giovedì 15 dicembre 2016

Rabbia

Vi avviso, questo e' un post pieno di parolacce, sconclusionato e scritto di getto.
Natale si avvicina e invece di essere pervasa di spirito natalizio mi rendo conto di essere sempre piu' incazzata. In realta' non e' neanche colpa del Natale, poveretto, piuttosto del fatto che sta per arrivare gennaio e devo tornare a lavorare. Sono giorni che, calendario alla mano, faccio tabelle su tabelle a incastro per capire come riuscire nell'impresa di non stare troppo tempo lontana dalla bimba e al tempo stesso alternarmi con il marito in modo che entrambi possiamo essere produttivi sul lavoro. Utopia. Oltre al fatto che possiamo mettercela via di riuscire a vederci e avere una conversazione normale tra noi per tutto il mese di gennaio.
Si fa, lo hanno fatto tanti altri e riusciremo anche noi. Ma non riesco proprio a non avercela a morte con la mia "cara" famiglia, che non si sogna minimamente di venirci a dare una mano. Lo so, la scelta di fare un figlio qui e' stata mia e non la rimpiango di certo, ma non avrei mai pensato che non sarebbe venuto nessuno. Davvero, nonostante me lo ripetessi e lo ripetessi a tutti, in fondo in fondo speravo che alla fine qualcuno si sarebbe degnato di presentarsi. Non e' la prima volta che scrivo un post incazzato sul fatto che i miei genitori non mi siano mai venuti a trovare, ma stavolta e' ancora peggio...in genere la mia rabbia era comunque mitigata dal senso di colpa per essere quella che era andata via, adesso non ho piu' neppure quello, solo tanto tanto nervoso e delusione.
Mi sembra di aver vissuto in una gigantesca bugia, tipo The Truman Show. Tutte quelle belle parole di cui si sono riempiti la bocca per anni e che io ho preso come oro colato, ripetendole in giro tipo "la mia famiglia e' molto unita, la famiglia e' sempre stata la priorita' per i miei genitori, i miei genitori farebbero qualunque cosa per noi figli"...stronzate, sono tutte enormi stronzate. Facile dire queste cose quando te ne stai come il Papa a Castel Sant'Angelo, chiuso a casa tua mentre i figli vengono a omaggiarti...e guai a chi sgarra e salta una domenica! Ma quando si tratta di prendere la macchina e fare 50km...o un aereo e fare 12 ore di volo...c'e' sempre una buona scusa per non farlo.
Io, che possiedo un generatore automatico di sensi di colpa sempre in funzione a pieno regime, mi sono piegata alla grande a questa logica, fin da quando mi ero trasferita a Ferrara...ogni domenica prendevo la macchina per andare a pranzo da loro, nonostante il Tecnico mi facesse capire che magari avrebbe avuto piacere di passare qualche domenica insieme o andare via nel week end. Lui, diversamente dai miei, non mi ha mai forzato, ma dopo un anno qui mi ha confessato che solo una volta trasferiti a Columbus ha sentito che eravamo diventati una vera famiglia, perche' finche' eravamo in Italia la mia famiglia continuava ad essere quella di origine. Me ne accorgevo pure io, ma pensavo fosse giusto, loro si che mi amavano al 100%, loro si che volevano sempre avermi vicino, mica come lui che poteva stare benissimo senza di me, senza cercare di trattenermi...chiaro segno di non-amore, no? Che stupida sono stata. Gli ho permesso di farmi sentire di merda perche' ero andata via di casa a "soli" 24 anni e facevo di tutto per farmi perdonare.
Figurati quando poi sono venuta qui, quanto avevo da farmi perdonare!
E quindi chiamate skype giornaliere anche se voleva dire fare brutta figura con il capo o organizzare il week end in modo da poter essere a casa in tempo...voli aerei per l'Italia almeno annuali se non semestrali, nonostante il fatto che il Tecnico non sempre potesse venire e poi non restassero giorni di vacanza da fare insieme. E guai ad uscire troppo con gli amici o addirittura andare al mare con il Tecnico quando ero in Italia...resti cosi' poco e ti permetti pure di lasciarci per una cosa stupida come stare al mare (che adoro)??
