mercoledì 6 febbraio 2019

Karma confuso - Lato Usa+Belgio

E quando tutto sembrava aver preso una direzione ben precisa. (che, sia chiaro, non avevo ancora deciso se fosse positiva o negativa esendo pure io bipolare tipo "should I stay or should I go")...tutto e' finito in un niente di fatto. Dopo che la possibile futura capa aveva fatto una serie di passi che parevano definire sempre piu' concretamente la mia assunzione (scambio di mail con le risorse umane e il dipartimento che definisce il salario, mail di conferma che posizione e stipendio mi potessero andare bene, telefonata con una delle mie referenze, mail con i progetti che avrebbe voluto farmi fare per capire se potessi essere interessata, ecc), di colpo mi scrive che in realta' le sarebbero servite 2-3 settimane per capire bene se ero la persona adatta alla sua situazione. Io ho la netta impressione che si stia tirando indietro ma il Tecnico cerca di rassicurarmi (dicendo che sono la solita paranoica), invece dopo 2 giorni arriva la conferma che ha deciso di non prendermi...cosi, senza una spiegazione precisa se non che i suoi superiori le avevano consigliato di prendere qualcuno meno preparato ed esperto di me. Ci sono rimasta malissimo a dir poco. Che lo so che sembra assurdo, vista la premessa che neppure io so cosa voglio, ma per come sono fatta  sono le attese che mi uccidono, ho bisogno che il destino mi prenda per mano e decida per me e pensavo lo avesse fatto. Invece no, le cose non sono mai semplici. Effettivamente era una situazione troppo ottimale perche' si concretizzasse al primo colpo, cosi, senza sofferenza...e dopo tutti questi anni dovrei ormai saperlo che a me e al Tecnico non va MAI di culo, MAI! :-D
Oltre alla delusione, mi e' venuta tutta una serie di paranoie, tipo che  una delle mie referenze non mi sia stata di supporto (e saprei anche chi potrebbe essere...), il che sara' un problema anche per eventuali domande di lavoro successive...
In tutto questo invece il Belgio ha deciso di smentire tutte (va beh, a parte il meteo, quello e' indifendibile) le brutte cose che il Tecnico ha detto contro di lui negli ultimi mesi, nella fattispecie: e' difficilissimo trovare lavoro, i belgi sono tutti cattivi, gli stipendi non sono il massimo, le bollette sono costosissime e il tax return non sara' mai alto come quello americano. Infatti da quando lui ha finalmente ricominciato a lavorare, gli sono arrivate almeno altre 3 offerte di lavoro, a conferma della mia teoria che avendo tolto la precedente esperienza fallimentare, il fatto di non risultare che avesse lavorato in Belgio era un deterrente. Inoltre gli hanno dato il sussidio di disoccupazione, che non si aspettava...il nuovo stipendio e' migliore...ci hanno ridotto le bollette di gas e acqua perche' si sono accorti che stavamo pagando troppo e ci e' arrivato un rimborso tasse notevolissimo! Inoltre nel suo nuovo lab sono anche gentilissimi, molto organizzati e gli stanno dando la possibilita' di crescere in modo indipendente.
Ecco, karma, parliamone...cosa stai cercando di dirmi?
Ci ho messo mesi per convincermi che il ritorno in Usa potesse essere un'opzione da non scartare a priori...e in pochi mesi sembrava davvero che diventasse realta' e quindi mi stavo gia' settando su nuove frequenze, permettendomi di riaprire quel capitolo che pensavo chiuso...e ora? Boh!
Al lavoro sto facendo una gran fatica, cerco di dare il massimo come se dovessi restare ma al tempo stesso ogni tanto mi chiedo che senso abbia sbattermi per sistemare cose di cui forse beneficeranno gli altri...
Mi ritrovo a mandare domande di lavoro in Usa a raffica, abbassando sempre di piu' le mie aspettative...e al tempo stesso mi fa incazzare doverlo fare visto che un lavoro ce l'ho, nessuno mi vuole cacciare e nonostante alti e bassi mi piace e sembra riuscirmi discretamente. Ammetto che mi da' anche fastidio avere la sensazione di essere quella che fa sempre le cose per bene (cerca di non litigare con i capi, si sforza di andare d'accordo con tutti,..) e poi comunque non serve a nulla, tocca ricominciare di nuovo.
Non so convincermi a iniziare un corso di fiammingo perche' se a fine estate andiamo via non ha senso...e al tempo stesso se poi restiamo prima lo faccio e meglio sarebbe.
Mi rendo conto di stare investendo molto meno nelle mie amicizie qui, perche' se poi devo lasciarle voglio almeno soffrire un pochino meno del solito. E al tempo stesso isolamento e solitudine sono la cosa di cui ho meno bisogno in questo momento in cui picchierei la testa contro gli spigoli.
Lo so che non abbiamo ancora deciso nulla ma gia' il fatto di non poterne parlare praticamente con nessuno qui e' pesantissimo, mi sento una traditrice e una falsa quando il mio capo parla di progetti futuri o di prospettive per me. Infatti ieri alla fine del lab meeting mi ha chiesto se avevo altro da dirle e il mio subconscio ha risposto "no, non ancora...".
Spero al prossimo post di avere novita' piu' interessanti o almeno di essere di un umore meno tetro, che mi sono venuta a noia da sola!

