-pannolino-nanna and repeat. 
Saluto il Tecnico alle 8 di mattina, poi, a parte quando parlo con i miei su Skype verso le 2, non interagisco a voce con esseri umani sopra i due mesi fino alle 7 di sera. Spesso il Tecnico quando torna e' esausto dalla precedente notte insonne di coliche o capricci, per cui dorme un paio di ore...e finisce la giornata.
Le mie amiche qui lavorano tutte. 
Anche quelle che nei precedenti mesi hanno partorito, sono gia' tornate in laboratorio. 
La mia amica che ha avuto la sua bimba due settimane fa, ha qui i genitori (beata lei). 
Ci sarebbero i gruppi di mamme della zona, ci sarebbe yoga con i neonati o le varie iniziative delle biblioteche o dei negozi per bimbi...ma fa freddo e non me la sento ancora di portarla fuori con le temperature sotto zero, senza contare il fatto che abbiamo una macchina in due e mandare il Tecnico al lavoro in bus aumenterebbe di quasi 2 ore il tempo che sta fuori casa.
La settimana scorsa una delle amiche era in ferie ed e' venuta qui un paio di ore al pomeriggio per due giorni. Un po' di chiacchere, qualche risata, parlare di qualcosa che non fossero coliche e scioperi della cacca, qualcuno che teneva la piccoletta mentre mi preparavo il pranzo....Mi sentivo rinata!
E' innegabile, io sola ci sto proprio male. E meno male che esistono le chat e whatsapp, altrimenti non so come sarei sopravvissuta!

8 commenti:

  1. Va così per tutte :) tieni duro, tra poco rientri al lavoro e avrai la testa splittata :D e al di là delle decisioni del futuro, sono sicura che in un paio d'anni i tuoi thanksgiving saranno differenti. Io ne ho passati due sola sola con bimba, poi passa :) vi abbraccio forte, peccato siamo così lontani.

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  2. non farti spaventare dal freddo! se pensi che aderire a gruppi di mamme ti faccia stare bene, copri la piccola ed esce! mio figlio è nato prematuro in un dicembre padano inusualmente freddo, con temperature notturne che toccavano i -17° e nevicate a bufera con vento tagliente e mai sopra lo zero nemmeno di giorno. eppure ficcavo mio figlio nella tutina, golfino, piumino a sacco nella navicella, tiravo su capote e trapunta, se proprio faceva molto vento mettevo anche la cerata di plastica e via, a macinare km a piedi!
    anche io sono stata tanto sola, ed ero a un passo dal collasso visto che mio figlio era un nanna-no coi controfiocchi

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    1. Non parliamo di nanna-no, che stanotte ci ha fatto vedere i sorci verdi!! Su questa cosa del freddo mi rendo conto che dobbiamo imparare, sia io che il marito, ad essere meno italiani! :-)

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  3. Ciao. Io non ho la macchina e nemmeno la patente a essere sincera....ma qui UBER mi salva ogni giorno! E alla fine facendo quattro conti mi costa meno di avere un'auto. So che non stai chiedendo consigli, ma mi sento di dirti una cosa. Non farti intimorire dal clima, qui le mamme escono sempre e comunque con il vento la pioggia e i -10 gradi che abbiamo spesso qui. Io mi sono adeguata e con l'abbigliamento giusto non c'è clima avverso che tenga! Ciao.

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    1. Come dicevo nel commento sopra, e' colpa mia e del marito, che in queso siamo troppo "italiani". Ieri siamo andati in giro per shopping...nostra figlia aveva: tutina di pile, felpa, berretta, gunati, piumino a sacco. Il bimbo americano della stessa eta' che e'entrato in negozo dopo di noi aveva tutina e copertina buttata sopra un po' cosi!

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  4. Forza Baby, pensa a goderti la bimba che presto dovrai tornare a lavoro!
    E quando hai voglia di fare due chiacchiere, seppur virtuali, sai dove trovarmi :)

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