Ho sempre accettato le loro scuse al non venire qui...i costi di voli, i problemi di salute, la nonna da accudire, papa' che non poteva perdere tempo con il lavoro...e sono sempre andata io, nonostante le poche ferie, nonostante i costi dei voli, nonostante l'ansia che a volte mi rendeva un vero incubo prendere un aereo, nonostante certe crisi con il Tecnico che andare via in quel momento era davvero un rischio enorme per la nostra coppia. Lo facevo perche' dovevo espiare il grande affronto fatto alla mia meravigliosa famiglia.
Solo ora capisco che non ho fatto niente di male nel decidere di venire qui e che se gli mancavo cosi' tanto potevano venire pure loro. Mi sembra che i ruoli qui siano ribaltati, invece di essere una figlia incontentabile, ho dei genitori che non fanno altro che chiedere chiedere chiedere, senza dare nulla in cambio. Oppure offrendo in cambio dei soldi, che puo' funzionare con mia sorella ma non e' quello che interessa a me.
Non ho mai affrontato con loro la questione in modo cosi' diretto come sto facendo ora sul blog, per paura di offendere o dare un dispiacere, per non far piangere mia mamma o far incazzare mio papa', che finirebbe con il voltarmi le spalle al pc come fa ogni volta che lo contesto. A loro pero' delle mie lacrime ogni volta che qualcuno ha la famiglia qui o riceve un regalino da casa non importa niente...cosi' come la totale mancanza di tatto con cui mi tratta mio papa'. Devo camminare sulle uova per non urtarlo, pero' lui puo' trattarmi di merda. "Eh ma tuo papa' e' fatto cosi, lui scherza." Quando mi dice che sono grassa o che mia figlia non prende il latte da me perche' non so fare o che spera che non dorma perche' devo fare almeno un po' di fatica, lui scherza?
Anche questa cosa del "e' fatto cosi", che ho sempre sentito dire fin da piccola e che ho fatto mia come verita' assoluta, ma che stronzata e'?
Mio papa' offende chiunque, ma e' il suo modo di scherzare.
Mia sorella mi ignora o se puo' mi attacca, non mi chiede mai come sto ne' come sta la bambina, ma e' tutto normale, noi siamo la famiglia del Mulino Bianco e non sono ammesse contestazioni. E' il suo modo di scherzare o comunque e' una persona poco affettuosa, non ce l'ha con me..ed e' tanto impegnata, per quello non la sento mai.
Io mando regali per Natale, fiori e sorprese per i compleanni...loro no, perche' sono fatti cosi, non sono bravi a fare i regali.
Oh, la gente puo' anche evolvere eh? Certo, chi nasce tondo non muore quadrato, ma ci sono mille possibili sfumature! E le cose si imparano porca miseria, si smussano gli spigoli e ci si viene incontro. Forse se qualcuno avesse detto a mio padre che il suo modo di scherzare e' offensivo o a mia sorella che e' una stronza anaffettiva, chissa' magari qualcosa sarebbe cambiato!
Anche questa cosa dei regali...possibile che a nessuno della mia famiglia sia venuto in mente di comprare una cazzo di tutina e infilarla in un pacco da mandare qui??
C'e' stata la storia dei vestiti dei nipoti, quella che mia sorella voleva buttare e che io avevo chiesto di mandare qui, almeno qualcuno, giusto per una cosa affettiva. Ci hanno messo da luglio a novembre a mandarmeli, e solo perche' all'ennesima volta in cui mia mamma mi diceva "non so come mai tua sorella non spedisca il pacco, ormai alla bimba non andranno neppure bene, ti mandero' i soldi per comprarle delle cose nuove" ho sbottato e detto che non avevo bisogno di soldi ma speravo in un gesto di tenerezza. Il pacco e' arrivato e non conteneva neppure un piccolo regalo per Alice. Oh, ripeto, non e' che ho bisogno che qualcuno compri qualcosa a mia figlia, i soldi per farlo li ho e i vestiti qui costano niente...ma possibile che a nessuno di loro sia venuta voglia di farle un pensierino? Quando e' nata mia nipote compravo una tutina a settimana dalla gioia che mi dava...
Sono arrabbiata, tanto, e non so davvero se riusciro' a perdonarli stavolta.
La delusione e' enorme, perche' a tutte quelle belle parole sulla famiglia perfetta ci avevo creduto. Invece si sono rivelati mille volte migliori i genitori del Tecnico, che litigano e si mandano a cagare, che hanno fatto un sacco di errori con il figlio e non sono stati molto bravi ad amarlo, che spesso non si fanno sentire per settimane e dimenticano eventi e visite mediche fondamentali...pero' appena e' nata la bimba hanno mandato una serie di piccoli regalini, molti fatti a mano, e a febbraio saranno qui a darci una mano.