4 commenti:

  1. Ciao, io come al solito ti scriverò un commento fiume, ma sento la tua sensibilità e le tue esperienze molto simili alle mie. Ho attraversato spesso periodi simili a quelli che descrivi (imparo la lingua ma a che serve se poi me ne vado? Al lavoro non voglio stare ma certo non lo posso dire al lavoro... ) e il risultato è stato che tutto questo ingoiare e rimuginare mi ha fatto vivere malissimo un periodo che certo senza essere roseo non era comunque cupo, anzi, e non godermi niente delle cose pur belle che avevo (la salute, l'amore del mio compagno, una bella casa, una vita tranquilla...). Io l'ho capito quando ormai ero sul punto di scoppiare che dovevo parlarne con qualcuno. Le mie amiche del posto erano escluse, perché non volevo che si sentissero parte del problema, e mi sono rivolta alla psicologa della scuola (lavoravo come insegnante, e mi è sembrato il luogo più consono). Pensavo fosse una sciocchezza, ci sono andata "giusto per", giustificandomi dicendo che in fondo ci andavo così per provare a sfogarmi un po', ma che "non ne avevo bisogno".
    Chettelodicoaffà, come sono entrata e lei mi ha salutato e mi ha chiesto come stavo sono scoppiata a piangere. Se ci ripenso, è stato uno dei momenti più liberatori che ricordi.
    Pensare di non poterne parlare con nessuno non fa che aumentare la gabbia che sentiamo dentro e ci soffoca.
    Poi io ho lasciato il lavoro e il Paese (la Svezia) comunque, ma almeno ho ristabilito un po' di serenità.
    Questo ti consiglio: se non hai ancora una rete di amicizie fidate con cui sfogarti, non aver paura di parlare con uno specialista, potrebbe bastare anche un councellor. Ma soprattutto, non aver paura di deludere nessuno. Stai bene? State bene adesso? E allora a quel Paese gli Stati Uniti per il momento.
    Se ti serve, puoi anche iscriverti ad un corso di fiammingo pensandolo come un modo per farti nuove amicizie, più che per imparare la lingua. Se rimanete, tanto meglio, se ve ne andate, almeno ti sarai fatta qualche amico in più.
    Ti abbraccio, e se vuoi scrivermi in privato la mia mail è virginiamanda@gmail.com

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    1. Grazie del tuo lungo messaggio, mi fanno semrpe piacere i tuoi commenti! Piu' tardi ti scrivo ma intanto ti dico che hai perfettamente ragione e so che questo e' un mio grandissimo limite. La cosa assurda e' che sono una gran chiaccherona e spesso dico molto piu' di quanto dovrei, causando pure dei casini...ma quando poi c'e' un problema molto grosso o qualcosa che mi angoscia molto, mi chiudo di piu' in me stessa.

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  2. Capisco bene questo genere di sensazione che ti impedisce di vivere le cose nel modo giusto perché non sai se poi quelle cose faranno o meno parte della tua vita. Beh ma devo dirti che secondo me sei forte perché stai comunque reagendo e dandoti da fare, ma forse un pensiero positivo è che questa situazione si evolverà e quindi il peso di questa incertezza si scioglierà come neve al sole (a proposito, nevica in Belgio?)
    Ma tuo marito come vive tutto questo? In teoria anche lui dovrebbe provare delle cose simili o quantomeno se ne parli con lui, dovrebbe essere piuttosto in grado di comprenderti.

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  3. È da quando hai pubblicato questo post che volevo commentare ma fra cose da fare e blog bloccati al lavoro ancora non ero riuscita! Volevo solo dire che mi ha colpito il fatto che tu non abbia scritto come la vede il tecnico. Mi pareva infatti che fosse lui quello che se ne voleva andare. È ancora così o alla luce degli ultimi avvenimenti la situazione è cambiata? Te lo chiedo perché da come la descrivi sembrerebbe che al momento ci siano per tutti e due i presupposti per rimanere in Belgio, ma da come ne parli sembrerebbe invece che tu stia cercando un'altra soluzione o anche solo di capire. Spero che quello che ho scritto abbia senso, sono un poco hungover!

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