giovedì 15 dicembre 2016

Rabbia

Vi avviso, questo e' un post pieno di parolacce, sconclusionato e scritto di getto.
Natale si avvicina e invece di essere pervasa di spirito natalizio mi rendo conto di essere sempre piu' incazzata. In realta' non e' neanche colpa del Natale, poveretto, piuttosto del fatto che sta per arrivare gennaio e devo tornare a lavorare. Sono giorni che, calendario alla mano, faccio tabelle su tabelle a incastro per capire come riuscire nell'impresa di non stare troppo tempo lontana dalla bimba e al tempo stesso alternarmi con il marito in modo che entrambi possiamo essere produttivi sul lavoro. Utopia. Oltre al fatto che possiamo mettercela via di riuscire a vederci e avere una conversazione normale tra noi per tutto il mese di gennaio.
Si fa, lo hanno fatto tanti altri e riusciremo anche noi. Ma non riesco proprio a non avercela a morte con la mia "cara" famiglia, che non si sogna minimamente di venirci a dare una mano. Lo so, la scelta di fare un figlio qui e' stata mia e non la rimpiango di certo, ma non avrei mai pensato che non sarebbe venuto nessuno. Davvero, nonostante me lo ripetessi e lo ripetessi a tutti, in fondo in fondo speravo che alla fine qualcuno si sarebbe degnato di presentarsi. Non e' la prima volta che scrivo un post incazzato sul fatto che i miei genitori non mi siano mai venuti a trovare, ma stavolta e' ancora peggio...in genere la mia rabbia era comunque mitigata dal senso di colpa per essere quella che era andata via, adesso non ho piu' neppure quello, solo tanto tanto nervoso e delusione.
Mi sembra di aver vissuto in una gigantesca bugia, tipo The Truman Show. Tutte quelle belle parole di cui si sono riempiti la bocca per anni e che io ho preso come oro colato, ripetendole in giro tipo "la mia famiglia e' molto unita, la famiglia e' sempre stata la priorita' per i miei genitori, i miei genitori farebbero qualunque cosa per noi figli"...stronzate, sono tutte enormi stronzate. Facile dire queste cose quando te ne stai come il Papa a Castel Sant'Angelo, chiuso a casa tua mentre i figli vengono a omaggiarti...e guai a chi sgarra e salta una domenica! Ma quando si tratta di prendere la macchina e fare 50km...o un aereo e fare 12 ore di volo...c'e' sempre una buona scusa per non farlo.
Io, che possiedo un generatore automatico di sensi di colpa sempre in funzione a pieno regime, mi sono piegata alla grande a questa logica, fin da quando mi ero trasferita a Ferrara...ogni domenica prendevo la macchina per andare a pranzo da loro, nonostante il Tecnico mi facesse capire che magari avrebbe avuto piacere di passare qualche domenica insieme o andare via nel week end. Lui, diversamente dai miei, non mi ha mai forzato, ma dopo un anno qui mi ha confessato che solo una volta trasferiti a Columbus ha sentito che eravamo diventati una vera famiglia, perche' finche' eravamo in Italia la mia famiglia continuava ad essere quella di origine. Me ne accorgevo pure io, ma pensavo fosse giusto, loro si che mi amavano al 100%, loro si che volevano sempre avermi vicino, mica come lui che poteva stare benissimo senza di me, senza cercare di trattenermi...chiaro segno di non-amore, no? Che stupida sono stata. Gli ho permesso di farmi sentire di merda perche' ero andata via di casa a "soli" 24 anni e facevo di tutto per farmi perdonare.
Figurati quando poi sono venuta qui, quanto avevo da farmi perdonare!
E quindi chiamate skype giornaliere anche se voleva dire fare brutta figura con il capo o organizzare il week end in modo da poter essere a casa in tempo...voli aerei per l'Italia almeno annuali se non semestrali, nonostante il fatto che il Tecnico non sempre potesse venire e poi non restassero giorni di vacanza da fare insieme. E guai ad uscire troppo con gli amici o addirittura andare al mare con il Tecnico quando ero in Italia...resti cosi' poco e ti permetti pure di lasciarci per una cosa stupida come stare al mare (che adoro)??