31 commenti:

  1. Capisco la tua delusione.... fa male vedere tutti ricevere regali, visite o semplicemente un atto di tenerezza e noi niente... a volte penso davvero che questa distanza serva a farci aprire gli occhi... Claudia

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    1. Sono d'accordo, se fossi rimasta vicina a casa probabilmente avrei continuato a vivere nell'illusione della famiglia perfetta...

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  2. Cara Baby, pur leggendoti sempre non commento mai ma oggi è diverso. Le tue parole potrebbero essere le mie!
    Mi dispiace veramente per te, per voi tre. Fatti forza e cerca di pensare che ora tutto quello che conta è lì vicino a te.
    Sai quante volte ho sperato di trovare un bigliettino di auguri di compleanno nella cassetta delle lettere?! Pazienza...
    Buone feste :)
    Aria

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    1. Grazie del commento. E' vero, quello che conta davvero e' la MIA famiglia, quella costruita con mio marito e che si e' complettaa con l'arrivo di A.
      ...io pero' continuo a sperare di trovare un bigliettino di auguri nella posta, non imparo mai :-)

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  3. Mi spiace tantissimo. Ti ammiro tantissimo per quello che hai fatto e fai. Un abbraccio

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  4. Ti leggo spesso ma commento raramente. Oggi però mi sono immedesimata nelle tue parole, capisco cosa provi. Vorrei darti un consiglio, se non riesci a dire queste cose a voce per paura di litigare prova a scrivere. Fai capire ai tuoi che certe cose ti fanno soffrire, usa le parole giuste, non essere troppo dura, ma diglielo. Io ci ho messo un secolo di lacrime e nervoso, poi ne ho parlato col cuore in mano. Ci sono stati musi lunghi, pianti, poi piano piano la situazione è migliorata. Almeno ti sarai tolta un peso.
    Ps non ti devi sentire in colpa, non ne hai motivo.

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    1. Volevo aspettare di tornare in Italia per poterne parlare di persona, per quanto skype sia un ottimo mezzo di comunicazione non mi sembra adatto per questo tipo di argomenti. Riguardo a mia sorella invece ci ho gia' provato anni fa, scrivendole una lettera con il cuore in mano...nessun risultato.

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  5. È veramente triste, mi dispiace tanto soprattutto che loro non capiscano..ma tua mamma da sola nemmeno riesce a venire? Mi pare sia l'unica che un minimo c'è..ed è davvero triste che non abbiano pensato a nessun regalino.. W i suoceri dunque!

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    1. Si, mia mamma credo che sia l'unica a cui dispiaccia veramente non venire...ma da sola non ce la puo' fare e nessuno la vuole accompagnare qui.

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  6. Baby, ci sono poche parole, io non posso comprendere la frustrazione che può generare una situazione simile, ma posso dirti che qui accanto a me sul divano in questo momento c'è una persona che l'ha provata. In ospedale, durante quei sette lunghissimi mesi, nessuno si è mai preoccupato di lui. NESSUNO. E parliamo di una famiglia con sei figli (lui compreso). So che ne ha sofferto molto (anche perchè i miei di genitori per venire a dare una mano a me e per stare vicini a lui, si erano fatti 1000 km) e non solo per quello, ma dopo un anno quando io ho festeggiato all'anniversario dell'intervento mi ha detto una frase: "Non dobbiamo dire grazie a nessuno, abbiamo fatto tutto da soli". E ti rigiro questa frase: "Quando Alice sarà grande, quando sarete fuori dal tunnel degli incastri, non dovrete dire grazie a nessuno". Avrete fatto tutto da soli e ne sarete fieri.
    Un bacio grande.

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    1. Mi dispiace per A, immagino quanto avra' sofferto nel vedere che nessuno si prendeva la briga di venirvi ad aiutare. Concordo assolutamente con quello che dici...e devo dire che vale per la maggior parte delle cose che ho costruito nella mia vita da quando sono uscita di casa in poi...nel bene e nel male non devo ringraziare nessuno per i risultati ottenuti.

