martedì 10 maggio 2016

Annunciazio' annunciazio'

La mia costanza nello scrivere il blog e' imbarazzante.
Posso dire pero' che almeno 2-3 volte a settimana scrivo bellissimi post mentali sotto la doccia, ma poi mi manca il coraggio o la voglia di scriverli. E le cose si accumulano, alcune perdono di senso, altre cambiano cosi' tanto che non vale neppure la pena parlarne.
Va beh, gia' sapete che sono stata in Italia 3 settimane e i giorni prima della partenza sono sempre molto concitati, per quel misto di eccitazione e ansia che mi assale e che quest'anno era aggravato da varie circostanze, tra cui il fatto che stavolta veniva con me anche il Tecnico, dopo 2 anni di assenza dalla patria. Quindi alle mie solite paranoie si sono aggiunte le sue, tipo quella che ha da tempo immemore di dover finire tutto quello che ha in sospeso prima di ogni partenza. E ho avuto tanto da fare, perche' per compensare il senso di colpa per le ferie, do' il massimo al lavoro prima di andarmene, anche se per pochi giorni.
E poi il corso di pittura...e poi una esposizione di quadri (ne ho pure venduto uno!!)...e poi...
Va beh, la smetto di girarci intorno, in realta' il 99% dei miei pensieri delle ultime settimane gravitava attorno ad una sola cosa, che non ero pronta a dire....ma riuscivo a dire poco altro, solo post corti e non troppo profondi, perche' non ci stava altro nella mia mente. 
Insomma, SONO INCINTA. 
Ve lo dico cosi', come per caso, ma e' qualcosa che di casuale non ha avuto nulla. Perche' era un progetto che avevamo in corso da quasi due anni, con vari stop&go...ed avevamo appena cominciato la trafila delle analisi per me e per il Tecnico, quando e' successo. Lo so, non ne ho mai parlato qui nel blog, io che ho raccontato cose molte intime come la mia ansia, i momenti di depressione, la terapia, il rapporto con mia sorella, ecc. Questa cosa pero' non sono mai riuscita a tirarla fuori, come se non parlandone potessi illudermi che non esistesse, che non fosse rilevante, che non ci stessi male.
Appena scoperto c'era la paranoia che non andasse tutto bene, il viaggio in aereo, la paura di dirlo e poi dover spiegare a tutti che qualcosa era andato storto. Fino al mio arrivo in Italia chi lo sapeva si contava sulle dita di una mano (facciamo due o tre, che la chat expat e' numerosa), poi si e' allargato a macchia d'olio (complice mio nipote che lo ha rivelato a chiunque gli capitasse a tiro, visto che nessuno gli aveva raccomandato esplicitamente il silenzio) e mi e' preso il panico che lo sapessero gia' in troppi, per cui non l'ho piu' detto a nessuno a meno che non dovessi rifiutare del vino (cosa del tutto poco credibile per una come me).
Capite bene quindi quanto mi costi scriverlo qui e ora, ma lo faccio lo stesso un po' perche' lo devo ai miei lettori :-), un po' perche' il Tecnico, dopo quasi 4 sofferti mesi di silenzio imposto da me, non ce l'ha piu' fatta e oggi lo ha scritto su FB, un po' perche' sono consapevole che se continuo cosi' non saro' mai pronta! Perche' questa e' una di quelle cose che non hanno garanzie, non esiste un momento in cui puoi essere certo al 100% che tutto andra' bene...e al tempo stesso, quello che ha tenuto finora piu' o meno sedata la mia ansia, quella vera e terribile, non quella normale di tutte le donne, e' proprio il fatto che non ci possa fare proprio nulla! La mia ansia per sua natura ha bisogno di un problema su cui lavorare, epiloghi terribili da prevedere per poter pensare a possibili soluzioni...qui, a parte mangiare bene, non bere, lavare bene frutta e verdura, fare un po' di esercizio e non stancarmi troppo, non c'e' nulla che possa fare per influenzare l'andamento di questa avventura!
 
Per ora mi sento cosi:
 
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