Ho sempre accettato le loro scuse al non venire qui...i costi di voli, i problemi di salute, la nonna da accudire, papa' che non poteva perdere tempo con il lavoro...e sono sempre andata io, nonostante le poche ferie, nonostante i costi dei voli, nonostante l'ansia che a volte mi rendeva un vero incubo prendere un aereo, nonostante certe crisi con il Tecnico che andare via in quel momento era davvero un rischio enorme per la nostra coppia. Lo facevo perche' dovevo espiare il grande affronto fatto alla mia meravigliosa famiglia.
Solo ora capisco che non ho fatto niente di male nel decidere di venire qui e che se gli mancavo cosi' tanto potevano venire pure loro. Mi sembra che i ruoli qui siano ribaltati, invece di essere una figlia incontentabile, ho dei genitori che non fanno altro che chiedere chiedere chiedere, senza dare nulla in cambio. Oppure offrendo in cambio dei soldi, che puo' funzionare con mia sorella ma non e' quello che interessa a me.
Non ho mai affrontato con loro la questione in modo cosi' diretto come sto facendo ora sul blog, per paura di offendere o dare un dispiacere, per non far piangere mia mamma o far incazzare mio papa', che finirebbe con il voltarmi le spalle al pc come fa ogni volta che lo contesto. A loro pero' delle mie lacrime ogni volta che qualcuno ha la famiglia qui o riceve un regalino da casa non importa niente...cosi' come la totale mancanza di tatto con cui mi tratta mio papa'. Devo camminare sulle uova per non urtarlo, pero' lui puo' trattarmi di merda. "Eh ma tuo papa' e' fatto cosi, lui scherza." Quando mi dice che sono grassa o che mia figlia non prende il latte da me perche' non so fare o che spera che non dorma perche' devo fare almeno un po' di fatica, lui scherza?
Anche questa cosa del "e' fatto cosi", che ho sempre sentito dire fin da piccola e che ho fatto mia come verita' assoluta, ma che stronzata e'?
Mio papa' offende chiunque, ma e' il suo modo di scherzare.
Mia sorella mi ignora o se puo' mi attacca, non mi chiede mai come sto ne' come sta la bambina, ma e' tutto normale, noi siamo la famiglia del Mulino Bianco e non sono ammesse contestazioni. E' il suo modo di scherzare o comunque e' una persona poco affettuosa, non ce l'ha con me..ed e' tanto impegnata, per quello non la sento mai.
Io mando regali per Natale, fiori e sorprese per i compleanni...loro no, perche' sono fatti cosi, non sono bravi a fare i regali.
Oh, la gente puo' anche evolvere eh? Certo, chi nasce tondo non muore quadrato, ma ci sono mille possibili sfumature! E le cose si imparano porca miseria, si smussano gli spigoli e ci si viene incontro. Forse se qualcuno avesse detto a mio padre che il suo modo di scherzare e' offensivo o a mia sorella che e' una stronza anaffettiva, chissa' magari qualcosa sarebbe cambiato!
Anche questa cosa dei regali...possibile che a nessuno della mia famiglia sia venuto in mente di comprare una cazzo di tutina e infilarla in un pacco da mandare qui??
C'e' stata la storia dei vestiti dei nipoti, quella che mia sorella voleva buttare e che io avevo chiesto di mandare qui, almeno qualcuno, giusto per una cosa affettiva. Ci hanno messo da luglio a novembre a mandarmeli, e solo perche' all'ennesima volta in cui mia mamma mi diceva "non so come mai tua sorella non spedisca il pacco, ormai alla bimba non andranno neppure bene, ti mandero' i soldi per comprarle delle cose nuove" ho sbottato e detto che non avevo bisogno di soldi ma speravo in un gesto di tenerezza. Il pacco e' arrivato e non conteneva neppure un piccolo regalo per Alice. Oh, ripeto, non e' che ho bisogno che qualcuno compri qualcosa a mia figlia, i soldi per farlo li ho e i vestiti qui costano niente...ma possibile che a nessuno di loro sia venuta voglia di farle un pensierino? Quando e' nata mia nipote compravo una tutina a settimana dalla gioia che mi dava...
Sono arrabbiata, tanto, e non so davvero se riusciro' a perdonarli stavolta.
La delusione e' enorme, perche' a tutte quelle belle parole sulla famiglia perfetta ci avevo creduto. Invece si sono rivelati mille volte migliori i genitori del Tecnico, che litigano e si mandano a cagare, che hanno fatto un sacco di errori con il figlio e non sono stati molto bravi ad amarlo, che spesso non si fanno sentire per settimane e dimenticano eventi e visite mediche fondamentali...pero' appena e' nata la bimba hanno mandato una serie di piccoli regalini, molti fatti a mano, e a febbraio saranno qui a darci una mano.