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  7. Ciao,

    leggo sempre silenziosamente ma oggi commento perchè mi tocca da vicino : hai mai visto quel film italiano, "Parenti Serpenti"
    Ecco, anche io pensavo di avere la famiglia più unita e amorevole del momdo e poi...sono saltate fuori le vere personalità e la malvagità è dilagata.
    Non sei la sola, anzi, penso proprio che sia la consuetudine e la VERA famiglia unita e amorevole sia piuttosto rara...
    Gli amici te li scegli, i parenti no purtroppo

    Ciao e forza con la pupa, nei momenti di sconforto pensa sempre che TUTTO PASSA,lentamente magari ma passa!!

    Betty

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    1. Grazie delle tue parole..quanto brutto e' pero' rendersi conto che la famiglia ideale che pensavamo di avere non esiste sul serio? :-(

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  8. Ciao Baby, leggo spesso ma non commento mai. Questa volta però mi sento particolarmente solidale con te e dunque mi paleso.
    Quattro anni fa ho osato trasferirmi dalla provincia di Salerno a Roma, e vivo una situazione assai simile alla tua. Io e la mia famiglia di origine siamo distanti...quanto? Duecentocinquanta chilometri? Bene, mia madre viene a farmi visita una e dico una sola volta all'anno, mai per più di 48 ore consecutive. E questo mi fa soffrire moltissimo. Ci sono mie amiche che sono emigrate in Inghilterra, Scozia, Giappone, i cui genitori vanno a trovarle molto più volentieri e più a lungo. Il problema è che in molte famiglie italiane (sicuramente nella mia) vige una sorta di patto silenzioso che senza saperlo firmiamo tutti quando veniamo al mondo: io sono rimasta ad abitare nella stessa via dei tuoi nonni e quindi tu, figlia mia che ancora non riesci a tenere la testa dritta, farai lo stesso con me e tuo padre; anzi, sai che facciamo? Per non rischiare ti teniamo la casa dei nonni, via, così non c'è pericolo che ti allontani troppo! Se si diverge da questo modello, scattano i ricatti psicologici e le ripicche.
    Nel mio caso, sono sicura si tratti esattamente di questo: mia madre ancora non mi ha "perdonato" il trasferimento e quindi, più o meno coscientemente, in lei scatta questo infantilissimo meccanismo: sei TU che hai voluto andare via e sei TU che ti sei spostata; quindi sei TU che devi venire a casa mia se ti interessa vedermi.
    Carino, vero?
    La scusa ufficiale è così farlocca che mi fa ridere: i cani. Mia madre ha due cagnolini che, quando ce n'era necessità, sono sempre stati lasciati senza alcun problema in pensione presso una signora di assoluta fiducia. Da quando sono andata via io i cani in pensione non si possono lasciare più.
    Adorerei avere un bambino, a questo punto della mia vita, ma sono terrorizzata all'idea di dover aggiungere un'altra tessera al puzzle: continuare ad essere l'unica che viaggia per incontrare la famiglia, con in più un bebè al seguito. Perchè sono sicura che l'atteggiamento di mia madre rispetto alla questione, come quello della tua famiglia, non cambierebbe di una virgola.

    Perdonami il lungo delirio, Baby. Tantissimi auguri a te e al Tecnico per la nascita della bambina e per le feste che si avvicinano.

    Grazia

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    1. Grazie del messaggio. Penso che quello che hai scritto descriva perfettamente anche la mia situazione...mio papa' aveva costruito 3 villette (e' muratore) e ne aveva tenuta una per me proprio di fronte a casa loro, quindi il messaggio era chiarissimo: tu non ti allontanerai da qui! Mia sorella infatti, che ha fatto tutto secondo i loro desideri (dal matrimonio organizzato come volevano i genitori al rimanesere nel raggio di 10 km da loro) gode di ogni forma di aiuto pratico...io invece devo pagare il fatto di essere uscita dal cerchio della famiglia. Tipo "hai voluto fare come ti pare? hai voluto essere diversa da tutti noi?...allora arrangiati".
      Per il bambino...fallo comunque! Io sono esausta, privata del sonno, spesso sull'orlo delle lacrime perche' da soli e' pesantissimo...ma non tornerei alla mia vita senza di lei per niente al mondo!
      Buone feste!

