venerdì 10 febbraio 2017

Decisioni

Il nuovo clima politico degli Stati Uniti ci sta mettendo una certa ansia...che per me e' normale visto che tutto mi mette ansia, ma stavolta anche al solitamente imperturbabile Tecnico. 
Non solo ci preoccupa in generale il fatto che il Paese sia in mano a un pazzo senza remore ne' coscienza, con possibili nefaste conseguenze a livello mondiale...siamo abbastanza angosciati anche per la nostra situazione personale. 
Quest'anno scadono entrambi i nostri visti J1 e gia' stiamo avendo diverse rogne perche' il Tecnico avrebbe la famosa regola dei 2 anni da adempiere (cioe' dover restare in Italia per 2 anni prima di poter applicare per un visto diverso)...dovremmo riuscire a risolvere in tempi brevi, ma resta comunque il problema del giro di vite che l'attuale presidente vorrebbe dare al rilascio di nuovi visti. So che la sua intenzione non e' colpire noi post doc e neppure noi italiani in generale, ma la nostra paura e' che le nuove regole finiscano per il danneggiare inavvertitamente anche noi.  Alla luce di questi fatti, ci siamo convinti che convenga cominciare a pensare a qualche piano B (C e D e pure E) nel caso le cose non dovessero andare come vorremmo.
Il Tecnico si e' lanciato a capofitto in questa impresa e sta vagliando con la sua proverbiale precisione certosina possibili offerte di lavoro in Canada e in Europa. Il suo curriculum e la sua lettera di presentazione sono gia' praticamente pronte da giorni...io invece nicchio!
Ma come, direte voi? Sono anni che vi fracasso le palle ammorbo con la storia che ti pesa la distanza, che mi mancano famiglia e amici, che gli Usa erano solo un passaggio temporaneo in attesa di potersi riavvicinare il prima possibile, che il vero ostacolo era solo il Tecnico e il suo desiderio di rimanere qui, ecc ecc...e adesso che mi si prospetta la possibilita' di tornare in Europa, non sono piu' cosi' convinta???
Eh...che vi devo dire...un po' per natura sono una cuor-mai-contento per cui quando sono qui voglio essere la' e quando vado la' vorrei essere li' e quando sono li' vorrei essere qua...ma ci sono anche altre motivazioni.
Della prima ne avevo parlato anche in passato: un conto sarebbe tornare esattamente da dove siamo venuti (cosa che non sogno neppure perche' impossibile da realizzare) ed un altro e' andare in un posto nuovo, anche se piu' vicino all'Italia.
Innanzitutto non e' che abbia tutto questo entusiasmo al pensiero di ricominciare da capo: dover imparare di nuovo come funzionano scuole, sanita', banche, burocrazia...mi sono anche abituata molto bene, perche' negli Usa e' molto facile fare diverse cose pratiche (ad esempio aprire un conto corrente), mentre in molti altri paesi e' un vero dramma che non ho molta voglia di affrontare. Inoltre un trasferimento di questo tipo non risolverebbe i miei drammi della solitudine, in quanto anche se magari mi ritroverei a poche ore di aereo e non piu' 12, comunque nella vita di tutti i giorni sarei comunque da sola. E' vero che qui finora mi sono fatta pochissimi amici e magari non strettissimi, ma su questi pochi so di poter contare in caso di emergenza e ci ho passato molte serate e giornate piacevoli. Tra l'altro, visto come sono andati questi 5 anni, in cui gli ospiti si sono contati davvero sulle dita di una mano, non sono del tutto certa che essere piu' vicina si tradurrebbe in un maggior numero di visite, non necessariamente per cattiva volonta' ma anche semplicemente per il fatto che ognuno ha la sua vita da gestire. Certo, andare da Bologna a Londra per dire e' moooolto piu' fattibile che venire a Columbus, ma richiede comunque soldi, organizzazione e tempo libero. O coraggio, di cui pare che la mia famiglia sia totalmente sprovvista! Tra l'altro il senso di colpa era uno dei miei motori piu' forti al volermi avvicinare e gli ultimi avvenimenti hanno cambiato moltissimo la mia prospettiva a riguardo...
Poi, ed e' forse la cosa piu' importante, mi e' successo quello che mi dicevano tutti anche se io non ci credevo: e' arrivata Alice e tutte le mie priorita' sono cambiate! :-) Prima il fatto che i miei genitori sentissero tanto la mia mancanza e io la loro o la mia solitudine qui erano fattori fondamentali che condizionavano i miei desideri per il futuro, mentre adesso sono davvero molto meno rilevanti. Al momento quello che piu' mi preme e' poter dare alla piccoletta una istruzione di livello discreto e che comprenda almeno la lingua inglese, una buona assistenza sanitaria, una casetta con un piccolo spazio esterno, la possibilita' di comprarle quello che riterro' necessario senza dovermi angosciare per arrivare a fine mese, avere tempo da dedicarle e poco altro. Qui diverse di queste condizioni sono soddisfatte, per cui al momento sarei disposta ad andarmene solo se trovassimo un posto che ci permettesse di darle altrettanto, vicinanza o meno all'Italia. 
In realta' anche per il Tecnico e' tutto cambiato, perche' mentre prima la soddisfazione lavorativa era fondamentale e quindi era contentissimo qui nonostante passasse la vita in lab e avesse pochissime ferie, adesso gli pesa eccome. Per questo e' super motivato a trovare altro, sperando in un posto di lavoro che gli permetta di stare piu' tempo con Alice quotidianamente e di portarla al mare durante le vacanze...insomma, prima lui voleva restare e io andare...ora sono cambiate le priorita' ma invece di convergere verso un obiettivo comune continuiamo ad essere opposti, adesso lui vuole andare e io forse restare :-D
Ovviamente se il nuovo presidente ci caccia ce ne andremo, priorita' o meno...cosi' come se nessun'altro ci vuole e ce lo permettono, resteremo qui comunque! :-D