domenica 11 dicembre 2016

Scene da un manicomio

Scena 1(A):
Ore 3 del pomeriggio. 
La piccola tiranna dorme profondamente nella culla. Finalmente posso pranzare! Mi dirigo a passi felpatissimi in cucina, cosi' felpati che la Pantera Rosa e' una dilettante al confronto. Apro il frigo alla ricerca di qualcosa da mangiare che sia pronto o velocissimo da preparare...prendo formaggio e salame e li schiaffo in un panino che avevo messo a scongelare al mattino, e' ancora freddo ma non mi posso permettere di rovinare tutto con il bip bip del microonde. Prendo il panino con due mani, ho una fame da morire...lo avvicino alla bocca spalancata e all'improvviso....UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Si e' svegliata!!!

Variante (B):
Uguale fino all'assemblaggio del panino...lo addento, arrivo quasi a meta' e ormai sicura di me, abbasso la guardia e con noncuranza apro il succo d'arancia con una mano...il tappo di plastica cade per terra facendo un rumore che nel silenzio assoluto della casa sembra una bomba...UAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Si e' svegliata!!!


Scena 2(A):
Ore 3 di mattina.
Latte. Ruttino. Si addormenta sulla mia pancia. Aspetto che russi per essere certa che sia addormentata profondamente e la deposito nella culla con un movimento cosi' lento da metterci 10 minuti. Continua a dormire! Striscio sul letto, mi copro, chiudo gli occhi beata. Tempo 5 minuti e dalla culla cominciano a provenire dei grugniti. Poi dei versolini. Vedo che inizia a muoversi tutta la struttura di legno. Parte un MEEEE inquisitorio (com'e' che prima ero sul caldo e morbido in tua compagnia e ora sono sul duro e da sola?). Pausa. Speranza (mia). Un secondo MEEEEEEEE, piu' lungo e piu' forte (dove siete finiti?? Lo so che siete li'). Il Tecnico sta per alzarsi, lo convinco ad aspettare "Tecnico, play dead, facciamo finta di non esserci". Il terzo MEEEEEEEE e' isterico e preannuncia l'Apocalisse (come vi permettete di lasciarmi qui a piangere???). E' seguito dal pianto della disperazione (della piccola e mio).

Variante (B):
Mezzanotte. 
Tutto uguale fino a me che chiudo gli occhi beata, e' anche prima del solito e mi pregusto una bella dormita. Il Tecnico si gira, vuole mettere il tablet sul comodino ma sbaglia la mira...il tablet cade sul parquet...il rumore rimbomba nella stanza, seguito da un pianto disperato (della piccola e mio).

Variante (C).
Ore 6 di mattina. 
Notte insonne.
Latte. Ruttino. Si addormenta sulla mia pancia. Aspetto almeno mezz'ora per essere certa che sia nel mondo dei sogni, e' esausta anche lei e sembra davvero in coma profondo. Mi muovo lentissssssssimamente: passo da semisdraiata a seduta-pausa-mi alzo in piedi-pausa con lento cullare-mi avvicino alla culla-pausa-la deposito con tutta la delicatezza del mondo-pausa-faccio scivolare lentamente le braccia per togliere da sotto il suo corpo. Sembra che abbia funzionato, passa una frazione di secondo in cui mi illudo che dormira' per almeno qualche ora (e io con lei)...poi il dramma: un braccino le cade di lato, si spaventa, occhi spalancati seguiti da un pianto disperato (della piccola e mio).


Ecco, giusto nel caso vi steste chiedendo dove fossi sparita! :-D