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  9. Mi spiace, Baby... Mi spiace un sacco! Il mio consiglio è solo uno: scrivi. Manda email, o lettere, o piccioni viaggiatori. Butta fuori! Racconta ai tuoi le cose per cui gli vuoi bene, e che ti hanno insegnato, ma spiegagli soprattutto quel che ti ferisce.
    Credo che questa tua rabbia sia buona, specialmente dopo tanti sensi di colpa, e credo che il merito vada alla piccola Alice :) che in qualche modo ti ha "scardinato" dal tuo posto di figlia. Ora sei mamma, la priorità è lei, e i gesti o le mancanze che tu in quanto figlia avresti accettato, ora che portebbero pesare sulla tua bimba col cavolo che li tolleri! Fai bene, e credo che loro, che questa nipote non l'hanno ancora abbracciata, e che probabilmente si aspettano che tu bussi alla loro porta per depositargliela in grembo, non hanno capito quel che purtroppo si stanno perdendo... te diglielo, serenamente, che la tua priorità è la tua bimba, che a spostarsi non dovrebbe essere una neonata ma gli adulti, che ti spiace se non hanno la voglia o le energie per venirla a conoscere, ma che ti spiace soprattutto per loro, per quel che si perdono... perchè tu, ora che hai la TUA famiglia, hai tutto. E come scriveva sopra Nonpuòesserevero... non dovete dire grazie (e men che mai scusa!) a nessuno. Un abbraccio, a voi e alla mia omonima!

    Alice Ammiratrice

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    1. Quello che dici e' verissimo...ci voleva la nascita della mia bimba perche' a "soli" 37 anni smettessi di essere figlia! E tutto quello che tolleravo malvolentieri adesso non sono piu' disposta a farlo, se in qualche modo possono pesare sulla piccoletta. Anche banalmente rinunciare ad un collegamente skype se gli orari non coincidono con quelli di Alice, mentre prima avrei fatto di tutto per poterli sentire comunque. Mi dispiace che come dici tu non abbiano capito cosa si stanno perdendo...e soprattutto non abiano capito che stavolta se non si schiodano dalla loro grotta ad aspettare che i re magi gli portino in dono una nipotina da coccolare, potrebbero non vederla per molto tempo. Mica per ripicca o altro, ma solo perche' lei e il suo benessere sono la mia priorita'.
      Provero' a parlare con i miei genitori, cercando di essere calma e rilassata e non farmi prendere dal nervoso..con mia sorella ho gia' provato in passato e non e' servito a nulla...
      Grazie del messaggio :-*

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  10. voce fuori dal coro, unica nella situazione opposta... io vivo in belgio da quasi 9 anni e i miei sono venuti a trovarmi dall'italia una volta sola. ma a me va benissimo così, non me la vivo male, mi sembra normale... quindi boh, forse è una questione un po' di carattere loro, ma anche un pochettino di aspettative mie... scusa in anticipo se mi sono permessa!

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    1. Ma figurati, non devi mica scusarti! Io mi sfogo sul blog mica solo per ricevere pacche sulla spalla e "hai ragione", mi fa sempre piacere avere punti fi vista diversi sulle questioni. Sicuramente dipende molto dal carattere e dalle aspettative...devo dire che finora il fatto che loro non fossero mai venuti mi dava un po' fastidio ma solo adesso e' diventato un problema cosi' grande..forse la gestione della bimba qui da soli si e' rivelata piu' complicata del previsto e ha smosso il risentimento.

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    2. francescabianca come faccio a mandarti una mail???? avrei bisogno di te! :-D

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  11. mi dispiace quello che scrivi, ma l'aspetto positivo, credo, e' che tu ora sei forte, indipendente e libera dai sensi di colpa. hai fatto un passo enorme.

    un abbraccio grande.
    valeriascrive

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    1. Si, questo e' sttao decisamente un enorme passo avanti...ci ho messo solo 4 anni a liberarmi dei sensi di colpa...o almneo a ridurli di molto!

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  12. ...leggo questo tuo post proprio in giorni in cui rifletto sul ruolo dei nonni in Italia e a casa mia...sarà una coincidenza?

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    1. scusa, aggiungo una postilla. Quella sull'allattamento al seno che non riuscirebbe perchè tu non sei capace...è una stronzata di quelle che meriterebbero sberle a due a due finchè non diventano dispari. altro che scherzo simpatico.

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    2. A me e' capitato spesso di leggere un post in un blog proprio nel momento in cui mi serviva o in cui stavo riflettendo su cose simili...per me e' un segno! :-)
      Lo so che non e' uno scherzo simpatico...ed e' il tenore medio delle battute di mio papa'!

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  13. Anche io ti leggo ma commento poco e questa volta mi sento di scriverti.
    Io vivo fuori dall'Italia da 10 anni e fuori dalla porta della casa dei miei da (aspetta che faccio il conto) 14.
    Mi sono sempre sentita in colpa, perché "ero io quella che se n'era andata" e ho sempre cercato di fare di più di quello che potevo: tornare spesso, stare a casa il più possibile, fare regali... e?
    E chi voleva è venuto a trovarmi, chi non voleva ha trovato mille scuse per non farlo.
    Io ad un certo punto, come te, ho sbottato perché mi sono stancata. Posso? Vengo. Non posso? Non vengo e pazienza.
    Tu adesso hai una bambina e ti aspettavi (giustamente!) delle attenzioni da parte della tua famiglia che non sono arrivate.
    Però (mi permetto, scusami) leggo anche tra le righe che tu hai ripetuto che non c'era problema, che potevano anche non venire, che a parte le tutine per legame affettivo non volevi nulla... Te lo dico perché anch'io avevo (ho tuttora, spesso) questo brutto vizio di non chiedere le cose che voglio, pensando "Beh, si capirà!". E invece no: non si capisce.
    Negli anni ti sei resa conto di essere diversa da loro e di volere cose diverse. Non è una colpa, ma è così. Quindi le cose che vuoi gliele devi dire, perché loro non le sanno immaginare. Con tua sorella è più facile, perché lei, essendo rimasta ed avendo fatto tutto quello che si aspettavano, è facile prevederla, loro "parlano la stessa lingua". E invece tu no. Tu sei indipendente, hai fatto tu i salti mortali per vederli, senza mai chiedere nulla in cambio. E loro si sono adagiati: tu ti muovi ora, tu ti sei mossa negli ultimi dieci anni, tu ti muoverai sempre. E invece no. Tu ora hai una bambina e hai bisogno di aiuto: chiedilo! Tu ora non puoi tornare in Italia: dillo! Tu vorresti che tua madre venisse a stare da te per un po' per aiutarti con la bambina: chiedilo! E non avere paura di farlo. Una soluzione si trova sempre, anche fare a metà del prezzo del biglietto, se la volontà c'è. Se invece non c'è volontà da parte loro, neanche dopo che tu educatamente e sinceramente chiedi la loro partecipazione (non monetaria, fisica!), allora saprai fare i conti e i programmi per il futuro. Ti sarai liberata di una bella zavorra.
    Ma finché non chiedi, non puoi immaginare le risposte.
    La prossima volta che ti dicono "Ti mando i soldi", digli che preferisci che quei soldi li mettano in un biglietto aereo. Digli cosa pensi, che vuoi la tua mamma vicino ora che sei diventata mamma anche tu.
    Smetti di fare quella forte, mostrati anche nelle tue debolezze, chiedi aiuto. Non c'è niente di male a volere la famiglia vicina.
    Ti abbraccio forte!

    Ps: Ti dico questo perché mia sorella sta per partorire e ha chiesto esplicitamente a mia madre di rimanere a casa con lei per un mese. Mia madre non se l'aspettava (pensava di fare una visita di rito all'ospedale e poco altro) ma ora è entusiasta ed emozionata dell'idea. Le persone per fortuna oltre a deluderci, a volte sanno anche stupirci!

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    1. Grazie davvero della tua lunghissima risposta, la frase "Con tua sorella è più facile, perché lei, essendo rimasta ed avendo fatto tutto quello che si aspettavano, è facile prevederla, loro "parlano la stessa lingua" mi ha colpita molto nella sua semplice verita'!

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  14. Avere delle aspettative ci porta ad avere delle delusioni e questo è il caso. Non sono le parole che rivelano le persone ma le azioni e questa situazione ha messo in luce il tutto.
    Non avere più sensi di colpa e rispondi a tono, senza aver paura di perderli. Nei collegamenti skype con di fronte la tatina non farti trattare male, ma credo che lo farai da te. Quando si diventa madre di vede il mondo, le persone e le situazioni con occhi diversi.
    Un abbraccio.

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    1. Sante parole...solo le azioni contano veramente, con la bocca si puo' dire qualunque cosa!

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  15. Ciao Baby! Da quanto tempo non passo di qui...
    che bel nome Alice!!!
    sai che anche io ho iniziato a vedere tante cose diversamente quando son diventata mamma? Mi ricordo proprio la rabbia come sentimento, quando vedevo i sentimenti di cura e attenzione che la maternità mi suscitava e che non vedevo nel mio passato. Poi m'è passato, più o meno.

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